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Europa
Europa2vrp.jpg
Il razzo vettore Europa 2.
Informazioni
ProduttoreELDO
Nazione di origineRegno Unito Regno Unito
Francia Francia
bandiera Germania Ovest
Dimensioni
Altezza33 m
Diametro3,05 m
Massa104,670 t
Stadi3 o 4
Capacità
Carico utile verso orbita terrestre bassaEuropa 1: 200 kg
Europa 2: 360 kg
Cronologia dei lanci
StatoRitirato
Basi di lancioWoomera Test Range
Centre spatial guyanais
Lanci totaliEuropa 1: 3
Europa 2: 1
Successi0
FallimentiEuropa 1: 3
Europa 2: 1
Volo inauguraleEuropa 1: 29 novembre 1968
Europa 2: 5 novembre 1971
Volo conclusivoEuropa 1: 12 novembre 1970
Europa 2: 5 novembre 1971
1º stadio – Blue Streak
Propulsori2 Rolls-Royce RZ2
Spinta1,67267 MN
Impulso specifico282 s
Tempo di accensione156 s
PropellenteRP-1/LOX
2º stadio (opzionale) – Coralie
Propulsori4 LRBA Vexin-A
Spinta274,5862 kN (28.000 kgf)
Impulso specifico277 s
Tempo di accensione96 s
PropellenteUDMH/N2O4
3º stadio – Astris
Propulsori1 Astris
Spinta23,3 kN
Impulso specifico310 s
Tempo di accensione330 s
PropellenteN2O4/Aerozina 50
4º stadio (Europa 2) – P068
Propulsori1 a propellente solido
PropellenteSolido
Rolls-RoyceRZ-12
Coralie
Astris

Il lanciatore Europa della European Launcher Development Organisation (ELDO), fu il precursore della famiglia di vettori Ariane dell'ESA. Il programma venne iniziato dal Regno Unito e il primo lancio avvenne nell'agosto del 1967,[1] ma fallì a causa di un difetto del terzo stadio.

La creazione delle parti del razzo venne affidata a diverse nazioni: la Gran Bretagna fu responsabile del primo stadio (derivato dal missile Blue Streak), la Francia del secondo (chiamato Coralie) mentre la Germania avrebbe realizzato il terzo stadio (chiamato Astris).[2] L'Italia avrebbe invece realizzato lo scudo termico e il modello del satellite, i Paesi Bassi la misurazione della telemetria e il Belgio i sistemi di guida.[3]

Il programma Europa venne diviso in tre progetti distinti: Europa 1, Europa 2 ed Europa 3 (che tuttavia non vide mai la luce). Nessun lancio ebbe mai successo e il programma venne cancellato dopo il ritiro dei finanziamenti britannici[2].

NoteModifica

  1. ^ (FR) LE LANCEUR EUROPA.
  2. ^ a b (EN) Encyclopedia Astronautica Europa.
  3. ^ Dario Laruffa, Lo spazio tricolore, Torino, UTET, 2009, ISBN 9788802081885.

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