Evangelion (mecha)

mecha
L'Eva-01 nella sigla di apertura dell'anime

Le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion (汎用人型決戦兵器 人造人間エヴァンゲリオン Hanyō jin gata kessen heiki jinzō ningen Evangerion?) — più comunemente note con le abbreviazioni Evangelion o Eva — sono dei mecha antropomorfi introdotti nella serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e nell'omonimo manga scritto e illustrato da Yoshiyuki Sadamoto. Oltre che nella serie animata originale, gli umanoidi compaiono in numerose opere derivate, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion.

Nella serie animata originale gli Evangelion sono dei giganteschi macchinari costruiti da un centro di ricerca chiamato Gehirn e dall'agenzia speciale Nerv allo scopo di combattere dei misteriosi esseri chiamati Angeli. I soggetti assegnati al pilotaggio di un Evangelion sono chiamati Children e vengono scelti da un organo chiamato Istituto Marduk. L'Eva-00 è pilotato da Rei Ayanami; lo 01 da Shinji Ikari; lo 02 da Asuka Sōryū Langley e Kaworu Nagisa, e lo 03 da Tōji Suzuhara. Ai primi quattro esemplari si aggiungono l'Eva-04, mai apparso nella serie animata e nel manga originali, e altre nove unità prive di pilota chiamate Mass Production Model introdotte nel film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion.

Il loro design, ispirato ai demoni del folclore giapponese, causò diversi problemi durante la produzione della serie animata, per poi essere rivalutato nel corso degli anni dalla critica e dal pubblico ed essere usato per diversi articoli di merchandising.

Indice

Creazione e sviluppoModifica

Il design degli Evangelion fu concepito e curato dal mecha designer Ikuto Yamashita e da Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore dell'opera[1]. Anno si ispirò ai demoni del folklore giapponese, gli oni, e volle conferire loro un «aspetto moderno», sensibilmente diverso rispetto a quello degli altri mecha, come i Gundam della serie Mobile Suit Gundam[2], dandogli una natura più umano-demoniaca che strettamente robotica[3]. Per il nome delle macchine fu scelta la parola greca ευ-αγγέλιον (euangelion), «vangelo», o «buona novella»[4], per richiamare l'omonimo personaggio del Vecchio Testamento, moglie del primo uomo Adamo e madre del genere umano[5][6], e sottolineare il loro compito di «protettori»[7]. Similmente all'Eva biblica, nata dalla costola del primo uomo Adamo, gli Evangelion furono concepiti come copie del primo Angelo Adam[8]. Anno scelse il termine per la sua apparente «complessità»[9] e per collegarsi alla credenza secondo cui porterebbe «benedizione» e felicità[10]. Per ribadire il concetto, nell'ultima scena del film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion fu aggiunta una sequenza in cui Yui Ikari, custodita all'interno dell'Eva-01, benedice suo figlio Shinji[11]. Per l'immagine dell'Unità 01 fuori controllo invece gli autori si ispirarono alle figure mitologiche dei preta (餓鬼T, letteralmente "dannati") buddhisti[12].

 
Una stampa giapponese di Katsushika Hokusai raffigurante due oni, figure mitologiche che ispirarono il design degli Evangelion.

Il regista incaricò il mecha designer di creare «un demone», «un gigante a malapena controllato dal genere umano». Per il design delle macchine, Yamashita trasse ispirazione dal romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift[13]. Ulteriore fonte di ispirazione fu un personaggio maschile presente nel videogioco Cho Aniki chiamato El&Topo, su cui si basò per delineare le sembianze dell'Eva-02[14]. Nelle fasi di progettazione cambiò diverse volte idea sul loro aspetto; ad esempio, in alcuni schizzi preliminari pensò di conferire allo 01 un'unica sporgenza obliqua sulla parte sinistra del capo o due corna frontali, ipotesi successivamente accantonate e abbandonate in favore del design definitivo[15]. Fin dalla consegna delle tavole preparatorie, i suoi disegni suscitarono così scalpore da dividere anche i membri dello staff di Neon Genesis Evangelion[16] e causare diversi problemi allo studio Gainax. Toshimichi Ōtsuki, membro della King Records e vecchio conoscente di Hideaki Anno, presentò Neon Genesis Evangelion a una nota azienda di giocattoli, ma un rappresentante della società gli disse che un robot con un design del genere non avrebbe mai potuto vendere, specialmente per gli arti inferiori, ritenuti «eccessivamente magri»[17]. In seguito all'episodio, il regista decise di creare una serie radicalmente diversa rispetto agli altri anime mecha, tutti sponsorizzati e finanziati da aziende private di giocattoli[18]. Per evitare ogni possibile interferenza da parte degli sponsor, Anno progettò dei robot difficilmente riproducibili sotto forma di giocattolo, così da avere maggiore libertà artistica e rivoluzionare il genere: «Penso che, con il passare del tempo, gli anime mecha si siano adattati a un modello già confezionato, e io credo di aver voluto rompere questo schema»[19].

Durante la produzione della serie il ruolo degli Eva subì molti ripensamenti. In una bozza preliminare avanzata durante le prime fasi di pianificazione della serie animata era contemplata l'esistenza di due antichissime civiltà preistoriche, apparse sul pianeta Terra molto tempo prima dell'effettiva comparsa dell'umanità ed entrambe dotate di tecnologie estremamente avanzate. Nello scenario iniziale gli Evangelion sarebbero stati creati dalla prima civiltà, nota come «prima razza ancestrale», ma si sarebbero ribellati ai propri creatori, causandone l'estinzione. Una «seconda razza ancestrale» avrebbe creato una misteriosa arma nota come lancia di Longinus per tentare di sconfiggere gli umanoidi, spargendo per il globo dei guerrieri chiamati Angeli in stato di ibernazione, come contromisura nel caso in cui qualcuno avesse cercato di riattivare gli Evangelion[20]. Nel Kikakusho (企画書? lett. "proposta"), un documento pubblicato due anni prima della messa in onda della serie animata e contenente una sua breve presentazione, gli Evangelion fabbricati dopo l'Unità 01 sarebbero stati equipaggiati di un sistema di alimentazione noto come «motore a positroni». Inoltre, nel progetto originale era contemplata l'esistenza di due unità chiamate 05 e 06, ambedue fabbricate in Germania[21]. L'idea di un sistema di pilotaggio di tipo nervoso venne al character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, che guardando un documentario sull'emittente televisiva giapponese NHK chiamato Brain and Heart venne a conoscenza dell'esistenza di un nervo chiamato A-10. Da quel programma attinse diverse idee, tali da poter dare una valida spiegazione riguardo all'età dei piloti, tutti ragazzi quattordicenni orfani di madre[22], ovvero: «La defunta madre [del pilota] si trova all'interno del robot, che è controllato grazie ad un legame di tipo psichico con il bambino. A causa della prematura morte della madre dei piloti, le relazioni fra genitori e figli non sono delle migliori»[23]. Ulteriori fonti di ispirazione per l'aspetto e il ruolo degli umanoidi furono i manga Mazinga Z e Devilman di Gō Nagai[24][25]:

« Credo che il potere sia qualcosa di davvero spaventoso. Quando stava per essere deciso il design [dell'Evangelion], ho voluto insistere sul suo aspetto minaccioso. Sarebbe l'ideale se un bambino piangesse vedendo un solo episodio [di Evangelion]. Al punto da farlo sembrare un antieroe, un qualcosa di veramente spaventoso. Devilman era un modello perfetto. A quel tempo disegnai una bozza preliminare dell'Eva estremamente simile a Devilman, con la schiena ricurva, la vita stretta, e un petto piatto e spesso. Per quell'immagine mi ispirai a Devilman, ma pensandoci bene l'Eva ha molti punti in comune con Mazinga Z. Anche lui ha un volto demoniaco spaventoso. [...] Per questo motivo, l'Eva avrebbe dovuto avere un colore lugubre, eccezion fatta per gli occhi, che lasciai in bianco, così da attirare l'attenzione. Inoltre, in questa prima versione, l'Eva aveva degli occhi cerchiati in rosso, proprio come il Mazinga Z. »
(Hideaki Anno[26])

In Rebuild of EvangelionModifica

Per la produzione del remake cinematografico Rebuild of Evangelion, Ikuto Yamashita, sotto precisa richiesta di Hideaki Anno, apportò diverse modifiche agli armamenti e alle colorazioni degli Evangelion, così da differenziarli visivamente ed esteticamente rispetto ai corrispettivi della serie animata originale. Per i nuovi schemi, Yamashita si basò su alcuni suoi vecchi bozzetti risalenti a più di dieci anni prima[27]. Durante la realizzazione della pellicola Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, Kazushi Kobayashi venne incaricato di creare un modello tridimensionale dell'Eva-01 in computer grafica, sotto stretta supervisione del regista Hideaki Anno e del supervisore alle animazioni del film, Takeshi Honda. Il particolare prototipo computerizzato venne usato soprattutto nelle scene di simulazione, così da conferire ai movimenti dell'Eva il massimo del realismo[28]. Nel secondo capitolo, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance, vennero apportate alcune modifiche al design della testa dell'Eva-02, conferendogli due piccole sporgenze simili a corna poste sulla sommità della fronte e disegnate da un membro dello staff chiamato Yū Honda. In fase di produzione erano previsti altri cambiamenti, fra cui un cambio di colorazione dell'Unità 03, poi accantonati[29].

GeneralitàModifica

Nel mondo di Neon Genesis Evangelion, le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion rappresentano i più avanzati strumenti da battaglia costruiti dal genere umano. Sono delle armi prodotte a costi elevatissimi e concepite per essere in grado di contrastare e distruggere dei misteriosi esseri chiamati Angeli[30]. Il loro sviluppo, condotto in segreto dall'agenzia speciale Nerv, è iniziato in seguito a una catastrofe nota sotto il nome di Second Impact[31]. Ai membri della Nerv, alla quale sono inoltre affidati la loro messa in funzione e il loro impiego effettivo, le armi sono note con l'abbreviazione di Eva[32]. Dal punto di vista scientifico, l'insieme di tali compiti costituisce il «Progetto E», posto sotto la direzione e la responsabilità della dottoressa Ritsuko Akagi[33]. A livello costitutivo, gli Evangelion sono umanoidi giganti rivestiti con una spessa corazza protettiva e dotati di vari equipaggiamenti di supporto, utilizzabili a seconda delle necessità belliche. La costituzione di un'Unità Evangelion è identica a quella di un essere umano, ad esclusione delle smisurate dimensioni: ogni Evangelion è dotato di un sistema nervoso, di uno scheletro e di un apparato circolatorio. Sulle dita dello 01 sono presenti delle unghie del tutto simili a quelle umane, a ulteriore testimonianza della loro natura essenzialmente organica[34]. Ai corpi viventi originari sono state impiantate diverse parti meccaniche, adibite al loro controllo o a garantire loro maggiore efficienza e funzionalità bellica[31]. Se negli esseri umani gli ordini del sistema nervoso centrale vengono trasmessi da un impulso elettrico, il sistema periferico e i movimenti di un Evangelion vengono trasmessi tramite semplice corrente elettrica[35]. Per i primi tre esemplari, progettati in Giappone, viene adottato il sistema di numerazione cinese tradizionale, mentre i prototipi successivi seguono la numerazione araba[36][37].

 
Una motocicletta ispirata all'Eva-01 in mostra durante l'evento Eva Expo, tenutosi a Shangai nel 2013

Gli Eva sono in grado di rigenerare le proprie ferite e le parti del proprio corpo rimaste danneggiate durante le operazioni belliche. Altra capacità fuori dal comune è rappresentata dall'abilità di sviluppare uno scudo protettivo noto con la sigla di AT Field. I loro movimenti sono garantiti dall'alimentazione fornita da un cavo esterno chiamato Umbilical Cable, che provvede a fornire l'energia elettrica necessaria al funzionamento dei loro circuiti[38][39]. In assenza del cavo, gli umanoidi sono in grado di operare sfruttando l'energia accumulata in un'apposita batteria interna, per un limite di tempo variabile dai sessanta secondi ai cinque minuti[33]. Quando non attive, le Unità vengono alloggiate in apposite e gigantesche strutture chiamate «gabbie» e tenute in posizione da una struttura di ancoraggio, composta da numerosi blocchi e fermata da vari gruppi di sicure[40]. Nella diciannovesima puntata della serie, l'Eva-01 divora le carni dell'Angelo Zeruel, assorbendo così la fonte energetica degli Angeli, il cosiddetto elemento S², ed estendendo indefinitamente il proprio limite di operatività[41]. Altro elemento caratteristico degli Angeli e degli Evangelion è una sfera rossa chiamata nucleo, situata in corrispondenza del torace degli umanoidi[42].

Il sistema di pilotaggio degli Evangelion prevede la sincronizzazione tra pilota e umanoide mediante connessione nervosa[43], tale che i due soggetti agiscano in sincronia[31][44]. Il pilota di un'Unità Evangelion, designato con il termine anglofono Children, è alloggiato in una sorta di capsula cilindrica detta Entry Plug, che viene inserita nella zona corrispondente alla colonna vertebrale dell'umanoide, all'altezza delle vertebre cervicali. L'abitacolo dell'Entry Plug viene riempito con uno speciale liquido noto con l'acronimo di LCL, in grado di favorire la connessione nervosa tra l'Evangelion e il suo pilota. Il principale nervo responsabile della sincronizzazione delle due entità è chiamato nervo A-10[45][46]. Sembra che i soggetti idonei a pilotare un Evangelion si limitino a ragazzi quattordicenni orfani di madre[47], e che negli umanoidi, originariamente sprovvisti di anima, siano alloggiate anime di persone[48]. Si ritiene che nei mecha siano custodite le anime delle madri dei rispettivi piloti[49]. Una volta instaurata con successo la connessione nervosa, il Children è in grado di comandare a proprio piacimento l'umanoide pensando di agire con il proprio stesso corpo, grazie a un avveniristico sistema noto come interfaccia neurale[50]. Il suo mantenimento può essere messo a rischio dai danni subiti dall'Evangelion nel corso di un'operazione e dai corrispondenti disturbi psicologici del pilota. È infine contemplato un pericoloso stato comunemente indicato come berserk, durante il quale l'umanoide inizia ad agire in preda a un'incontrollabile e apparentemente istintuale furia distruttiva[40].

Neon Genesis EvangelionModifica

EsperimentiModifica

In una sezione del quartier generale della Nerv chiamata Terminal Dogma sono posizionati numerosi scheletri di giganteschi esseri antropomorfi di colore giallo. Si ritiene che i corpi siano degli antenati dell'Eva-00, o, per meglio dire, i resti di esperimenti falliti occorsi durante la sua creazione. A differenza della forma finale dello 00 però, i modelli sperimentali hanno due o più sensori ottici[51]. Un altro aspetto caratteristico degli esperimenti è rappresentato dal viso e dalla ben visibile colonna vertebrale, testimonianti loro natura essenzialmente organica[52].

Unità 00Modifica

L'Unità 00 (零号機 Zerogōki?), designata con il termine anglofono Prototype, è il primo esemplare di Evangelion ad essere stato realizzato dalla Nerv[53]. Nonostante gli Evangelion siano stati pensati come armi da utilizzare per contrastare la minaccia degli Angeli, l'Eva-00 non è stato concepito come una macchina dedicata al combattimento effettivo, ma allo studio di fattibilità e funzionalità pratica della sua stessa tecnologia di base[54], ragion per cui manca di numerosi equipaggiamenti rispetto alle Unità successive[5]. Sembra che la sua concezione sia avvenuta nel quartier generale di Neo Tokyo-3 e che il materiale biologico di partenza usato per la sua creazione appartenga al primo Angelo, Adam[55]. Lo 00 si distingue dai modelli successivi per la sua caratteristica colorazione giallo scuro, tipica dei prototipi militari, e per un'architettura esterna e interna meno sofisticata. Il suo principale organo di percezione sensoriale visiva è rappresentato da una lente ottica di forma rotonda posta al centro del volto dell'Unità[56].

Il pilota assegnato all'Eva-00 è Rei Ayanami, che entra a far parte dell'organizzazione con il titolo di First Children[57][58]. A causa della sua funzione di prototipo, l'Unità ha sofferto di una grande instabilità, che l'ha portata ad agire fuori controllo in diversi test di attivazione[59]. In uno degli esperimenti distrugge le strutture di ancoraggio e l'intera seconda sala test della Nerv, ferendo gravemente il suo pilota[60][61]. La sua prima attivazione effettiva avviene solamente dopo quella dello 01, quando, a causa dell'attacco dell'Angelo Ramiel, si rende necessaria la presenza simultanea di due Unità Evangelion. Nel corso dell'operazione subisce danni strutturali di così grave entità da richiederne una ristrutturazione globale[57]. In seguito alle modifiche, l'Unità cambia aspetto e viene usata durante lo scontro con l'Angelo Matarael. Le principali differenze dell'Eva-00 modificato rispetto alla precedente versione riguardano la sua corazza costrittiva e il suo equipaggiamento bellico fondamentale, mentre la sua struttura interna risulta sostanzialmente invariata. Dal punto di vista estetico, lo 00 assume una colorazione prevalentemente blu; dal punto di vista bellico, sull'Unità vengono installate dei supporti verticali strutturalmente identici a quelli dell'Eva-02[62]. I supporti verticali, situati all'altezza delle spalle, vengono dotati di uno speciale sistema di propulsione, che permette al mecha di rallentare e attutire eventuali cadute[63]. Le modifiche hanno il merito di migliorare sensibilmente le funzionalità e le prestazioni del prototipo, così da renderlo un esemplare versatile e potente al pari delle altre Unità. La sua presenza diventa un valido supporto alle operazioni di difesa di Neo Tokyo-3 e all'eliminazione degli Angeli[55]. Viene distrutta durante il combattimento contro il sedicesimo Angelo, Armisael[64][65].

Unità 01Modifica

 
Un cosplay dell'Eva-01

L'Unità 01 (初号機 Shogōki?), o Test Type, è il modello sperimentale della serie Evangelion[66] e rappresenta il secondo esemplare ad essere stato costruito nel quartier generale della Nerv, sotto la diretta supervisione della dottoressa Yui Ikari. Differisce da tutti gli esemplari precedenti e successivi, in quanto la materia biologica che ne costituisce la base proviene da quella del secondo Angelo, Lilith. Dal punto di vista estetico, oltre che dalla caratteristica colorazione preponderantemente viola, l'Eva-01 è contraddistinto da un lungo corno che si prolunga dal centro della fronte e da un visore binoculare[67]. È il primo umanoide a essere utilizzato in un'operazione bellica effettiva[5]. Benché abbia agito in diverse occasioni fuori controllo, l'esemplare assume un ruolo decisivo in numerose operazioni belliche[68]. L'umanoide vivente alla base dell'Unità 01 è caratterizzato da tessuti organici di colore marrone e da un liquido corporeo, simile a sangue, di colore rosso[69]. Normalmente, la bocca dell'Unità è fissata con dei bulloni, e il suo corpo biologico vero e proprio è coperto da una speciale corazza costrittiva[70]. Dal punto di vista bellico, l'Unità si fregia di brillanti risultati operativi e della maggiore esperienza tattica fra tutti gli esemplari prodotti dalla Nerv[71].

Il primo test di attivazione dell'Unità 01, effettuato nell'anno 2004 nel Laboratorio per l'evoluzione artificiale, viene condotto da un centro di ricerca chiamato Gehirn[72]. Come cavia dell'esperimento viene designata la dottoressa Yui, e sembra che durante il test il suo tasso di sincronia abbia raggiunto il 400%, percentuale che determina il discioglimento del soggetto all'interno dell'Evangelion. Il caso viene archiviato come incidente, e tutti i tentativi di recupero della dottoressa Ikari si rivelano infruttuosi. Nonostante non venga mai chiarito se il risultato del test sia stato la conseguenza di una precisa scelta del pilota oppure no[67], l'anima di Yui rimane all'interno dell'Unità[48]. Il secondo tentativo di attivazione avviene circa dieci anni dopo, nel 2015, anno in cui viene fatto salite a bordo il Third Children Shinji Ikari, il suo nuovo pilota[5]. Nonostante le scarsissime probabilità di successo e la completa mancanza di addestramento, Shinji riesce a raggiungere un tasso di sincronia pari al 41,3%[68][69]. Il successo della procedura potrebbe essere stato determinato della volontà di Yui, che in alcune situazioni riesce a intervenire in difesa del figlio e muovere l'Eva di propria volontà[67].

Production ModelModifica

Unità 02Modifica

 
Due cosplayer dell'Eva-02 e del suo pilota, Asuka, così come presentati nel film Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance

L'Unità 02 (弐号機 Nigōki?), o Production Model, è il primo esemplare di Evangelion studiato e concepito per un'eventuale produzione in serie e per il combattimento effettivo[73]. Benché l'ideazione e la costruzione della macchina avvengano in Giappone, l'assemblaggio e i test di attivazione, così come l'addestramento del suo pilota, il Second Children Asuka Sōryū Langley, vengono eseguiti in Germania[74][75]. Il materiale biologico usato per la sua creazione appartiene al primo Angelo, Adam[76]. Una parte decisiva nello sviluppo e nell'attivazione dell'Unità viene svolta dalla dottoressa Kyōko Sōryū Zeppelin, membro della sezione tedesca di un centro di ricerca chiamato Gehirn. Kyōko si offre come cavia per l'esperimento di attivazione dell'Evangelion, dal quale esce psicologicamente sconvolta. Si ipotizza che la sua anima, o il suo «lato materno», sia rimasto chiuso all'intero dello 02[48]. Dal punto di vista estetico, si differenzia dalle prime due Unità per la presenza di quattro occhi sul volto, particolarità che nei modelli successivi viene abbandonata e sostituita in favore dell'esemplare binoculare[77][78]. Ulteriori caratteristiche che testimoniano i complessi interventi eseguiti durante la sua creazione riguardano il colore dei fluidi interni del corpo umanoide, blu anziché rosso come nel caso dei precedenti esemplari, e la presenza di nuovi dettagli meccanici[79]. Sulle spalle dispone di due supporti verticali che differiscono sensibilmente da quelli dell'Eva-01. Nel supporto sinistro è alloggiata una versione migliorata di un'arma da taglio chiamata Progressive Knife[80][81], mentre nel destro è alloggiato il Needle Gun, un'arma da fuoco capace di sparare aculei[82].

La sua colorazione è prevalentemente rossa[83] e differisce dall'Unità precedente per la conformazione delle componenti di testa, spalle e torace. Una delle sue principali capacità è quella di poter curvare il tronco, caratteristica che contribuisce ad avvicinarlo agli esseri umani, pur non sussistendo sostanziali differenze in termini di prestazione bellica rispetto all'Eva-01[84]. La prima vera battaglia dell'Eva-02 si svolge nell'Oceano Pacifico, occasione in cui riesce a sconfiggere l'Angelo Gaghiel[85]. A partire dal combattimento contro il tredicesimo Angelo, Bardiel, l'Unità incomincia a registrare diversi insuccessi bellici. A seguito di un grave tracollo psichico di Asuka, la Nerv viene costretta a richiedere l'ausilio di un nuovo Children, Kaworu Nagisa, che diventa il suo nuovo pilota[86].

Unità 03Modifica

L'Unità 03 (3号機 Sangōki?) è un modello di produzione in serie costruito presso la prima divisione americana della Nerv[5]. A causa di un incidente occorso alla seconda divisione, il comando dello 03, sotto espressa disposizione del governo statunitense, passa al Giappone[87]. In seguito alla tempestiva decisione del governo, l'Unità viene trasportata per via aerea sull'Oceano Pacifico fino al quartier generale dell'organizzazione[88]. Benché il suo aspetto sia pressoché identico a quello dell'Eva-02, differisce dall'Unità precedente per il colore, prevalentemente nero[89], e per la forma del capo, più vicina a quella dell'Unità 01. Il volto dello 03 presenta dei lineamenti più brutali e manca della caratteristica protuberanza frontale dell'Eva-01[90]. Ulteriori dettagli che lo distinguono esteticamente dagli altri esemplari sono le spalle allungate, la postura leggermente inclinata in avanti e l'andatura[91]. Una volta giunta in Giappone vengono avviati i preparativi per il suo test di attivazione. Come luogo dell'esperimento viene scelta la città di Matsushiro, nella prefettura di Nagano, ove si trova il secondo sito di sperimentazione della Nerv. Una volta salito a bordo il suo pilota designato, il Fourth Children Tōji Suzuhara, l'Unità va improvvisamente fuori controllo, spalancando le proprie fauci e distruggendo le recinzioni atte a contenerla. Il suo peculiare comportamento è dovuto all'infezione di Bardiel[92], un Angelo di tipo parassitario che ha preso controllo del suo corpo[93]. Dopo l'incidente, Gendō Ikari, comandante supremo della Nerv, la identifica come tredicesimo Angelo e dà l'ordine di annientarla. L'Eva-03 affronta in combattimento le Unità 00 e 02, sconfiggendole senza grosse difficoltà, e l'Eva-01, scontro che ha come risoluzione la sua completa disfatta[94].

Unità 04Modifica

L'Unità 04 (4号機 Yongōki?) è un Production Model costruito, assieme all'Eva-03, negli Stati Uniti, più precisamente presso la seconda divisione americana della Nerv, situata nello stato del Nevada. A causa di un incidente occorso durante un test di inserimento sperimentale dell'elemento S², l'Unità, assieme alla seconda divisione e a tutti gli oggetti presenti nel raggio di 89 chilometri, scompare inspiegabilmente[95]. Benché le sue sembianze non siano mai state mostrate nella serie animata originale, si ritiene che sia di colore bianco argento[96]. Dall'Unità sono state prodotte alcune action figure ufficiali, progettate e ideate dal mecha designer della serie, Ikuto Yamashita[97]. Il suo aspetto di base è praticamente identico a quello dell'Unità 03[98].

Unità 05-13: Mass Production ModelModifica

La Serie Eva (エヴァシリーズ Evashirīzu?), o Eva Series, comprende tutte le Unità dalla 05 alla 13, costruite in diverse filiali della Nerv per volontà dell'organizzazione Seele al fine di portare avanti il cosiddetto Progetto per il perfezionamento dell'uomo[48]. Tutte le Unità sono dotate del motore energetico elemento S² e di una replica della lancia di Longinus[99]. Dal punto di vista tecnico, la loro struttura di base è la stessa degli Eva di proprietà della Nerv, ma mancano dei sopporti verticali normalmente disposti sulle spalle. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto agli altri modelli è il capo, privo di sensori ottici, e la zona nella quale viene inserita la cabina di pilotaggio[100]. Grazie all'elemento S² dispongono di enormi capacità rigenerative e di un tempo illimitato di operatività. Tutte e nove le Unità possiedono la stessa forma e la stessa colorazione, prevalentemente bianca, e di grandi ali pieghevoli poste sulla parte posteriore del tronco, che consentono loro di volare. Sembra che le abilità e gli equipaggiamenti a loro disposizione non siano stati preparati in vista di eventuali operazioni belliche contro gli Angeli, ma con il preciso scopo di portare avanti il Progetto per il perfezionamento[101]. I Production Model non necessitano di piloti; in loro vece dispongono di un Dummy Plug, dei simulatori di Entry Plug nei quali è iscritta la personalità del Fifth Children, Kaworu Nagisa[5].

Nella pellicola The End of Evangelion, la Seele invia tutti e nove gli esemplari contro l'Eva-02. Pur subendo ingenti danni da parte dello 02 ed essere state apparentemente sconfitte, gli Eva riescono a riattivarsi grazie all'elemento S², sfregiando il corpo del nemico[102] e divorandone le carni. Durante il Progetto per il perfezionamento, i Mass Production Model si uniscono all'Angelo Lilith e si auto-infilzano con le proprie lance di Longinus. Alla fine del processo, si trasformano in statue di pietra e precipitano sulla Terra[101]. Il loro design sembra ricalcare le caratteristiche comunemente associate agli angeli dell'Antico Testamento[82].

Rebuild of EvangelionModifica

Nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, remake della serie animata, vengono introdotte diverse Unità Evangelion.

  • L'Evangelion 05 (エヴァンゲリオン5号機 Evangerion Gogōki?), il cui nome completo è Evangelion 05, modello provvisorio a uso territoriale limitato (封印監視特化型限定兵器 人造人間エヴァンゲリオン 局地仕様 仮設5号機 Fūin kanshi tokkagata gentei heiki homunkurusu Evangerion kyokuchi shiyō kasetsu Gogōki?)[103], è un'Unità apparsa nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Il suo design è stato curato dal mecha designer Ikuto Yamashita ed ha subito diverse modifiche. A differenza degli altri Evangelion la sua deambulazione non si svolge per mezzo di due arti inferiori, ma grazie a uno speciale sistema a ruote, e dispone di un braccio a forma di lancia[104], ragion per cui le varie componenti dell'Unità sono state realizzate in computer grafica, eccezion fatta per i primi piani della testa, così da evitare qualsiasi errore nei movimenti[29].
  • Il Mark.06 (マークシックス Mākushikkusu?) noto come Evangelion 06 (エヴァンゲリオン6号機 Evangerion Rokugōki?), è un'Unità Evangelion presentata nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[105]. Viene costruita sulla base lunare Tabgha, posta sotto il controllo diretto della Seele[29]. Nel corso della pellicola viene pilotato da Kaworu Nagisa.
  • L'Evangelion 08 (エヴァンゲリオン8号機 Evangerion Hachigōki?) è un'Unità Evangelion introdotta nell'anteprima di Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo presente alla fine dei titoli di coda di Evangelion 2.0. Nel corso del film viene pilotata da Mari Illustrious Makinami. Dispone di otto sensori ottici[106]. La sua colorazione è prevalentemente rosa, con piccoli inserti di colore giallo e verde. La sua nomenclatura ufficiale completa è Evangelion Production Model Custom Type (エヴァンゲリオン 正規実用型(ヴィレカスタム) 8号機 Evangerion Seiki Vire Kasutamu Hachigōki?)[107].
  • L'Evangelion 08+02 (エヴァンゲリオン8+2号機 Evangerion Hachi+Nigōki?) è un'Unità Evangelion introdotta nella breve anticipazione di Evangelion: 3.0+1.0 presente alla fine del film Evangelion 3.0[108]. La sua armatura è per metà rossa e per metà rosa. Si ritiene che questo esemplare sia il frutto di una fusione fra due Unità precedenti, lo 02 e lo 08[109].
  • Il Mark.09 è un'Unità Evangelion presentata nel film Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente giallo, con piccoli inserti bianchi. Nel corso della pellicola il suo schema cromatico muta in nero e rosso. Viene pilotata da Rei Ayanami.
  • L'Evangelion 13 (エヴァンゲリオン第13号機 Evangerion Jūsangōki?) è un'Unità apparsa nella pellicola Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente viola. Ha quattro occhi e quattro arti superiori[110]. Viene pilotata da Shinji Ikari e da Kaworu Nagisa. Può essere attivata a mezzo di due Entry Plug. Non disponendo della capacità di generare un AT Field, viene dotata di quattro droni chiamati RS Hoppers.

Altri mediaModifica

In alcuni videogiochi tratti da Neon Genesis Evangelion vengono introdotte delle Unità inedite. In Meitantei Evangelion, pubblicato nel 2007 per PlayStation 2, è presente un'Unità Evangelion chiamata Evangelion Type β (エヴァンゲリオン乙型 Evangerion Otsugata?) e pilotata da Kaworu Nagisa. Oltre che in Mentantei Evangelion, l'Evangelion Type β compare nel videogioco Shin seiki Evangelion - Battle Orchestra, in cui viene introdotto un altro Evangelion chiamato Evangelion Unit-α (エヴァンゲリオン甲号機 Evangerion Kougouki?), costruito per volontà della società segreta Seele. A differenza della serie animata originale, nel manga Evangelion: Cronache degli angeli caduti gli Eva non sono dei mecha, ma armi individuali maneggievoli usate in combattimento da Shinji Ikari e dagli atri personaggi della serie[111]. In questa versione degli eventi, gli Eva sono la manifestazione della più profonda interiorità dei protagonisti: Rei ha una lancia, Asuka una frusta, Kaworu una spada e Shinji una pistola[112].

Il 6 febbraio 2015 lo studio Khara, produttore della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, ha pubblicato il dodicesimo cortometraggio della collana Nihon animator mihon'ichi, intitolato Evangelion: Another Impact (Confidential) e diretto da Shinji Aramaki. Il cortometraggio introduce un'Unità Evangelion chiamata Unit Null, disegnata dal mecha designer Atsushi Tekeuchi. Durante un test di attivazione top secret, l'Unità si libera dal controllo e va in berserk, ululando in un mondo post-apocalittico. Sia lo scopo sia i mezzi della sua costruzione sono avvolti nel mistero[113].

AccoglienzaModifica

 
Automobile da corsa del gruppo Evangelion Racing ispirata ai colori dell'Eva-01

Il mecha design di Ikuto Yamashita è stato elogiato da John Beam della rivista Animation Planet[114] e da Martin Theron, recensore del sito Anime News Network, secondo il quale: «I mecha design [presentati in Neon Genesis Evangelion] sono tra più singolari mai creati per una serie d'animazione giapponese, grazie a sembianze eleganti, agili, apparentemente mostruose, spaventose e atletiche, piuttosto che rigide e cavalleresche»[115]. Secondo lo studioso Guido Tavassi, il «rivoluzionario» mecha design è da annoverare a pieno titolo fra le numerose innovazioni introdotte da Neon Genesis Evangelion, «che se, da un lato, avvicina maggiormente le Unità Eva alla figura umana, dall'altro propone una completa astrazione delle forme dei nemici, gli Angeli, con una scelta che avrà un impatto enorme sul design delle serie del genere successive»[116]. Nel 2015, durante una conferenza ufficiale tenutasi in occasione del lancio di una linea di smartphone ispirati al franchise di Evangelion e prodotti dalla Sharp Corporation, Daigo, membro della band giapponese Breakerz, ha indossato un outfit ispirato all'Unità 01[117]. Nel 2016 l'attrice Ayame Gōriki ha effettuato un cosplay di un'Unità Evangelion indossando i panni dell'Eva-01 all'interno di un'anteprima del primo episodio di Rental no koi, dorama andato in onda nel gennaio dell'anno successivo[118].

Nel 2010 è stata annunciata la formazione di un team automobilistico giapponese chiamato Evangelion RT-01 apr Corolla per il campionato Super GT[119]. In occasione della prima competizione ufficiale del team, tenutasi quell'anno nel circuito del Fuji, la Toyota Corolla Axio del gruppo è stata ridipinta seguendo lo schema cromatico dell'Eva-01[120][121], e i due corridori, Koki Saga e Kōsuke Matsūra, hanno gareggiato indossando due riproduzioni della tuta usata dal personaggio di Shinji[122]. Nei due anni successivi alla prima vettura sono state affiancate una Porsche 911 GT3 RS ridipinta ricalcando il design dell'Unità 02 e due motociclette Kawasaki Ninja ZX-10R con le fattezze dello 01 e dello 02[123]. Nel 2010 il sito Yahoo! Japan ha svolto un'indagine su Evangelion e sugli omonimi mecha. Agli appassionati della serie è stato chiesto se avrebbero apprezzato la costruzione di un modello in scala 1:1 di un Evangelion e che Unità avrebbero preso come modello[124]. Nel primo quesito la risposta è stata quasi all'unanimità affermativa; alla seconda domanda è stata scelta l'Unità 01, con ampio scarto di maggioranza del 78% circa dei voti totali[125]. Analogo risultato si è registrato nel 2016, anno in cui il sito web Charapedia ha domandato ai propri utenti quale «macchinario» apparso in una serie d'animazione giapponese desiderassero usare o pilotare. Nell'occasione l'Eva-01 è stata la seconda risposta più gettonata, con quasi quattrocento preferenze[126].

MerchandisingModifica

Secondo lo scrittore Kazuhisa Fujie e il ricercatore italiano Guido Tavassi, in un primo momento si registrò un notevole insuccesso commerciale relativo ai giocattoli e alle riproduzioni dei mecha di Neon Genesis Evangelion, surclassati dalle vendite delle action figure di Rei Ayanami[19], «e finanche la Bandai si mostrò riluttante a commercializzare i modellini dei fin troppo insoliti e inquietanti mecha»[116]. Nel giro di appena un anno dalla prima messa in onda però si ebbe una vera esplosione del fenomeno Evangelion, e, dopo l'iniziale titubanza, la Bandai si lanciò a gran ritmo nella produzione di giocattoli e di modellini sulla serie[127]. Oltre che per diversi tipi di action figure, l'immagine dei mecha venne usata per numerosi beni di consumo, come scarpe Adidas[128], bottiglie per vini e spuntanti[129], borse[130], indumenti e accessori sportivi[131], felpe[132], guanti[133], articoli di abbigliamento intimo[134][135] e vestiti per bambini[136][137].

 
Riproduzione della cabina di pilotaggio di un Evangelion all'interno di un treno ispirato al design dell'Eva-01

Nel febbraio del 2007 lo Studio Akiyama mise in commercio una figure gigante dell'Eva-01 alta circa due metri al prezzo di un milione di yen (circa 10 000 dollari statunitensi) per celebrare l'uscita del film Evangelion 1.0: You Are (Not) Alone[138]. Nel 2015 venne annunciata la costruzione di un treno ad alta velocità ispirato al design dell'Eva-01, nella cui realizzazione furono coinvolti sia il mecha designer Ikuto Yamashita, sia Hideaki Anno[139]. Dopo essere entrato in funzione a novembre dello stesso anno[140], la compagnia ferroviaria West Japan Railway Company decise di estendere la durata del servizio fino alla primavera del 2018[141]. Anche il parco di divertimenti Fuji-Q HighLand propose diverse iniziative simili. Nel 2010 nel parco fu inaugurata una fedele riproduzione del busto dell'Eva-01 alta nove metri e larga sedici[142][143]. Tra il 2011 e il 2015 furono annunciate le costruzioni di una riproduzione in scala 1:1 del capo dell'Eva-02 in modalità The Beast, una stanza d'albergo ispirata all'Entry Plug dell'Unità 00[144][145] e di una montagna russa progettata e costruita in base al design dello 01[146]. Tuttavia, a causa del terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011, i lavori per la statua dello 02, progettata per essere alta sette metri e larga cinque, vennero rimandati a tempo indeterminato[147].

Nel novembre del 2014 l'azienda automobilistica giapponese Mitsuoka Motors mise all'asta un modello di Mitsuoka Orochi ispirato al design dell'Eva-01, venduto a un prezzo finale di sedici milioni di yen (130 000 dollari circa)[148]; l'evento ricevette un'attenzione mediatica così alta da spingere il presidente dell'azienda, Akio Mitsuoka, ad accordarsi con il vincitore della lotteria per esporre la vettura alla Mitsuoka Gallery Azabu di Tokyo per un'intera settimana[149]. Lo stesso anno, nell'area di servizio Expasa di Ashigara, nella prefettura di Shizuoka, venne inaugurato un evento a durata limitata interamente dedicato a Neon Genesis Evagelion, durante il quale venne esposta una stata dell'Eva-01 alta sei metri, la più grande al mondo[150]. Nel 2016 il primato passò a una riproduzione gigante dello 01 con un modello in scala della lancia di Longinus fra le mani costruita nella città di Shangai, frutto della cooperazione tra Khara, la società Heitao Interactive e la Shanghai Character License Administrative Corporation; con i suoi 24,8 metri di altezza, la statua è entrata nel Guinness dei primati come «il più grande Evangelion al mondo»[151][152].

NoteModifica

  1. ^ (JA) 「新世紀エヴァンゲリオン」をよく知らない人は作品紹介ページへ, Gainax. URL consultato il 5 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 1996).
  2. ^ (FR) Pierre Giner, Interview - Hideaki Anno, in AnimeLand, nº 32, maggio 1997, p. 21.
  3. ^ (EN) Amos Wong, Interview with Hideaki Anno, director of Neon Genesis Evangelion, in Aerial Magazine, gennaio 1998. URL consultato il 25 giugno 2013.
  4. ^ (JA) Chara, evangelion.co.jp. URL consultato il 6 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2016).
  5. ^ a b c d e f (JA) Gainax (a cura di), 用語集, in Death & Rebirth Program Book (Special Edition), 1997.
  6. ^ Poggio, p. 70.
  7. ^ (EN) A new direction for robot anime?, in Animerica, vol. 3, nº 6, Viz Media, 1995, p. 17.
  8. ^ Filmbook, vol. 8, p. 29.
  9. ^ (EN) Justin Sevakis, Hideaki Anno Talks to Kids, Anime News Network, 3 maggio 2007. URL consultato il 5 luglio 2013.
  10. ^ (JA) 世代をこえて共有するSF精神!, johakyu.net:80. URL consultato il 18 maggio 2017 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2008).
  11. ^ (JA) 第62回 エヴァ雑記「第26話 まごころを、君に」, style.fm. URL consultato il 28 maggio 2017.
  12. ^ Filmbook, vol. 7, p. 55.
  13. ^ (EN) Dani Cavallaro, Anime Intersections. Tradition and Innovation in Theme and Technique, Jefferson, McFarland, 2007, p. 57, ISBN 0-7864-3234-9.
  14. ^ Kadokawa, p. 44.
  15. ^ Kadokawa, pp. 100-101.
  16. ^ (EN) Ikuto Yamashita, The design concept is "Enormous Power Restrained", in Neon Genesis Evangelion, vol. 1, Viz Media, 1998, ISBN 1-56931-294-X.
  17. ^ (EN) Yasuhiro Takeda, Shinseiki Evangelion, in The Notenki Memoirs - Studio Gainax and the Man Who Created Evangelion, Houston, ADV Manga, 2002, pp. 166-167, ISBN 1-4139-0234-0.
  18. ^ (EN) エヴァ制作開始インタビュー, in Newtype, Kadokawa Shoten, aprile 1995, p. 4. URL consultato il 6 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2000).
  19. ^ a b Fujie, Foster, pp. 97-98.
  20. ^ Kadokawa, p. 45.
  21. ^ Kadokawa, p. 86.
  22. ^ (JA) Renewal bonus extra, Gainax, 2003.
  23. ^ (JA) Intervista a Yoshiyuki Sadamoto, in Der Mond: Newtype Illustrated Collection - Limited Edition, Kadokawa Shoten, 1999, ISBN 4-04-853048-8.
  24. ^ Fujie, Foster, p. 76.
  25. ^ (EN) Timothy N. Hornyak, 英文版ロボット: Loving the Machine, Kodansha International, 2006, p. 70, ISBN 978-4-7700-3012-2.
  26. ^ (JA) デビルマン解体新書, Kōdansha, 10 febbraio 1999, ISBN 4-06-330070-6.
  27. ^ (EN) Newtype USA, vol. 6, nº 9, settembre 2007, pp. 59-60.
  28. ^ Evangelion 1.01 You Are (Not) Alone booklet, Dynit, 2008.
  29. ^ a b c Evangelion 2.22 You Can (Not) Advance Booklet, Dynit, 2010.
  30. ^ (JA) Mechanical Data, Gainax. URL consultato il 6 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 18 settembre 2015).
  31. ^ a b c Poggio, pp. 16-17.
  32. ^ Glénat 2009, p. 10.
  33. ^ a b Cannarsi, vol. 1, pp. 7-8.
  34. ^ Poggio, vol. 2, p. 23.
  35. ^ Filmbook, vol. 7, p. 58.
  36. ^ Poggio, p. 61.
  37. ^ Platinum booklet, Episode commentaries, vol. 4.
  38. ^ Evangelion, MTV. URL consultato il 30 luglio 2015 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2008).
  39. ^ Glénat 2009, p. 61.
  40. ^ a b Cannarsi, vol. 1, p. 11.
  41. ^ Sony Magazines, vol. 3, p. 26.
  42. ^ Sony Magazines, vol. 1, p. 20.
  43. ^ (EN) Primary Mechanical Systems, Gainax. URL consultato il 6 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2000).
  44. ^ Glénat 2009, p. 49.
  45. ^ Data Files, in Evangelion Collection, vol. 2, Panini Comics, p. 5, ISBN 978-88-6346-283-8.
  46. ^ Filmbook, vol. 1, p. 6.
  47. ^ Platinum booklet, Glossary, vol. 5.
  48. ^ a b c d Gainax, 用語集 (Yōgo-shū lett. "Glossario"?).
  49. ^ Sony Magazines, vol. 17, p. 23.
  50. ^ Cannarsi, vol. 1, p. 9.
  51. ^ Glénat 2010, p. 13.
  52. ^ Filmbook, vol. 9, p. 35.
  53. ^ Sony Magazines, vol. 2, pp. 2-4.
  54. ^ Cannarsi, vol. 3, pp. 7-8.
  55. ^ a b Poggio, pp. 28-29.
  56. ^ Filmbook, vol. 2, pp. 68-69.
  57. ^ a b Platinum booklet, Eva profile, vol. 4.
  58. ^ Glénat 2009, p. 68.
  59. ^ Glénat 2009, p. 14.
  60. ^ Filmbook, vol. 2, p. 38.
  61. ^ Cannarsi, vol. 3, p. 12.
  62. ^ Cannarsi, vol. 6, pp. 14-15.
  63. ^ Glénat 2009, p. 95.
  64. ^ Filmbook, vol. 9, pp. 20-21.
  65. ^ Sony Magazines, vol. 27, p. 4.
  66. ^ Filmbook, vol. 1, pp. 78-79.
  67. ^ a b c Poggio, pp. 44-45.
  68. ^ a b Platinum booklet, Eva Profile, vol. 3.
  69. ^ a b Cannarsi, vol. 2, pp. 7-8.
  70. ^ Filmbook, vol. 6, pp. 68-69.
  71. ^ Glénat 2010, pp. 8-9.
  72. ^ Glénat 2010, p. 68.
  73. ^ Glénat 2009, p. 83.
  74. ^ Filmbook, vol. 6, p. 5.
  75. ^ Glénat 2009, p. 17.
  76. ^ Poggio, pp. 56-57.
  77. ^ Filmbook, vol. 3, p. 44.
  78. ^ Cannarsi, vol. 4, pp. 7-8.
  79. ^ Platinum booklet, Eva profile, vol. 7.
  80. ^ Cannarsi, vol. 4, p. 32.
  81. ^ Glénat 2009, p. 19.
  82. ^ a b Glénat 2010, pp. 87-88.
  83. ^ Filmbook, vol. 6, p. 73.
  84. ^ Filmbook, vol. 3, pp. 68-69.
  85. ^ Cannarsi, vol. 4, p. 9.
  86. ^ Glénat 2010, pp. 16-17.
  87. ^ (JA) Gainax (a cura di), Death & Rebirth Program Book (Special Edition), 1997, p. 40.
  88. ^ Glénat 2010, p. 54.
  89. ^ Filmbook, vol. 6, p. 43.
  90. ^ Filmbook, vol. 6, p. 67.
  91. ^ Filmbook, vol. 6, p. 48.
  92. ^ Glénat 2010, p. 99.
  93. ^ Filmbook, vol. 6, pp. 44-45.
  94. ^ Sony Magazines, vol. 17, pp. 2-4.
  95. ^ Glénat 2010, p. 50.
  96. ^ Sony Magazines, vol. 3, p. 24.
  97. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Universal Studios Japan's Eva Unit-04 Gets Its Own Revoltech Figure, Anime News Network, 23 marzo 2016. URL consultato il 28 marzo 2017.
  98. ^ (JA) Evangelion Evolutionに全身シルバーの【エヴァンゲリオン4号機】が新登場!, evastore.jp. URL consultato il 28 marzo 2017.
  99. ^ (JA) 新世紀エヴァンゲリオン特集 新世紀エヴァンゲリオン劇場版 バンダイチャンネル, animejapan.cplaza.ne.jp. URL consultato il 24 aprile 2017.
  100. ^ Sony Magazines, vol. 19, p. 18.
  101. ^ a b Sony Magazines, vol. 9, pp. 3-4.
  102. ^ Glénat 2010, p. 94.
  103. ^ Denominazione usata anche nei poster ufficiali di Evangelion 2.0.
  104. ^ (JA) エヴァンゲリオン 仮設号機, in Evangelion Chronicle, vol. 33, DeAgostini Japan, settembre 2010.
  105. ^ (JA) Evangelion Evolution Series, evastore.jp. URL consultato il 25 marzo 2017.
  106. ^ (JA) リボルテックヤマグチから新劇場版:Q Ver.最新装備のエヴァンゲリオン8号機が登場!, evastore.jp. URL consultato il 28 marzo 2017.
  107. ^ (JA) ヱヴァンゲリヲン新劇場版:Q 記録集, 17 novembre 2012, p. 37.
  108. ^ (JA) 謎の機体:エヴァンゲリオン8+2号機、早くもフィギュア登場 「ヱヴァ新劇場版:Q」次回予告登場, s.animeanime.jp, 23 settembre 2013. URL consultato il 28 marzo 2017.
  109. ^ (EN) Bamboo Dong, Kaiyodo to Release Eva Unit 08+02 from Final Eva Film, Anime News Network, 24 settembre 2013. URL consultato il 28 marzo 2017.
  110. ^ (EN) Rebuild Evangelion's Unique Mechas Get Revoltech Figures, Anime News Network, 4 settembre 2017. URL consultato il 7 settembre 2017.
  111. ^ (EN) Jemiah Jefferson, That phenomenon that is Neon Genesis Evangelion, Dark Horse Comics, 25 agosto 2010. URL consultato il 27 marzo 2017.
  112. ^ (EN) Lissa Pattillo, Neon Genesis Evangelion Campus Apocalypse Review, Anime News Network, 15 settembre 2010.
  113. ^ (EN) 'Evangelion:Another Impact' Short by Appleseed's Aramaki Streamed, Anime News Network, 6 febbraio 2015. URL consultato il 27 marzo 2017.
  114. ^ (EN) Animation Planet, vol. 1, nº 1, Inkwell Productions, 1997, p. 14.
  115. ^ (EN) Martin Theron, Neon Genesis Evangelion (Review) DVD 3: Platinum Edition, Anime News Network, 18 marzo 2005. URL consultato il 9 novembre 2015.
  116. ^ a b Tavassi, p. 248.
  117. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Sharp Officially Unveils Evangelion Phone, Anime News Network, 21 ottobre 2015. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  118. ^ (EN) Mikikazu Komatsu, Ayame Goriki Shows Her Cosplay as EVA-01 in TV Drama "Rental no Koi", Crunchyroll, 23 dicembre 2016. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  119. ^ (EN) Evangelion Co-Sponsors Super GT300 Car Racing Team (Update 2), Anime News Network, 14 aprile 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  120. ^ (EN) Evangelion Race Car Team Debuts with Plug Suit Cosplay (Updated), Anime News Network, 1º maggio 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  121. ^ (JA) 「エヴァ仕様」レーシングカー登場 個人スポンサー募集, Asahi Shinbun, 26 aprile 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  122. ^ (JA) ヱヴァンゲリヲン新劇場版:汐留のグッズショップに「EVAレースクイーン」が来店, mantan-web.jp, 11 agosto 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  123. ^ (EN) Start Your S² Engines! Team Evangelion Racing Has Sleek Paint Jobs and Sexy Plugsuit Cosplay, en.rocketnews24.com, 18 settembre 2012. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  124. ^ (EN) Afro Samurai, Eva: 2.22, Twin Spica Previews Posted, Anime News Network, 15 aprile 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  125. ^ (JA) ヱヴァンゲリヲン特集2010, Yahoo! Japan. URL consultato il 4 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2011).
  126. ^ (EN) Eric Stimson, Japanese Fans Choose Which Machines in Anime They'd Most Like to Ride, Anime News Network, 4 luglio 2016. URL consultato il 28 marzo 2017.
  127. ^ Tavassi, p. 259.
  128. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Evangelion Gets 1st Credit Cards, Adidas Shoes, Anime News Network, 29 aprile 2013. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  129. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Evangelion Sparkling Wine Arrives This Month, Anime News Network, 21 giugno 2011. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  130. ^ (EN) Bamboo Dong, 30 Evangelion-Branded Things That Have No Reason to Be Evangelion-Branded, Anime News Network, 21 ottobre 2013. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  131. ^ (EN) Evangelion Spandex Bicycle Shorts for Sale, Anime News Network, 10 febbraio 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  132. ^ (EN) Jennifer Sherman, Gainax to Sell Evangelion Cat-Eared Parka, Anime News Network, 25 gennaio 2012. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  133. ^ (EN) Bamboo Dong, Evangelion Accessories and Hoodies for the Winter, Anime News Network, 3 ottobre 2013. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  134. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Evangelion Ladies' Frilly Laced Underpants for Sale, Anime News Network, 28 luglio 2013. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  135. ^ (EN) Eric Stimson, Keep Your Evangelion Enthusiasm Private with Boxer Shorts, Anime News Network, 29 novembre 2015. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  136. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Toddler Evangelion Rody Rompers Now Come in More Colors, Anime News Network, 22 aprile 2015. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  137. ^ (EN) Karen Ressler, Evangelion Inspires Toddler Onesies, Bibs, Anime News Network, 12 aprile 2013. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  138. ^ (EN) 2 Meter Tall EVA Unit 01 Figure For Sale, Anime News Network, 21 febbraio 2007. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  139. ^ (EN) Lynzee Loveridge, Hideaki Anno, Ikuto Yamashita Collaborate on Official Eva Train, Anime News Network, 25 luglio 2015. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  140. ^ (EN) Carlos Cadorniga, Enable Misato's Drinking by Buying Her Sake on the Eva Train, Anime News Network, 25 novembre 2015. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  141. ^ (EN) Eric Stimson, JR-West Extends Evangelion Bullet Train Campaign, Anime News Network, 18 settembre 2016. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  142. ^ (EN) Life-Size Evangelion Bust Built Near Foot of Mt. Fuji, Anime News Network, 12 maggio 2010. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  143. ^ (JA) 「実物大」エヴァ、富士急ハイランド登場 胸像ですが, Asahi Shinbun, 12 maggio 2010. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  144. ^ (EN) Egan Loo, Life-Size EVA-02 Head, Evangelion Hotel Room Planned, Anime News Network, 26 gennaio 2011. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  145. ^ (JA) エヴァンゲリオン:今度は2号機の実物大頭像 富士急ハイランドで3月公開, mantan-web.jp, 1º febbraio 2011. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  146. ^ (EN) Eric Stimson, Unit-01 Protects Evangelion Theme Park in New Projection Mapping Show, Anime News Network, 2 aprile 2015. URL consultato il 2 febbraio 2016.
  147. ^ (JA) 東日本大震災:実物大エヴァ2号機頭像お披露目延期 富士急ハイランド休業, mantan-web.jp, 14 marzo 2011. URL consultato il 4 febbraio 2017.
  148. ^ (EN) Lynzee Loveridge, 16-Million Yen Evangelion Car Already Has Over 500 Lottery Applications, Anime News Network, 2 dicembre 2014. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  149. ^ (EN) Eric Stimson, Evangelion Sports Car to Go on Display in Tokyo Gallery, Anime News Network, 4 luglio 2015. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  150. ^ (EN) Mikikazu Komatsu, Feature: World's Largest Evangelion Unit-01 Statue in Ashigara, Crunchyroll, 9 ottobre 2015. URL consultato il 5 febbraio 2017.
  151. ^ (EN) Largest Evangelion, Guinness dei primati. URL consultato il 29 gennaio 2017.
  152. ^ (EN) Jennifer Sherman, World's Largest Evangelion Statue Earns Guinness Record in Shanghai, Anime News Network, 4 gennaio 2017. URL consultato il 29 gennaio 2017.

BibliografiaModifica

  • (JA) Gainax (a cura di), The End of Evangelion Theatrical Pamphlet, Koganei, 1997.
  • (JA) Kio Seiji e Ikuto Yamashita, Sore Wo Nasumono: Neon Genesis Evangelion Concept Design Works, Tokyo, Kadokawa Shoten, 1998, ISBN 4-04-852908-0.
  • Gualtiero Cannarsi, Neon Genesis Evangelion Encyclopedia, Volumi 0:1 - 0:6, Granarolo dell'Emilia, Dynamic Italia, 1997-99.
  • Neon Genesis Evangelion Filmbook, Volumi 1-9, Modena, Panini Comics, 1998-99.
  • (EN) Kazuhisa Fujie e Martin Foster, Neon Genesis Evangelion: The Unofficial Guide, Tokyo, DH Publishing, 2004, ISBN 0-9745961-4-0.
  • (EN) Neon Genesis Evangelion Platinum Edition Booklet, Volumi 1-7, ADV Films, 2004-2005.
  • (JA) Sony Magazines (a cura di), Evangelion Chronicle, Volumi 1 - 30, De Agostini Japan, 2006-2007.
  • Alessandra Poggio, Cristian Giorgi, Neon Genesis Evangelion Enciclopedia, Granarolo dell'Emilia, Dynit, 2008.
  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side A, Glénat, 2009, ISBN 978-2-7234-7120-6.
  • (FR) Evangelion: The Essential Evangelion Chronicle: Side B, Glénat, 2010, ISBN 978-2-7234-7121-3.
  • Guido Tavassi, Storia dell'animazione giapponese. Autori, arte, industria, successo dal 1917 a oggi, Latina, Tunué, 2012, ISBN 978-88-97165-51-4.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

  Portale Anime e manga: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Anime e manga
Questa è una voce di qualità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 6 settembre 2017 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti altri suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Criteri di ammissione  ·  Voci di qualità in altre lingue