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Busca-Dronero
Ferrovia Valle Maira
Busca-Dronero.JPG
InizioBusca
FineDronero
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza12,5 km
Apertura1912
Chiusura1982
GestoreFS
Scartamento1 435 mm
Elettrificazioneno
Ferrovie

La ferrovia Busca-Dronero è una linea ferroviaria italiana dismessa che collegava la stazione di Busca, posta lungo la linea ferroviaria Saluzzo-Cuneo, a Dronero in Val Maira.

Indice

StoriaModifica

 
La stazione di Dronero nel 2013

Con l'avvio della costruzione della linea Cuneo-Saluzzo, iniziata nel 1890 e aperta il 1º giugno 1892[1], si intensificarono le richieste da parte del comune di Dronero per la realizzazione di "un tronco unente Dronero alla ferrovia Cuneo-Saluzzo"[2].

Nonostante l'interessamento di Giovanni Giolitti, la genesi della ferrovia fu molto travagliata e i lavori iniziarono solamente il 9 marzo 1911[2] a cura dell'impresa Antonio Boggio[3]. La stessa fu aperta all'esercizio il 20 settembre 1912, ma l'inaugurazione venne posticipata al 13 ottobre 1913 per consentire a Giolitti, allora Presidente del Consiglio, di partecipare ai festeggiamenti organizzati dall'amministrazione comunale[2].

Nel 1966 la linea venne chiusa al traffico viaggiatori, ma rimase in esercizio con due o tre navette settimanali per trasporti militari, legname e prodotti metallurgici. In tale periodo la trazione era affidata alle locomotive a vapore del gruppo 880 e successivamente alle locomotive Diesel del gruppo D.345 del deposito locomotive di Cuneo[4].

 
La fermata Castelletto di Busca

La chiusura definitiva avvenne il 16 novembre 1982[4]; il successivo decreto di soppressione risale al 25 aprile 1987[5], sebbene la stazione di Dronero risultò abilitata al servizio merci fino al 1988[6], località cui i carri venivano trasportati mediante carrello stradale[3].

Negli anni duemila fu presentato un progetto di recupero turistico della Busca-Dronero che prevedeva di far percorrere la linea con l'uso di draisine a pedali, a cui affiancare successivamente la messa in servizio di un treno a vapore[7]. Allo scopo di riaprire la linea ai fini turistici si costituì l'Associazione Amici della Ferrovia Turistica Valle Maira, che il 13 settembre 2009 presentò nella stazione di Dronero il carro pianale T123, ex Ferrovia Torino-Ceres, concesso in comodato gratuito dal Museo Ferroviario Piemontese e restaurato[8]; tale iniziativa non portò tuttavia a risultati concreti.

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
 
Linea per Savigliano
 
Busca
 
torrente Maira
     
Linea per Cuneo
     
Tranvia Saluzzo-Cuneo (* 1880 † 1948)
 
Castelletto Busca
 
Monastero-Pratavecchia
 
Dronero

La linea è lunga 12,5 km circa, è in curva per il 26% del tracciato e ha una pendenza media di 11,1 mm/m, con punta massima di 13,7 mm/m; le opere d'arte, piuttosto modeste, comprendono ponticelli, tombini e sifoni[2][9].

PercorsoModifica

La linea si diramava dalla stazione di Busca mediante un deviatoio da tempo smantellato[7] superando il ponte in muratura sul Maira e proseguendo in leggera ascesa lungo la sponda orografica destra dello stesso.

Lungo il percorso venivano servite le due fermate intermedie di Castelletto di Busca e Monastero-Pratavecchia per giungere alla stazione terminale di Dronero, dotata di un fascio di binari e una rimessa locomotive[3].

Presso Busca la linea era attraversata a livello dalla tranvia Saluzzo-Cuneo[10].

Materiale rotabileModifica

Il servizio passeggeri, precedentemente svolto con materiale trainato, a partire dagli anni trenta fu affidato alle automotrici ALn 556 che potevano svolgere un servizio a spola e negli ultimi tempi effettuavano altresì corse dirette su Cuneo, mentre il non trascurabile traffico merci si serviva dapprima delle locomotive a vapore 880 e in seguito alle D.345[3].

NoteModifica

  1. ^ Ballatore, La Cuneo-Saluzzo, in Storia, pp. 136-137.
  2. ^ a b c d Ballatore, La Busca-Dronero, in Storia, pp. 156-157.
  3. ^ a b c d Kizi Blengino, Ferrovia Busca-Dronero, passato e futuro, in Mondo Ferroviario, n. 253, marzo 2008, pp. 32-33.
  4. ^ a b Quartino, Fermeture, p. 34.
  5. ^ G. Frosini-Ghio, S. Declementi, R. Olivero, Il treno di Giolitti, op. cit.
  6. ^ Notizia su I Treni, n. 88, dicembre 1088, p. 8.
  7. ^ a b Campana, La ferrovia Busca-Dronero, in Il metrò, pp. 83-85.
  8. ^ Pietro Zitano, News storici. T123 FTC restaurato, in Tutto treno, anno 22º, n. 226, gennaio 2009, p. 8, ISSN 1124-4232 (WC · ACNP).
  9. ^ Campana, La ferrovia Busca-Dronero, in Il metrò, pp. 85-87.
  10. ^ Nico Molino, Il trenino di Saluzzo. Storia della Compagnia Generale Tramways Piemontesi, Immagini e Parole, Torino, 1981, p. 17

BibliografiaModifica

  • (FR) Ivano Quartino, Fermeture definitive de la ligne Busca-Dronero, in L'écho du rail (nouvelle série de Riviérail), n. 40, 1983, p. 34.
  • Giovanna Frosini-Ghio, Sergio Declementi e Roberto Olivero, Il treno di Giolitti - Costruzione, attività, aneddoti e documenti della ferrovia Busca-Dronero, l'Arciere, Dronero, 2007.
  • Luigi Ballatore, Storia delle Ferrovie in Piemonte, Savigliano, Editrice Il Punto, 2002, ISBN 88-88552-00-6.
  • Claudio Campana, Il metrò ai piedi delle Alpi, Cuneo, Grandapress Edizioni, 2008, ISBN non esistente.

Voci correlateModifica

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