Ferriera di Servola

stabilimento siderurgico nel comune italiano di Trieste
Ferriera di Servola
Ferriera 002.jpg
StatoItalia Italia
Fondazione1896 a Trieste
Fondata daKrainische Industrie Gesellschaft
Sede principaleTrieste
GruppoArvedi
Settoremetallurgia, siderurgia
Prodottighisa

La Ferriera di Servola era un complesso industriale specializzato nella produzione di ghisa, sito a Servola, un rione di Trieste. L'area a caldo è stata chiusa il 9 aprile 2020.

Si estende per 560.000 metri quadri, in cui sorgono la cokeria, l'impianto di agglomerazione, due altiforni e la macchina a colare (per la solidificazione della ghisa in pani)[1]. Era dedito alla produzione di ghisa, destinata ai settori metalmeccanico e siderurgico.

StoriaModifica

La Ferriera viene costruita nel 1896 dalla Krainische Industrie Gesellschaft (Società Industriale della Carniola) di Lubiana, per la produzione di ghisa e ferrolega destinata a rifornire gli altri impianti siti nell'Impero austro-ungarico.

 
La ferriera di Servola nel 1905

Nel 1918 Krainische Industrie, al termine della Grande Guerra si ritrovò con tre stabilimenti, siti in tre territori diversi, conseguentemente allo smembramento dell'Impero Austro-Ungarico: uno nel Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni, uno in Austria e uno in Italia, appunto[2].

In IlvaModifica

Nel 1924 la ferriera fu presa in affitto da Società Altiforni e Acciaierie della Venezia Giulia fino al 1931, quando entrò a far parte di ILVA (IRI-Finsider), arrivando ad occupare 1.670 dipendenti nel 1939: in quegli anni fu oggetto di profondi interventi di ammodernamento e potenziamento[3].

Nel 1961 ILVA si fonde con Acciaierie di Cornigliano, dando vita ad Italsider, che divenne il nuovo proprietario dell'impianto triestino: l'acciaieria viene dismessa ma si amplia il reparto fonderia.

Nel 1982 lo stabilimento viene ceduto a Attività Industriali Triestine (Acciaierie di Terni, sempre IRI-Finsider[4]).

La privatizzazioneModifica

Con il 1988 arriva la privatizzazione con la cessione dell'impianto al Gruppo Pittini: la nuova gestione investe 300 miliardi di lire[5], riammoderna l'altoforno e costruisce una nuova acciaieria a colata continua, continuando ad essere l'unico produttore di pani di ghisa in Italia. La crisi del mercato del 1993 non gli permette però di rientrare dei capitali e la Ferriera, che ora si chiama Altiforni e Ferriere di Servola - AFS S.p.A., è commissariata, con il conseguente blocco di tutti gli impianti ad eccezione della cokeria.

Nel 1995 subentrano Lucchini (80%) e Bolmat (con il 20%, di Bruno Bolfo -titolare di Duferco- e di Vittorio Malacalza) che sborsano 53 miliardi di lire per otterne la proprietà[6]: gli impianti sono gradualmente riavviati[7]: occupa in quegli anni 600 dipendenti effettivi[8].

Nel 2002 viene chiusa l'acciaieria e l'impianto si regge grazie ad altoforno, cokeria e alla centrale termoelettrica, alimentata dai gas di risulta che vengono ceduti in regime di Cip6, a tariffazione agevolata[9].

Nel febbraio 2005 il gruppo russo Severstal acquisisce il 62 per cento della Lucchini, arrivando progressivamente fino al 100%.

Dal 21 dicembre 2012 a seguito della richiesta di amministrazione straordinaria presentata dalla stessa azienda, il Ministero dello sviluppo economico ha designato Piero Nardi quale Commissario di Lucchini S.p.A. in a.s., società alla quale Servola lega il suo destino[10].

Nel 2015 il gruppo italiano Arvedi acquisisce l'intero impianto, già inserito nelle aree di crisi complessa, e sottoscrivendo un Accordo di Programma con le istituzioni per la messa in sicurezza ambientale e la reindustrializzazione dell'intera area.

Il 9 aprile 2020 l’operatività dell’area a caldo viene definitivamente arrestata.[11]

InquinamentoModifica

È chiamata L'Ilva del Nord-Est a causa dell'inquinamento ambientale prodotto con l'emissione di polveri sottili e altre sostanze cancerogene. La ferriera inquina inevitabilmente anche il mare sulla quale era direttamente affacciata, nella quale vengono riversati i fanghi dell'altoforno e scarti dell'accaieria [12]. Inoltre, durante giornate di forte Bora, il famoso vento di Trieste, le polveri del parco minerali vengono disperse nel vicino rione di Servola e in parte della città, rovinando le carrozzerie delle automobili e imbrattando gli edifici.[13] Numerose le morti sospette tra i dipendenti, secondo i sindacati[14], che arriverebbero allo sconvolgente numero di 83 operai morti in 13 anni, morti per le polveri e l'amianto inalati [15].

Affermazioni che si scontrano con le dichiarazioni del Direttore dello Stabilimento che afferma la regolarità ambientale dell'impianto[16].

DatiModifica

Nel 2012 la Ferriera impiegava direttamente 493 dipendenti più 300 dell'indotto[17] (solo 100 direttamente di una sola azienda, Step Impianti[18]).

La Ferriera di Servola nel 2011 ha prodotto 369,1 kt di ghisa liquida e 328,8 kt di ghisa in pani. Il ciclo produttivo dello stabilimento si compone di cokeria, impianto di agglomerazione, altoforno e impianto di colaggio ghisa[19].

NoteModifica

  1. ^ Forum Trieste 2011 (PDF), su forumtrieste2011.files.wordpress.com.
  2. ^ A web page that points a browser to a different page after 2 seconds (PDF), su www.cnpi.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  3. ^ memorialavoro.it
  4. ^ ALLA TERNI IL 50 PER CENTO DI TERNINOSS: 20 MILIARDI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  5. ^ INDUSTRIA DA EXPORT - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 26 aprile 2021.
  6. ^ Archivio Corriere della Sera, su archivio.corriere.it. URL consultato il 26 aprile 2021 (archiviato dall'url originale).
  7. ^ fimtrieste.it Archiviato il 5 marzo 2016 in Internet Archive.
  8. ^ Bresciani: dal rottame al tondino : mezzo secolo di siderurgia : 1945-2000, di Giorgio Pedrocco, Editore Jaca Book (collana Di fronte e attraverso. Storia)
  9. ^ Il Piccolo, su ilpiccolo.gelocal.it. URL consultato il 24 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2016).
  10. ^ La Nazione, Piero Nardi è il commissario per la Lucchini di Piombino, su La Nazione. URL consultato il 26 aprile 2021.
  11. ^ Chiusura definitiva dei due altiforni della Ferriera di Servola a Trieste, su Cremonaoggi, 9 aprile 2020. URL consultato il 9 giugno 2020.
  12. ^ Ferriera, chiude l'Ilva di Trieste: “Una fabbrica di morte”. L'inchiesta de Le Iene, su Le Iene. URL consultato il 9 giugno 2020.
  13. ^ Ferriera di Servola, nube di polveri rosse, su Trieste Cafe. URL consultato il 9 giugno 2020.
  14. ^ I malati della Ferriera, l'Ilva del Nord-Est, su la Repubblica, 14 gennaio 2013. URL consultato il 26 aprile 2021.
  15. ^ «Ferriera, 83 morti a causa di tumore in 13 anni», su Il Piccolo, 2 dicembre 2013. URL consultato il 9 giugno 2020.
  16. ^ economiaweb.it. URL consultato il 15 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2012).
  17. ^ IlSole24Ore, su ilsole24ore.com.
  18. ^ Il Piccolo, su ilpiccolo.gelocal.it. URL consultato il 24 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2016).
  19. ^ Il Piccolo, su ilpiccolo.gelocal.it. URL consultato il 24 settembre 2021 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).

BibliografiaModifica

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