Federal'naja služba bezopasnosti

Федеральная служба безопасности Российской Федерации
Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii
Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa
Emblem of Federal security service.svg
Emblema del FSB
Descrizione generale
Attivadal 1995 – ad oggi
NazioneRussia Russia
TipoServizio segreto
RuoloSpionaggio
Controspionaggio
Sicurezza interna
Antiterrorismo
Controllo delle frontiere
Crimini finanziari
Dimensionesegreto di Stato
Quartier generaleMosca (palazzo della Lubianka)
Sito internethttp://www.fsb.ru/
Parte di
Ministero della Giustizia
Reparti dipendenti
Comandanti
DirettoreAleksandr Bortnikov
Degni di notaVladimir Putin
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Il Servizio federale per la sicurezza della Federazione russa (in russo: Федера́льная слу́жба безопа́сности Росси́йской Федера́ции?, Federál'naja služba bezopásnosti Rossijskoj Federácii), noto con la sigla FSB (ФСБ, "ef-es-be"), è uno speciale organo federale della Federazione Russa che, nei limiti della sua autorità, svolge compiti per garantire la sicurezza della Federazione Russa.

L'FSB non nacque subito dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, ma venne preceduto dal FSK (Servizio Controspionaggio Federale), attivo dal 1991 al 1995. Il 3 aprile 1995, Boris Eltsin firmò il documento che dava il via alla riorganizzazione e alla espansione del FSK, che divenne quindi il FSB.

La sua sede si trova a Mosca e il suo stemma conserva la spada e lo scudo già presenti in quello dei servizi predecessori (oltre al KGB, anche l'NKVD).

StoriaModifica

Dalle ceneri del KGB sono nate due nuove agenzie: l'SVR (Servizio di intelligence estero) e l'FSB (Servizio di sicurezza federale). Il GRU (Direzione Centrale dell'Intelligence Militare), mantiene invece il medesimo nome dell'epoca sovietica. L'FSB ha poi assorbito al suo interno anche la FAPSI, un'agenzia per la sicurezza nazionale. Nel ventunesimo secolo il suo quartier generale si trova nel Palazzo della Lubjanka, nel centro di Mosca, nell'edificio principale tra quelli una volta occupati dal KGB.

Il 19 dicembre 2019, la sede è stata oggetto di un attacco terroristico non rivendicato, che ha causato tre morti prima che l'assalitore fosse neutralizzato dalle forze di sicurezza. Il fatto si è svolto nel giorno della conferenza annuale del presidente Putin.[1]

CompetenzeModifica

L'FSB ha diversi campi di competenza:

  • spionaggio
  • controspionaggio
  • anti-terrorismo
  • sicurezza interna
  • controllo dei confini
  • attività SIGINT ed ELINT
  • indagini su illeciti finanziari
  • eliminazione fisica di obiettivi: nell'estate del 2006 Vladimir Putin ha dato all'agenzia anche il potere legale di eliminare fisicamente obiettivi (per esempio sospetti terroristi) qualora fosse il presidente stesso ad ordinarlo.[2]

Direttori dell'FSBModifica

AccuseModifica

I servizi di sicurezza dell'FSB sono stati accusati di essere implicati nell'assassinio di due nomi celebri, uccisi sul finire del 2006:

 
Emblema del Gruppo "Alpha" dell'FSB della Federazione Russa.
  • Anna Politkovskaja: giornalista più volte protagonista di affermazioni ed articoli critici con il presidente e a difesa dei diritti umani ed uccisa nel giorno del compleanno dello stesso Putin (7 ottobre 2006) da quattro colpi di pistola nell'androne del suo condominio, mentre rincasava dopo aver fatto acquisti.

Parla di entrambe le vicende - e del possibile ruolo ricoperto in essi dall'FSB - il film documentario di Andrej Nekrasov Rebellion: The Litvinenko Case, uscito nel 2007, quindi a morti già avvenute.

Inoltre, l'FSB è stato accusato dal The Guardian di usare tecniche di intimidazione psicologica su giornalisti e diplomatici occidentali, con l'intenzione di influenzare il loro lavoro in Russia[5]. Queste tecniche includerebbero incursioni nelle case degli obiettivi per lo spostamento o la sostituzione di alcuni oggetti all'interno con altri leggermente diversi, oppure l'invio, alle mogli di obiettivi di sesso maschile, di strumenti erotici, il tutto con l'intento di confondere e spaventare le vittime. Il giornalista del Guardian Luke Harding sostiene di essere stato vittima di queste tecniche.

NoteModifica

  1. ^ Attacco alla sede dei servizi segreti di Mosca: due morti. "E' terrorismo", su TIscali Notizie, 19 dicembre 2019 (archiviato il 19 dicembre 2019).
  2. ^ Peter Finn, In Russia, A Secretive Force Widens, su The Washington Post, 15 gennaio 2007.
  3. ^ Antoine Colonna, Les nouveaux espions du Kremlin, Outre-Terre 2007/2 (n° 19).
  4. ^ Peace Reporter - Attentati di Mosca, l'ombra dei servizi.
  5. ^ Russian spy agency targeting western diplomats, Guardian.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN128007699 · LCCN (ENn96037116 · GND (DE5175466-6 · BNF (FRcb165872222 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n96037116
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