Ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio

Avellino-Rocchetta Sant'Antonio
Inizio Avellino
Fine Rocchetta Sant'Antonio
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 119 km
Apertura 1892-95
Chiusura 2010
Riapertura 2016-18
Gestore RFI
Precedenti gestori FS (1905-2001), Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo (1892-1905)
Scartamento 1 435 mm
Elettrificazione no
Note Traffico ordinario sospeso
Ferrovie

La ferrovia Avellino-Rocchetta Sant'Antonio è una linea ferroviaria che collega i nodi di Avellino della Campania e Rocchetta Sant'Antonio in Puglia, attraversando le zone interne dell'Irpinia, oltre a servire alcuni comuni della provincia di Potenza e Foggia. È utilizzata soltanto come ferrovia turistica.

Il tratto della linea su cui gravitava il maggior bacino d'utenza era compreso tra Avellino e Lioni.

Indice

StoriaModifica

Tratta Inaugurazione[1]
Rocchetta Sant'Antonio-Monteverde 29 marzo 1892
Avellino-Paternopoli 27 ottobre 1893
Paternopoli-Monteverde 27 ottobre 1895

Le proposte per una ferrovia di collegamento trasversale attraverso le valli dei fiumi Calore, Sabato e Ofanto risalgono agli anni settanta del XIX secolo[2] ma trovarono difficoltà ad essere accolte per tutta una serie di motivazioni, non ultime quelle di una difforme valutazione del tracciato da progettare. Trovarono tuttavia accoglimento nella lista di quelle da costruire incluse in 3a categoria nella lista della legge Baccarini del 1879[3].

L'incarico di redigere il progetto esecutivo venne affidato, nel 1885, alla Società italiana per le strade ferrate meridionali ed approvato mediante convenzione il 21 giugno 1888. I lavori iniziarono l'anno successivo ma presto avvenne il subentro della Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo. La linea venne divisa in tre tratte per i lavori di costruzione; questi comportarono la costruzione di un gran numero di opere d'arte per lo più in muratura e di vari viadotti a diverse luci. Le aperture iniziate nel 1892 si conclusero con la piena attivazione il 27 ottobre del 1895[4].

A causa del tracciato molto impegnativo e sinuoso e la modesta rilevanza dei centri attraversati, la linea non sortì l'effetto sperato dai promotori di stimolare lo sviluppo delle poverissime aree agricole: il traffico pertanto fu sempre modesto e a carattere locale. Non ebbe grande impulso neanche con l'avvento delle Littorine a metà degli anni trenta. I danneggiamenti bellici della seconda guerra mondiale provocarono nel 1943 l'interruzione della linea. Un altro duro colpo fu causato dal terremoto dell'Irpinia del 1980 che ne provocò una lunga chiusura e la perdita ulteriore di traffico.

La linea si trova in uno stato di abbandono da anni e da tempo si parla della sua soppressione totale. Il servizio viaggiatori sull'intera linea è sospeso a partire dal cambio d'orario ferroviario del 12 dicembre 2010[5]: i tempi di viaggio tra i due capolinea, utilizzando i servizi a coincidenza messi a disposizione da Trenitalia (sia ferroviari che automobilistici), superano le 4 ore. Al 2013 in alcuni tratti della linea erano state rimosse le sbarre dei passaggi a livello e spenti i segnali.

Il 22 agosto 2016 è stata riaperta a scopi turistici la tratta Rocchetta-Conza.[6]. Il 25 agosto 2017 la riattivazione è stata protratta fino a Lioni[7]. La riapertura di tutta la linea è prevista entro la primavera del 2018[senza fonte].

CaratteristicheModifica

 
L'automotrice ALn 668.1882 a Lioni
Stazioni e fermate
 
linea per Benevento
 
0+000 Avellino * 1879 302 m s.l.m.
     
linea per Cancello
 
7+349 Salza Irpina 416 m s.l.m.
 
Parolise
 
10+730 Montefalcione 441 m s.l.m.
 
14+065 Percianti-Arianello * 1939[8] 428 m s.l.m.
 
17+096 Montemiletto 368 m s.l.m.
 
20+782 Lapio 285 m s.l.m.
 
22+326 Taurasi 253 m s.l.m.
 
24+964 Luogosano-San Mango sul Calore 292 m s.l.m.
 
26+703 Paternopoli 311 m s.l.m.
 
29+732 Castelvetere 340 m s.l.m.
 
32+899 Castelfranci 387 m s.l.m.
 
37+040 Montemarano 444 m s.l.m.
 
40+796 Cassano Irpino 480 m s.l.m.
 
43+908 Montella 522 m s.l.m.
 
48+720 Bagnoli Irpino 557 m s.l.m.
 
54+395 Nusco 671 m s.l.m.
 
57+590 Campo di Nusco 605 m s.l.m.
 
60+963 Sant'Angelo dei Lombardi 547 m s.l.m.
 
63+749 Lioni 532 m s.l.m.
 
67+720 Lioni Valle delle Viti * 1949[9] 497 m s.l.m.
 
70+034 Morra De Sanctis-Teora 463 m s.l.m.
 
73+741 Sanzano-Occhino 446 m s.l.m.
     
variante * 1982
     
79+510 Conza-Andretta-Cairano / Conza-Andretta 420 m s.l.m.
     
 
Cairano † 1983 394 m s.l.m.
 
87+548 Calitri-Pescopagano 358 m s.l.m.
 
Confine Campania-Basilicata
 
91+579 Rapone-Ruvo-San Fele 343 m s.l.m.
 
94+773 San Tommaso del Piano 326 m s.l.m.
 
99+096 Monticchio 300 m s.l.m.
 
Confine Basilicata-Campania
 
100+931 Aquilonia 298 m s.l.m.
 
Confine Basilicata-Campania
 
Confine Campania-Basilicata
 
104+865 Monteverde 288 m s.l.m.
 
110+635 Pisciolo 256 m s.l.m.
 
Confine Basilicata-Puglia
     
linea per Potenza / linea per Gioia del Colle
 
118+720 Rocchetta Sant'Antonio-Lacedonia * 1891 218 m s.l.m.
 
linea per Foggia

La linea è una ferrovia a binario semplice non elettrificato e ordinario lunga complessivamente 119 chilometri. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare"[10].

Lungo il tracciato sono presenti 11 stazioni con più binari: Salza Irpina, Montemiletto, Paternopoli, Montemarano, Montella, Paternopoli, Montemarano, Montella, Nusco, Lioni, Conza-Andretta-Cairano, Calitri-Pescopagano, Monticchio e Monteverde

TrafficoModifica

Il traffico ferroviario ordinario risulta sospeso dal 13 dicembre 2010 e sostituito da autobus. Il servizio era svolto da treni regionali di Trenitalia.

Dal 2016, la linea è percorsa da treni storici della Fondazione FS su calendario, che effettuano prevalentemente collegamenti diretti con la località di Foggia.

NoteModifica

  1. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 22 maggio 2015.
  2. ^ Michele Capozzi, Relazione sulla ferrovia Avellino-Ponte Santa Venere, Napoli, G. De Angelis, 1872.
  3. ^ La legge 29 luglio 1879, n. 5002 prevedeva come ferrovie di 3a categoria 36 linee da realizzare con il concorso finanziario del 20% di Province e Comuni interessati. In Campania appartenevano a questa categoria la Cajanello - Isernia, la Sparanise - Gaeta, la Salerno - San Severino e la Avellino-Ponte Santa Venere (Rocchetta)
  4. ^ Società Italiana per le Strade Ferrate del Mediterraneo, Relazione sugli studi e lavori, p.23
  5. ^ Chiusure in Campania, in "I Treni" n. 333 (gennaio 2011), p. 5
  6. ^ blog.tuttotreno.it, Riaperta a fini turistici la Avellino–Rocchetta, blog.tuttotreno.it. URL consultato il 6 agosto 2017.
  7. ^ "Ferrovia dell'Irpinia", il 25 agosto l'inaugurazione della tratta Conza-Lioni, fondazionefs.it. URL consultato il 12 settembre 2017.
  8. ^ Ordine di Servizio n. 110 del 1939
  9. ^ Ordine di Servizio n. 115 del 1949
  10. ^ www.rfi.it, La rete oggi in: Campania, rfi.it. URL consultato il 12 settembre 2017.

BibliografiaModifica

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