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Ferrovia Albano-Nettuno

Albano-Nettuno
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza59 km
Apertura1884
GestoreRFI
Precedenti gestoriSV (1884-1891)
RM (1891-1905)
FS (1905-1908)
FSR (1908-1918)
FS (1918-2001)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazione3 000 V =
Ferrovie

La ferrovia Albano-Nettuno è una linea ferroviaria del Lazio, dal 1927 in esercizio solo fra Campoleone e Nettuno.

È gestita da RFI. Il servizio passeggeri, nella tratta in esercizio, è esercitato da Trenitalia nell'ambito della FL8 (FL8), secondo la relazione Roma Termini-Campoleone-Nettuno.

StoriaModifica

 
Mappa dei tracciati ferroviari di Anzio e Nettuno

La linea fu attivata il 26 marzo 1884.[1] La linea era di proprietà delle Ferrovie Secondarie Romane (FSR), che ne concesse l'esercizio inizialmente alla Società Veneta, e dal 1º novembre 1891 alla Rete Mediterranea.

L'esercizio fu affidato alla Società Anonima per la Ferrovia Albano-Anzio Nettuno (FAAN)[In conflitto con quanto espresso sopra]. Nel 1905, con la statizzazione delle ferrovie, l'esercizio passò provvisoriamente alle Ferrovie dello Stato, cessando il 1º aprile 1908 con il ritorno della linea alle FSR che la gestirono direttamente; il 1º gennaio 1918 la linea passò definitivamente alle FS.[2]

Nel 1934 fu attivata una variante di tracciato comprendente le due nuove stazioni ferroviarie di Anzio e Nettuno.

Nel 1938 venne soppresso il tronco da Albano a Campoleone.[3]

Nel 1940, in seguito alla creazione del comune di Nettunia, le stazioni di Nettuno, Anzio e Anzio Colonia presero rispettivamente i nomi di "Nettunia", "Nettunia Porto" e "Nettunia Colonia";[4] in seguito ripresero le denominazioni d'origine.

Il 17 ottobre 1999 fu attivato l'impianto di Marechiaro, dapprima come semplice fermata[5] e successivamente, con l'attivazione del binario di raddoppio avvenuta il 28 novembre, trasformata in stazione.[6]

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
 
linea per Roma
 
0+000 Albano
         
linea per Roma
         
5+371 / 28+311 Cecchina-Genzano / Cecchina * 1888 † 1938 / * 1862
         
raccordo
         
linea per Velletri
         
linea per Roma via Formia
         
33+500 Campoleone 126 m s.l.m.
         
linea per Napoli
 
(15+688) Bivio Carroceto
 
39+577 Aprilia 74 m s.l.m.
 
44+120 Campo di Carne 85 m s.l.m.
 
48+429 Padiglione 73 m s.l.m.
 
49+900 Lido di Lavinio * 1950[7] 70 m s.l.m.
 
51+850 Villa Claudia * 1949[8] 51 m s.l.m.
 
53+164 Marechiaro * 1999
 
54+457 Anzio Colonia 23 m s.l.m.
         
variante * 1934
         
raccordo portuale
         
56+192 Anzio 26 m s.l.m.
         
galleria Villa Borghese (1.144 m)
         
59+120 Nettuno 6 m s.l.m.

NoteModifica

  1. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 20 maggio 2015.
  2. ^ Adriano Betti Carboncini, La questione della Roma–Viterbo, in "I Treni" n. 204, maggio 1999, p. 19
  3. ^ Regio decreto 16 giugno 1938, n. 1251, in materia di "Soppressione di tre tronchi ferroviari"
  4. ^ Ferrovie dello Stato, Ordine di Servizio n. 60, 1940.
  5. ^ Notizia su I Treni n. 210, dicembre 1999, p. 5.
  6. ^ Notizia su I Treni n. 213, marzo 2000, p. 6.
  7. ^ Ordine di Servizio n. 85 del 1950
  8. ^ Ordine di Servizio n. 99 del 1949

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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