Ezio Sclavi

calciatore, allenatore di calcio e pittore italiano
Ezio Sclavi
Sclavi.jpg
Nazionalità Italia Italia
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Ruolo Allenatore (ex portiere, centrocampista)
Ritirato 1935 - giocatore
1948 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1922-1923 Stradellina ? (-?)
1923-1925 Lazio 32 (-?)
1925-1926 Juventus 1 (-?)
1926-1934 Lazio 220 (-?)
1934-1935 Messina 18 (-?)
Nazionale
1931-1932 Italia Italia 3 (-4)
Carriera da allenatore
1935 Messina
1947 Viterbese
1947-1948 Viterbese Giovanili
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ezio Sclavi (Montù Beccaria, 23 marzo 1903Taggia, 31 agosto 1968) è stato un calciatore, allenatore di calcio e pittore italiano.

Indice

CarrieraModifica

ClubModifica

Originario di Stradella, esordì come portiere nella locale squadra di calcio[1], prima di essere chiamato a Roma per svolgere il servizio militare: durante un torneo estivo fu notato da osservatori della Lazio, che lo tesserarono e, nel settembre del 1923, lo fecero esordire in prima squadra senza che in precedenza avesse mai giocato una vera partita.

 
Ezio Sclavi.

Nel 1925 lasciò per un breve periodo la squadra biancoceleste, divisa in una fazione fautrice del professionismo, guidata da Olindo Bitetti, e in una che aspirava a salvaguardare lo spirito dilettantistico, facente capo dagli eredi del grande presidente laziale Ballerini, per accasarsi alla Juventus, squadra in cui trovò poco spazio per la leadership di Gianpiero Combi, tanto da dover essere schierato nella linea mediana durante la gara giocata a Reggio Emilia il 27 giugno 1926[2]. Malgrado la squadra neo-campione d'Italia gli proponesse il rinnovo del contratto ed un posto come centromediano[2] fece dunque ritorno alla Lazio, dove diventò presto uno dei giocatori biancocelesti più amati, per l'abnegazione e l'attaccamento alla maglia; su di lui sono ricordati diversi episodi. In una gara disputata ad Alessandria, il 10 maggio 1931, nel corso di un'azione Sclavi si scontrò con un avversario e svenne; rientrato in campo fasciato per una ferita all'orecchio, ricevette un calcio sul volto e, ricondotto fuori dal terreno di gioco, rientrò con la testa fasciata, non volendo lasciare con un uomo in meno la sua squadra. La Lazio vinse la gara e i soci gli regalano una medaglia d'oro per il suo coraggio. Personaggio d'altri tempi, una volta ricevette una sfida a duello da un giornalista, Eugenio Danese, per un insulto; i due diventarono poi amici.

Durante il campionato 1933-34 fu operato per due volte al menisco e fu sostituito da Giacomo Blason, che mantenne la maglia da titolare anche dopo la riabilitazione di Sclavi; la Lazio lo svincolò e, dopo un breve periodo in Serie B al Messina, scelse di partire volontario per la Guerra d'Etiopia, dove allenò varie squadre etiopiche[3], vincendo anche 3 campionati consecutivi come allenatore-giocatore (in campo come centravanti).

NazionaleModifica

Il 13 dicembre 1931 esordì in Nazionale in una gara di Coppa Internazionale disputata a Torino contro l'Ungheria.

Dopo il ritiroModifica

Reduce dalla Guerra d'Etiopia, durante la quale fu fatto prigioniero e detenuto in un campo di prigionia vicino al lago Tanganica, ritornò in Italia dopo tredici anni di assenza e si stabilì in Liguria, dove riscosse un discreto successo come pittore e dove rimase fino alla morte, che lo colpì nel 1968, a 65 anni. A lui è dedicato lo stadio comunale di Arma di Taggia, e una targa commemorativa a fianco della Chiesa parrocchiale di San Siro a Canneto Pavese inaugurata nel luglio 2017.

StatisticheModifica

Cronologia presenze e reti in NazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
13/12/1931 Torino Italia   3 – 2   Ungheria Coppa Internazionale -2
14/02/1932 Napoli Italia   3 – 0   Svizzera Coppa Internazionale -
20/03/1932 Vienna Austria   2 – 1   Italia Coppa Internazionale -2
Totale Presenze 3 Reti -4

PalmarèsModifica

NoteModifica

  1. ^ Liste di trasferimento su La Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 1923
  2. ^ a b Torinosette, 20 dicembre 1996, pagina 3 archiviolastampa.it
  3. ^ Calcio illustrato n. 25 del 18 giugno 1940 a pagina 2.

Collegamenti esterniModifica


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