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Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie
Ferdinando Pius.jpg
Capo del casato di Borbone-Due Sicilie
Stemma
Predecessore Alfonso
Successore Ranieri
Alfonso Maria (disputato)
Nome completo Ferdinando Pio Maria
Altri titoli Duca di Calabria
Nascita Roma, 25 luglio 1869
Morte Lindau, Baviera, Germania, 7 gennaio 1960
Luogo di sepoltura Filialkirche St. Peter und Paul, Rieden, Baviera, Germania
Dinastia Borbone delle Due Sicilie
Padre Alfonso di Borbone-Due Sicilie, conte di Caserta
Madre Maria Antonietta di Borbone-Due Sicilie
Consorte Maria Ludovica Teresa di Baviera
Religione cattolicesimo

Ferdinando Pio di Borbone-Due Sicilie (Roma, 25 luglio 1869Lindau, 7 gennaio 1960), duca di Calabria, era capo del casato di Borbone-Due Sicilie e pretendente al trono dell'estinto Regno delle Due Sicilie.

BiografiaModifica

Era il primogenito di S.A.R. il principe Alfonso di Borbone-Due Sicilie, conte di Caserta e pretendente al trono delle Due Sicilie, e di S.A.R. la principessa Maria Antonietta di Borbone-Due Sicilie. Portò il titolo di duca di Calabria e succedette al padre nella pretensione al trono e come capo della Real Casa[1].

Disputa dinasticaModifica

Poiché Ferdinando Pio non aveva eredi maschi sopravvissuti, dopo la sua morte, nel 1960, si aprì ufficialmente la disputa (tuttora in corso) su chi dovesse esserne successore tra il principe Ranieri (capostipite del ramo quintogenito della casata detto "ranierista"), Duca di Castro ed il nipote Alfonso Maria (capostipite del ramo primogenito della casata nonché di "primogenitura farnesiana" detto ramo "alfonsino"), figlio del maschio più anziano (Carlo Tancredi, nato secondogenito) con prole maschile viva del Conte di Caserta.

Dal punto di vista del ramo "ranierista" detto poi ramo "franco-napoletano" o "castrista", i pretendenti "alfonsini" erano esclusi dalla successione in virtù degli Atti Sovrani n. 2362 del 7 aprile 1829 di re Francesco I e n. 3331 del 12 marzo 1836 di re Ferdinando II[2][3]. L'atto di Cannes che Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie firmò prima di contrarre matrimonio con la Principessa delle Asturie, imposto dalla Corte Spagna in virtù delle pressioni del neonato Regno d'Italia[4], nulla aggiunge a quanto previsto dalle leggi dinastiche della Real Casa di Borbone suesposte.

Invece, il ramo "alfonsino", detto poi ramo "ispano-napoletano" o "calabrese", contestò e ritenne nullo l'atto di Cannes, mantenendo immutati i ruoli ed il patrimonio araldico che ne derivava, appellandosi alle seguenti ragioni[5]: infrangeva i "patti successori" del Codice Civile Italiano del 1865 (la nuova entità statale in cui era inquadrato l'ex Regno delle Due Sicilie), del Code Civil francese del 1806 (essendo il presunto atto stipulato in territorio francese), del Codice Civile del Regno delle Due Sicilie o "Codice per lo Regno delle Due Sicilie" (titolatura reale disputata); infrangeva le regole di successione di primogenitura farnesiana (ex genere Farnesio) al Gran Magistero Costantiniano; superava la stretta personalità del diritto di rinuncia facendola divenire ereditaria ed alienando i diritti degli eredi; infrangeva il diritto canonico riguardo al Gran Magistero Costantiniano, poiché essendo ufficio ecclesiastico di elezione pontificia regolato da statuti approvati dalla Santa Sede, qualsiasi rinuncia necessitava di approvazione del Pontefice.

Ventitré anni dopo fu istituita una commissione di Stato in Spagna dall'erede e successore di Carlo III di Borbone, autore della Prammatica Sanzione, ossia il Re Juan Carlos I. Tale commissione approvò i diritti del ramo "alfonsino" mediante decreti e bollettini ufficiali, ma il ramo "ranierista" continuò a ritenere aperta la disputa.

Anche in Italia avvenne un fenomeno analogo. Infatti con sentenza a latere dell'udienza del giorno 8 maggio 1961 presso il Tribunale di Napoli[6] fu riconosciuta solo la validità dei diritti dinastici del ramo "alfonsino", benché fosse stato proprio il ramo "ranierista" a citarlo in tribunale. Anche in questo caso il ramo "ranierista" seguitò con le rivendicazioni.

FamigliaModifica

Sposò, il 31 maggio 1897, S.A.R. la principessa Maria Ludovica Teresa di Baviera, figlia di Luigi III di Baviera. Ebbero sei figli[7][8]:

Titoli (principali)Modifica

  • Principe della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie
  • Duca “di spettanza” di Noto (1886-1894)
  • Duca di Calabria (1894-1934, ma continuò in seguito ad usare il titolo fino alla morte)
  • Duca di Castro, Capo della Real Casa e pretendente (come Ferdinando III) al trono del Regno delle Due Sicilie (1934-1960)

OnorificenzeModifica

AscendenzaModifica

NoteModifica

  1. ^ S.A.R. Ferdinando Pio
  2. ^ Esiste un ramo spagnolo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie?
  3. ^ Don Pedro de Borbon y Orleans: un mistero per troppi
  4. ^ L'atto di Cannes imposto dalla Spagna
  5. ^ Rif. Roberto Saccarello, Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - Sotto la Regola di San Basilio, Edizioni Araldiche, Viterbo, 2012, pp. 41-42, nota n. 7
  6. ^ Cfr. l'intero dibattimento nel volume La maison royale des deux Sicilies, l'Ordre Constantinien de Saint Georges et l'Ordre de Saint Janvier, con autore il Marchese de Villareal de Alava, 1964, particolarmente p. 302 e seguenti. Avvocati della parte vincitrice: Enrico Carrillo, Prof. Carnelutti e con referenza rappresentativa da parte del Console Generale di Spagna in Italia per il Duca di Calabria ed Infante Don Alfonso.
  7. ^ Famiglia reale dei Borbone delle Due Sicilie
  8. ^ Genealogia

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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