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Ex fabbrica di penicillina LEO Roma

«Uno degli stabilimenti più all'avanguardia d'Europa»

(Alexander Fleming)
Ex Fabbrica di penicillina LEO Roma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
IndirizzoVia Tiburtina
Coordinate41°55′53.71″N 12°34′59.01″E / 41.931587°N 12.583058°E41.931587; 12.583058Coordinate: 41°55′53.71″N 12°34′59.01″E / 41.931587°N 12.583058°E41.931587; 12.583058
Informazioni generali
CondizioniOccupata abusivamente
Inaugurazione21 settembre 1950
UsoFabbrica di penicillina (1950-71)
Realizzazione
CommittenteSocietà Industrie Chimiche Farmaceutiche LEO (1950-71)
ISF S.p.A. (1971)

L'ex fabbrica di penicillina LEO Roma è ciò che rimane di un complesso industriale di Roma, situato nel quartiere Ponte Mammolo, al decimo km di via Tiburtina, nel quale era ospitata la produzione farmaceutica dell'antibiotico Penicillina.

StoriaModifica

Prima fabbrica italiana produttrice di Penicillina, fu inaugurata il 21 settembre 1950 alla presenza di Sir Alexander Fleming, scopritore della penicillina, e del conte Giovanni Armenise, proprietario dei terreni, già amministratore delegato della Banca Nazionale dell'Agricoltura e, dal 1947, presidente del consiglio d'amministrazione della LEO - Industrie chimiche farmaceutiche S.p.A.[1] Fleming lasciò il seguente commento nell'album delle firme[2]:

«Ho visto ora la fabbrica di Penicillina LEO ed ho avuto grande piacere. Negli ultimi anni ho visto numerose fabbriche di penicillina, in diversi paesi, ma nessuna era più attraente di questa. La penicillina è stata il primo antibiotico che abbia avuto successo, ma ora ve ne sono altri ed auspico di visitare la LEO di nuovo in avvenire e di vedervi prodotti tutti gli antibiotici. La terapia antibiotica non è una fase effimera della medicina. Sarà duratura.»

(Alexander Fleming, 21 settembre 1950)

Il conte Armenise muore a Roma il 20 febbraio 1953 e la responsabilità gestionale della LEO passa al nipote Giovanni Auletta Armenise, che, di fatto, la esercitò solo a partire dal 1959. Questi diversificò e ampliò la produzione di medicinali antibiotici e la fabbrica raggiunse circa 1600 addetti. Tuttavia molti investimenti non si rilevarono redditizi e, nel 1971, Auletta, oberato di debiti, cedette l'impianto alla casa farmaceutica milanese ISF S.p.A. Quest'ultima cedette le attività nel 1985 all'americana Smith-Kline & French (SKF), che progettò investimenti per rinnovare gli impianti. Ma nel 1989 la SKF si fuse con la britannica Beecham (con la nuova sigla SKB), e la nuova proprietà era poco interessata alla produzione italiana di antibiotici. Così le linee di produzione di derivati della penicillina e delle cefalosporine furono chiuse e la fabbrica si ridusse a non più di 200 dipendenti. Nel 1996 la SKB cedette lo stabilimento e la fabbrica riprese quindi la produzione con l'antico marchio ISF. Nel 2006, si fermò di fatto l'intera produzione per consentire la delocalizzazione della stessa nel polo industriale di Pomezia.

Nei primi anni del XXI secolo la ISF ottenne dall'Amministrazione di Roma Capitale la concessione per la trasformazione del complesso in struttura alberghiera, sotto l'impulso del Gruppo Alberghiero Internazionale Domina Hotels, il quale però non portò mai a termine la propria iniziativa imprenditoriale rinunciandovi, per le sopraggiunte gravi limitazioni d'uso conseguenti un decreto di esproprio nell'anno 2006 utile all'allargamento della via Tiburtina Valeria, circostanza che impediva una regolare fruizione dell'area antistante il realizzando Albergo. È ancora visibile lo scheletro in cemento armato incompiuto. Il sito conobbe quindi l'interesse dell'Amministrazione Capitolina, indicando il sito come strategico per la localizzazione di un Campus Universitario a servizio dell'Università di Roma La Sapienza. Anche in questo caso, sebbene la proprietà avesse acconsentito e sviluppato a proprie spese l'intero progetto fino alla fase esecutiva, sfumò per il recesso immotivato dall'iniziativa da parte dell'Università La Sapienza.

Dopo la cessazione della produzione, il sito della ex fabbrica di penicillina, ha subito l'interesse di numerosi speculatori edilizi e la inerzia dell'Amministrazione Capitolina nella approvazione di qualsiasi proposta di variante. Le numerose denunce da parte della proprietà e le vicende giudiziarie che ne sono seguite hanno consigliato la nomina di un Custode Giudiziario dell'area nel 2011. I lavori di ampliamento della via Tiburtina iniziati nell'anno 2012, quindi la rimozione dell'imponente muro di recinzione, hanno permesso l'accesso non autorizzato di numerosi soggetti senza fissa dimora.

Oggi il sito è occupato da centinaia di soggetti senzatetto e senza fissa dimora.

NoteModifica

  1. ^ Treccani, Giovanni Armenise.
  2. ^ Qui tradotto in italiano.

Collegamenti esterniModifica