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Fango bollente

film del 1975 diretto da Vittorio Salerno

TramaModifica

L'escalation criminale di tre giovani impiegati in una grande azienda di Torino: alienati dal lavoro stressante ai calcolatori elettronici, i tre uccidono un camionista che aveva tagliato loro la strada maldestramente, e da quel momento continuano ad uccidere, rispondendo con violenza perversa a ogni piccola provocazione. Un vecchio commissario, espulso dalla mobile per aver ucciso un giovane delinquente in un eccesso di legittima difesa, ne individua due: uno si impicca in cella, l'altro viene ucciso dal commissario prima che possa commettere l'ennesimo delitto. Il terzo riesce a farla franca, ed è pronto a continuare con altri compagni.

ProduzioneModifica

 
Vittorio Salerno dirige il fratello Enrico Maria sul set del film

RegiaModifica

Il regista Vittorio Salerno prima di questo film si era già fatto notare per un thriller di buon successo intitolato Libido e per un'altra pellicola poliziesca dal titolo No il caso è felicemente risolto.

CastModifica

La banda dei tre ragazzi ribelli è composta da Joe Dallesandro (personaggio già noto al pubblico italiano ai tempi di questo film) e dai due volti nuovi Gianfranco De Grassi e Guido de Carli. Mentre per la parte del commissario il regista si affida al fratello Enrico Maria Salerno.

RipreseModifica

Le riprese del film sono state effettuate in Italia e in particolar modo nella città di Torino.

DistribuzioneModifica

Dopo essere stato bocciato in prima istanza dalla commissione censura (scatenando anche le ire del regista Pasquale Squitieri che faceva parte della cooperativa produttrice del film)[1] il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 20 settembre del 1975.[2]

DivietiModifica

Quando uscì nelle sale italiane il film venne vietato ai minori di 18 anni. La versione rimasterizzata e utilizzata anche per la trasmissione televisiva (RaiMovie) è ancor più censurata dell'originale e dura solamente 78 minuti.

TitoloModifica

In un articolo apparso su un quotidiano dell'epoca (giugno 1975) dedicato alla nuova stagione cinematografica, che sarebbe iniziata da li a poco, tra i tanti lavori annunciati viene citato anche "Fango bollente" ma come titolo per anticipare la pellicola viene usato "Liberi sanguinari abitualmente armati".[3] Questo titolo ricorda molto quello che verrà poi usato l'anno successivo per il film di Romolo Guerrieri "Liberi armati pericolosi".

Edizioni home videoModifica

Per il circuito home video in Italia è stato distribuito un DVD dalla 01 Distribution (codice EAN:8032807038544) e un Blu-ray dalla Camera Obscura.

AccoglienzaModifica

CriticaModifica

Ispirato a fatti di cronaca nera realmente accaduti (famoso fu "il delitto del cacciavite"), la pellicola è un'inquietante analisi sulla compressione umana e psicologica che serpeggia nelle metropoli; è stato definito "una parabola marcusiana un po' fantascientifica sui mali oscuri delle società avanzate con allarmanti riferimenti alla cronaca contemporanea."[4]

CuriositàModifica

Nell'appartamento del personaggio interpretato da Joe Dallessandro, è ben visibile una riproduzione della famosa opera "Marylin" di Andy Warhol. L'attore aveva mosso i primi passi artistici nella factory dell'artista newyorkese.

NoteModifica

  1. ^ Bocciato in censura il film "Fango bollente", in Stampa Sera, nº 191, 1975, p. 7.
  2. ^ Fango bollente Release Info, imdb.com. URL consultato l'8 agosto 2015.
  3. ^ G.M., La Titanus presenta i nuovi film - I maggiori autori per la più bella stagione, in La Stampa, nº 126, 1975, p. 8.
  4. ^ Vittorio Emanuele Salerno, Vittorio Salerno: Professione regista e scrittore, Lulu.com, 2012, p. 125, ISBN 9781291048735.

Collegamenti esterniModifica

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