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Eutidemo I

sovrano
Eutidemo I
Ritratto di eutidemo di battriana, museo torlonia, roma.jpg
Ritratto di Eutidemo
Basileos del Regno greco-battriano
In carica 230 o 222 a.C. circa – 200/195 a.C. circa
Predecessore Diodoto II
Successore Demetrio I
Morte 200/195 a.C. circa
Casa reale casata di Eutidemo
Figli Demetrio I

Eutidemo I (sulle monete: ΒΑΣΙΛΕΩΣ ΕΥΘΥΔΗΜΟΥ; ... – 200/195 a.C.) è stato sovrano del Regno greco-battriano dal 230 a.C. alla sua morte.

Prese il potere dopo aver rovesciato Diodoto II, difese il regno contro i tentativi di riconquista dei Seleucidi e, probabilmente, diede inizio alla penetrazione greca in India.

BiografiaModifica

Eutidemo era forse originario di Magnesia; probabilmente era satrapo della Sogdiana e rovesciò Diodoto II divenendo sovrano del Regno greco-battriano. Secondo Polibio,[1] l'ascesa al trono di Eutidemo avvenne nel 230 a.C. circa; Strabone, invece, collega la sua presa di potere con la guerra tra Antioco III e Molone di Media (223/221 a.C.).[2]

Pare che l'estensione del regno di Eutidemo fosse rilevante: oltre alla Battria, avrebbe regnato sulla Sogdiana e la Fergana a nord, sulla Margiana e sull'Aria a sud e a est.

 
Moneta proveniente dalla Sogdiana e coniata ad imitazione di monete di Eutidemo: indicherebbe che Eutidemo regnò sulla regione perdendola successivamente.

Attorno al 208 a.C., il sovrano seleucide Antioco III avanzò verso oriente per recuperare le satrapie che avevano dichiarato indipendenza decenni prima e si erano erette a regno dei Parti e a Regno greco-battriano, e che avevano resistito alla campagna di Seleuco II. A differenza del precedente tentativo, respinto dall'alleanza tra Arsace I e Diodoto II, il re dei Parti Arsace II ed Eutidemo non strinsero un'alleanza, evidentemente in quanto i rapporti tra Parti e Greco-battriani si erano deteriorati enormemente.[3] Antioco sconfisse Arsace II e avanzò contro Eutidemo, il quale tentò una prima difesa sulle rive del fiume Ario, il moderno Hari Rud: pur schierando 10.000 cavalieri,[4] perse la battaglia dell'Ario e fu costretto a ritirarsi nella città fortificata di Bactra, dove fu assediato da Antioco fino al 206 a.C. Secondo Polibio, Eutidemo negoziò la pace con Antioco affermando di non essere un ribelle contro i Seleucidi, ma di aver strappato il regno del discendente di un ribelle ed usurpatore (Diodoto II) e di proteggere l'Asia centrale dalle invasioni dei nomadi Sacas:

«[...] in quanto se non avesse accettato le sue condizioni, nessuno dei due sarebbe stato al sicuro: grandi orde di nomadi erano infatti molto vicini, rappresentando un pericolo per entrambi; e se avessero permesso loro di entrare nel paese, sarebbero certamente divenuti barbari.»

(Polibio, xi.34.)

Il sovrano seleucide decise di riconoscere Eutidemo e di stringere un'alleanza con lui, offrendogli di far sposare il figlio Demetrio con una propria, e ricevendo in cambio cibo e tutti gli elefanti da guerra di Eutidemo.[4]

Dopo l'allontanamento dell'esercito seleucide, il Regno greco-battriano ritornò rapidamente al proprio splendore.

La morte di Eutidemo è stimata attorno al 200/195 a.C.: i suoi ultimi anni di regno devono dunque aver visto l'inizio della penetrazione greco-battriana in India, completata dal figlio e successore Demetrio I.

MonetazioneModifica

Monetazione di Eutidemo
Eutidemo da giovane
Eutidemo di mezza età
Eutidemo anziano

Esistono molte monete di Eutidemo, che ne seguono l'invecchiamento raffigurandolo come un giovane, un uomo di mezza età e come un anziano; le prime monete in argento, stilisticamente inferiori, furono coniate in più zecche, e mostravano al rovescio un bordo composto da puntini, mentre le seconde, stilisticamente migliori, provengono da un'unica zecca. Eutidemo scelse Ercole come divinità posta al rovescio. Il semi-dio è raffigurato seduto su di una pila di pietre, con la clava appoggiata su di un'altra pila di pietre nelle prime monete; col passare del tempo, la clava fu spostata sul ginocchio e poi sul fianco di Ercole, e infine una pelle di leone fu posta sulla pila di rocce su cui è seduto l'eroe. L'assedio di Bactra è associato alla transizione tra la prima e la seconda serie. Eutidemo, infatti, dovette iniziare consolidare il lavoro delle zecche, e fece coniare un rarissimo ottodramma in oro, a commemorazione del fallito assedio e dell'indipendenza della Battria dai Seleucidi.[5]

Una transizione simile avviene anche nella coniazione bronzea, che al dritto mostra la testa barbuta di Ercole e al rovescio un cavallo al galoppo col nome del re. I primi tipi sono simili alla monetazione dei Diodoti, con un tondello molto spesso e sprovvisti di segni di zecca. Successivamente i tondelli diventano più piccoli e più rotondi e compare il segno di zecca tipico della seconda fase della monetazione in argento. Una serie presenta persino un'ancora; si tratta del simbolo dell'Impero seleucide, e dunque è ricondotta a breve periodo in cui, dopo il fallito assedio a Bactra, Eutidemo riconobbe l'Impero seleucide.[6]

L'effigie di Eutidemo compare anche in almeno tre serie commemorative di sovrani successivi, Agatocle, Antimaco I e una serie anonima.[7]

NoteModifica

  1. ^ Polibio, Storie,xi.34.v.1.
  2. ^ Lerner, p. 43.
  3. ^ Lerner, p. 46.
  4. ^ a b Polibio, xi.34.
  5. ^ Holt, p. 131.
  6. ^ Holt, pp. 131-2.
  7. ^ Senior, R., "Two Remarkable Bactrian Coins", Oriental Numismatic Society Newsletter 159.

BibliografiaModifica

  • W.W. Tarn - The Greeks in Bactria and India . Cambridge University Press, 1985(TERZA EDIZIONE, pref. di Frank Lee Holt)
  • Frank Lee Holt, Thundering Zeus: The Making of Hellenistic Bactria, University of California Press, 1999, ISBN 9780520211407.
  • Jeffrey D. Lerner, The Impact of Seleucid Decline on the Eastern Iranian Plateau: The Foundations of Arsacid Parthia and Graeco-Bactria, Franz Steiner Verlag, 1999, ISBN 9783515074179.

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