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Falvaterra
comune
Falvaterra – Stemma Falvaterra – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
SindacoFrancesco Piccirilli (lista civica Insieme per Falvaterra) dal 26-5-2019
Territorio
Coordinate41°30′17″N 13°31′26″E / 41.504722°N 13.523889°E41.504722; 13.523889 (Falvaterra)Coordinate: 41°30′17″N 13°31′26″E / 41.504722°N 13.523889°E41.504722; 13.523889 (Falvaterra)
Altitudine282 m s.l.m.
Superficie12,73 km²
Abitanti553[1] (28-2-2017)
Densità43,44 ab./km²
Comuni confinantiArce, Castro dei Volsci, Ceprano, Pastena, San Giovanni Incarico
Altre informazioni
Cod. postale03020
Prefisso0775
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060032
Cod. catastaleD483
TargaFR
Cl. sismicazona 2B (sismicità media)
Nome abitantifalvaterrani
PatronoSan Sossio Levita e Martire
Giorno festivoprima domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Falvaterra
Falvaterra
Falvaterra – Mappa
Posizione del comune di Falvaterra nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Falvaterra è un comune italiano di 553 abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Il paese è arroccato su di uno sperone roccioso che domina la sottostante vallata dove confluiscono i fiumi Liri e Sacco.

ClimaModifica

Classificazione climatica: zona D, 1904 GR/G

Origini del nomeModifica

Il nome di Falvaterra sembra derivare da quello della antica città romana di Fabrateria, situata non lontano dall'attuale posizione del paese.

StoriaModifica

Nel suo territorio sono stati trovati resti di Mura Poligonali, risalenti al periodo preromano, nell'area del Castellone, posti all'interno del Monumento naturale regionale delle "Grotte di Falvaterra e Rio Obaco".

Fabrateria nova venne stata fondata dai romani nel 125 a.C. sulla sponda destra del fiume Liri, poco dopo la confluenza con il fiume Sacco, all'indomani della distruzione della vicina Fregellae.

Giovenale celebrò le bellezze naturali del territorio nei suoi versi descrivendo il paese come il luogo ideale per l'otium.

Durante le invasioni dei longobardi VI-VII secolo d.C. Fabrateria nova venne distrutta insieme ad Aquino ed Atina. La popolazione sopravvissuta si insediò sul vicino lembo dei monti Ausoni per difendersi da ulteriori attacchi nemici e dette il nome di Falvaterra a questo paese.

Tracce storiche del paese in forma documentale esistono solo a partire da dopo l'anno Mille quando il borgo fu soggetto al potere della famiglia dei de Ceccano perché soggetta all'abate di Montecassino.

Nel 1100 Falvaterra passò sotto il dominio del vescovo-conte di Veroli che successivamente, intorno al 1200, la cedette alla famiglia Pagani. Nel 1301 Adenolfo Pagani la vendette a Pietro Caetani, nipote di Papa Bonifacio VIII. La famiglia Caetani governò Falvaterra sino a quando, nel 1504, re Ferdinando il Cattolico tolse ad Onorato Caetani le terre appartenenti allo Stato della Chiesa comprendenti anche Falvaterra, affidandole a Prospero Colonna.

La famiglia Colonna ha governato per molto tempo Falvaterra, costituendo uno dei motivi della guerra del 1556 tra il Papa ed il Re di Spagna che intervenne in difesa dei Colonna. Nel novembre del 1556 le truppe spagnole al comando del Duca d'Alba invasero lo Stato Pontificio, assediando ed occupando vari castelli tra i quali anche quello di Falvaterra che, unico, aveva resistito per nove giorni all'assedio e solo a seguito della completa disfatta delle truppe papali si arrese spontaneamente.

Il dominio dei Colonna terminò nel 1870. Successivamente all'annessione all'Italia del Regno delle due Sicilie, Falvaterra fu interessata dal fenomeno del brigantaggio.

Durante la seconda guerra mondiale Falvaterra ospitò molti sfollati dei comuni limitrofi in cerca di riparo tanto dai bombardamenti alleati che dalle violenze degli occupanti tedeschi. Durante l'occupazione tedesca si verificarono casi di resistenza civile: nel gennaio 1944 un gruppo di contadini organizzò una spedizione per riprendersi del bestiame razziato dai tedeschi. La reazione fu durissima, con un rastrellamento a tappeto che coinvolse almeno duecento persone e la fucilazione di alcuni innocenti.

OnorificenzeModifica

  Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Piccolo centro, occupato dall'esercito tedesco impegnato a bloccare l'avanzata alleata, subì rastrellamenti da parte delle truppe naziste e numerosi bombardamenti che provocarono vittime civili e danni all'abitato. La popolazione seppe reagire, con dignità e coraggio, agli orrori e alle violenze della guerra, affrontando, col ritorno alla pace, la difficile opera di rinascita morale e materiale del paese.»
— Falvaterra (FR), 1943-1944

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

  • Chiesa in stile neoclassico di Santa Maria Maggiore.
  • Santuario di San Sosio con annesso convento, costruito nell'antico romitorio nella seconda metà del settecento[2].

Aree naturaliModifica

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[3]

 

Infrastrutture e trasportiModifica

FerrovieModifica

 È raggiungibile dalla stazione di: Ceprano-Falvaterra.

AmministrazioneModifica

Nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Falvaterra passò dalla provincia di Roma a quella di Frosinone.

Altre informazioni amministrativeModifica

NoteModifica

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Parrocchie a Falvaterra, DiocesiFrosinone.it. URL consultato il 23-2-2016.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterniModifica

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