Apri il menu principale

Fazione dei Latini

La Fazione dei Latini, detta anche Fazione Latina o Parzialità Latina fu un'alleanza di baroni siciliani di antico lignaggio, legati al partito ghibellino, che sostennero le rivendicazioni degli Angioini sulla Sicilia durante la dominazione aragonese (1282-1410).

StoriaModifica

Quasi tutti di provenienza della Sicilia orientale, del Val Demone, e in minor parte dal Vallo di Mazara e dal Vallo di Girgenti, gli «Italiani dell'isola»[1], o «Latini», secondo la definizione di Matteo Villani, furono contrari alla dominazione aragonese-catalana instaurata nel 1282 in seguito alle guerre del Vespro e offrirono l'isola al re angioino Roberto di Napoli, appoggiando, fino agli inizi del XV secolo, le rivendicazioni angioine sulla Sicilia.

Sorsero così forti dissapori e continue e accese guerre contro la fazione dei Catalani, alleanza di famiglie legate agli Aragonesi, il cui controllo era più esteso in Val di Noto e a Catania.

La fazione dei Latini era guidata dai Chiaramonte, famiglia di origini francesi che aveva grande influenza sulle famiglie latine dell'isola. Oltre ai Chiaramonte, appartennero alla fazione latina i Ventimiglia di origine ligure, i Lanza di origine piemontese, gli Uberti di origine fiorentina, i Palizzi di origine francese, i Perollo anch’essi di origine francese.

NoteModifica

  1. ^ Famiglie "italiane" che rappresentavano la "latinità" dell'isola, erano nella maggioranza dei casi famiglie di origini normanne o longobarde, e in minor parte, provenienti dal centro-nord Italia, arrivate in Sicilia con la conquista normanna e la liberazione della Sicilia dai musulmani.

Voci correlateModifica