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Il Fallegro è un vino piemontese ricavato dall'uva Favorita.

Le colline del Roero

La Favorita è un'uva con origini documentate risalenti al XVII secolo: nel 1676 i documenti dei Conti Roero di Vezza e di Guarene riportano già il nome “favurie” e parlano di vinificazione in purezza[1]. Assimilabile al Vermentino ligure, questo vitigno arriva in Piemonte attraverso l'Appennino, lungo le antiche strade del sale e dell'olio, rotte commerciali attive dall'età preromana e sviluppatesi per tutto l'arco del medioevo, fino a tempi recenti attraverso il commercio delle acciughe sotto sale[2].

Conosce uno sviluppo importante a cavallo tra XIX e XX secolo[3], per poi cadere nell'oblio, fino alla sua riscoperta negli anni '70 grazie alle ricerche di Gianni Gagliardo che la riscopre e recupera: da questo Vermentino, che nel Roero prende appunto il nome di Favorita, nelle cantine di Gagliardo nel 1974 nasce il Fallegro (nome coniato dallo stesso Gagliardo), un bianco di colore paglierino.[1]

È l'unico caso di Vermentino coltivato lontano dal mare, in un clima di tipo continentale che lo caratterizza rispetto al suo omologo ligure. La Favorita, infatti, coltivata nei terreni sabbiosi del Roero, conferisce al Fallegro una fragranza peculiare, delicata ma dal retrogusto amarognolo. È un vino di gradazione media (12-13%.) Il Fallegro viene affinato per un periodo di 4 mesi in acciaio e quindi imbottigliato, ma prima di essere messo in commercio riposa ancora alcuni mesi.

L'Uva Favorita, nel dialetto locale, è detta anche Furmentin, a causa del suo colore paglierino la cui tonalità ricorda il grano maturo.[4]

NoteModifica