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Europa (figlia di Agenore)

personaggio della mitologia greca, figlia di Agenore
Europa
Reni, Guido - Europa and the Bull - Google Art Project.jpg
Europa ed il toro in un dipinto di Guido Reni
Nome orig.Εὐρώπη
SessoFemmina
Luogo di nascitaFenicia
ProfessionePrincipessa di Tiro e regina di Creta

Europa (in greco antico: Εὐρώπη, Európē) è una figura della mitologia greca; fu principessa di Tiro e regina di Creta ed è l'eponima del continente europeo.

Indice

EtimologiaModifica

 
Statua di Europa al Palazzo Ferreria di La Valletta

L'etimologia del nome Εὐρώπη è ignota[1]: una possibile etimologia lo riconduce agli elementi εὐρύς (eurus), "largo, ampio"[2] e ὤψ / ὠπ- / ὀπτ- (ōps / ōp- / opt-), "occhio, viso, volto"[3]. "Ampio" è stato un appellativo della Terra stessa nella religione ricostruita proto-indoeuropea[4].

È comune nella mitologia e nella geografia dell'antica Grecia identificare terre o fiumi con figure femminili ed Europa viene usata per la prima volta in un contesto geografico nell'inno omerico all'Apollo di Delo ed in riferimento alla sponda occidentale del Mar Egeo[5].

GenealogiaModifica

Figlia di Agenore o di Fenice e di Telefassa, ebbe da Zeus i figli Minosse, Radamanto e Sarpedonte[6].
Europa sposò Asterio (re di Creta) che adottò i suoi figli e li nominò suoi eredi[7].

Tra i suoi figli avuti da Zeus si aggiunge l'indovino Carno[8].

MitologiaModifica

 
Particolare del ratto di Europa, in un cratere custodito nel Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino

Zeus si innamorò di lei osservandola insieme ad altre coetanee raccogliere dei fiori nei pressi della spiaggia e per averla ordinò ad Ermes di guidare i buoi del padre di Europa verso quella spiaggia. Poi assunse le sembianze di un toro bianco e le si avvicinò per distendersi ai suoi piedi.
Europa salì sul dorso del toro e questi la portò attraverso il mare fino all'isola di Creta.

Zeus rivelò quindi la sua vera identità e tentò di usarle violenza, ma lei resistette. Il dio si trasformò in aquila e riuscì a sopraffarla in un bosco di salici o, secondo altri, sotto un platano sempre verde.
Suo padre Agenore mandò i suoi figli in cerca della sorella ma nessuno si recò a Creta e così non fu mai più ritrovata[6].

Zeus fece a Europa i doni del Talo, di Laelaps e di un giavellotto che non sbagliava mai il bersaglio. Successivamente ricreò la forma del toro bianco nelle stelle che compongono la Costellazione del Toro.

Europa, sposò poi il re di Creta Asterio e divenne la prima regina dell'isola greca[7].

La stirpeModifica

AGENORE
Re di Tiro
Telefassa
Ares
Afrodite
Europa (figlia di Agenore)
Cilice
Re di Cilicia
Fenice
Re di Fenicia
CADMO
Re di Tebe
Armonia
POLIDORO
Re
di Tebe

Autonoe
Ino
Semele
Agave
LABDACO
Re
di Tebe

Atteone
Melicerte
Dioniso
PENTEO
Re
di Tebe
OCLASO
Meneceo
LAIO
Re
di Tebe
GIOCASTA
Euridice
CREONTE
Reggente 2 volte
EDIPO
Re
di Tebe
GIOCASTA
EMONE
MENECEO
ETEOCLE
Re
di Tebe
POLINICE
ANTIGONE
ISMENE

EsegesiModifica

 
Il volto di Europa è ritratto sulle banconote della moneta unica europea, l'Euro.

La raffigurazione di Europa su un toro si trova in diversi dipinti pre-ellenici, che probabilmente raccontano della Dea Luna trionfante in groppa al toro solare, sua vittima.

Il mito pare raccontare di un'invasione di Creta da parte di stirpi elleniche. E Zeus che si trasforma in aquila per conquistare Europa ricorda la storia di Zeus trasformato in cuculo per sedurre Era. Ma può anche darsi che il mito racconti di scorrerie compiute dagli elleni di Creta in Fenicia.

CuriositàModifica

Questa narrazione è riprodotta sulle monete di conio greco da €2.

NoteModifica

  1. ^ (FR) Pierre Chantraine, Dictionnaire étymologique de la langue grecque: histoire des mots, Klincksieck, 1999, p. 388, ISBN 978-2-252-03277-0.
  2. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, εὐρύς, in A Greek-English Lexicon, 1940.
  3. ^ (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ὤψ, in A Greek-English Lexicon, 1940.
  4. ^ M. L. West, Indo-European poetry and myth, Oxford, Oxford University Press, 2007, pp. 178–179, ISBN 0-19-928075-4.. Cfr. Atena glaucopide ed Era boopide.
  5. ^ Inno ad Apollo, vv. 247-251.
  6. ^ a b (EN) Apollodoro, Biblioteca III, 1.1, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  7. ^ a b (EN) Diodoro Siculo, Biblioteca Historica IV, 60.3, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.
  8. ^ (EN) Pausania, Periegesi della Grecia III, 13.5, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2019.

BibliografiaModifica

  • (DE) Almut-Barbara Renger, Roland Alexander Ißler (a cura di), Europa – Stier und Sternenkranz. Von der Union mit Zeus zum Staatenverbund, Bonn University Press, 2009, ISBN 978-3-89971-566-8.
  • (FR) Rémy Poignault, Odile Wattel - De Croizant (a cura di), D'Europe à l'Europe, I. Le mythe d'Europe dans l'art et la culture de l'Antiquité au XVIIIe siècle, in Caesarodnum, n° XXXI bis, Actes du colloque tenu à l 'ENS, Paris (24-26 abril 1997), Tours, Centre Recherches A. Piganiol, 1998, ISBN 978-2-90047-910-0.
  • (FR) Rémy Poignault, Françoise Lecocq, Odile Wattel - De Croizant (a cura di), D'Europe à l'Europe, II. Mythe et identité du XIXe siècle à nos jours, in Caesarodunum, n° XXXIII bis, Actes du colloque tenu à Caen, 30 septembre-2 octobre 1999, Tours, Centre Recherches A. Piganiol, 2000, ISBN 978-2-90047-912-4.
  • (FR) Odile Wattel - De Croizant (a cura di), D'Europe à l'Europe, III. La dimension politique et religieuse du mythe de l'Europe de l'Antiquité à nos jours, in Caesarodunum, n° hors-série, Actes du colloque tenu à l'ENS, Paris, 29-30 novembre 2001, Tours, Centre Recherches A. Piganiol, 2002, ISBN 978-2-90047-914-8.
  • (FR) Odile Wattel - De Croizant, Gérard A. Montifroy, AIEMS (a cura di), D'Europe à l'Europe, IV. Europe entre Orient et Occident. Du mythe à la géopolitique, in Mobiles Géopolitiques, Actes du colloque tenu à l'ENS, Paris, 18-20 mai 2006, Lausanne - Paris, L'Age d'Homme, 2007, ISBN 978-2-82513-754-3.
  • (FR) Odile Wattel - De Croizant, Alain Roba (a cura di), D'Europe à l'Europe, V. Europe: état des connaissances, in Mobiles Géopolitiques, Actes du Colloque tenu à l’Ecole Européenne, Bruxelles (21-22 octobre 2010), Bruxelles, Métamorphoses d'Europe asbl, 2011.

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