Ettore Lo Gatto

saggista e critico letterario italiano
Ettore Lo Gatto in un ritratto di Igor Grabar del 1932

Ettore Lo Gatto (Napoli, 20 maggio 1890Roma, 16 marzo 1983) è stato un saggista, docente e critico letterario italiano, slavista e Accademico dei Lincei.

Considerato con Giovanni Maver il fondatore della slavistica in Italia[1], fu titolare dal 1931 al 1936 di filologia slava all'Università di Padova, e dal 1941 al 1965 della cattedra di letteratura russa all'Università di Roma, dove gli succederà poi Angelo Maria Ripellino.

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BiografiaModifica

Nacque da Clelia de Cesbron de la Grennelais e Domenico Lo Gatto e trascorse la gioventù a Porto Maurizio. Pubblicò i suoi primi due romanzi durante l'adolescenza.

Si laureò in giurisprudenza all'Università di Napoli[2]. Durante il praticantato per l'attività forense proseguì i suoi studi in filosofia. Avvicinatosi alla germanistica organizzò viaggi accademici a Monaco, Heidelberg, Bayreuth e Zurigo.

Tra il 1915 e il 1919 pubblicò per una casa editrice partenopea alcune traduzioni di Sachs, Nietzsche e Richard Wagner.

In seguito si arruolò nel XXXIX Reggimento Fanteria del Regio Esercito, partecipando alla prima guerra mondiale col grado di sottotenente. Mentre si trovava a combattere sul fronte in Austria fu fatto prigioniero e internato in un campo di Sigmundsherberg. Nella permanenza forzata entra in contatto con la cultura russa dichiarando egli stesso:

« Il destino volle che nel cassetto del tavolo della camera assegnatami, io trovassi tre libri e una lettera […] Furono il punto di partenza del mio accanito studio del russo, la cui conoscenza mi permise presto di decifrare la lettera e di leggere gli autori presentatimi dal caso »
(I miei incontri con la Russia, 1976)

Nel 1919 iniziò la sua collaborazione con Zoja Matveevna Voronkova, che divenne in seguito sua moglie.

Nel 1921 rientrò in Italia, assumendo la segreteria dell'Istituto per l'Europa Orientale di Roma, costituita quello stesso su iniziativa del senatore Francesco Ruffini e Giovanni Gentile.

L'anno dopo gli fu assegnata la libera docenza in lingua e letteratura russa all'Università di Roma. Ottenne cattedre per l'insegnamento delle letterature slave a Napoli e Padova.

Nella sua intensa ricerca delle culture slave dell'est europeo fu tra i fondatori della rivista Russia, poco fortunata ma di importanza per le materie trattate, che venne pubblicata dal 1920 al 1926. Maksim Gor'kij fu tra le personalità russe e slave di rilievo che collaborarono al progetto editoriale.

Compì un paio di viaggi nell'Unione Sovietica, nel 1928 e nel 1929, durante il quale portò a termine i suoi scritti più celebri.

Dal 1936 al 1940 si stabilì a Praga dove insegnò presso l'Istituto Italiano di Cultura. L'anno seguente rimpatriò riprendendo la cattedra all'Ateneo della Capitale, e continuando la sua opera di divulgazione con Maver. La sua Storia della letteratura russa, edita originariamente nel 1942 e subito tradotta in spagnolo e francese, fu più volte riproposta e ampliata.

Negli anni cinquanta lavorò a due saggi sull'opera e la figura di Aleksandr Sergeevič Puškin.

Dedicò la sua vita a migliorare i rapporti civili e culturali dell'Italia con la Russia e l'Europa orientale. Si spense a Roma il 16 marzo del 1983.

ScrittiModifica

  • Poesia Russa della Rivoluzione, Roma, Alberto Stock Editore, 1923.
  • Vecchia Russia; Istituto per l'Europa Orientale, Roma 1929
  • Storia della letteratura russa, 1927-1945 (ora Sansoni, Firenze, 2000). ISBN 8838318654 ISBN 9788838318658
  • Gli artisti italiani in Russia, nella raccolta “L'opera del genio italiano all'estero”, Roma, Libreria dello Stato, 1932-1943.
  1. I. Gli architetti a Mosca e nelle province, Roma, Libreria dello stato, 1932.
  2. II. Gli architetti del sec. XVIII a Pietroburgo e nelle tenute imperiali, Roma, Libreria dello Stato, 1933.
  3. III. Gli architetti del secolo XIX a Pietroburgo e nelle tenute imperiali, 1943.
  • Il mito di Pietroburgo. Storia, leggenda, poesia, Milano, Feltrinelli, 1960.

NoteModifica

  1. ^ "Ettore Lo Gatto è considerato l'iniziatore, insieme con il suo collega e amico Giovanni Maver (1891-1970), della slavistica italiana." http://www.filmod.unina.it/antenati/LoGatto.htm
  2. ^ Europa Orientalis 10 (1991) - Ettore Lo Gatto prigioniero di guerra - "Cartelle di interrogatorio" (1918) conservata presso l'Archivio storico dello Stato maggiore della difesa (PDF)

BibliografiaModifica

Emanuela Sgambati, LO GATTO, Ettore, in Dizionario biografico degli italiani, LXV volume, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005. URL consultato il 21-07-2013.

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