Eucladoceros

genere di animale della famiglia Cervidae
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Eucladoceros
Eucladoceros dicranios.JPG
Cranio di Eucladoceros dicranios
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Sottordine Ruminantia
Famiglia Cervidae
Genere Eucladoceros
Nomenclatura binomiale
Eucladoceros dicranios
Nesti, 1841

L'eucladocero (gen. Eucladoceros), noto anche come euctenocero (Euctenoceros) è un mammifero artiodattilo estinto, appartenente ai cervidi. Visse tra il Pliocene inferiore e il Pleistocene inferiore, e i suoi resti fossili sono stati ritrovati in Europa e in Asia. Era caratterizzato da spettacolari palchi ramificati.

DescrizioneModifica

La caratteristica principale di questo grande cervo erano i palchi: enormi (ampie fino a 1,90 metri), erano estremamente ramificate (da qui il nome Eucladoceros, ovvero "corna ben ramificate"), e in alcune specie (ad esempio Eucladoceros dicranios) terminavano in ben dodici punte. La lunghezza dell'animale era di 2,50 metri e l'altezza al garrese di 1,80; solo il cervo megacero, il cervalce e l'attuale alce sono più grandi nella famiglia dei cervidi.

I palchi erano simili a pettini, a causa delle molteplici diramazioni (in particolare in E. ctenoides ed E. dicranios). Eucladoceros fu il primo cervo a sviluppare palchi altamente evoluti; in ogni caso, la forma del suo cranio e la morfologia dentaria erano ancora primitivi, e ricordano quelli di una forma attuale come il sambar (Rusa unicolor).

 
Cranio di E. ctenoides

ClassificazioneModifica

I primi ritrovamenti, appartenenti alla specie Eucladoceros dicranios, vennero descritti nel 1841 dal naturalista fiorentino Filippo Nesti, direttore del Museo di Storia Naturale di Firenze. Successivamente vennero descritte numerose specie, rinvenute in numerose zone d'Europa e anche in Asia. Le più antiche specie risalgono al Pliocene inferiore e sono state ritrovate in Cina (E. proboulei); dall'Estremo Oriente si diffusero in Asia e poi in Europa.

 
Cranio di E. teguliensis

La sistematica delle forme europee pleistoceniche è confusa, e sono state descritte circa una dozzina di specie. La maggior parte dei nomi specifici sono evidentemente sinonimi, e attualmente solo due o tre specie vengono riconosciute: E. dicranios (rinvenuta in Italia, Inghilterra e nella regione del Mare d'Azov in Russia), E. ctenoides (Grecia, Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Inghilterra) ed E. teguliensis (Francia, Paesi Bassi e Gran Bretagna). L'ultima specie, spesso posta in sinonimia con E. senezensis, è anche considerata una sottospecie di E. ctenoides, poiché alcuni ritrovamenti (ad esempio quelli di Ceyssaguet in Francia) mostrano caratteri di transizione tra E. ctenoides ed E. teguliensis). In Cina, tra il Pliocene superiore e il Pleistocene inferiore, visse E. boulei. Altri resti attribuiti a Eucladoceros sono stati ritrovati in Tagikistan, Pakistan e India.

 
Calcagno di E. ctenoides

PaleoecologiaModifica

L'eucladocero vagava per gli spazi aperti e le zone relativamente boscose dell'Europa nel Villafranchiano; la specie più conosciuta (Eucladoceros dicranios) è nota per alcuni crani spettacolari rinvenuti in Valdarno.

BibliografiaModifica

 
Cranio di Eucladoceros senezensis
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  • Hao-Wen Tong; Bei Zhang (2019). "New fossils of Eucladoceros boulei (Artiodactyla, Mammalia) from Early Pleistocene Nihewan Beds, China". Palaeoworld. in press. doi:10.1016/j.palwor.2019.05.003.

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