Ferrovia Civitavecchia-Civitavecchia Marittima

Civitavecchia-Civitavecchia Marittima
InizioCivitavecchia
FinePorto di Civitavecchia
Stati attraversati  Italia
Lunghezzacirca 6[E 1] km
Apertura1906 (vecchia linea)
Chiusura2000[E 2]
2009[E 3]
Riapertura2000 (nuova linea)
GestoreRFI
Precedenti gestoriFS (1906-2001)
Scartamento1435 mm
ElettrificazioneAssente (parzialmente predisposta)
Ferrovie

La ferrovia Civitavecchia-Civitavecchia Marittima è una linea ferroviaria italiana gestita da RFI, che congiunge la stazione di Civitavecchia, ubicata lungo la ferrovia Tirrenica, al porto di Civitavecchia. Inaugurata nel 1906 e rivista nel proprio percorso nel 2000, fino al 2009 la linea ha rappresentato il più importante e principale snodo per il traghettamento ferroviario tra la Sardegna e la penisola italiana.

StoriaModifica

 
Il luogo dove sorgeva la prima stazione passeggeri di Civitavecchia Marittima
 
Il Forte Michelangelo; al posto delle auto parcheggiate in primo piano sorgeva un tempo lo scalo merci a servizio dell'antico porto di Civitavecchia

Con l'apertura della ferrovia Roma-Civitavecchia, avvenuta nel 1859, si ipotizzò di collegare il binario della stazione di Civitavecchia al vicino porto cittadino. Dopo un primo sfortunato esperimento, consistente in un breve raccordo ferroviario aperto nel 1865 e dismesso già negli anni Ottanta, la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, che eserciva la ferrovia Tirrenica passante per Civitavecchia, presentò nel 1900 il progetto di una linea ferroviaria lunga 1.283 metri, poi approvato ed effettivamente concretizzatosi con l'apertura al traffico della nuova ferrovia il 15 novembre 1906. Inizialmente la linea era percorsa solamente da relazioni merci che movimentavano le mercanzie giunte via nave al porto di Civitavecchia verso l'entroterra, ma a partire dal 1931 la ferrovia fu interessata anche da servizio passeggeri, con la contestuale apertura della stazione di Civitavecchia Marittima, che favorì lo spostamento dei viaggiatori da e per i moli del porto civitavecchiese in coincidenza con i traghetti passeggeri provenienti dalla Sardegna[1].

Nel 1938, insieme alla linea Tirrenica, la ferrovia Civitavecchia-Civitavecchia Marittima venne interamente elettrificata; intanto, a seguito di numerosi interventi nel corso degli anni, l'articolazione dei binari a servizio del porto di Civitavecchia aveva raggiunto i 7 chilometri di lunghezza. Durante la seconda guerra mondiale la ferrovia, insieme al porto, fu quasi completamente rasa al suolo, ma nel dopoguerra venne integralmente ricostruita con l'aggiunta di due invasature presso lo scalo portuale, che avrebbero consentito il trasferimento diretto dei treni sui traghetti. Dopo anni di prove di traghettamento ferroviario di merci e materiale rotabile destinato a sostituire gli obsoleti treni che circolavano sulle ferrovie sarde, il 1º ottobre 1961 fu avviato un regolare servizio di trasporto intermodale di merci dal porto di Civitavecchia a quello di Golfo Aranci, in Sardegna, per mezzo del trasferimento di vagoni merci a bordo di traghetti attrezzati con rotaie.

Il successo del servizio di traghettamento ferroviario Civitavecchia-Golfo Aranci fu immediato e permise alla ferrovia Civitavecchia-Civitavecchia Marittima di assumere in questo contesto un ruolo di primaria importanza. Allo stesso tempo, tuttavia, il boom automobilistico degli anni Sessanta del Novecento iniziò a creare non pochi problemi alla circolazione ferroviaria, a causa della presenza lungo la strada ferrata di numerosi passaggi a livello senza barriere, che spesso erano fonte di incidenti. Con l'accrescersi nel tempo di queste problematiche, si cominciò a studiare una soluzione che permettesse di migliorare il servizio: tale soluzione fu individuata nella costruzione di un nuovo tracciato che raggiungesse il porto da nord, in sostituzione del pericoloso binario proveniente da sud-est e passante per il Viale della Vittoria. Il nuovo tracciato fu aperto al servizio il 29 gennaio 2000, mentre il binario originario fu percorso per l'ultima volta il 18 ottobre dello stesso anno, prima di essere definitivamente dismesso e smantellato.

Negli ultimi tempi tutto il raccordo, vicino al Forte Michelangelo, riversava in stato di incuria. Frequenti erano infatti i deragliamenti dei convogli merci, per le pessime condizioni dell'armamento. L'ultimo treno che ha transitato sul raccordo è stato il 18 ottobre 2000 che a causa del pessimo stato dell'armamento, la tradotta, condotta da una 245, doveva recuperare gli ultimi quattro carri rimasti sul fascio binari intorno al forte. La locomotiva deragliò per il cedimento di alcune traverse. Per il recupero è intervenuto un treno soccorso da Roma San Lorenzo al traino della D 345.1081.

La stazione di Civitavecchia Marittima, situata davanti alla calata Principe Tommaso, nei pressi del Forte Michelangelo, fu soppressa insieme al traffico passeggeri su tutta la linea, mentre rimase in attività il traghettamento ferroviario di carri merci, che comunque da diversi anni era in costante contrazione, di conseguenza la stazione marittima fu spostata nelle immediate vicinanze delle invasature, situata nei pressi della sede Port Mobility, in un edificio in mattoni, riadibita a un bar (già esistente all'epoca), dove risedeva il dirigente di movimento[2]. Già nel 2005, tuttavia, venne ripristinato il servizio passeggeri con la realizzazione di una nuova stazione di Civitavecchia Marittima, che ora sorge davanti al terminal dei traghetti, a circa 500 metri in direzione nord-ovest dalle invasature. Da allora il traffico passeggeri è gestito da Seatrain, compagnia privata che tramite il Roma Express si occupa dello spostamento verso Roma dei viaggiatori giunti a Civitavecchia in crociera[3].

Nel 1993 le Ferrovie dello Stato progettarono il potenziamento del traghettamento con navi più potenti per favorire sia il servizio passeggeri che quello merci, ma il progetto non ha avuto seguito.

Con il progressivo sfoltimento della flotta di traghetti adibiti ad effettuare il traghettamento ferroviario, tale servizio subì nel corso degli anni un forte ridimensionamento sino a funzionare esclusivamente a richiesta[4][5]; nel 2009 divenne effettiva la cessazione del traghettamento sulla rotta Civitavecchia-Golfo Aranci, con conseguente dismissione degli impianti ferroviari dedicati nel porto di Civitavecchia. Nel 2015 è stato rimosso il fascio di binari che conduceva alle invasature[6], mentre il 28 maggio 2018[7][8] sono iniziati i lavori di smantellamento dell'ultimo ponte mobile ferroviario rimasto, ultimati nell'agosto seguente[9].

CaratteristicheModifica

Il tracciato originario della ferrovia era interamente a binario singolo e fu elettrificato a 3000 volt nel 1938 nel tratto compreso fra le stazioni di Civitavecchia e Civitavecchia Marittima; nel 1961 l'elettrificazione fu estesa anche al tratto che conduceva alle invasature e rimase fino ai primi anni ottanta. Il nuovo tracciato aperto nel 2000 è anch'esso a binario unico e l'elettrificazione è stata predisposta dalla sua apertura fino al nuovo scalo, aperto nel 2005, ma non è mai stata attivata; dal chilometro 3,38 la linea aerea di contatto non si trova sopra al binario, bensì spostata di lato.[senza fonte]

PercorsoModifica

 
La locomotiva 835.258 in manovra presso lo scalo merci dietro al Forte Michelangelo il 10 settembre 1959
Nuovo percorso (dal 29 gennaio 2000)
 
per Livorno
 
 
 
predisposizione mai attivata
   
 
         
         
Scalo merci * 2005[10] fine elettrificazione
         
Carico e scarico merci * 2005[10]
         
nuovo tracciato * 2000
     
raccordo De.Car.
         
per Orte † 1961
         
         
     
DL / SR Civitavecchia Porta Tarquinia † 2009
         
Civitavecchia Marittima * 2005[3][11]
         
         
PL sulla strada europea E840
         
PL sulla via Prato del Turco
         
Civitavecchia Marittima * 2000 † 2009[2]
         
         
 
       
imbarco ferroviario verso la Sardegna † 2009
         
(80+678) Civitavecchia 10 m s.l.m.
 
per Roma
Vecchio percorso (fino al 29 gennaio 2000)
 
per Livorno
     
raccordo De.Car.
         
per Orte † 1961
     
DL / SR Civitavecchia Porta Tarquinia † 2009
             
Scalo merci † 2005[10] fine elettrificazione
             
PL sulla strada europea E840
             
PL sulla via Prato del Turco
             
 
 
         
imbarco ferroviario verso la Sardegna † 2009
             
Civitavecchia Marittima † 2000
             
Aste di manovra † 2000[12]
             
Scalo merci † 2000[12]
             
             
PL sul Viale della Vittoria
         
(80+678) Civitavecchia-Viale della Vittoria / Civitavecchia 10 m s.l.m.
             
vecchio tracciato † 2000
 
per Roma

Tracciato storico (1906-2000)Modifica

Il percorso originario della linea si diramava dalla ferrovia Tirrenica poche centinaia di metri a sud della stazione di Civitavecchia. Attraversando il centro abitato civitavecchiese, la linea incontrava la stazione di Civitavecchia-Viale della Vittoria, situata poco distante dallo scalo centrale di Civitavecchia; dopodiché il tracciato superava il Viale della Vittoria con un passaggio a livello prima di sdoppiarsi: un binario portava all'originario scalo merci posto dietro al Forte Michelangelo, dove ora sorge Piazza della Vita, mentre l'altro proseguiva verso nord-ovest. Il suddetto scalo merci serviva l'antico porto di Civitavecchia ed era dotato di alcuni binari tronchi che correvano sui moli delle dighe foranee (42°05′24.76″N 11°47′10.11″E / 42.09021°N 11.786141°E42.09021; 11.786141 e 42°05′43.43″N 11°47′09.41″E / 42.095398°N 11.785946°E42.095398; 11.785946); tali binari permettevano il carico e lo scarico delle merci - principalmente frumento, ghiaia, cemento e materiale ferroso - dalle navi ai vagoni ferroviari e viceversa.

Il binario principale proseguiva fino a raggiungere, poco oltre il Forte Michelangelo, la stazione passeggeri di Civitavecchia Marittima. Il tracciato proseguiva poi seguendo un andamento pressoché rettilineo sino a raggiungere un altro scalo merci dotato di un fascio di dodici binari[10] e dismesso nel 2005. Nel secondo dopoguerra il tracciato fu allungato verso la parte più moderna del porto e fu connesso a due invasature che, previa effettuazione di un regresso, permettevano di imbarcare i rotabili ferroviari direttamente sui traghetti tramite due ponti mobili[12], in coincidenza con l'avvio, nel 1961, del servizio di traghettamento ferroviario tra Civitavecchia e Golfo Aranci. Il costante aumento del traffico automobilistico rese sempre più pericolosa la presenza dei binari nel centro abitato di Civitavecchia tanto che, visto il progressivo aumento degli incidenti lungo la ferrovia, si decise di dismettere il tracciato originario, che fu smantellato nella seconda metà del 2000.

Tracciato nuovo (dal 2000)Modifica

Contestualmente alla chiusura del tracciato originale, il 29 gennaio 2000 fu aperto in sua sostituzione il nuovo binario, che raggiunge il porto di Civitavecchia da nord. Il nuovo percorso fu studiato a partire dagli anni ottanta in un'ottica di estensione e potenziamento dello scalo portuale civitavecchiese, che necessitava di un adeguamento vista la costante crescita dei traffici marittimi sia di merci che di passeggeri. Uscendo dalla stazione di Civitavecchia in direzione di Livorno, il nuovo tracciato avanza in sede propria di fianco ai binari della ferrovia Tirrenica per alcuni chilometri, finché non si separa da essa sottopassandola e superando il deposito locomotive di Civitavecchia Porta Tarquinia, la linea chiusa al traffico Civitavecchia-Orte e per il raccordo De.Car. Era in predisposizione il ramo per Livorno, mai attivato, per consentire di collegare Civitavecchia Marittima con la Tirrenica senza passare per la stazione di Civitavecchia. La linea effettua quindi un'inversione a U e si dirige verso sud-est, incontrando il nuovo scalo merci realizzato nel 2005 nei pressi del terminal container del porto: inizialmente dotato di quindici binari, nel 2019 questi sono stati ridotti a sette. In seguito la linea raggiunge la stazione passeggeri di Civitavecchia Marittima, costruita anch'essa nel 2005 e da allora servita dal Roma Express[3], un servizio riservato ai croceristi che sbarcano al porto di Civitavecchia.

Fino al 2015 il tracciato proseguiva superando tre passaggi a livello - uno dei quali sulla strada europea E840 - e attestandosi nell'area delle invasature con la stazione marittima utilizzata dal 2000 al 2009[2]. Nel 2015 i binari che conducevano ai ponti mobili, inutilizzati dal 2009, sono stati rimossi[6] e la ferrovia è stata attestata poco oltre la stazione passeggeri di Civitavecchia Marittima, mentre nel 2018 è stato smantellato l'ultimo ponte d'imbarco superstite[7][8][9].

Le invasatureModifica

Il porto di Civitavecchia era dotato di un sistema di invasature che permetteva di trasferire materiale rotabile di vario tipo direttamente a bordo di navi traghetto attrezzate con binari ferroviari nei propri garage. Con l'avvio nel 1961 del traghettamento ferroviario tra Civitavecchia e il porto sardo di Golfo Aranci, le invasature entrarono in funzione e rimasero in attività fino alla soppressione del servizio di traghettamento, avvenuta nel 2009. Il sistema di invasature era costituito da due ponti mobili ferroviari: il primo era situato vicino al Fortino San Pietro, mentre un secondo, demolito nel 2005, si trovava di fianco al Molo Vespucci, leggermente più a nord rispetto all'invasatura principale. Nel 2015, con il traghettamento ferroviario soppresso da sei anni, è stato smantellato il fascio di binari che conduceva alle invasature[6], mentre nell'estate del 2018 è stato demolito il ponte mobile superstite e sono stati bonificati i serbatoi di carburante interrati[7][8][9].

TrafficoModifica

Nata essenzialmente come raccordo merci, tra il 1961 e il 2001 la ferrovia fu interessata anche da traffico passeggeri, con svariate corse giornaliere che coprivano la tratta Roma Termini-Civitavecchia Marittima, in coincidenza con gli orari dei traghetti che giungevano al porto di Civitavecchia. I treni diretti a Roma eludevano la stazione centrale di Civitavecchia a causa della conformazione del tracciato e sostavano, in sua sostituzione, presso l'impianto di Viale della Vittoria. Con l'apertura del nuovo tracciato, nel 2001 il traffico passeggeri fu soppresso e la linea fu dedicata esclusivamente al traffico merci; dal 2005, tuttavia, la ferrovia espleta nuovamente anche il servizio passeggeri con l'apertura della nuova stazione di Civitavecchia Marittima. La linea è inoltre quotidianamente percorsa da treni merci, principalmente attivi nel trasporto di cromo dal porto di Civitavecchia in direzione delle acciaierie di Terni.

NoteModifica

  1. ^ Civitavecchia Marittima, su www.ilmondodeitreni.it. URL consultato il 20 novembre 2016.
  2. ^ a b c Immagine della stazione marittima 2006
  3. ^ a b c La stazione marittima costruita nel 2005 con un treno del Roma Express in sosta
  4. ^ Navigazione, nessuno stop ai collegamenti con la Sardegna, su FSNews, 13 gennaio 2010. URL consultato il 10 aprile 2011.
  5. ^ Regione Autonoma della Sardegna, Documento unitario di programmazione 2007/2013 (PDF), su sardegnaprogrammazione.it, p. 10. URL consultato il 27 gennaio 2013.
  6. ^ a b c Via le invasature dal porto di Civitavecchia/Ferrovie.it, su ferrovie.it. URL consultato l'11 luglio 2015.
  7. ^ a b c Civitavecchia smantellamento finale del ponte di imbarco dei traghetti FS, su corrieremarittimo.it. URL consultato il 28 maggio 2018.
  8. ^ a b c Traghetti Fs: il porto volta pagina, su civonline.it. URL consultato il 25 maggio 2018.
  9. ^ a b c Civitavecchia, terminata rimozione impianti FS della navigazione/Ferrovie.it, su ferrovie.it. URL consultato il 19 settembre 2018.
  10. ^ a b c d La rotta Sarda. -Storia della rotta sarda pagina 10 con immagine.
  11. ^ Utilizzata solo per il Roma Express.
  12. ^ a b c La rotta Sarda. -Storia della rotta sarda pagina 9 con immagine

AnnotazioniModifica

  1. ^ Vecchio tracciato: circa 1 km.
  2. ^ Vecchio tracciato Civitavecchia FS-Civitavecchia Marittim.a
  3. ^ Tratto tra le invasature e stazione marittima aperta nel 2005.

BibliografiaModifica

  • Università di Pisa, Istituto di Geografia, Pubblicazioni, edizioni 7-11, 1961.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica