Fango bollente

film del 1975 diretto da Vittorio Salerno
Fango bollente
Fango bollente (film).JPG
Enrico Maria Salerno in una foto di scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1975
Durata93 minuti
Rapporto1.85 : 1
Generepoliziesco, drammatico
RegiaVittorio Salerno
SoggettoVittorio Salerno ed Ernesto Gastaldi
SceneggiaturaGiovanni Balestrini, Ernesto Gastaldi, Lucille Laks e Vittorio Salerno
Produttore esecutivoAngelo Iacono
Casa di produzioneLa Comma 6
Distribuzione in italianoTitanus
FotografiaGiulio Albonico
MontaggioEnzo Meniconi
MusicheFranco Campanino
ScenografiaEmilio Baldelli
Interpreti e personaggi

Fango bollente è un film poliziottesco del 1975 diretto da Vittorio Salerno.

TramaModifica

Tre giovani impiegati in una grande azienda di Torino, alienati dal lavoro stressante ai calcolatori elettronici, uccidono un camionista che aveva tagliato loro la strada maldestramente e da quel momento continuano a uccidere, rispondendo con la violenza a ogni piccola provocazione.

Un vecchio commissario, espulso dalla squadra mobile per aver ucciso un giovane delinquente in un eccesso di legittima difesa, ne individua due: uno si impicca in cella, l'altro viene ucciso dal commissario prima che possa commettere l'ennesimo delitto. Il terzo riesce a farla franca, ed è pronto a continuare con altri compagni.

ProduzioneModifica

 
Vittorio Salerno dirige il fratello Enrico Maria sul set del film

CastModifica

La banda dei tre ragazzi ribelli è composta da Joe Dallesandro (personaggio già noto al pubblico italiano ai tempi di questo film) e dai due volti nuovi Gianfranco De Grassi e Guido de Carli. Mentre per la parte del commissario il regista si affida al fratello Enrico Maria Salerno.

RipreseModifica

Le riprese del film sono state effettuate in Italia e in particolar modo nella città di Torino.

DistribuzioneModifica

Dopo essere stato bocciato in prima istanza dalla commissione censura (scatenando anche le ire del regista Pasquale Squitieri che faceva parte della cooperativa produttrice del film)[1] il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 20 settembre del 1975.[2]

DivietiModifica

Quando uscì nelle sale italiane il film venne vietato ai minori di 18 anni. La versione rimasterizzata e utilizzata anche per la trasmissione televisiva (RaiMovie) è ancor più censurata dell'originale e dura solamente 78 minuti.

TitoloModifica

In un articolo apparso su un quotidiano dell'epoca (giugno 1975) dedicato alla nuova stagione cinematografica, che sarebbe iniziata da li a poco, tra i tanti lavori annunciati viene citato anche "Fango bollente" ma come titolo per anticipare la pellicola viene usato "Liberi sanguinari abitualmente armati".[3] Questo titolo ricorda molto quello che verrà poi usato l'anno successivo per il film di Romolo Guerrieri "Liberi armati pericolosi".

Edizioni home videoModifica

Per il circuito home video in Italia è stato distribuito un DVD dalla 01 Distribution (codice EAN:8032807038544) e un Blu-ray dalla Camera Obscura.

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

Ispirato a fatti di cronaca nera realmente accaduti (famoso fu "il delitto del cacciavite"), la pellicola è un'inquietante analisi sulla compressione umana e psicologica che serpeggia nelle metropoli; è stato definito "una parabola marcusiana un po' fantascientifica sui mali oscuri delle società avanzate con allarmanti riferimenti alla cronaca contemporanea."[4]

CuriositàModifica

Nell'appartamento del personaggio interpretato da Joe Dallessandro, è ben visibile una riproduzione della famosa opera "Marylin" di Andy Warhol. L'attore aveva mosso i primi passi artistici nella factory dell'artista newyorkese.

NoteModifica

  1. ^ Bocciato in censura il film "Fango bollente", in Stampa Sera, nº 191, 1975, p. 7.
  2. ^ Fango bollente Release Info, imdb.com. URL consultato l'8 agosto 2015.
  3. ^ G.M., La Titanus presenta i nuovi film - I maggiori autori per la più bella stagione, in La Stampa, nº 126, 1975, p. 8.
  4. ^ Vittorio Emanuele Salerno, Vittorio Salerno: Professione regista e scrittore, Lulu.com, 2012, p. 125, ISBN 9781291048735.

Collegamenti esterniModifica

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