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Ferrovia Biella-Novara

linea ferroviaria italiana
Biella-Novara
Mappa ferr Biella-Novara.svg
InizioNovara
FineBiella
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza51 km
Apertura1939
GestoreRFI
Precedenti gestoriSFEN (1939-1961)
FS (1961-2001)
Scartamento1435 mm
Elettrificazioneno
Ferrovie

La ferrovia Biella-Novara è una linea ferroviaria regionale del Piemonte che collega Biella al nodo ferroviario di Novara per Milano e Alessandria, servendo alcuni paesi delle province di Biella, di Novara e di Vercelli.

Inaugurata nel 1939 ed originariamente concessa all'industria privata, la linea ebbe una gestazione travagliata; priva della trazione elettrica inizialmente prevista, la stessa fu oggetto di risoluzione anticipata della concessione venendo incorporata nel 1961 nella rete delle Ferrovie dello Stato.

StoriaModifica

 
Stazione di Carpignano

Dopo decenni di discussioni e richieste, alimentate soprattutto dalla borghesia industriale di Cossato allora centro in piena espansione, la possibilità di realizzare una ferrovia fra Biella e Novara fu discussa in una riunione dei parlamentari piemontesi presso la camera di commercio di Torino, preludio all'emanazione del regio decreto che il 17 novembre 1925 affidò alla Società Ferrovie Elettriche Novaresi (SFEN) la costruzione e l'esercizio della linea[1] in qualità di subconcessionaria del Comune di Novara[2], da esercirsi a trazione elettrica.

Intrapresi i relativi lavori, il costo dell'opera risultò pari a 70 milioni di lire e fu realizzata sotto la direzione di Enrico Tavola, su progetto di Francesco Cartasegna[3], progettista anche del Lingotto di Torino, che rispecchiava quanto definito dal progetto di massima redatto dall'ingegner Rizzo, che fu poi nominato primo presidente della SFEN[2].

 
Come si presentava la nuova stazione di Cossato

Il protrarsi dei lavori di costruzione, unitamente alla carenza di capitali e alla decisione di rimandare gli analoghi lavori sulla direttrice Torino-Milano, impose la rinuncia alla trazione elettrica; come conseguenza, la SFEN assunse la nuova denominazione commerciale di Società Ferrovia Biella Novara (SFBN)[4], pur mantenendo sugli orari la precedente ragione sociale[5].

La linea fu inaugurata il 18 maggio 1939 alla presenza del capo del Governo Benito Mussolini[6], diventando peraltro operativa solo dal 20 luglio 1940[1] a causa della necessità di completare alcuni impianti[2] e dell'assenza del materiale rotabile[4].

Gli eventi legati alla seconda guerra mondiale lasciarono il loro segno sulla linea, con la distruzione dei ponti presso Cerreto Castello operata fra l'8 e il 9 gennaio 1945 ad opera dei partigiani biellesi[7].

Nel 1958 venne realizzato a Biella il collegamento con la Biella-Santhià, che fino ad allora si attestava al proprio capolinea di Biella Piazza Vittorio Veneto, nel nuovo impianto comune di Biella San Paolo[8].

L'esercizio di statoModifica

Il 21 gennaio 1961, in anticipo rispetto alla naturale scadenza della concessione e su istanza della stessa SFBN, la linea venne incorporata nella rete statale e l'esercizio fu assunto dalle Ferrovie dello Stato[9], che procedettero al parziale rinnovo dell'armamento[4].

La gestione FS proseguì negli anni successivi senza particolari clamori o problemi, se si eccettua l'interruzione avvenuta a Biella nel 1978 in conseguenza dei danni al ponte sul torrente Cervo causati da una piena di quest'ultimo[10].

Esclusa dai periodici elenchi di "rami secchi" da sopprimere[11], la linea usifruì nel 1990 di uno stanziamento dedicato alla ristrutturazione delle linee secondarie piemontesi[12] che portò entro l'anno successivo alla redazione dei relativi progetti da parte delle FS[13]. La linea fu dunque chiusa al traffico[14] per consentire fra l'altro il completo rinnovo dell'armamento[15] con uno di tipo più pesante con rotaie da 60 kg per metro allacciate su traverse in cemento; il nuovo sistema di esercizio comportò contestualmente il declassamento a fermata delle stazioni di Biella Chiavazza, Vigliano-Candelo, Masserano, questa poi soppressa definitivamente dai nuovi orari, Ghislarengo, Carpignano Sesia e Nibbia, l'introduzione di blocco conta-assi, la predisposizione al CTC, il comando dei passaggi a livello da parte dei treni e un nuovo segnalamento luminoso a protezione dei passaggi a livello stessi e delle stazioni di Biella San Paolo, Cossato, Rovasenda e Casaleggio; queste ultime videro l'installazione di Apparati Centrali Elettrici a pulsanti d'Itinerario. La riapertura all'esercizio avvenne il 19 giugno dell'anno successivo[16].

Anni DuemilaModifica

All'inizio degli anni duemila, la gestione della linea passò a Rete Ferroviaria Italiana, la quale avviò i primi interventi mirati all'elevazione della velocità ammessa[17].

 
Il tratto curvilineo della Battiana

A partire da inizio anno 2016, enti privati, Regione e comuni si sono uniti per finanziare un progetto volto principalmente ad elettrificare la tratta Biella-Santhià, oltre ad effettuare studi sul miglioramento della Biella-Novara[18] (che inizialmente includeva nell'elettrificazione anche il tratto Biella-Cossato, lasciato poi in sospeso per il problema di un tunnel). Tale progetto è nato per risolvere il problema dell'isolamento dovuto alla mancanza di relazioni dirette verso alcune località importanti come Torino e Milano e a migliorare l'efficienza delle ferrovie biellesi.

Il 28 febbraio 2016 un muro di contenimento cedette durante il maltempo nella frazione Battiana di Lessona, facendo deragliare una delle due automotrici in corsa verso Novara, che fortunatamente si concluse senza feriti[19]. Tale evento fu frutto delle carenti condizioni di sicurezza dell'infrastruttura.

Il progetto atteso è stato firmato il 20 maggio 2016, con l'impegno delle aziende firmatarie a versare la propria quota per coprire il costo di 150.000 €[20]. A fine anno sono stati stanziati dalla Regione 27.000.000 € per avviare un programma di lavori su base triennale per l'ammodernamento e la messa in sicurezza di entrambe le linee ferroviarie[21]. Tali lavori riguardano la sostituzione della massicciata, al rinnovo dell'armamento e alla prevenzione per il dissesto idrogeologico[22][23]. A marzo 2018 sono stati stanziati altri 4 milioni da RFI per la consolidazione dei ponti sui principali torrenti (contro l'erosione e il dissesto idrogeologico) e la velocizzazione della linea, portando il limite di velocità al di sopra dei 100 km/h (rispetto ai 90 km/h in vigore), in modo da ridurre i tempi di percorrenza[24].

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
 
Linea per Santhià
 
50+766 Biella San Paolo 393 m s.l.m.
 
tunnel Biella
 
torrente Cervo
 
49+320 Biella Chiavazza 377 m s.l.m.
 
45+713 Vigliano-Candelo 314 m s.l.m.
 
torrente Quargnasca
 
40+347 Cossato 244 m s.l.m.
 
torrente Strona
 
torrente Ostola
 
Masserano † 2003 224 m s.l.m.
 
torrente Rovasenda
         
linea per Santhià
         
raccordo intermedio da/per Biella e Santhià
         
27+537 Rovasenda / Rovasenda Alta 225 m s.l.m.
         
raccordo intermedio da/per Novara
         
linea per Arona
 
22+421 Ghislarengo 203 m s.l.m.
 
fiume Sesia
 
18+977 Carpignano Sesia 201 m s.l.m.
         
per Fara Novarese
     
Autostrada A26
     
16+957 Sillavengo
         
per Vercelli
 
12+083 Casaleggio 173 m s.l.m.
 
6+881 Nibbia 164 m s.l.m.
 
Autostrada A4 - Strada europea E64
 
canale Cavour
     
Linea AV Torino - Milano
 
torrente Agogna
     
Linea per Torino
     
Linee per Varallo, Domodossola, Arona e Pino
         
Novara FNM (vecchia)
         
Linea per Seregno
         
98+940/0+000 Novara / Novara Nord
         
Novara Boschetto Interconnessione con la Torino-Milano (alta velocità)
     
Linea per Alessandria / Linea per Milano
 
Il ponte ferroviario sul fiume Sesia

La linea è una ferrovia a binario semplice non elettrificato e ordinario lunga complessivamente 50,8 chilometri. Il gestore RFI la qualifica come "linea complementare"[25].

A seguito dei provvedimenti di semplificazione adottati negli anni '90, rimangono tre stazioni che costituiscono un punto di scambio: Cossato, Rovasenda e Casaleggio, che dispongono di due o più binari. La stazione di Rovasenda svolge anche il ruolo di interscambio con la Santhià-Arona. I treni possono raggiungere la velocità massima di 90 km\h.

Si tratta di una linea dall'andamento regolare, il cui sviiluppo in curva non supera il 22% del totale e che presenta una pendenza media del 5,5 per mille con punte massime del 20,4 per mille. In totale sono presenti due gallerie, quattordici ponti da una a nove campate, quindici cavalcavia e altre opere minori[1]. Il raggio minimo delle curve non scende sotto ai 300 metri[2].

Le stazioni erano sin dall'inizio dotate di Apparati Centrali Elettrici per la manovra centralizzata degli scambi e dei segnali semaforici di tipo luminoso, sistema all'avanguardia per l'epoca. Tali impianti, al momento dell'ingresso nelle Ferrovie dello Stato, vennero disattivati per uniformarsi ai sistemi di esercizio del resto della rete complementare fino al rinnovamento compiuto negli anni novanta.

PercorsoModifica

 
La ferrovia tra Cossato e Masserano

Partita da Biella la linea impegna due brevi gallerie costeggiando il torrente Cervo sulla sponda sinistra, per poi sbucare a Chiavazza sul ponte che lo attraversa; il binario prosegue attraversando l'area suburbana di Biella fino a Cossato, superando il torrente Quargnasca.

Da Cossato, superato il ponte del torrente Strona, si incontra un paesaggio caratterizzto dalle cosiddette "Baragge" nei pressi di Castelletto Cervo, per poi procedere in mezzo ai campi di grano e riso, incontrando il torrente Ostola e quello di Rovasenda. A Rovasenda la ferrovia incrocia il tracciato della Santhià-Arona, priva di esercizio, che viene sottopassata; il dislivello tra le due linee impose la creazione di due stazioni separate e fra loro raccordate.

Il resto del percorso continua in mezzo alle risaie. Tra Ghislarengo e Carpignano Sesia, la ferrovia attraversa il fiume Sesia e superato il paese passa sotto l'autostrada A26. Uscendo da Nibbia il binario sottopassa i cavalcavia su cui scorrono l'autostrada A4, e la ferrovia ad alta velocità della Torino-Milano. Fra di essi viene incrociato altresì il Canale Cavour.

Infine, superato il torrente Agogna, la linea giunge a Novara, immettendosi sulla linea Torino-Milano.

TrafficoModifica

Dal 2000 la linea è servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Piemonte.

In passato l'offerta risultava più variegata per la presenza di relazioni dirette verso Milano: tali caratteristiche corse effettuate dalle automotrici SFBN, nell'immediato dopoguerra vennero portate a tre, una delle quali si attestava a Milano Porta Nuova[4].

A rimarcare il carattere pendolare del traffico che ha sempre interessato la ferrovia, nel 1993 furono istituite tre coppie feriali supplementari fra Biella e Cossato[26], mentre con l'orario estivo 1999 furono introdotte tre coppie feriali e una festiva sull'intero percorso in conseguenza di un'intesa fra la neocostituita Provincia di Biella e le FS[27].

Dal 2009 la linea fu interessata da collegamenti diretti con la località di Albenga, effettuati con una coppia di regionali veloci festivi durante i periodi estivi. Altri collegamenti diretti riguardarono le località di Pavia[28]. A dicembre 2011 furono istituite due coppie regionali feriali per Milano Porta Garibaldi. Tutte le relazioni dirette furono soppresse a partire dal nuovo orario invernale del 15 dicembre 2013 ad eccezione di Santhià, quest'ultima poi soppressa dal 14 giugno 2015, riducendo la linea ad un ruolo esclusivamente locale.

Materiale rotabileModifica

Per l'avvio dell'esercizio della linea si fece inizialmente ricorso al noleggo di locomotive a vapore e carrozze da parte della Società Anonima Strade Ferrate di Biella (SFB) che eserciva l'omonima linea, in attesa della consegna alla SFBN del materiale specificamente ordinato per la linea.

Questo era rappresentato da un originale gruppo di sette automotrici classificate AUTO 2N.BC.76 01-07 inizialmente destinate alle ferrovie egiziane, che la società esercente aveva acquistato dalla Fiat in conseguenza delle conseguenze sui mercati internazionali della guerra allora in atto. Si trattava di unità analoghe alle coeve Aln 56 FS, atte al comando multiplo e dotate di 76 posti a sedere e compartimento bagagli, che furono adattate equipaggiandole con l'impianto di riscaldamento di cui erano inizialmente prive; come schema di coloritura fu mantenuto quello blu e avorio con tetto color alluminio[4].

A causa della penuria di carburanti imposta dalle ristrettezze economiche l'esercizio a vapore proseguì ancora per alcuni anni, inducendo la SFBN a cedere alla SFB due delle automotrici in conto pagamento del noleggo. Altri rotabili impiegati dalla SFBN in tale periodo, alcuni dei quali successivamente riscattati, provenivano dal parco delle Ferrovie Nord Milano[4] (una locomotiva gruppo 240 ceduta nel 1940, due del gruppo 280 cedute nel 1954-1955 e cinque del gruppo 220 cedute tra il 1939 e il 1947[29]), e da quello delle FS.

Con il riscatto della linea da parte delle FS queste attuarono un programma di revisione delle automotrici SFBN, che vennero immatricolate come ALn 776 e affiancate dalle più moderne ALn 772 fino al 1971, anno in cui furono accantonate per essere poi vendute alle Ferrovie del Gargano[4] Quasi tutte demolite poco dopo, rimane l'esemplare 1001, preservato a cura del Museo ferroviario piemontese[30].[31].

I servizi merci inizialmente erano affidati alle locomotive SFB 241-243 analoghe alle 940 FSe; successivamente, sotto la gestione FS, a macchine dei gruppi 640, 735 e, per le manovre in stazione a Biella San Paolo, 880, tutte assegnate al Deposito locomotive di Novara.

In seguito all'accantonamento dell'ALn 772, sulla linea entrarono in azione le automotrici ALn 668.1500 di costruzione Breda, che ripresero a viaggiare fra Biella e Santhià anche alla riapertura della linea del 1992[16].

Fra i primi atti consentiti agli enti locali in conseguenza del nuovo quadro normativo che derivava dalla riforma delle ferrovie allora in atto, la neocostituita provincia di Biella finanziò nel 1999 la revisione di quattro ALn 668.1500, che vennero rimotorizzate, e due ALn 668.3100, tutte dotate di impianto di climatizzazione, allora non diffuso su questo tipo di rotabili[27]. Con il progressivo accantonamento delle "668" delle serie più datate queste vennero via via sostituite con esemplari più moderni del medesimo gruppo e con ALn 663. Dal 2005 sono stati introdotti i primi treni Minuetto, che con l'avanzare del tempo hanno sostituito quasi tutte le ALn 663[32].

NoteModifica

  1. ^ a b c L. Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, op. cit., pp 165-166.
  2. ^ a b c d FENIT 1946 1996, op. cit., p. 58.
  3. ^ Saggio di Piero Ambrosio
  4. ^ a b c d e f g Nico Molino, 7 automotrici da Biella a Novara, op. cit.
  5. ^ M. Matto, La ferrovia Biella-Novara, op. cit., p. 172.
  6. ^ La Stampa - Consultazione Archivio, su www.archiviolastampa.it. URL consultato il 1º luglio 2018.
  7. ^ bollettini militari partigiani
  8. ^ Il nuovo raccordo ferroviario Biella-Candelo (1957)
  9. ^ Ordine di Servizio n. 1 del 1961
  10. ^ Notizia su Italmodel Ferrovie, n. 213, marzo 1978, p. 216.
  11. ^ Notizia su Tutto treno, n. 22, giugno 1990, p. 7.
  12. ^ Notizia su Tutto treno, n. 26, novembre 1990, p. 6.
  13. ^ Notizia su Tutto treno, n. 30, marzo 1991, p. 9.
  14. ^ Notizia su I Treni, n. 114, aprile 1991, p. 5.
  15. ^ Notizia su Tutto treno, n. 35, settembre 1991, p. 7.
  16. ^ a b Notizia su Tutto treno, n. 46, settembre, p. 7.
  17. ^ Alessandro Sasso, Velocizzazione in vista per la ex SFBN, notizia su Mondo Ferroviario, n. 168, luglio 2000, p. 10.
  18. ^ Elettrificazione Biella-Santhià, Cossato sarà inserita nel progetto, su newsbiella.it. URL consultato il 25 febbraio 2016.
  19. ^ ECO DI BIELLA - Deraglia il treno Biella-Novara, su ecodibiella.it. URL consultato il 26 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2017).
  20. ^ Firmato protocollo d'intesa per le nuove ferrovie biellesi, su newsbiella.it. URL consultato il 20 giugno 2016.
  21. ^ LA STAMPA - Treni, per le ferrovie biellesi un restyling da record. In tre anni arrivano 27 milioni di euro
  22. ^ LA STAMPA - Ferrovie, parte il restyling da 27 milioni: da stasera operai al lavoro sulla Biella-Santhià
  23. ^ BiellaCronaca - Restyling per la Biella-Santhià Archiviato il 26 marzo 2017 in Internet Archive.
  24. ^ Ferrovie.info - Ferrovie: nuovi orari per la Biella - Santhià e investimenti anche sulla Biella Novara
  25. ^ www.rfi.it, La rete oggi in: Piemonte, su rfi.it. URL consultato il 16 aprile 2016.
  26. ^ Notizia su I Treni, n. 144, gennaio 1994, p. 4.
  27. ^ a b Notizia su Tutto Treno, n. 122, luglio 1999, p. 8.
  28. ^ Treni, si riaccende la battaglia: “I nuovi orari scontentano tutti”, in LaStampa.it. URL consultato il 1º luglio 2018.
  29. ^ Giovanni Cornolò, Cento anni di storia... delle Ferrovie Nord Milano, Globo edizioni, Trento, 1979, pp. 57-58.
  30. ^ Notizia su I Treni, n. 266, gennaio 2005, p. 8. Foto C.Dutto
  31. ^ Scheda sul sito del Museo Ferroviario Piemontese. URL consultato nel gennaio 2016.
  32. ^ BIELLACLUB - Il Minuetto ed i treni per l'estate. URL consultato il 6 novembre 2016

BibliografiaModifica

FontiModifica

  • Nico Molino, 7 automotrici da Biella a Novara, in I Treni Oggi, n. 48, marzo 1985, pp. 18-24.
  • Rete Ferroviaria Italiana. Fascicolo linea 14
  • FENIT 1946 1996, Roma, Ed. FENIT, 1996.
  • Valerio Cirio, Per una storia dei territori novaresi: la Ferrovia Biella-Novara 1883-1939, in Storia urbana, Anno 14, n. 52 (1990), pp. 75-106.
  • Mario Matto, La ferrovia Biella-Novara: una linea dalla lunga gestazione, in Santhià e la ferrovia: una storia che dura 150 anni, GS Editrice, Santhià, 2006, pp. 169-175, ISBN 88-87374-95-3.
  • Luigi Ballatore, Storia delle ferrovie in Piemonte, Il Punto, Torino, 2002. ISBN 978-88-88552-00-2.
  • Marco Signoretto, Treni e tram nel Biellese - Storia ed attualità dei trasporti pubblici biellesi, Editoriale del Garda, Rivoltella del Garda, dicembre 1988, ISBN 88-85105-02-5.

Testi di approfondimentoModifica

Voci correlateModifica

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