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Félix Faure
Felix Faure.jpg

Presidente della Repubblica Francese
Durata mandato 17 gennaio 1895 –
16 febbraio 1899
Predecessore Jean Casimir-Perier
Successore Émile Loubet

co-principe di Andorra
Durata mandato 17 gennaio 1895 –
16 febbraio 1899
Predecessore Jean Casimir-Perier
Successore Émile Loubet
Félix Faure d'Andorra
S.A. Coprincipe d'ufficio del
Principato di Andorra
In carica 17 gennaio 1895 - 16 febbraio 1899
Incoronazione 17 gennaio 1895
Predecessore Jean Casimir-Perier d'Andorra
Successore Émile Loubet d'Andorra
Nome completo Félix Faure
Altri titoli ex presidente della Repubblica francese
Nascita Parigi, 30 gennaio 1841
Morte Parigi, 16 febbraio 1899
Religione Cattolicesimo

Félix Faure (Parigi, 30 gennaio 1841Parigi, 16 febbraio 1899) è stato un politico francese.

Indice

BiografiaModifica

Carriera politicaModifica

Félix Faure iniziò la sua carriera come oppositore di Napoleone III, nel 1865, sostenendo la politica di decentralizzazione. Esponente dei Repubblicani moderati, si candidò alle elezioni municipali del 6-7 agosto 1870. Félix Faure venne eletto con la «liste démocratique» a Le Havre[1].

Il 4 settembre 1870, dopo la sconfitta di Sedan, Léon Gambetta dichiarò la decadenza del Secondo Impero, proclamò la Terza Repubblica e formò un governo provvisorio. Il giorno successivo Félix Faure, ardente difensore della Terza Repubblica, venne nominato vicesindaco. Incaricato della difesa della città, minacciata dai prussiani, gestì l'acquisto di munizioni e l'arruolamento di migliaia di concittadini per organizzare una linea di difesa[1]. Il governo de Broglie revocò la sua carica nel 1873[2].

Fu eletto deputato della Seine-Inférieure per quattro mandati: 1881-1885, 1885-1889, 1889-1893 e 1893-1895. Divenne quindi sottosegretario al Commercio e alle Colonie in diversi governi e poi passò sottosegretario alla Marina e infine, prima di essere nominato ministro della Marina[2]. Fu presidente della Repubblica francese dal 17 gennaio 1895, a seguito delle dimissioni di Casimir Perier[2], fino al 16 febbraio 1899, quando morì improvvisamente durante il mandato. È a lui che, nel 1898, venne rivolto l'appello di Émile Zola, nel celebre pamphlet J'accuse, in difesa del capitano Alfred Dreyfus, ufficiale dell'esercito francese ingiustamente accusato e condannato per tradimento.

La morteModifica

 
Tomba di Félix Faure.

Morì a causa di un ictus che lo colse nel primo pomeriggio nella sala blu dell'Eliseo, mentre vi si intratteneva con la sua amante, Marguerite Steinheil, che gli stava praticando una fellatio.[3] La sua tomba monumentale si trova nel cimitero Père Lachaise, a Parigi.

La vicenda della curiosa morte di Faure suscitò grande scandalo e offrì il destro agli avversari politici per commenti salaci. Georges Clemenceau, ad esempio, confezionò il divertente calembour «Il a voulu vivre César, il est mort Pompée»[4] (Volle impersonare Cesare ed è morto Pompeo), giocando sul duplice significato, in francese, della parola pompée, che può essere intesa come il nome del celebre antagonista di Giulio Cesare, il generale Pompeo, o come il participio passato del verbo pompare.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (FR) Louis Brindeau, Les Évènements de 1870-1871 au Havre, Le Havre, Société du Journal du Havre, 1909, ISBN non esistente.
  2. ^ a b c (FR) Présidence de la République, Felix FAURE (1895-1899), in www.elysee.fr. URL consultato il 20 maggio 2017.
  3. ^ dopo una prolungata fellatio dell’amante faure morì tra le braccia della moglie. URL consultato il 14 gennaio 2017.
  4. ^ (FR) Laurent Bourdelas, Le Paris de Nestor Burma : l'occupation et les « Trente glorieuses » de Léo Malet: essai, Éditions L'Harmattan, 2007, p. 164, ISBN 2296024629.

BibliografiaModifica

  • Thierry Billard, Félix Faure, Éditions Julliard, 1995.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN22185151 · ISNI (EN0000 0000 8100 8354 · LCCN (ENn90623896 · GND (DE118683101 · BNF (FRcb12183684h (data) · BAV ADV12251732