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Ferrovia Benevento-Cancello

linea ferroviaria italiana
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Ferrovia Cancello-Benevento.
Benevento-Cancello
Ferrovia Caudina
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza47 km
Apertura1913
GestoreEnte Autonomo Volturno
Precedenti gestoriMetroCampania NordEst
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3 kV CC
Ferrovie

La ferrovia Benevento-Cancello, detta anche Ferrovia della Valle Caudina, è una linea ferroviaria di interesse regionale della Campania.

La linea, di proprietà della Regione, è affidata all'Ente Autonomo Volturno (EAV) che vi opera in qualità sia di gestore dell'infrastruttura sia di impresa ferroviaria.

StoriaModifica

Di una linea ferrata che permettesse il collegamento di Benevento con Napoli, attraverso la Valle Caudina si iniziò a parlare già qualche decennio dopo la costruzione della ferrovia costiera tra Napoli e Castellammare quando una società inglese ne propose l'esecuzione; tuttavia l'impedimento rappresentato dal fatto che Benevento era parte dello Stato Pontificio non fece decollare il progetto. In seguito Benevento venne raggiunta via Caserta con un percorso realizzato dalla Società Italiana per le strade ferrate meridionali, che era notevolmente più lungo di oltre 30 km, ma non si assopirono le proposte e i progetti finché nel 1905 la società francese Regie Générale de Chemins de fer et Travaux publics non firmò una convenzione con il governo italiano il cui progetto venne approvato il 20 novembre 1906. Tuttavia neanche questa volta i lavori iniziarono e il progetto venne rilevato nel 1907 dalla Società Anonima Strade Ferrate Sovvenzionate (SFS), partecipata dalla società L'Ausiliare di Milano.

 
Elettromotrici e rimorchi TIBB/Stanga della Ferrovia della Valle Caudina in partenza da Napoli Centrale il 30 aprile 1971

Queste ultime controllavano un gruppo di concessionarie ferroviarie, che gestivano anche le ferrovie Massa Marittima-Follonica (FMF), Poggibonsi-Colle Val d'Elsa (FPC) e L'Aquila-Capitignano[1].

 
Complesso di elettromotrice E.502 e rimorchiata della Ferrovia Benevento-Napoli (FBN) in sosta a Benevento

Nel 1910 venne aperto al traffico il tratto più a sud tra la nuova Stazione di Cancello e San Martino Valle Caudina; nello stesso anno veniva firmata la convenzione per il servizio cumulativo con le Ferrovie dello Stato con trasbordo dei viaggiatori, che dovevano raggiungere Napoli, nella stazione di Cancello. Nel mese di luglio del 1911 veniva attivato anche il tratto fino a San Vito Cretazzo da cui si poteva proseguire con diligenza fino a Benevento.

L'ultimo tratto fino alla Stazione di Benevento delle FS venne inaugurato il 10 luglio del 1913. Il maggior tempo di esecuzione dell'ultimo tratto era dovuto alla necessità di costruire i due importanti ponti sul Calore e sul Sabato e una galleria. L'esercizio avveniva con locomotiva a vapore e vetture a terrazzini tra i due terminali di Benevento e Cancello. Solo nel 1927 un accordo con le FS permise finalmente l'uso comune del tratto Cancello-Napoli in modo da mettere fine allo scomodo trasbordo.

Negli anni trenta la ferrovia acquisì delle automotrici tedesche di costruzione Stanga/MAN con le quali effettuava il servizio più celermente.

La ferrovia subì gravi danni durante la seconda guerra mondiale; i guastatori tedeschi in ritirata, nel 1943, infatti ne resero inutilizzabili le infrastrutture ma venne ricostruita a partire dal 1947. Nel 1955 iniziarono i lavori di elettrificazione a 3000 volt, corrente continua che si conclusero nel 1959 ed in seguito si procedette alla installazione di apparecchiature di Blocco telefonico di tipo semplificato.

Nel 1971 la ferrovia venne assunta in Gestione commissariale governativa e venne acquisito materiale rotabile usato, a trazione elettrica, proveniente da altre amministrazioni ferroviarie nazionali fra le quali la SEPSA di Napoli che cedeva materiale ex ACIT della ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno (composizioni:EP201+RP021,EP202+RP022,EP203+RP023 e 2 rimorchiate RP024 e RP025).

Nel 1984 la composizione EP202+RP022 fu dotata di un nuovo equipaggiamento elettronico di trazione.

In seguito al nuovo assetto delle ferrovie in adeguamento alle direttive comunitarie europee, la ferrovia entrò a far parte del gruppo di linee gestite da MetroCampania NordEst. Il sistema di circolazione rimase affidato al blocco telefonico.

CaratteristicheModifica

La linea è tutta a binario semplice da Benevento a Cancello ed è elettrificata a 3000 Volt, a corrente continua, con proprie sottostazioni di alimentazione dal 1959; precedentemente era in funzione la trazione Diesel per i treni viaggiatori e quella a vapore per i treni merci. Tutte le stazioni sono munite di scambi e binario d'incrocio e precedenza. La ferrovia il cui capolinea è la stazione di Benevento Appia nella quale si trovano anche gli uffici sociali e il deposito locomotive è raccordata alla stazione di Benevento delle FS nella quale avviene l'interscambio dei viaggiatori tra le varie linee; ciò nel passato consentiva l'inoltro del treno espresso delle FS proveniente da Campobasso, denominato Freccia del Molise, con consistente guadagno in termini di tempo rispetto al normale tracciato FS via Codola. Per un certo periodo le FS utilizzarono la ferrovia della Valle Caudina anche per l'inoltro del Treno Rapido Napoli-Bari denominato Il Tavoliere anziché fargli compiere il percorso più lungo via Caserta; il treno che era composto di Elettromotrici Ale 601 nonostante il consistente vantaggio in termini di percorrenza ben presto riprese il vecchio e più lungo percorso: la scarsa capacità delle sottostazioni elettriche infatti creava problemi alla circolazione a causa dell'elevato assorbimento di corrente delle ALe 601, richiedendo inoltre l'uso di personale FS in possesso di abilitazione specifica alle diverse normative di esercizio e circolazione della linea.

Materiale rotabileModifica

All'entrata in funzione della ferrovia la trazione delle 22 carrozze a 2 assi e dei 43 carri merci era affidata a 6 Locotender di costruzione Henschel cui si aggiunse una settima unità nel 1922.

 
Alfa 2 in sosta a Santa Maria a Vico

Nel 1927 in seguito all'autorizzazione delle FS a proseguire fino a Napoli sulla propria linea vennero acquisite 4 automotrici MAN/OMS.[2]

 
Alfa 2 in sosta a Napoli Centrale

Dopo la riapertura del 1947 vennero acquisite delle vecchie Breda ALn 56 e rimotorizzate con motori bellici di recupero. Vennero inoltre trasformati due autobus Isotta-Fraschini D.80 con carrozzeria SCALL da 50 posti per l'uso su rotaie (peraltro temporalmente limitato). Nel corso dello stesso anno fu acquisita dalle FSE - in cambio dei relitti delle automotrici MAN - un'ulteriore vaporiera, denominata "Valenzano".

Con gli anni cinquanta e l'elettrificazione si acquistarono 4 elettromotrici Stanga-TIBB e una locomotiva da 720 kW. Nel 1966 vennero acquisite dalla SIFT di Piacenza le quattro elettromotrici Macd 51 ÷ 54, provenienti dalla dismessa ferrovia Piacenza–Bettola, e due locomotive elettriche. In seguito vennero acquisiti dalla SEPSA tre complessi binati derivanti da elettromotrici della cessata Ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno e noleggiate dalle FS alcune E.624. Nel marzo 1982 entrò in servizio l'elettromotrice E.507 di costruzione Stanga-TIBB e tre anni dopo il parco rotabili venne significativamente ammodernato con l'immissione in esercizio di tre elettrotreni FIREMA E.126, cui si aggiunsero altre due unità identiche alla fine degli anni '80.

Nel 2012 entrò in servizio un ulteriore convoglio Firema E 126 acquistato dalle Ferrovie Emilia Romagna[3]. Nel 2017 è entrato in servizio il primo dei 7 treni Titagarh Firema Adler Spa Alfa 2[4].

Al 2018 il parco rotabili della ferrovia Benevento-Cancello risulta così composto:

  • 4 Firema E 126. Costruiti da Firema negli anni ottanta. Alimentazione a 3.000 V c.c.
  • 5 TFA Alfa 2. Consegnati da Titagarh Firema Adler nel 2017. Alimentazione a 3.000 V c.c.

PercorsoModifica

TrafficoModifica

Nel 2013 la ferrovia Benevento-Cancello ha trasportato 678.300 passeggeri, in calo rispetto agli 847.500 viaggiatori trasportati nel 2012.[5].

NoteModifica

  1. ^ Adriano Betti Carboncini, Ferrovie e industrie in Toscana, Cortona, Calosci, 2003, p. 221, ISBN 88-7785-183-X.
  2. ^ Immagini e note sulle MAN[collegamento interrotto]
  3. ^ Metrocampania Nord Est: presentato il primo dei due convogli FiReMa tipo E.126 ex-ACTM, su duegieditrice.it.
  4. ^ EAV: entrato in servizio il primo treno ALFA 2, su blog.tuttotreno.it.
  5. ^ Copia archiviata (PDF), su eavcampania.it. URL consultato il 27 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014)., pp. 138 e 139.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Bianco, La ferrovia Cancello-Benevento per la Valle Caudina, in Rivista mensile del Touring Club Italiano, 1913, pp. 406-408.
  • Le ferrovie private in Italia dalle origini agli ultimi anni '70, in TuttoTreno-Tema (Albignasego, Duegi Editrice), nº 4.
  • Alfredo Falcone, La ferrovia della Valle Caudina, Scuderi Editrice, dicembre 2013..

Voci correlateModifica

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