Estrazione di gas naturale in Italia

L'Italia possiede modesti giacimenti di gas naturale, soprattutto in Pianura Padana, con i quali nel 2009 copriva circa il 15% del fabbisogno nazionale.

StoriaModifica

Nel 1939 fu costruita la prima condotta per il trasporto del gas tra Pietramala e Firenze. Nel 1942-'43 fu costruita la prima condotta tra Salsomaggiore e Milano e Lodi.

Nel 1944 fu scoperto il giacimento di Caviaga, allora il più grande scoperto in Europa Occidentale.

Nel 1948 fu scoperto il giacimento di Ripalta Guerina.

Tra il 1946 e il 1950 la produzione italiana passò da 20 a 305 milioni di metri cubi; tra il 1949 e il 1951 la rete di distribuzione fu aumentata da 354 a 1266 km.

Nel 1952 fu scoperto il giacimento di Ravenna, a 1250-1960 metri di profondità (30 pozzi produttivi), nel 1954 quello di Serignano, a 1305 metri (11 pozzi attivi).

Nel 1960 fu scoperto il giacimento di Gagliano Castelferrato, a 2000 metri. Nel 1973 fu scoperto il giacimento di Malossa, a 5800 metri.

Un'altra area di produzione si estende dal subappennino dauno (Puglia) alla fossa bradanica (Basilicata), con una serie di giacimenti (individuati a partire dal 1962) lungo il margine orientale dell'Appennino meridionale[1].

Tra gli anni novanta e 2000 sono stati avviati nuovi pozzi nell'Adriatico.

In taluni casi, i pozzi esauriti che raggiungono una profondità di 3.000 metri e una temperatura del liquido iniettato pari ad almeno 70 °C sono stati riconvertiti alla produzione di energia geotermica.[2]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica