Apri il menu principale

BiografiaModifica

Sul Fronte orientaleModifica

Dopo aver esercitato la funzione di Capo di stato maggiore della 6. Armee comandata dal feldmaresciallo Walter von Reichenau durante l'operazione Barbarossa, Heim prese la guida della 14. Panzer-Division che diresse con brillanti risultati durante la seconda battaglia di Char'kov, l'operazione Blu e la combattuta marcia su Stalingrado[1].

Divenuto per breve tempo l'ufficiale tedesco di collegamento presso la 3ª Armata rumena, ricevette il 1º novembre 1942, alla vigilia della controffensiva generale sovietica nel settore meridionale del Fronte orientale, il comando del 48º Panzerkorps, la formazione corazzata di riserva assegnata al Gruppo d'armate B per rafforzare lo schieramento dell'esercito rumeno sul fiume Don[2]; il 48º Panzerkorps raggiunse le sue posizioni di raggruppamento il 16 novembre 1942.

L'operazione Urano ebbe inizio il 19 novembre 1942 e fin dal mattino Heim venne avvertito dal quartier generale del Gruppo d'armate B di tenersi pronto ad intervenire con il suo 48º Panzerkorps; al momento dell'inizio dell'offensiva sovietica egli disponeva della 22. Panzer-Division schierata a Malaja Donšcinka con 40 carri armati, tra cui 22 Panzer III e 11 Panzer IV, e la 1ª Divisione corazzata rumena, equipaggiata con 105 carri armati, tra cui 84 carri leggeri R-2, schierata a Perelazovskij[3]. In teoria anche la 14. Panzer-Division, concentrata a Verčne Buzinovka con 55 carri armati, avrebbe dovuto essere assegnata ad Heim ma in realtà venne subito sottratta al suo comando per rinforzare l'XI corpo d'armata tedesco che era a sua volta sotto attacco.

Incaricato della difficile missione di intervenire in aiuto delle truppe rumene attaccate dai sovietici e fermare l'offensiva sovietica, Heim non sarebbe riuscito a bloccare l'irruzione dei corpi corazzati sovietici (circa 500 carri armati della 5ª Armata carri e del 4º Corpo carri) e, ostacolato da difficoltà di comunicazione e dagli ordini contraddittori degli alti comandi, sarebbe stato costretto a sganciarsi e ripiegare con i magri resti delle sue forze[4].

Operazione UranoModifica

Heim ricevette inizialmente l'ordine di avanzare in direzione nord-est con la 22. Panzer-Division e attaccare le forze nemiche che sembravano avanzare dalla testa di ponte a sud del Don di Kletskaja; la 1ª Divisione corazzata rumena venne ugualmente messa in marcia verso nord dalle sue posizioni di partenza a Perelazovskij. Alle ore 11.50 tuttavia Heim ricevette nuovi ordini provenienti direttamente dal comando supremo dell'esercito e da Hitler; queste nuove disposizioni prevedevano che l'intero 48º Panzerkorps deviasse subito verso nord-ovest e raggiungesse il settore tra Blinovskij e Žirkovskij dove avrebbe dovuto attaccare in direzione della testa di ponte di Serafimovič da dove provenivano notizie inquietanti su un probabile crollo delle difese rumene[5].

 
Truppe corazzate tedesche si preparano ad entrare in azione all'inizio dell'operazione Urano.

Heim effettuò la conversione verso nord-ovest tra le ore 12.00 e le ore 16.00, ma subito sorsero problemi di collegamento con la divisione corazzata rumena che inizialmente non ricevette i nuovi ordini e per molte ore continuò ad avanzare isolata verso nord-est e perse ogni contatto con il 48º Panzerkorps. Nel tardo pomeriggio del 19 novembre Heim entrò improvvisamente in combattimento con le colonne corazzate sovietiche del 1º Corpo carri e dell'8º Corpo di cavalleria; una serie di confuse battaglie d'incontro si susseguirono il 19 e il 20 novembre tra Blinovskij e Pešcanij con esiti alterni[6]. I panzer di Heim riuscirono a trattenere alcune formazioni nemiche e inflissero perdite ma non riuscirono a costituire una difesa coerente, venendo aggirate a est ed a ovest da una parte delle forze mobili sovietiche. Nel frattempo la divisione corazzata rumena aveva finalmente deviato verso ovest per cercare di collegarsi con la 22. Panzer-Division, ma a Žirkovskij venne intercettata dal 26º Corpo carri sovietico e il 20 novembre venne nuovamente respinta verso est e accerchiata[7].

Al mattino del 21 novembre Heim ricevette inizialmente l'ordine di interrompere i combattimenti e ripiegare verso sud, ma nel corso della giornata giunsero nuove disposizioni dal comando supremo tedesco: il 48º Panzerkorps doveva riprendere l'avanzata verso nord per cercare finalmente di collegarsi con la divisione corazzata rumena e quindi proseguire a nord-est e sbloccare le truppe rumene del cosiddetto "gruppo Lascar" accerchiate nella sacca di Raspopinskaja. Heim cercò di eseguire la difficile missione ma ben presto le deboli forze della 22. Panzer-Division entrarono nuovamente in contatto con i mezzi corazzati del 1º Corpo carri sovietico e ripresero aspri combattimenti nel settore di Bolšaja Donšcinka. Al termine della gornata del 21 novembre, i carri sovietici proseguirono verso sud dopo aver aggirato le forze tedesche di Heim che erano ormai accerchiate a sud di Malaja Donšcinka da due divisioni dell'8º Corpo di cavalleria sovietico[8].

Hitler, estremamente irritato dal mancato successo dell'azione delle riserve corazzate guidate da Heim, lo avrebbe incolpato della catastrofe e trasformato in capro espiatorio, radiandolo dall'esercito e destinandolo alla prigione e alla corte marziale[9]. Il generale Heim venne subito destituito dal comando del XXXXVIII Panzerkorps, degradato e rinchiuso nella prigione di Moabit a Berlino per ordine di Hitler, divenendo il capro espiatorio del crollo del fronte del Don[10].

NoteModifica

  1. ^ P. Carell, Operazione Barbarossa, p. 665.
  2. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, p. 145.
  3. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, pp. 145 e 163.
  4. ^ D. Irving, La guerra di Hitler, pp. 637-638.
  5. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, pp. 204-205.
  6. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, pp. 221-222.
  7. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, pp. 231-233.
  8. ^ D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, pp. 273-275.
  9. ^ E. Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, p. 291.
  10. ^ Bauer 1971, p. 291.

BibliografiaModifica

  • Eddy Bauer, Storia controversa della seconda guerra mondiale, vol. IV, Novara, De Agostini, 1971, ISBN non esistente.
  • Paul Carell, Operazione Barbarossa, Milano, Rizzoli, 2000, ISBN 88-17-25902-0.
  • (EN) David M. Glantz, Jonathan House, Endgame at Stalingrad, book one: november 1942, Lawrence, University press of Kansas, 2014, ISBN 978-0-7006-1954-2.
  • Walter Görlitz, Friedrich Paulus, Paulus il comandante della VI armata a Stalingrado, associazione culturale Sarasota, 2010, ISBN non esistente.
  • David Irving, La guerra di Hitler, Roma, Settimo Sigillo, 2001, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN171512357 · GND (DE1012577538 · WorldCat Identities (EN171512357