Evangelion (mecha)

mecha

Le macchine da combattimento umanoidi multifunzione Evangelion (汎用人型決戦兵器 人造人間エヴァンゲリオン Hanyō jin gata kessen heiki jinzō ningen Evangerion?) — più comunemente note con le abbreviazioni Evangelion o Eva — sono dei mecha antropomorfi introdotti nella serie televisiva anime Neon Genesis Evangelion, prodotta dallo studio Gainax e diretta da Hideaki Anno, e nell'omonimo manga scritto e illustrato da Yoshiyuki Sadamoto. Oltre che nella serie animata originale gli umanoidi compaiono in numerose opere derivate, in diversi manga spin-off, videogiochi, visual novel, nell'ONA Petit Eva - Evangelion@School e nella tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion.

L'Eva-01 senza la copertura costrittiva

Nella serie animata originale gli Evangelion sono dei giganteschi umanoidi studiati da uno speciale centro di ricerca chiamato Gehirn e dall'agenzia speciale Nerv allo scopo di combattere dei misteriosi esseri chiamati angeli. Oltre alle importanti componenti meccaniche essi dispongono di una struttura di base organica, derivata da quella di due esseri chiamati Adam e Lilith. Per tale ragione possiedono occhi, epidermide, organi interni e perfino unghie simili a quelle umane e potrebbero essere classificati come cyborg, più che dei mecha in senso tradizionale[1]. I soggetti assegnati al pilotaggio di un Evangelion sono chiamati Children e vengono scelti da un organo chiamato Istituto Marduk. L'Eva-00 è pilotato da Rei Ayanami; lo 01 da Shinji Ikari; lo 02 da Asuka Sōryū Langley e Kaworu Nagisa, e lo 03 da Tōji Suzuhara. Ai primi quattro esemplari si aggiungono l'Eva-04, mai apparso nella serie animata e nel manga originali, e altre nove unità prive di pilota chiamate Mass Production Model introdotte nel film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion. Il loro design, ispirato ai demoni del folclore giapponese, causò diversi problemi durante la produzione della serie animata, per poi essere rivalutato nel corso degli anni dalla critica e dal pubblico ed essere usato per diversi articoli di merchandising.

Creazione e sviluppoModifica

Fonti di ispirazione e ideazioneModifica

 
Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore di Neon Genesis Evangelion

Durante la produzione della serie il ruolo degli Eva subì molti ripensamenti. In una bozza preliminare avanzata durante le prime fasi di pianificazione della serie animata, ad esempio, era contemplata l'esistenza di due antichissime civiltà preistoriche, apparse sul pianeta Terra molto tempo prima dell'effettiva comparsa dell'umanità ed entrambe dotate di tecnologie estremamente avanzate. Gli Evangelion, nello scenario originale, sarebbero stati creati dalla prima civiltà, nota come "prima razza ancestrale", ma si sarebbero ribellati ai propri creatori, causandone l'estinzione. Una "seconda razza ancestrale" avrebbe creato una misteriosa arma nota come lancia di Longinus per tentare di sconfiggere gli umanoidi, spargendo per il globo dei guerrieri chiamati angeli in stato di ibernazione, come contromisura nel caso in cui qualcuno avesse cercato di riattivare gli Evangelion[2]. Le unità Eva furono concepite fin da subito come esseri viventi e dei pericolosi androidi, più che delle armi[3]; lo scenario venne concepito in modo che contenesse molti elementi adattabili per eventuali videogame o giochi di ruolo, come gli armamenti delle unità nascosti per i palazzi di Neo Tokyo-3. Negli ultimi episodi, inoltre, avrebbe dovuto esserci una grande battaglia lunare contro dodici potentissimi angeli, idea che fu poi abbandonata e riciclata per lo scontro fra Eva-02 e serie degli Eva, introdotta nella conclusione cinematografica del 1997. Il continente americano e l'Eva-06 sarebbero svaniti improvvisamente, mentre sarebbero stati rivelati gli antichi resti di un rudere chiamato Arqa[4]. Una delle bozze preliminari del ventiquattresimo episodio, scritta dallo sceneggiatore Akio Satsukawa, vedeva l'introduzione di un prototipo di mini Evangelion di cinque metri chiamato αーTYPEーEVA000, o più semplicemente α Eva. L'α Eva, una volta andato in berserk, avrebbe attaccato con furia animalesca Kaworu Nagisa, che però avrebbe agilmente schivato i suoi colpi, in una scena ispirata alla legenda del samurai Benkei sul ponte Gojo; alla fine dello scontro, inoltre, l'Evangelion avrebbe inghiottito l'angelo Tabris e Rei Ayanami, per poi essere violentemente sventrato dal Prog-Knife dell'Eva-01 di Shinji[5]. In un'altra proposta invece erano previste due unità chiamate 05 e 06, ambedue fabbricate in Germania, mentre gli Evangelion dopo lo 01 sarebbero stati equipaggiati di un sistema di alimentazione noto come "motore a positroni"[6].

In fase di produzione si scelse di far pilotare gli Eva da adolescenti, seguendo così il solco della tradizione degli altri mecha. Hideaki Anno, regista e principale sceneggiatore di Evangelion, non aveva mai pensato seriamente a fornirne un motivo valido. Una spiegazione venne in mente invece al character designer della serie, Yoshiyuki Sadamoto, che guardando un documentario sull'emittente televisiva giapponese NHK chiamato Il fantastico microcosmo del corpo umano: Il cervello e l'anima (驚異の小宇宙 人体II 脳と心 Kyōi no shōuchū jintai: nō to kokoro?) venne a conoscenza dell'esistenza dei nervi A10. Dal programma attinse diverse idee, tali da poter dare una valida spiegazione riguardo all'età dei piloti, tutti ragazzi quattordicenni orfani di madre[7]. Gli Eva dunque furono concepiti come custodi dell'anima della madre del pilota, decidendo di far controllare gli umanoidi grazie a un legame di tipo psichico con il figlio. La Nerv venne pensata prendendo spunto dalla Nave Solo di Ideon, il cui equipaggio si trova ad affrontare gli alieni ostili del Buff Clan e altri esseri umani, con mecha che vanno fuori controllo e comunicano soltanto con dei ragazzini[8].

Per l'idea di un nucleo rosso al centro del petto e di un limite di operatività i creatori attinsero a piene mani dal personaggio di Ultraman, protagonista dell'omonimo franchise[9], mentre per la scena in cui viene presentato per la prima volta l'Eva-01 presero spunto da Combattler V di Tadao Nagahama[10]. Il concetto di Entry Plug è invece un apparente omaggio alla serie robotica Tatakae! Iczer-1[11]. Hideaki Anno, ispirandosi al proprio vissuto personale, inserì molte scene in cui i mecha vengono mutilati e perdono gli arti in modo cruento. Suo padre, Takuyo Anno, a causa di un incidente giovanile con una sega elettrica rimase gravemente ferito alla gamba sinistra e fu costretto a portare per tutta la vita una protesi artificiale; il regista, in seguito all'incidente, sviluppò una certa attrazione per la deformità, credendo di poter amare, a sua detta, «soltanto qualcosa di monco»[12]. Per l'immagine dell'Unità 01 fuori controllo, che nel diciannovesimo episodio cammina su quattro zampe e divora le carni di un angelo, gli autori si ispirarono invece alle figure buddhiste dei preta (餓鬼T, letteralmente "dannati")[13]. Nella scena, inoltre, il regista inserì il concetto di cannibalismo, nel tentativo di disgustare e far vomitare uno spettatore piccolo; lui stesso dichiarò: «Sarebbe l'ideale se un bambino piangesse vedendo un solo episodio [di Evangelion[14]. Il cannibalismo, secondo Yūichirō Oguro, curatore di alcuni contenuti delle edizioni home video di Evangelion, sembra dipingere negativamente l'atto di cibarsi di carne, e potrebbe essere influenzato anch'esso dal vissuto personale di Anno, vegetariano fin dall'infanzia e già abituato a trasporre questo dettaglio della propria vita nelle proprie opere di fantasia[15].

DesignModifica

 
Riproduzione della cabina di pilotaggio di un Evangelion, situata all'interno di un treno ispirato al design dell'Eva-01

Il design degli Evangelion fu concepito e curato dallo stesso Hideaki Anno a quattro mani con Ikuto Yamashita, mecha designer ufficiale della serie[16]. Il regista si ispirò ai demoni del folklore giapponese, gli oni, e volle conferire loro un «aspetto moderno», sensibilmente diverso rispetto a quello degli altri mecha che andavano di moda, come i Gundam della serie Mobile Suit Gundam, dandogli una natura più umano-demoniaca che strettamente robotica[17][18]. Egli incaricò Yamashita di creare «un demone», «un gigante a malapena controllato dal genere umano». Il collega, stando alle sue direttive, per il design delle macchine trasse ispirazione dal romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift[19]. Ulteriore fonte di ispirazione fu un personaggio maschile presente nel videogioco Cho Aniki chiamato El&Topo, su cui si basò per delineare le sembianze dell'Eva-02[20]. Per l'aspetto e il ruolo degli umanoidi gli autori si ispirarono anche ai manga Mazinga Z, Shutendoji e Devilman di Gō Nagai[21]. Credendo che il potere fosse «qualcosa di molto spaventoso», Anno volle insistere molto sull'aspetto minaccioso delle unità, cercando di far sembrare l'Evangelion «un antieroe, qualcosa di davvero terrificante». Prima di decidere il design definitivo disegnò una bozza preliminare dell'Eva assai simile a Devilman. Nel bozzetto l'Eva aveva la schiena ricurva, la vita stretta e un petto piatto e spesso, avvicinandosi anche al volto «demoniaco» di Mazinga. Nei suoi intenti originari gli Evangelion avrebbero avuto un colore lugubre e scuro, eccezion fatta per gli occhi, che lasciò in bianco e cerchiati in rosso, proprio come il Mazinger Z di Nagai. L'intenzione era quella di suscitare terrore, facendo capire ai bambini quanto potesse essere spaventosa la vita reale[14].

Nelle fasi di progettazione Yamashita cambiò diverse volte idea sul loro aspetto; in alcuni schizzi preliminari, ad esempio, pensò di conferire allo 01 un'unica sporgenza obliqua sulla parte sinistra del capo o due corna frontali, ipotesi successivamente accantonate e abbandonate in favore del design definitivo[22]. Fin dalla consegna delle tavole preparatorie i suoi disegni suscitarono così scalpore da dividere anche i membri dello staff di Evangelion[23], causando diversi problemi allo studio Gainax. Toshimichi Ōtsuki, membro della King Records e vecchio conoscente di Hideaki Anno, presentò Neon Genesis Evangelion a una nota azienda di giocattoli, ma un rappresentante della società gli disse che un robot con un design del genere non avrebbe mai potuto vendere, specialmente per gli arti inferiori, ritenuti «eccessivamente magri»[24]. Il regista, in seguito all'episodio, decise di creare una serie radicalmente diversa rispetto agli altri anime mecha, tutti sponsorizzati e finanziati da aziende private di giocattoli[25]; per evitare ogni possibile interferenza da parte di sponsor, inoltre, progettò dei mecha difficilmente riproducibili sotto forma di giocattolo, così da avere maggiore libertà artistica e rivoluzionare il genere, a suo dire fermo da parecchio tempo e ingabbiato in un «modello già confezionato»[26]. Per i movimenti il regista chiese di ricreare «il rumore che farebbero i fasci di fili metallici se si contraessero come fossero muscoli», trattandoli come se fossero esseri viventi[27]. Per tale ragione si evitarono tutti i suoni normalmente usati in altri anime mecha. Per riprodurre il suono del coltello Prog-Knife Anno e Toru Noguchi, curatore degli effetti sonori, i tecnici rielaborarono il rumore metallico di un vero cutter[28]. L'animatore Yō Yoshinari, in particolare, tentò di animarli tramite dei righelli, come nel caso del secondo episodio, in cui cercò di disegnare quasi tutto il viso e le spalle dello 01 in tale modo[29]. Per la loro altezza, mai specificata in tutta la serie originale, si decise genericamente di rendere le unità più alte dell'Ultraman, alto quarantacinque metri[30]. Nel Rebuild of Evangelion invece la loro altezza si aggira esplicitamente attorno ai settanta metri, ottanta con i supporti verticali[31].

GeneralitàModifica

Nel mondo di Neon Genesis Evangelion le macchine multifunzione Evangelion rappresentano i più avanzati strumenti da battaglia costruiti dal genere umano. Sono delle armi prodotte a costi elevatissimi, concepite per essere in grado di contrastare e distruggere dei misteriosi esseri chiamati angeli[32]. Il loro sviluppo, condotto in segreto dall'agenzia speciale Nerv, è iniziato in seguito a una catastrofe nota sotto il nome di Second Impact[33]. Ai membri della Nerv, alla quale sono inoltre affidati la loro messa in funzione e il loro impiego effettivo, le armi sono note con l'abbreviazione di Eva[34]. Dal punto di vista scientifico l'insieme di tali compiti costituisce il progetto E, posto sotto la direzione e la responsabilità della dottoressa Ritsuko Akagi[35]. Gli Evangelion, a livello costitutivo, sono umanoidi giganti rivestiti con una spessa corazza protettiva e dotati di vari equipaggiamenti di supporto, utilizzabili a seconda delle necessità belliche. La costituzione di un'unità Evangelion è identica a quella di un essere umano, a esclusione delle smisurate dimensioni: ogni Evangelion è dotato di un sistema nervoso, di uno scheletro e di un apparato circolatorio. Sulle dita dello 01, per esempio, sono presenti delle unghie del tutto simili a quelle umane[36]. In una sezione del quartier generale della Nerv chiamata Terminal Dogma sono posizionati numerosi scheletri di giganteschi esseri antropomorfi di colore giallo. Si ritiene infatti che i corpi siano dei precursori dell'Eva-00, o, per meglio dire, i resti di esperimenti falliti occorsi durante la sua creazione; a differenza della forma finale dello 00, però, i modelli sperimentali hanno due o più sensori ottici[37]. Un altro aspetto caratteristico degli esperimenti è rappresentato dal viso e dalla ben visibile colonna vertebrale, testimonianti la loro natura essenzialmente organica[38]. Ai corpi viventi originari vengono in seguito impiantate le componenti meccaniche, adibite al loro controllo o a garantire loro maggiore efficienza e funzionalità bellica[33]. Se negli esseri umani gli ordini del sistema nervoso centrale vengono trasmessi da un impulso elettrico, il sistema periferico e i movimenti di un Evangelion vengono trasmessi tramite semplice corrente elettrica[39]. Per i primi tre esemplari, progettati in Giappone, viene adottato il sistema di numerazione cinese tradizionale, mentre i prototipi successivi seguono la numerazione araba[40][41].

 
Foglio di francobolli dedicato a Neon Genesis Evangelion emesso dalle poste giapponesi, raffigurante le principali unità Evangelion e diversi personaggi della serie

Gli Eva sono in grado di rigenerare le proprie ferite e le parti del proprio corpo rimaste danneggiate durante le operazioni belliche. Altra capacità fuori dal comune è rappresentata dall'abilità di sviluppare uno scudo protettivo noto con la sigla di AT Field. I loro movimenti sono garantiti dall'alimentazione fornita da un cavo esterno chiamato Umbilical Cable, che provvede a fornire l'energia elettrica necessaria al funzionamento dei loro circuiti[42][43]. In assenza del cavo gli umanoidi sono in grado di operare sfruttando l'energia accumulata in un'apposita batteria interna, per un limite di tempo variabile dai sessanta secondi ai cinque minuti[35]. Quando non attive le unità vengono alloggiate in apposite e gigantesche strutture chiamate "gabbie" e tenute in posizione da una struttura di ancoraggio, composta da numerosi blocchi e fermata da vari gruppi di sicure[44]. Nella diciannovesima puntata della serie l'Eva-01 divora le carni dell'angelo Zeruel, assorbendo così la fonte energetica degli angeli, il cosiddetto elemento S², ed estendendo indefinitamente il proprio limite di operatività[45]. Altro elemento caratteristico degli angeli e degli Evangelion è una sfera rossa chiamata nucleo, situata in corrispondenza del torace degli umanoidi[46].

Le unità possiedono diversi equipaggiamenti, variabili a seconda delle necessità belliche. Quello di base è detto di tipo B (Basic), costituito dal solo coltello Progressive Knife. Altri assetti sono quello di tipo D (Dive), specifico per le immersioni, e quello di tipo F (Fly) per il volo[47]. Il sistema di pilotaggio degli Evangelion prevede la sincronizzazione tra pilota e umanoide mediante connessione nervosa[48], tale che i due soggetti agiscano in sincronia[33][49]. Il pilota di un'unità Evangelion, designato con il termine anglofono Children, è alloggiato in una sorta di capsula cilindrica detta Entry Plug, che viene inserita nella zona corrispondente alla colonna vertebrale dell'umanoide, all'altezza delle vertebre cervicali. L'abitacolo dell'Entry Plug viene riempito con uno speciale liquido noto con l'acronimo di LCL, in grado di favorire la connessione nervosa tra l'Evangelion e il suo pilota. Il principale nervo responsabile della sincronizzazione delle due entità è chiamato nervo A10[50][51]. Sembra che i soggetti idonei a pilotare un Evangelion si limitino a ragazzi quattordicenni orfani di madre[52], e che negli umanoidi, originariamente sprovvisti di anima, siano alloggiate anime di persone[53]. Si ritiene infatti che nei mecha siano custodite le anime delle madri dei rispettivi piloti[54]. Una volta instaurata con successo la connessione nervosa il Children è in grado di comandare a proprio piacimento l'umanoide pensando di agire con il proprio stesso corpo, grazie a un avveniristico sistema noto come interfaccia neurale[55]. Il suo mantenimento può essere messo a rischio dai danni subiti dall'Evangelion nel corso di un'operazione e dai corrispondenti disturbi psicologici del pilota. È infine contemplato un pericoloso stato comunemente indicato come berserk, durante il quale l'umanoide inizia ad agire in preda a un'incontrollabile e apparentemente istintuale furia distruttiva[44].

Neon Genesis EvangelionModifica

Unità 00Modifica

 
Rei e, sullo sfondo, l'Unità 00 sulla copertina del secondo filmbook della serie

L'Unità 00 (零号機 Zerogōki?), detto anche Prototype, è il primo esemplare di Evangelion a essere stato realizzato dalla Nerv[56]. L'Eva-00 non è stato concepito come una macchina dedicata al combattimento, ma allo studio di fattibilità e funzionalità pratica della sua stessa tecnologia di base, ragion per cui manca di numerosi equipaggiamenti rispetto alle unità successive[57][58]. Sembra che la sua concezione sia avvenuta nel quartier generale di Neo Tokyo-3 e che il materiale biologico di partenza usato per la sua creazione appartenga al primo angelo, Adam[59]. Lo 00 si distingue dai modelli successivi per la sua caratteristica colorazione giallo scuro, tipica dei prototipi militari, e per un'architettura esterna e interna meno sofisticata. Il suo principale organo di percezione sensoriale visiva è rappresentato da una lente ottica di forma rotonda posta al centro del volto dell'unità[60]. Il suo pilota è Rei Ayanami, che entra a far parte dell'organizzazione con il titolo di First Children[61][62]. A causa della sua funzione di prototipo, però, l'unità soffre di grande instabilità, che la porta ad agire fuori controllo in diversi test di attivazione e di sincronia[63]. In uno degli esperimenti distrugge le strutture di ancoraggio e l'intera seconda sala test della Nerv, ferendo gravemente il suo pilota[64][65]. La sua prima attivazione effettiva avviene solamente dopo quella dello 01, quando, a causa dell'attacco dell'angelo Ramiel, si rende necessaria la presenza simultanea di due unità Evangelion. Nel corso dell'operazione subisce danni strutturali di così grave entità da richiederne una ristrutturazione totale[61].

L'unità, in seguito alle modifiche, cambia aspetto e viene usata durante lo scontro con l'angelo Matarael. Le principali differenze dell'Eva-00 modificato rispetto alla precedente versione riguardano la sua corazza costrittiva e il suo equipaggiamento bellico fondamentale, mentre la sua struttura interna risulta sostanzialmente invariata. Dal punto di vista estetico lo 00 assume una colorazione prevalentemente blu; dal punto di vista bellico sull'unità vengono installate dei supporti verticali strutturalmente identici a quelli dell'Eva-02[66]. I supporti verticali, situati all'altezza delle spalle, vengono dotati di uno speciale sistema di propulsione che permette al mecha di rallentare e attutire eventuali cadute[67]. Le modifiche hanno il merito di migliorare sensibilmente le funzionalità e le prestazioni del prototipo, così da renderlo un esemplare versatile e potente al pari delle altre unità. La sua presenza diventa un valido supporto alle operazioni di difesa di Neo Tokyo-3 e all'eliminazione degli angeli[59]. Viene distrutta durante il combattimento contro Armisael, sedicesimo angelo, per volontà di Rei[68][69].

Unità 01Modifica

 
L'Eva-01 sulla copertina del quarto volume del manga di Evangelion

L'Unità 01 (初号機 Shogōki?), o Test Type, è il modello sperimentale della serie Evangelion[70] e rappresenta il secondo esemplare a essere stato costruito nel quartier generale della Nerv; è stato studiato sotto la diretta supervisione della dottoressa Yui Ikari. Differisce da tutti gli esemplari precedenti e successivi, in quanto la materia biologica che ne costituisce la base proviene da quella del secondo angelo, Lilith. Dal punto di vista estetico, oltre che dalla caratteristica colorazione preponderantemente viola, l'Eva-01 è contraddistinto da un lungo corno che si prolunga dal centro della fronte e da un visore binoculare[71]. È il primo umanoide a essere utilizzato in un'operazione bellica effettiva[57]. Lo 01 agisce in diverse occasioni fuori controllo, assumendo comunque un ruolo decisivo in numerose operazioni belliche[72]. L'umanoide vivente alla base dell'unità 01 è caratterizzato da tessuti organici di colore marrone e da un liquido corporeo, simile a sangue, di colore rosso[73]. Normalmente la bocca dell'unità è fissata con dei bulloni, e il suo corpo biologico vero e proprio è coperto, al pari delle altre unità, da una speciale corazza costrittiva[74]. Dal punto di vista bellico, inoltre, l'unità si fregia di brillanti risultati operativi e della maggiore esperienza tattica fra tutti gli esemplari prodotti dalla Nerv[75].

Il primo test di attivazione dell'Unità 01, effettuato nell'anno 2004 nel Laboratorio per l'evoluzione artificiale, viene condotto da un centro di ricerca chiamato Gehirn[76]. Come cavia dell'esperimento viene designata la dottoressa Ikari; sembra che durante il test il suo tasso di sincronia abbia raggiunto il 400%, percentuale che determina però il discioglimento del soggetto all'interno dell'Evangelion. Il caso viene archiviato come incidente; tutti i tentativi di recupero della dottoressa Ikari si rivelano infruttuosi. L'anima di Yui rimane all'interno dell'unità, benché non venga mai chiarita all'interno della serie l'origine dell'incidente; il risultato del test, comunque, potrebbe essere stato la conseguenza di una precisa scelta del pilota[71][53]. Il secondo tentativo di attivazione avviene circa dieci anni dopo, nel 2015, anno in cui viene fatto salire a bordo il Third Children, Shinji Ikari, il suo nuovo pilota[57]. Shinji, nonostante le scarsissime probabilità di successo e la completa mancanza di addestramento, riesce a raggiungere un tasso di sincronia pari al 41,3% al primo tentativo[72][73]. Il successo della procedura potrebbe essere stato determinato della volontà di Yui, che in alcune situazioni riesce a intervenire in difesa del figlio e muovere l'Eva di propria volontà[71].

Production ModelModifica

Unità 02Modifica

 
Asuka e l'Eva-02 sulla copertina del terzo filmbook della serie

L'Unità 02 (弐号機 Nigōki?), o Production Model, è il primo esemplare di Evangelion studiato e concepito per un'eventuale produzione in serie e per il combattimento effettivo[77]. Benché l'ideazione e la costruzione della macchina avvengano in Giappone, l'assemblaggio e i test di attivazione, così come l'addestramento del suo pilota, il Second Children Asuka Sōryū Langley, vengono eseguiti in Germania[78][79]. Il materiale biologico usato per la sua creazione appartiene al primo angelo, Adam[80]. Una parte decisiva nello sviluppo e nell'attivazione dell'unità viene svolta dalla dottoressa Kyōko Zeppelin Sōryū, membro della sezione tedesca del Gehirn. Kyōko si offre come cavia per l'esperimento di attivazione dell'Evangelion, dal quale esce psicologicamente sconvolta. Si ipotizza che una parte della sua anima, o il suo "lato materno", sia rimasto chiuso all'interno dello 02[53]. Dal punto di vista estetico si differenzia dalle prime due unità per la presenza di quattro occhi sul volto, particolarità che nei modelli successivi viene abbandonata e sostituita in favore dell'esemplare binoculare[81][82]. Ulteriori caratteristiche che contraddistinguono lo 02 riguardano il colore dei fluidi interni del corpo umanoide, blu anziché rosso come nel caso dei precedenti esemplari, e la presenza di nuovi dettagli meccanici[83].

Sulle spalle dispone di due supporti verticali che differiscono sensibilmente da quelli dell'Eva-01. Nel supporto sinistro è alloggiata una versione migliorata di un'arma da taglio chiamata Progressive Knife[84][85], mentre nel destro è alloggiato il Needle Gun, un'arma da fuoco capace di sparare aculei[86]. La sua colorazione è prevalentemente rossa[87] e differisce dall'unità precedente per la conformazione delle componenti di testa, spalle e torace. Una delle sue principali capacità è quella di poter curvare il tronco e per una generale maggiore somiglianza con un essere umano, pur non sussistendo sostanziali differenze in termini di prestazione bellica rispetto all'Eva-01[88]. Nel 2015 Asuka e lo 02 partono da Wilhelmshaven alla volta di Neo Tokyo-3[89], assieme alla flotta delle Nazioni Unite. Durante il trasporto si svolge la prima vera battaglia dell'Eva-02 nell'oceano Pacifico, occasione in cui riesce a sconfiggere l'angelo Gaghiel[90]. A partire dal combattimento contro il tredicesimo angelo, Bardiel, l'unità incomincia a registrare diversi insuccessi bellici, ferendo molto l'orgoglio di Asuka. La Nerv, a seguito di un grave tracollo psichico della ragazza, viene costretta a richiedere l'ausilio di un nuovo Children, Kaworu Nagisa, che diventa il suo nuovo pilota[91].

Unità 03Modifica

 
Tōji Suzuhara, Hikari Horaki e l'Eva-03 sulla copertina del sesto volume del manga

L'Unità 03 (3号機 Sangōki?) è un modello di produzione in serie costruito presso la prima divisione americana della Nerv[57]. A causa di un incidente occorso alla seconda divisione, il comando dello 03, sotto espressa disposizione del governo statunitense, passa al Giappone[92]. L'unità, in seguito alla decisione del governo, viene trasportata per via aerea sull'oceano Pacifico fino al quartier generale dell'organizzazione[93]. Lo 03, benché il suo aspetto sia pressoché identico a quello dell'Eva-02, differisce dall'unità precedente per il colore, prevalentemente nero[94], e per la forma del capo, più vicina a quella dell'Unità 01. Il volto dello 03 presenta dei lineamenti più brutali e manca della caratteristica protuberanza frontale dell'Eva-01[95]. Ulteriori dettagli che lo distinguono esteticamente dagli altri esemplari sono le spalle allungate, la postura leggermente inclinata in avanti e l'andatura[96]. Una volta giunta in Giappone vengono avviati i preparativi per il suo test di attivazione. Come luogo dell'esperimento viene scelta la città di Matsushiro, nella prefettura di Nagano, ove si trova il secondo sito di sperimentazione della Nerv. Una volta salito a bordo il suo pilota designato, il Fourth Children Tōji Suzuhara, l'unità va improvvisamente fuori controllo, spalanca le proprie fauci e distrugge le recinzioni atte a contenerla. In seguito vengono scoperte le reali ragioni del suo comportamento: l'Eva è stato infatti infettato da Bardiel[97], un angelo di tipo parassitario che ha preso controllo del suo corpo durante il suo tragitto aereo[98]. Dopo l'incidente, però, Gendō Ikari, comandante supremo della Nerv, la identifica come tredicesimo Angelo e dà l'ordine di annientarla. L'Eva-03 affronta in combattimento le Unità 00 e 02, sconfiggendole senza grosse difficoltà. In un secondo momento combatte con l'Eva-01, che ne spezza gli arti e la annienta completamente[99].

Unità 04Modifica

L'Unità 04 (4号機 Yongōki?) è un Production Model costruito, assieme all'Eva-03, negli Stati Uniti, più precisamente presso la seconda divisione americana della Nerv, situata nello stato del Nevada. L'unità, a causa di un incidente occorso durante un test di inserimento sperimentale dell'elemento S², scompare assieme alla seconda divisione e a tutti gli oggetti presenti nel raggio di 89 chilometri[100]. Le sue sembianze non siano mai state mostrate nella serie animata originale; si ritiene che sia di colore bianco argento[101]. Dall'unità sono state prodotte alcune action figure ufficiali, progettate e ideate da Ikuto Yamashita, già mecha designer della serie[102]. Il suo aspetto di base è praticamente identico a quello dell'Unità 03[103].

Unità 05-13: Mass Production ModelModifica

 
Misato (in primo piano), Shinji (a sinistra) e Gendō (a destra) con gli Eva Series sulla copertina del dodicesimo volume del manga

La serie degli Eva (エヴァシリーズ Evashirīzu?), o Eva Series, comprende tutte le unità dalla 05 alla 13, costruite in diverse filiali della Nerv per volontà dell'organizzazione Seele al fine di portare avanti il cosiddetto Progetto per il perfezionamento dell'uomo[53]. Tutte le unità sono dotate del motore energetico elemento S² e di una replica della lancia di Longinus[104]. La loro struttura di base è, dal punto di vista tecnico, identica a quella degli Eva di proprietà della Nerv, con l'eccezione dei supporti verticali normalmente disposti sulle spalle delle altre unità. Ulteriore elemento di differenziazione rispetto agli altri modelli è il capo, privo di sensori ottici, e la zona nella quale viene inserita la cabina di pilotaggio[105]. Grazie all'elemento S², inoltre, le unità dispongono di enormi capacità rigenerative e di un tempo illimitato di operatività. Tutte e nove gli Eva Series possiedono la stessa forma e la stessa colorazione, prevalentemente bianca, e di grandi ali pieghevoli poste sulla parte posteriore del tronco, che consentono loro di volare[106]. I Production Model non necessitano di piloti; in loro vece dispongono di un Dummy Plug, dei simulatori di Entry Plug nei quali è iscritta la personalità del Fifth Children, Kaworu Nagisa[57].

Nella pellicola The End of Evangelion la Seele invia tutti e nove gli esemplari contro l'Eva-02. Gli Eva, pur subendo ingenti danni da parte dello 02 durante lo scontro ed essere stati apparentemente sconfitti, riescono a riattivarsi grazie all'elemento S², sfregiando il corpo del nemico e divorandone le carni[107]. Durante il Progetto per il perfezionamento i Mass Production Model si uniscono all'angelo Lilith e si infilzano con le proprie lance di Longinus. Alla fine del film, una volta rifiutato il Perfezionamento da Shinji e smembrata Lilith, le unità si trasformano in statue di pietra e precipitano sulla Terra[106]. Il loro design sembra ricalcare le caratteristiche comunemente associate agli angeli dell'Antico Testamento[86].

Rebuild of EvangelionModifica

 
Due cosplayer dell'Eva-02 e di Asuka del Rebuild

Per la produzione della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion Ikuto Yamashita, sotto precisa richiesta di Hideaki Anno, apportò diverse modifiche agli armamenti e alle colorazioni dello 00 e degli altri Evangelion, basandosi su alcuni suoi vecchi bozzetti risalenti a più di dieci anni prima[108]. Durante l'Operazione Yashima lo 00 usa uno speciale scudo chiamato Enchanted Shield of Virtue, progettato da Yamashita per l'occasione[109]. Anche lo 01 presenta alcune lievi differenze[110]. Lo 02, invece, appare nel secondo capitolo della saga, Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Nelle fasi progettuali lo staff decise di apportare alcune modifiche al design della testa dell'unità, conferendole due piccole sporgenze simili a corna poste sulla sommità della fronte, progettate da un membro chiamato Yū Honda. Nel corso del film l'Eva-02 viene pilotato da Mari Makinami Illustrious, la quale attiva una nuova modalità chiamata The Beast[111]. Nel corso dei film, oltre che le varie unità già presenti nella serie classica, vengono introdotte diverse unità Evangelion:

  • L'Evangelion 05 (エヴァンゲリオン5号機 Evangerion Gogōki?), il cui nome completo è Evangelion 05, modello provvisorio a uso territoriale limitato (封印監視特化型限定兵器 人造人間エヴァンゲリオン 局地仕様 仮設5号機 Fūin kanshi tokkagata gentei heiki homunkurusu Evangerion kyokuchi shiyō kasetsu Gogōki?)[112], è un'unità apparsa nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance. Il suo design è stato curato dal mecha designer Ikuto Yamashita ed ha subito diverse modifiche. A differenza degli altri Evangelion la sua deambulazione non si svolge per mezzo di due arti inferiori, ma grazie a uno speciale sistema a ruote, e dispone di un braccio a forma di lancia[113], ragion per cui le varie componenti dell'unità sono state realizzate in computer grafica, eccezion fatta per i primi piani della testa, così da evitare qualsiasi errore nei movimenti[111]. In combattimento affronta il terzo angelo del Rebuild, dando segni di berserk; sia l'Eva e sia l'angelo, a fine battaglia, ne escono distrutti, annientandosi reciprocamente[114].
  • Il Mark.06 (マークシックス Mākushikkusu?) noto come Evangelion 06 (エヴァンゲリオン6号機 Evangerion Rokugōki?), è un'unità Evangelion presentata nella pellicola Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance[115]. Viene costruita sulla base lunare Tabgha, posta sotto il controllo diretto della Seele[111]. Nel corso della pellicola viene pilotato da Kaworu Nagisa.
  • L'Evangelion 08 (エヴァンゲリオン8号機 Evangerion Hachigōki?) è un'unità Evangelion introdotta nell'anteprima di Evangelion: 3.0 You Can (Not) Redo presente alla fine dei titoli di coda di Evangelion 2.0. Nel corso del film viene pilotata da Mari Illustrious Makinami; dispone di otto sensori ottici[116]. La sua colorazione è prevalentemente rosa, con piccoli inserti di colore giallo e verde. La sua nomenclatura ufficiale completa è Evangelion Production Model Custom Type (エヴァンゲリオン 正規実用型(ヴィレカスタム) 8号機 Evangerion Seiki Vire Kasutamu Hachigōki?)[117].
  • L'Evangelion 08+02 (エヴァンゲリオン8+2号機 Evangerion Hachi+Nigōki?) è un'unità Evangelion introdotta nella breve anticipazione di Evangelion: 3.0+1.0 presente alla fine del film Evangelion 3.0[118]. La sua armatura è per metà rossa e per metà rosa. Si ritiene che questo esemplare sia il frutto di una fusione fra due unità precedenti, lo 02 e lo 08[119].
  • Il Mark.09 è un'unità Evangelion presentata nel film Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente giallo, con piccoli inserti bianchi. Nel corso della pellicola il suo schema cromatico muta in nero e rosso. Viene pilotata da Rei Ayanami ed è nota con l'epiteto di "vaso di Adams"[114].
  • L'Evangelion 13 (エヴァンゲリオン第13号機 Evangerion Jūsangōki?) è un'unità apparsa nella pellicola Evangelion 3.0. La sua armatura è di colore prevalentemente viola. Ha quattro occhi e quattro arti superiori[120]. Viene pilotata da Shinji Ikari e da Kaworu Nagisa e può essere attivata a mezzo di due Entry Plug. Non disponendo della capacità di generare un AT Field viene dotata di quattro droni chiamati RS Hoppers.

Altri mediaModifica

 
Copertina del Neon Genesis Evangelion Illustration Book

In alcuni videogiochi tratti da Neon Genesis Evangelion vengono introdotte delle unità inedite. In Meitantei Evangelion, pubblicato nel 2007 per PlayStation 2, è presente un'unità Evangelion chiamata Evangelion Type β (エヴァンゲリオン乙型 Evangerion Otsugata?) e pilotata da Kaworu Nagisa. Oltre che in Mentantei Evangelion, l'Evangelion Type β compare nel videogioco Shin seiki Evangelion - Battle Orchestra, in cui viene introdotto un altro Evangelion chiamato Evangelion Unit-α (エヴァンゲリオン甲号機 Evangerion Kougouki?)[121], costruito per volontà della società segreta Seele. Nel videogioco Shin seiki Evangelion 2 l'Eva-01 dispone di un nuovo equipaggiamento, chiamato equipaggiamento Type-F (F型装備 F-gata sōbi?). Esso include l'armatura sperimentale AFC (AFCエクスペリメント AFC ekusuperimento?), una speciale copertura costrittiva che utilizza una nuova tecnologia per l'uso dell'AT Field; nell'armatura sono compresi un cosiddetto deflettore A.T.F. (A.T.F.偏向器?) e un dispositivo di propulsione a reazione T.A.D. (T.A.D.ジェット推進器 T.A.D. jetto suishin-ki?)[122]. L'equipaggiamento comprende inoltre una speciale arma anti-fase chiamata Impact Bolt (インパクトボルト Inpakuto boruto?) e una grande lama da combattimento chiamata Progressive Dagger (プログレッシブダガー Puroguresshibu dagā?). Nonostante la grande potenza di attacco e difesa, però, l'equipaggiamento Type-F triplica il peso dell'attrezzatura, che, oltre a essere di difficile manovrabilità, è stata costruita in via del tutto sperimentale e soffre di una certa instabilità[123].

Nel manga Evangelion: Cronache degli angeli caduti, a differenza della serie animata originale, gli Eva non sono dei mecha, ma armi individuali maneggevoli usate in combattimento da Shinji Ikari e dagli altri personaggi della serie[124]. Le unità, in questa versione degli eventi, sono la manifestazione della più profonda interiorità dei protagonisti: Rei ha una lancia, Asuka una frusta, Kaworu una spada e Shinji una pistola[125]. Il 6 febbraio 2015 lo studio Khara, produttore della tetralogia cinematografica Rebuild of Evangelion, ha pubblicato il dodicesimo cortometraggio della collana Nihon animator mihon'ichi, intitolato Evangelion: Another Impact (Confidential) e diretto da Shinji Aramaki. Il cortometraggio introduce un'unità Evangelion chiamata Unit Null; l'unità, durante un test di attivazione segreto, si libera dal controllo e va in berserk, ululando in un mondo post-apocalittico; lo scopo e i mezzi della sua costruzione, però, non vengono chiariti[126]. Il design dell'Unit Null è stato curato anche da Atsushi Takeuchi, che aveva lavorato già per il franchise di Guerre stellari[127]. In un episodio dell'anime del 2018 Shinkansen henkei robo Shinkalion compare inoltre un treno trasformabile chiamato 500 Type Eva, pilotato da Shinji e ispirato all'omonimo treno dedicato a Evangelion[128].

Evangelion: AnimaModifica

 
Copertina del primo volume della light novel Neon Genesis Evangelion: Anima raffigurante l'Unità 01 mentre utilizza il Progressive Dagger

Nella light novel Evangelion: Anima, ambientata a distanza di tre anni dagli eventi del film conclusivo The End of Evangelion, vengono introdotti alcuni equipaggiamenti mai apparsi nella serie animata originale[129]. Lo 01, fra le altre cose, dispone dell'equipaggiamento Type-F[130] e dell'equipaggiamento CGB, comprensivo di nuovi supporti verticali e di uno speciale sensore posto vicino il corno sulla fronte[131]. Viene presentato inoltre un nuovo supporto per gli Evangelion chiamato UX-1 Allegorica (UX-1 アレゴリカ?), che opera mediante un sicuro reattore interno a tecnologia N². In Anima è presente, in più, un'ulteriore evoluzione dell'Eva-01 chiamata Super Evangelion ( スーパーエヴァンゲリオン?)[132].

  • Le Unità Evangelion-0.0 (零号機試製Ⅱ式改・領域制圧機「O・OEVA」 Zerogōki Shisei II-Shiki Aratame Ryōiki Seiatsuki "0・0 EVA"?) sono degli Evangelion di colore giallo e bianco costruiti in base ai resti dell'Eva-00 e degli Eva Series. Gi Evangelion sono dotati di motori S² e vengono pilotati da diversi cloni di Rei Ayanami: Rei Quatre, Rei Cinq e Rei Six[133].
  • L'Unità Evangelion-02 Type II (エヴァンゲリオン弐号機II式 Evangerion nigōki II-shiki?) è una evoluzione dell'Eva-02 della serie classica e, come quest'ultima, ha un colore prevalentemente rosso. I visori e l'armatura dell'unità sono sensibilmente diversi, visti gli ingenti danni subiti dall'unità dopo il combattimento con i nove Eva seriali. L'Evangelion è dotato di una speciale rectenna a forma di croce, posta sul retro del busto, che sfrutta le microonde e fornisce l'unità di energia elettrica[134]. Lo Type II viene provvisto di nuovi supporti per poter penetrare l'AT Field di Armaros; fra questi, un nuovo Pallet Rifle e la lama Magoroku. L'Allegorica permette all'unità di muoversi senza Umbilical Cable, conferendole, tra le altre cose, la capacità di volare e grande stabilità, grazie alla quale riesce a operare anche sulla regolite del suolo lunare[135].
  • Gli Angel Carrier (エンジェルキャリヤー Enjeru Kyariyā?) sono dei nuovi modelli di Eva, estremamente simili ai Mass Producton Model apparsi in The End of Evangelion per abbattere Asuka. I Carrier, a differenza delle unità di massa, non dispongono né di Dummy Plug, né di motore Super-Solenoide, ma di un nuovo e misterioso motore a energia perpetua chiamato QR Signum. Nel tronco possiedono un bozzolo tondeggiante in corrispondenza della zona addominale, dal quale fuoriesce un arto simile al braccio dell'angelo Sachiel[136].
  • L'Evangelion EUROII Heurtebize (エヴァンゲリオン・EUROII・ウルトビーズ Evangerion EUROII urutobīzu?) è un Eva di colore bianco, simile allo 02, dotato, come i Carrier, del QR Signal. La sua arma principale è un enorme lancia cruciforme in grado di generare un AT Field. Il suo nome viene da Heurtebise, l'angelo presente in diverse opere di Jean Cocteau, spesso associato all'immagine di uno specchio luminoso[137].
  • Armaros (アルマロス Arumarosu?) è un misterioso e gigantesco Evangelion che appare sulla Luna dopo la sconfitta del Carrier. La sua armatura è di colore prevalentemente nero, mentre sul corpo presenta delle piastre simili a squame. Dalle spalle spuntano quelle che sembrano essere due ali direttamente collegate al terreno, benché l'unità sia in grado di volare e muoversi liberamente. L'Eva è alimentato dal QR Signum; Armaros, inoltre, è accompagnato da una coppia di altre due unità di colore nero delle dimensioni dello 01 chiamate Torwart (トゥーバート To~ūbāto?), conosciute dalla Nerv come Victor (ヴィクタ Vu~ikutā?). Il suo nome proviene dall'omonimo angelo caduto della tradizione religiosa; l'angelo Armaros, secondo i testi sacri, avrebbe portato la stregoneria e il peccato nel mondo, dando agli uomini degli amuleti magici e rivelando il nome segreto di Dio. Il suo volto, simile a quello dell'Eva-01, dispone di due corna allineate all'altezza della fronte, originariamente previste da Yamashita per il design dello 01[136].
  • Il Crimson A1 (クリムゾンA1?) è un ibrido fra umano e Evangelion di colore rosso, ed è il risultato della fusione fra Asuka e il suo Evangelion-02 Allegorica in seguito alla battaglia lunare contro Armaros. Ha la psicologia di un bambino piccolo totalmente incosciente e incapace di comunicare[138].

Riferimenti culturaliModifica

 
Entrata dell'Evangelion Fuji-Q Highland World, parco di divertimenti a tema Evangelion a Fujiyoshida

«L'uomo trovò un dio e ben lieto tentò di impossessarsene, e per questo venne punito. Ciò accadde quindici anni fa, e così scomparve anche la divinità tanto fortunosamente rinvenuta. Però, in seguito a questo, l'uomo tentò di far risorgere la divinità con le proprie forze: tale era Adam. E poi da Adam vennero creati degli uomini ad immagine e somiglianza del dio: tali sono gli Eva»

(Ritsuko Akagi, Neon Genesis Evangelion, episodio 23)

Per il nome delle macchine lo staff scelse la parola greca ευ-αγγέλιον (euangelion), "vangelo", "buona novella"[139], abbreviato in Eva, per richiamare l'omonimo personaggio del Vecchio Testamento, moglie del primo uomo Adamo e madre del genere umano[57][140], e sottolineare il loro compito di protettori dei Children e dell'umanità[141]. Similmente all'Eva biblica, nata dalla costola del primo uomo Adamo, gli Evangelion furono concepiti come copie del primo angelo Adam[142]. Hideaki Anno in un'intervista disse di averlo scelto soltanto perché «dava l'aria di essere complicato»[143]. In un'altra occasione invece sostenne di aver scelto la parola "buona novella" per la credenza secondo cui porterebbe «benedizione» e felicità[144]. Nell'ultima scena del film Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion, per ribadire il concetto di protezione e di benedizione, fu aggiunta una sequenza in cui Yui Ikari, custodita all'interno dell'Eva-01, "benedice" suo figlio Shinji dicendogli che «qualunque posto può essere un paradiso»[145]. Nel ventitreesimo episodio il numero di Eva, con l'eccezione dello 03 e lo 04, distrutti in combattimento e svaniti durante gli eventi, è di dodici esemplari in totale, in riferimento ai dodici apostoli[146].

L'Entry Plug e l'equipaggiamento di tipo B, usato da Asuka nel decimo episodio della serie, potrebbero essere un omaggio alle opere di Kenji Yanobe, un artista particolarmente popolare nella cultura otaku[147]. L'Evangelion invece potrebbe essere interpretato come una metafora della serie, prodotta con grandi sforzi emotivi da Hideaki Anno in un momento particolarmente complicato della sua vita; le continue domande di Shinji, alter ego dello stesso regista, che si chiede continuamente perché salire a bordo dell'Eva-01 e deve rendersi emotivamente indipendente dall'umanoide, sono state interpretate come una rappresentazione simbolica del difficile rapporto dell'autore con la propria opera[148].

Accoglienza e influenza culturaleModifica

Il mecha design di Ikuto Yamashita è stato elogiato da John Beam della rivista Animation Planet[149] e da Martin Theron, recensore del sito Anime News Network, secondo il quale: «I mecha design [presentati in Neon Genesis Evangelion] sono tra più singolari mai creati per una serie d'animazione giapponese, grazie a sembianze eleganti, agili, apparentemente mostruose, spaventose e atletiche, piuttosto che rigide e cavalleresche»[150]. CBR ha espresso grande apprezzamento per quello dell'Eva-01, a suo dire «uno dei più iconici mecha» non inclusi nel franchise di Gundam[151], e ha inserito l'Eva-13 fra i migliori dieci mecha degli anni duemiladieci[152]. Nel 2010 il sito Yahoo! Japan ha svolto un'indagine su Evangelion e sugli omonimi mecha. Agli appassionati della serie è stato chiesto se avrebbero apprezzato la costruzione di un modello in scala 1:1 di un Evangelion e che unità avrebbero preso come modello[153]. Nel primo quesito la risposta è stata quasi all'unanimità affermativa; alla seconda domanda è stata scelta l'Unità 01, con ampio scarto di maggioranza del 78% circa dei voti totali[154]. Analogo risultato si è registrato nel 2016, anno in cui il sito web Charapedia ha domandato ai propri utenti quale macchinario apparso in una serie d'animazione giapponese desiderassero usare o pilotare. Nell'occasione l'Eva-01 è stata la seconda risposta più gettonata, con quasi quattrocento preferenze[155].

 
Toyota Corolla da corsa del gruppo Evangelion Racing ispirata ai colori dell'Eva-01

Secondo lo studioso Guido Tavassi il «rivoluzionario» mecha design è da annoverare a pieno titolo fra le numerose innovazioni introdotte da Neon Genesis Evangelion, «che se, da un lato, avvicina maggiormente le unità Eva alla figura umana, dall'altro propone una completa astrazione delle forme dei nemici, gli angeli, con una scelta che avrà un impatto enorme sul design delle serie del genere successive»[156]. Maya Phillips, scrittrice per il periodico The New Yorker, ha imputato a Evangelion il merito di ridefinire il genere mecha, nonché il rapporto fra pilota e macchina da combattimento. Gli Eva, secondo la Phillips, introducono molte più ambiguità rispetto al passato, essendo difficilmente classificabili e a metà fra super robot e real robot alla Gundam; per la scrittrice, pur essendo debitore delle serie passate, l'anime «è stata forse il primo mecha a immaginare gli uomini come delle semplice macchine, e viceversa». L'elemento di novità, per la Phillips, è proprio la spaventosità e la grande pericolosità degli umanoidi, sconosciuta sino ad allora agli anime mainstream[157]. Il design dello 01 in particolare ha ispirato Nobuhiro Watsuki per l'aspetto del gigante Fuji, uno dei personaggi della sua opera Kenshin samurai vagabondo[158]. L'influenza di Evangelion è visibile, a diversi gradi, sui mecha design di molte serie venute dopo, come Brain Powerd, Gasaraki, Dual! Parallel Trouble Adventure, Devadasy e Reideen, remake del 2003 dell'omonima serie del 1975[159].

Il design del Digimon Argomon è basato su quello dell'Eva-01, e in particolare sul suo schema cromatico[160]. Nel secondo album del fumetto Edge of Spider-Geddon viene introdotto un mecha chiamato Ven#m, anch'esso estremamente simile a un'unità Evangelion[161]. Possibili omaggi ai mecha della serie possono essere rintracciati in Genji di Heroes of the Storm, simile all'Eva-01[162], nel mecha di D.Va del videogioco Overwatch[163], nelle Sentinelle del fumetto Marvel Mystique[164], in una puntata del cartone animato statunitense Invader Zim[165] e in Alexandrite di Steven Universe[166]. Una citazione all'equipaggiamento di tipo D, inoltre, è presente nel Gold Saucer del videogioco Final Fantasy VII[167]. Il film del 2013 Pacific Rim è stato più volte paragonato dalla critica a Evangelion; nella pellicola appaiono dei robot giganti con alcune somiglianze estetiche con le unità Evangelion, anch'essi pilotati tramite una connessione neurale, coadiuvata da un liquido speciale simile all'LCL. Guillermo del Toro e Travis Beacham, rispettivamente regista e sceneggiatore del lungometraggio, hanno negato però una influenza diretta, dicendo di aver visto la serie soltanto dopo aver già concepito il film[168]. Nel 2016 l'attrice Ayame Gōriki ha effettuato un cosplay dell'Eva-01 in un'anteprima del primo episodio di Rental no koi, dorama andato in onda nel gennaio dell'anno seguente[169].

MerchandisingModifica

 
Treno ispirato all'Eva-01 nella stazione di Konomiya di Nagoya

Secondo lo scrittore Kazuhisa Fujie e il ricercatore italiano Guido Tavassi in un primo momento i giocattoli e i vari prodotti su Neon Genesis Evangelion fecero incassare molto poco, surclassati dalle vendite delle action figure di Rei Ayanami[25], «e finanche la Bandai si mostrò riluttante a commercializzare i modellini dei fin troppo insoliti e inquietanti mecha»[156]. Nel giro di appena un anno dalla prima messa in onda però si ebbe una vera esplosione del fenomeno Evangelion, e, dopo l'iniziale titubanza, la Bandai si lanciò a gran ritmo nella produzione di giocattoli e di modellini sulla serie[170]. L'immagine dei mecha venne usata per numerosi beni di consumo, come scarpe Adidas[171], bottiglie per vini e spuntanti[172], borse[173], indumenti e accessori sportivi[174], felpe[175], guanti[176], articoli di abbigliamento intimo[177][178], vestiti per bambini[179][180] e diversi modelli di tamagotchi[181]. Le unità Evangelion, inoltre, vennero usate in vari videogiochi tratti dalla serie animata originale, nonché alcuni media distaccati dal franchise di Evangelion, come nei videogiochi Keri hime sweets, Summons Board[182][183], Puyopuyo!! Quest[184], Puzzle & Dragons[185] e Super Robot Wars[186][187].

Nel febbraio del 2007, per celebrare l'uscita del film Evangelion 1.0: You Are (Not) Alone, lo Studio Akiyama mise in commercio una figure gigante dell'Eva-01 alta circa due metri al prezzo di un milione di yen (circa diecimila dollari statunitensi)[188]. Nel 2010 venne annunciata la formazione di un team automobilistico giapponese chiamato Evangelion RT-01 apr Corolla per il campionato Super GT[189]. In occasione della prima competizione ufficiale del team, tenutasi quell'anno nel circuito del Fuji, la Toyota Corolla Axio del gruppo fu ridipinta seguendo lo schema cromatico dell'Eva-01[190][191]; i due corridori, Kōki Saga e Kōsuke Matsūra, gareggiarono indossando due riproduzioni della tuta usata dal personaggio di Shinji[192]. Nei due anni successivi alla prima vettura vennero affiancate una Porsche 911 GT3 RS ridipinta ricalcando il design dell'Unità 02 e due motociclette Kawasaki Ninja ZX-10R con le fattezze dello 01 e dello 02[193].

Nel novembre del 2014 l'azienda automobilistica giapponese Mitsuoka Motors mise all'asta un modello di Mitsuoka Orochi ispirato al design dell'Eva-01, venduto a un prezzo finale di sedici milioni di yen (130 000 dollari circa)[194]; l'evento ricevette un'attenzione mediatica così alta da spingere il presidente dell'azienda, Akio Mitsuoka, ad accordarsi con il vincitore della lotteria per esporre la vettura alla Mitsuoka Gallery Azabu di Tokyo per un'intera settimana[195]. Nel 2015 venne annunciata la costruzione di un treno ad alta velocità ispirato al design dell'Eva-01, nella cui realizzazione furono coinvolti sia il mecha designer Ikuto Yamashita, sia Hideaki Anno[196]. Il treno entrò in funzione a novembre dello stesso anno[197]; la compagnia ferroviaria West Japan Railway Company decise in seguito di estendere la durata del servizio fino alla primavera del 2018[198]. Un nuovo treno a tema Eva-01 è stato prodotto nel 2020, partito dall'Aeroporto Internazionale di Chūbu-Centrair di Nagoya[199].

RiproduzioniModifica

 
Statua dell'Eva-01 a Shangai

Nel 2010 nel parco di divertimenti Fuji-Q HighLand venne inaugurata una fedele riproduzione del busto dell'Eva-01 alta nove metri e larga sedici[200][201]. Tra il 2011 e il 2015 furono annunciate le costruzioni di una riproduzione in scala 1:1 del capo dell'Eva-02 in modalità The Beast, una stanza d'albergo ispirata all'Entry Plug dell'Unità 00[202][203] e di una montagna russa progettata e costruita in base al design dello 01[204]. A causa del terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011, però, i lavori per la statua dello 02, inizialmente progettata per essere alta sette metri e larga cinque, vennero rimandati a tempo indeterminato[205].

Nel 2015 nell'area di servizio Expasa di Ashigara, nella prefettura di Shizuoka, venne inaugurato un evento a durata limitata interamente dedicato a Neon Genesis Evagelion, durante il quale venne esposta una statua dell'Eva-01 alta sei metri, la più grande al mondo[206]. Nel 2016 il primato passò a una riproduzione gigante dello 01 con un modello in scala della lancia di Longinus fra le mani, costruita nella città di Shangai. La statua venne costruita dalla Khara, la società Heitao Interactive e la Shanghai Character License Administrative Corporation. Con i suoi 24,8 metri di altezza, inoltre, è entrata entrata nel Guinness dei primati in una apposita categoria, come "il più grande Evangelion al mondo"[207][208]. Nel 2020 la città di Nagoya ha promosso un evento chiamato Evangelion Chukyo Area Project per celebrare l'uscita di Shin Evangelion gekijōban, ultimo capitolo del Rebuild. Per l'occasione sono state inaugurate una statua dorata dell'Eva-01 presso l'aeroporto di Chūbu-Centrair[209] e una riproduzione di sei metri d'altezza dell'unità al Global Gate Complex della città[210].

NoteModifica

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