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Ferdinando Carulli

chitarrista e compositore italiano
Ferdinando Carulli

Ferdinando Maria Meinrado Francesco Pascale Rosario Carulli (Napoli, 9 febbraio 1770Parigi, 17 febbraio 1841) è stato un chitarrista e compositore italiano.

Carulli Op 114 No. 1

BiografiaModifica

Cominciò studiando il violoncello presso un sacerdote, poi, quasi da autodidatta, si dedicò alla chitarra classica. Fu uno dei migliori concertisti dell'inizio Ottocento a Parigi (dove si trasferì, in seguito ad una fortunata serie di concerti, nell'aprile 1808, dopo un periodo a Livorno dove nel 1801 gli nacque il figlio Gustavo). È questo il periodo della sua grande produzione, che comprende soli, duetti, trii, quartetti, concerti, fantasie, arie con variazioni, ecc. Il suo catalogo annovera 366[1] numeri d'opus, oltre a decine di brani senza numero. Carulli scrisse anche un metodo, che venne pubblicato in pochi anni da quattro case editrici diverse.

Negli ultimi anni della sua vita la sua fama fu offuscata dal cambio del gusto musicale e dall'apparizione di nuovi giovani artisti, la cui tecnica più moderna consentiva l'apertura di altri orizzonti musicali. Da quel momento si dedicò quasi esclusivamente all'attività didattica. Fra i suoi allievi ricordiamo suo figlio Gustavo il quale, dopo aver tentato la carriera di operista, divenne stimato insegnante di canto; notabile anche la "conversione" alla chitarra di un Filippo Gragnani compositore oramai trentenne per merito di Carulli. Segno della stima di cui godeva è la dedica di composizioni da parte sia dello stesso Gragnani (con tre Duetti per due chitarre), sia Luigi Legnani, con il Grande Capriccio op.34, Giuseppe Pasini con tre Sonate (pubblicate da Ricordi nel dicembre 1817), Zani de Ferranti con i 44 Capricci op.50.

La sua musica è legata ai modelli ispirati alla scuola napoletana (cfr. le ouverture) e all'impianto strutturale derivato dalla musica galante[2] e rimane sostanzialmente estranea al concetto di sviluppo e di elaborazione motivica. La sua produzione è caratterizzata da composizioni di grande interesse insieme ad altre di genere più consumistico, ma non perde mai di nitore e pulizia formale. Scrisse per tutti i generi con chitarra, sia per chitarra solista (Sonate op. 5, 21; Grand Sonata op.16; Solo op.20 e op.76), sia per varie formazioni cameristiche (Tri op.9, 12 e tre ouverture da Rossini per flauto, violino e chitarra; Serenate per flauto e chitarra; Grande Sonata op. 25 per due chitarre; numerosi duetti con pianoforte) e anche per chitarra e orchestra (Concerto op. 8, 140 e il doppio concerto col flauto).

La maggiore popolarità, tuttavia, gli derivò dal Metodo op. 27, un testo didattico moderno e di eccezionale completezza per l'epoca e concluso da 24 pregevoli duetti. Il Metodo fu integrato in seguito da diversi supplementi. Alcuni anni dopo, il Carulli volle aggiornare la sua didattica, pubblicando un nuovo Metodo op. 241; il secondo Metodo risulta effettivamente più razionale e raggiunge un livello tecnico più avanzato del primo, ma curiosamente il testo di riferimento, tuttora in uso, rimase lo storico Metodo op. 27.

ComposizioniModifica

NoteModifica

  1. ^ Per un elenco esaustivo delle sue opere cfr. Wikipedia inglese List of compositions by Ferdinando Carulli e la voce di Wikipedia in francese su Carulli con il link ivi indicato a www.classicguitare.com
  2. ^ Per una disamina della musica galante e del suo portato, due sono i volumi di assoluto riferimento: Daniel Heartz, Music in European Capitals, the Galant Style 1720-1780 (2003) e Robert Gjerdingen, Music in the Galant Style (2007) che cita anche il figlio di Carulli, rinomato didatta di canto, come esponente del genere galante. Heartz tratteggia un affresco immenso della cultura galante in Europa nel '700, Gjerdingen invece si concentra puntigliosamente sulla sua struttura compositiva.

BibliografiaModifica

  • Dizionario della musica e dei musicisti, UTET
  • Enciclopedia della musica, Ricordi
  • Chiesa, Gilardino, Dell'Ara, Allorto - La chitarra, EDT

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN34642793 · ISNI (EN0000 0000 8371 4375 · SBN IT\ICCU\LO1V\046913 · LCCN (ENn79077222 · GND (DE119321203 · BNF (FRcb138922225 (data) · CERL cnp00405441 · NDL (ENJA00919452 · WorldCat Identities (ENn79-077222