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Omicidio di Fedele Calvosa

magistrato italiano
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L'omicidio di Fedele Calvosa, un procuratore Capo della Repubblica presso il tribunale di Frosinone, venne commesso a Patrica l'8 novembre 1978 e rivendicato dalle Formazioni Comuniste Combattenti, organizzazione terroristica di sinistra.

StoriaModifica

Nato a Castrovillari, studia a Napoli, vince il concorso in magistratura ed inizia la sua carriera di magistrato nel tribunale di Castrovillari che lo porterà in seguito a Catanzaro, a Ceccano ed infine a Roma. Nel 1972 viene nominato Procuratore Capo di Frosinone.[senza fonte]

La mattina dell'8 novembre 1978 venne ucciso in un agguato, mentre era diretto da Patrica a Frosinone a bordo dell'auto di servizio; morirono nell'attentato anche l'agente di scorta Giuseppe Pagliei di Giuliano di Roma e il suo autista Luciano Rossi, originario di Sgurgola, che nel tentativo di ripararsi finì in un fossato al bordo della strada dove venne ucciso dai terroristi con un colpo al volto.[1] I terroristi appartenevano alle Formazioni Comuniste Combattenti; il gruppo, formato da tre uomini e una donna, era guidato da Paolo Ceriani Sebregondi; per errore nel conflitto a fuoco venne mortalmente ferito da suoi stessi compagni anche il terrorista Roberto Capone, mentre Ceriani Sebregondi, Nicola Valentino e Rosaria Biondi riuscirono a fuggire[2].

NoteModifica

  1. ^ Paride Leporace, Toghe rosso sangue. URL consultato il 28 novembre 2012.
  2. ^ G.Galli, Il partito armato, p. 221.

Collegamenti esterniModifica


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