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Fernandel

comico, attore, cantante e regista francese
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Fernandel fotografato durante un'intervista il 14 marzo del 1970

Fernandel, pseudonimo di Fernand-Joseph-Désiré Contandin (Marsiglia, 8 maggio 1903Parigi, 26 febbraio 1971), è stato un comico, attore, cantante e regista francese.

Indice

BiografiaModifica

GioventùModifica

 
Fernandel nei panni di don Camillo

Nacque a Marsiglia l'8 maggio 1903 da Désirée Bédouin e da Denis Coutandin (poi trascritto erroneamente in Francia come Contandin), originari di Perosa Argentina, nella Val Chisone, in provincia di Torino[1], dove procedendo verso il Sestriere un cartello ricorda l'ubicazione della loro casa (borgata Coutandin).

Dal 1915 al 1925 fece vari lavori per sbarcare il lunario e contemporaneamente si esibiva come cantante e caratterista nei caffè-concerto dove sfruttava il suo profilo equino[senza fonte]. Il 4 aprile 1925 sposò Henriette Manse, la sorella di un suo caro amico, dalla quale ebbe tre figli, Josette, nata nel 1926, Janine, nata nel 1930 e Franck (1935).

Anni trenta e quarantaModifica

Il debutto cinematografico avvenne nel 1931 con un piccolo ruolo nel film Le Blanc et le noir, dove Raimu era il protagonista. Lo stesso anno Jean Renoir gli affidò un ruolo più importante in On purge bébé, tratto da un lavoro di Georges Feydeau. Sempre nel 1931, fu protagonista nel film di Bernard Deschamps Le Rosier de Madame Husson, dove interpretò un ruolo che in carriera gli avrebbero offerto spesso, quello di giovanotto ingenuo, che in questo caso perdeva la verginità in una casa di appuntamenti.

Giunse il successo, che continuò per tutti gli anni trenta, periodo in cui tuttavia proseguì la carriera di cantante comparendo in numerose commedie musicali, che spesso furono dopo poco trasposte in versione cinematografica.

Anni cinquanta e sessantaModifica

 
Fernandel con Totò nel film La legge è legge (1958)
 
Fernandel in una scena del film Don Camillo monsignore... ma non troppo, del 1961

La svolta avvenne nel 1951, quando, grazie a Julien Duvivier e al primo della serie di film incentrati sulla figura di don Camillo ideata da Giovannino Guareschi, Fernandel vestì il ruolo di un prete italiano di provincia, irascibile e sempre in lotta con il sindaco comunista, Peppone, interpretato da Gino Cervi. Dal 1951 al 1965 ricoprì il ruolo di don Camillo nei complessivi 5 film della serie: Don Camillo, Il ritorno di don Camillo, Don Camillo e l'onorevole Peppone, Don Camillo monsignore... ma non troppo, Il compagno don Camillo.
Guareschi, Fernandel e Cervi, dall'inizio della saga di don Camillo, divennero amici, e i due attori furono padrini di battesimo di Giovanna, una nipote dello scrittore. Il 18 gennaio del 1953 Fernandel, divenuto famoso con la sua interpretazione di don Camillo, si trovava a Roma con la figlia Jeanine, quando Pio XII, saputo della sua presenza in città, lo volle invitare in Vaticano per conoscere «...il prete più conosciuto della cristianità dopo il Papa».

Nel frattempo comparve anche in diversi altri film, sia italiani che statunitensi e negli anni cinquanta e sessanta si trovò ad alternare ruoli comici, come La legge è legge (1958) al fianco di Totò, o La vacca e il prigioniero (1959). Il suo primo film a Hollywood fu Il giro del mondo in ottanta giorni (1956) nel quale interpretava un conduttore di carrozza. Il successo ottenuto in quel film lo portò a girare una nuova commedia nel 1958, Paris Holiday, con Bob Hope e Anita Ekberg. Il film Era di venerdì 17 (1956) fu un rifacimento del film Quattro passi fra le nuvole (1942) nel quale Fernandel interpretò il ruolo che fu di Gino Cervi, e al quale partecipò anche Carlo Romano, suo doppiatore nei film di Don Camillo.

Alla fine della carriera intraprese la strada della regia cinematografica, realizzando quattro film, e creò la casa di produzione GaFer film insieme a Jean Gabin.

L'ultimo film e la morteModifica

Nel 1970 venne chiamato per girare un nuovo film della serie di Don Camillo, diretto da Christian-Jaque; le riprese cominciarono a Brescello il 13 luglio 1970 e lui vi arrivò il 20 luglio, a set già allestito. Gli esterni si girarono sotto un sole cocente, tra umidità e zanzare, e Fernandel ebbe più volte dei mancamenti, degli eccessi di stanchezza e delle difficoltà respiratorie; a un certo punto fu colpito anche da dolori lancinanti al torace. Il 5 agosto, durante una scena sul sagrato della chiesa che prevedeva che Fernandel dovesse portare in braccio l'attrice Graziella Granata, che pesava meno di 50 chili, ma Fernandel non riuscì a sostenerla, incespicò e cadde a terra; appena ripresosi dal malore fu costretto ad abbandonare il set.

Trasportato all'ospedale di Parma, vi rimase ricoverato per quattro giorni. Si consultò con uno specialista e poi decise di tornare a Marsiglia per sottoporsi a ulteriori esami clinici e prendersi un periodo di riposo. Il regista, cercando parole di conforto, si rivolse così a Fernandel: «On reprendra le tournage dès que tu seras rétabli. Rentre à Marseille.» («Riprenderemo le riprese quando sarai ristabilito. Ritorna a Marsiglia»)[2].

Le sue condizioni di salute erano già compromesse da alcuni mesi in quanto nell'aprile precedente, durante un piccolo intervento per rimuovere un'escrescenza formatasi sotto il muscolo pettorale destro, i medici avevano scoperto che era affetto da un carcinoma di origine epatica, in evoluzione e con metastasi; partito dal fegato, il tumore aveva colpito un polmone e si era diffuso in diverse parti dell'organismo. I familiari furono informati della gravità della situazione ma decisero di tenere all'oscuro l'interessato.[senza fonte] Lo stesso Christian Jaque, che nel frattempo lo aveva scritturato per questo film, era totalmente ignaro della grave malattia che aveva colpito Fernandel.[senza fonte]

Il 12 agosto 1970 la produzione sospese le riprese e Gino Cervi ritornò a Roma. La soluzione più semplice sarebbe stata quella di rigirare le scene in cui compariva don Camillo con un altro attore, completando così il film salvando buona parte del girato, ma la proposta della produzione in tal senso si scontrò con il rifiuto di Jaque e di Cervi di continuare senza Fernandel.

A metà gennaio 1971 telefonò a Christian-Jaque, per rassicurarlo sulle proprie condizioni che parevano migliorare e per dirgli che poteva contare su di lui, ma il 26 febbraio successivo morì.

 
La tomba di Fernandel al cimitero parigino di Passy

Il film venne continuato con altri attori e rigirato da capo con un altro regista, Mario Camerini, ma con il medesimo titolo, con Gastone Moschin nella parte di don Camillo e Lionel Stander in quella di Peppone, sarebbe infine uscito nel 1972.

FilmografiaModifica

AttoreModifica

Doppiatori italianiModifica

  • Carlo Romano in Don Camillo, Il ritorno di don Camillo, Don Camillo e l'onorevole Peppone, Il capitano della legione, La vacca e il prigioniero, Noi gangster, Don Camillo monsignore... ma non troppo, Il compagno Don Camillo, Le tentazioni quotidiane, Fernandel e le donne, Un marito scomparso
  • Lauro Gazzolo in 90... la paura, Fernandel, scopa e pennel, Arriva fra' Cristoforo, Paris Holiday, Psicanalista per signora[3]
  • Stefano Sibaldi in Era venerdì 17, Ho una moglie pazza, pazza, pazza, Fernando Fernandel (serie tv)
  • Emilio Cigoli in La vita trionfa
  • Carlo Dapporto in La legge è legge
  • Arnoldo Foà in Cresus

NoteModifica

  1. ^ (EN) Perosa Argentina - Fernandel's House
  2. ^ Dai contenuti speciali del DVD Le petit monde de don Camillo, sur le tournage de Don Camillo et les contestataires durante una delle ultime interviste fatte a Fernandel il 1º agosto 1970 egli diceva precise parole: "dovremmo terminare il 15 settembre se tutto va bene... se tutto va bene nel film"
  3. ^ Gazzolo doppiò Fernandel anche nella pubblicità della Vecchia Romagna del 1964

BibliografiaModifica

  • Raymond Castans, Fernandel m'a raconté, éditions de la Table Ronde, Paris 1976
  • Jacques Lorcey, Fernandel, éditions Ramsay, Paris 1990
  • Jean Jacques Jelot Blanc, Fernandel. L'accent du soleil, éditions Stock, Paris 1991
  • Franck Fernandel, Mon Fernandel, éditions Autres Temps, Marseille 2001
  • Franck Fernandel, Fernandel, mon pêre, éditions Autres Temps, Gémeros 2005
  • Riccardo F. Esposito, Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965, Le Mani - Microart's, Recco, 2008, ISBN 978-88-8012-455-9.

OnorificenzeModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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