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Folquet de Romans

trovatore francese
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Folquet de Romans o Falquet de Romans, italianizzato in Falchetto o Folchetto di Romans[1] (... – XIII sec.) è stato un famoso trovatore, originario del Delfinato (fl. 1215–1233), legato alla corte di Federico II, imperatore del Sacro Romano Impero, dove guadagnò un'alta reputazione, nonostante il fatto che avesse iniziato la sua carriera come giullare. 1215–1233).

Falquet era originario di Romans d'Isèra, un luogo natale condiviso con la trobairitz Bieiris de Romans. La sua vida[2] ci dice che egli era "a suo agio nelle corti e di piacevole conversazione... molto rinomato nell'alta società."[3]

Indice

Carriera in Italia e ProvenzaModifica

Falchetto trascorse molta della sua carriera in Italia. Già prima del dicembre del 1220, aveva scritto dal Monferrato la nostalgica Una chanso sirventes, dedicata alla sua signora d'oltralpe. Egli confessa di essere incapace di smettere di pensare pus parti de Vianes ("la maggior parte [del suo tempo] al Viennois"). Oltre alla corte del Monferrato, si trovano allusioni in Peire de la Mula che potrebbero collocare Falchetto anche alla corte di Ottone del Carretto. Probabilmente si trovava lì, tra il 1220 e il 1226, quando scrisse il suo sirventes che incitava l'imperatore a "liberare" la Terrasanta.

Falchetto era in contatti con il troviero Ugo IV di Berzé (N'Ugo de Bersie)[4] il quale gli scrisse una poesia (chiamandolo Fouquet o Fouquez) chiedendoli di unirsi a lui riguardo a un'imminente crociata outra mar (d'oltremare). La poesia di Ugo (Hugues) gli venne spedita tramite il giullare Bernart (o Bernarz) d'Argentau. Secondo il troviero, né lui né Falchetto erano ormai più giovani a quel tempo. Infatti, Ugo morì nell'agosto del 1220, il che fornisce una data ante quem per la poesia. Afferma inoltre che Falchetto era stato una volta giullare, un dettaglio fornito anche dalla vida di Falchetto. Sebbene lo scambio poetico venga fatto risalire al 1201 o al novembre del 1220–settembre 1221, la prima data è troppo recente e l'ultima viene invalidata dalla morte di Ugo. Di recente sono state proposte le date 1215, 1216, 1217 e 1219. La poesia di Ugo, scritta in francese antico, si conserva nei chansonniers insieme a una razó occitana.

Falchetto era tornato in Provenza nel 1226–1228, quando scrisse la tenzone, En chantan volh quem digatz, insieme a Blacatz. Questa è la sola tenso composta fuori dall'Italia, mentre collabora insieme a Nicoletto da Torino (Nicolet, gran malenansa) e al Conte di Biandrate (Pois vezem qu'el tond e pela). Nel 1228 Falchetto torna in Italia, dove compone una canzone che parla della partenza di Federico II per la sesta crociata.

PoesiaModifica

La sua opera pervenutaci è costituita da quattordici o quindici composizioni di sicura attribuzione: quattro sirventesi (due religiosi e due canso-sirventes), una canzone di crociata), tre tenzones (ognuna lunga due coblas), diverse cansos d'amore, un salut d'amor (o epistola) di 254 versi, e un'alba religiosa. La sua poesia, in genere, è chiara ed elegante e vi traspare apparentemente la sua grande religiosità.

Collegamenti con il romanzo cavalleresco

Falchetto era molto colto ed erudito. Abbondano nella sua poesia riferimenti alla letteratura contemporanea (principalmente riguardanti il romanzo cavalleresco). Nella sua Ma bella domna, per vos dei esser gais il riferimento va al Floire et Blancheflor (il primo lo chiamato Flori)[5], il Roman d'Andrieu de Fransa, e al Raoul de Cambrai. In altre due occasioni fa riferimento al Floire et Blancheflor e nel suo 254 verso al Roman de Renart e a Tristano e Isotta (altrove chiamandoli Tristanz e Ysolt).

Religione

Complessivamente, Falchetto ha composto tre canzoni religiose, due sirventes, e una famosa alba. Quest'ultima, Vers Dieu, el vostre nom e de Sancta Maria, viene dedicata a Dio e alla Vergine Maria. L'alba si conclude con un'alta nota al sorgere del sole:

(OC)

«La nuech vai e.l jorns ve
ab clar cel e sere,
e l'alba no.s rete
ans ven belh'e complia.»

(IT)

«La notte va e il giorno viene
nel cielo chiaro e sereno,
e l'alba non si trattiene
dal diventare bella e completa.»

Politica

Delle vedute politiche di Falchetto molto poco ci sarebbe noto, se non ci avesse lasciato un sirventes scritto contro i ricchi e i potenti, in cui si trova la prescrizione per una riforma socio-politica:

(OC)

«Ben volgr'aguessem un senhor
ab tan de poder e d'albir
qu'als avols tolges la ricor
e no.ls laisses terra tenir,
   e dones l'eretatge
a tal que fos pros e prezatz
qu'aissi fo.l segles comensatz,
   e no.i gardes linhatge,
e mudes om los rics malvatz,
cum fan lombart las poestatz.»

(IT)

«Vorrei che ci fosse un signore
con così tanto potere e giudizio
che tolga loro le ricchezze
e non gli lasci tenere terra,
   dandola in eredità
a chi è valente e meritevole
che sia così il mondo ad andare,
   senza rispettare il lignaggio,
mutando in mendico l'uomo ricco
come fanno i podestà lombardi»

Oltre a questa chiara dichiarazione, Falchetto compone altri sirventes joglarescs (attacchi/insulti sui giullari, spesso alla maniera dei giullari) con lo scopo, così si legge nella sua vida, "di elogiare il buono e biasimare il cattivo".

Crociate

Dal 1220 circa, troviamo Falchetto a incitare l'imperatore, suo mecenate, ad andare alla Crociata e nel 1228 ne menziona la partenza. Nel frattempo scrive Quan lo dous temps ven e vai la freidors, una delle più efficaci canzoni di crociata mai scritte. Il tema centrale dell'opera è il tumulto che affliggeva l'Europa "imbottigliata" nel conflitto tra Papato e Impero e la crociata albigese.

Componimenti[6]Modifica

  • Senher Dieu, que fezist Adam (preghiera)

Alba religiosaModifica

  • Vers Dieus, el vostre nom e de sancta Maria[7]

CansosModifica

  • Cantar vuoill amorosamen [8]
  • Ieu no mudaria
  • Ma bella dompna, per vos dei esser gais[9]
  • Quan ben mi soi perpensatz (canzone religiosa)
  • Quan lo dous temps ven e vay la freydors (Canzone di crociata)

Salut d'amorModifica

  • Domna, eu pren comjat de vos[10]

Scambio di coblasModifica

  • Aissi com la clara 'stela (in risposta a Pois vezem qu'el tond e pela del lo Coms de Blandra)
  • En chantan voill qe⋅m digatz
  • Nicolet, gran malenansa (con Nicoletto da Torino)

SirventesModifica

  • Aucel no truob chantan
  • Quan cuit chantar, eu plaing e plor[11]

Sirventes-cansosModifica

  • Far vuoill un nou sirventes[12] (con notazione musicale in alcuni mss.)
  • Una chanso sirventes

Componimenti contesi ad altri trovatoriModifica

  • A pauc de chantar no⋅m recre[13] (canso di Folchetto di Marsiglia)
  • Bel m'es qu'eu chan en aquel mes[14] (canso di Bernart de Ventadorn)
  • Ia de razon no⋅m cal mentr' en pantais (sirventes di Peire de la Mula)
  • La grans beutatz e⋅l fis ensenhamens[15] (canso di Arnaut de Mareuil)
  • Mas comiat ai de far chanso (canso di Elias de Barjols)
  • Meravil me cum pot nuls hom chantar[16] (canso di Folchetto di Marsiglia)
  • Pos entremes me suy de far chansos (canso di Peirol)
  • Quan lo dous temps d'abril (sirventes di Peire de Bussignac)
  • Sirventes e chansos lais (sirventes di Peire de Bussignac)

NoteModifica

  1. ^ Falquet appare sempre in documenti latini come Falquetus de Rotmanis e il suo nome occitano è talvolta scritto Falqet, Falqetz o Falkez e Rotmans o Roman.
  2. ^ "Folquet de Romans si fo de Vianes, d'un borc que a nom Romans. Bons joglars fo e presentiers en cortz e de gran solatz. E fo ben onratz entre la bona gen. E fetz sirventes joglarescs de lauzar los pros e de blasmar los malvatz. E fetz molt bonas coblas." (vida, testo di Boutière-Schutz-Cluzel, pag.503)
  3. ^ Egan, 35.
  4. ^ In lingua d'oil Hugues IV de Berzé
  5. ^ In italiano è stato reso con Fiore e Biancofiore
  6. ^ Troubadours, 156. Folquet de Romans, su troubadours.byu.edu. URL consultato il 1º aprile 2013.
  7. ^ Nel ms. C attribuita a Folchetto di Marsiglia
  8. ^ o Chantar vuoill amorosamen
  9. ^ o Ma belha dompna, per vos dei esser gais
  10. ^ Nel ms G attribuita a Pons de Capduoill e in L N ad anonimo)
  11. ^ Nel ms. M attribuito a Guillem Figueira
  12. ^ o Auzelh no truob chantan
  13. ^ Solo nel registro del ms. C e in nel ms. attribuita a Folquet de Romans, in C R ad Arnaut de Mareuil; N2 ne dà solo l'incipit
  14. ^ Nel registro del ms. C e nel ms. R attribuita a Folquet de Romans, in P a Guiraut de Borneil
  15. ^ Solo nel registro del ms. C e nel ms. R attribuita a Folquet de Romans, in K a Folchetto di Marsiglia
  16. ^ Solo nel registro del ms. C e nel ms. R attribuita a Folquet de Romans, in a Pons de Capduoill.

BibliografiaModifica

  • (IT) Bertoni, Giulio. I Trovatori d'Italia: Biografie, testi, tradizioni, note. Roma: Società Multigrafica Editrice Somu, 1967 [1915].
  • (EN) Gaunt, Simon, and Kay, Sarah. "Appendix I: Major Troubadours" (pp. 279–291). The Troubadours: An Introduction. Simon Gaunt and Sarah Kay, edd. Cambridge: Cambridge University Press, 1999. ISBN 0 521 574730.
  • (EN) Puckett, Jaye. "Reconmenciez novele estoire: The Troubadours and the Rhetoric of the Later Crusades." MLN, Vol. 116, No. 4, French Issue. (Sep., 2001), pp. 844–889.
  • (ES) Martín de Riquer. Los trovadores: historia literaria y textos. 3 vol. Barcellona: Planeta, 1975.
  • (EN) The Vidas of the Troubadours. Margarita Egan, trad. New York: Garland, 1984. ISBN 0-8240-9437-9.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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