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Cogne-Acque Fredde
Cogne-Eaux-Froides
Cogne-Acque Fredde - it.svg
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza12 km
Apertura1921
Chiusura1979
Precedenti gestoriCogne
Scartamento900 mm
Elettrificazione600 V cc (dal 1929)
NoteFerrovia mineraria
Ferrovie

La ferrovia mineraria Cogne-Acque Fredde (in francese, Chemin de fer minier Cogne - Eaux-Froides) fu realizzata dalla società Cogne per lo sfruttamento delle miniere di ferro poste nei pressi dell'omonima località valdostana.

Essa era parte di un sistema di trasporto per l'alimentazione del complesso sidergico di Aosta assieme a teleferiche minerarie: per lo sfruttamento delle miniere di carbone di La Thuile vennero realizzate la Ferrovia La Thuile-Arpy e la Ferrovia Aosta-Pré-Saint-Didier.

In seguito alla chiusura delle miniere, avvenuta nel 1979, ne fu proposta la trasformazione in tranvia interurbana, ad uso turistico, con prolungamento della linea da Eaux-Froides[1] a Plan Praz ed interscambio con la telecabina Aosta Pila, sia come collegamento invernale tra il comprensorio di Pila (orientato allo sci da discesa) e quello di Cogne (orientato allo sci da fondo) che come collegamento tra Aosta e Cogne, concorrenziale con il vettore stradale, e facente parte nel progetto di recupero museale del vasto complesso minerario di Cogne. Nonostante significativi investimenti, tale intenzione tuttavia non fu mai concretizzata.

Indice

StoriaModifica

 
Convoglio esposto al Museo minerario di Cogne

I lavori di costruzione della linea iniziarono nel 1916 e il 18 ottobre 1922 fu inaugurata ufficialmente la lunga galleria del Drinc (pron. fr. "Drènc").

Il 19 febbraio 1923 una locomotiva a vapore mineraria alimentata a nafta da circa 75 kW compì la prima corsa lungo la linea: la ristretta sezione della galleria del Drinc (8,5 m²) e la sua lunghezza provocarono ristagni dei fumi che limitarono la capacità di trasporto. Ciò provocò la morte per soffocamento di due operai il 25 novembre 1925 inducendo a sostituire la locomotiva a vapore con 2 locomotori elettrici a 2 assi ad accumulatori da 26 kW, posti in servizio nel 1926.

Per le loro limitate prestazioni nello stesso anno si pensò ad elettrificare la linea a 600 V cc e fu dunque acquisito un locomotore elettrico a 2 assi dalle Officine Savigliano con cabina a sbalzo della potenza di 80 kW contrassegnato con la lettera "L". Due ulteriori locomotori a carrelli da 160 kW furono consegnati nel 1928.

Con 2 convogli in circolazione per 16 ore giornaliere si riuscì così a trasportare così circa 1200-1300 t di minerale al giorno. Per poter avere una riserva ed effettuare le operazioni di manutenzione ai locomotori nel 1937 ne fu costruito un terzo.

La mancata riaperturaModifica

Dopo la chiusura degli impianti, avvenuta nel 1979, le pratiche di acquisizione della linea mineraria da parte del Comune di Cogne si protrassero fino al 1984, consentendo in seguito di ammodernare la stessa con sostituzione del binario e lavori di consolidamento e regolarizzazione delle gallerie svolti fra il 1986 e il 1990.

Il prolungamento di 800 m da Acque Fredde alla località Plan-Praz, dove è possibile l'interscambio con la telecabina Aosta-Pila attivata nel 1988, venne realizzato tra il 1998 e il 2005.

Per il servizio furono progettati un convoglio di 10 carrozze da 16 posti ciascuna inquadrate da 2 locomotori elettrici ad accumulatori, più uno di riserva ed un locomotore diesel la cui costruzione venne affidata alla Firema; i 3 locomotori, ordinati nel 1999, vennero consegnati nel 2006 e le 10 carrozze, ordinate nel 1997, vennero ultimate nel 2000 e lasciate in custodia fino al 2005, quando vennero consegnate. Era previsto un esercizio a spola con una corsa di andata e ritorno ogni ora, con un tempo percorrenza di 25 minuti e capacità di trasporto di 160 persone l'ora per senso di marcia. La stima dei costi di rammodernamento si aggira attorno ai 30 milioni di euro[2].

Con la consegna nel 2006 dell'impianto dell'amministrazione regionale alla Pila Spa,[3] che gestisce la telecabina Aosta Pila, emersero problemi ai rivestimenti di alcuni tratti della lunga galleria del Drinc, al binario mal posato e dubbi sull'autonomia dei locomotori a effettuare il previsto servizio giornaliero di 10 corse di andata e ritorno.

Nel 2007 venne insediata dall'amministrazione regionale una commissione di valutazione dello Stato dell'impianto e il collaudo definitivo venne sospeso sine die. In suo luogo furono redatti 3 studi sullo stato delle opere civili secondo i quali si sarebbero riscontrate gravi carenze che avrebbero impedito il servizio così come concepito. Nel 2011 la commissione di valutazione fece proprie le conclusioni dei 3 studi confermando la sospensione dei lavori; una risoluzione del consiglio regionale, promosse uno studio di fattibilità per un collegamento funiviario Cogne Pila[4]. Su denuncia dell'amministrazione regionale nei confronti del progettista e direttore dei lavori della struttura[5] la Corte dei conti aprì un procedimento nel 2010, che nel gennaio 2013 si risolse in una sentenza di condanna [6].

Nel giugno 2012 il consiglio regionale accolse una petizione di cittadini sulla conservazione delle miniere[7], bocciando peraltro la proposta di revisione del progetto ferroviario; furono dunque avviate le procedure di dismissione e riconversione di impianti e rotabili con riconversione della tratta Acque Fredde – Plan Praz in strada a servizio.

CaratteristicheModifica

La ferrovia mineraria, conosciuta in ambito locale come "il "Trenino di Cogne" o la ferrovia del Drinc[8] era armata con lo scartamento di 900 mm, tipico delle miniere americane ma inconsueto in Europa.

Omologata per il trasporto merci, neii casi di interruzione della strada di fondovalle tra Cogne ed Aymavilles per valanghe o frane la linea tuttavia garantiva il trasporto gratuito di derrate, combustibili e persone: fino agli anni cinquanta erano presenti a tale scopo due carrozze a carrelli, utilizzate anche per il trasporto delle maestranze della Cogne e loro familiari in occasioni particolari.

Particolare noto solo nell'ambiente minerario, per anni la galleria del Drinc è stata la galleria ferroviaria mineraria più lunga al mondo.[9].

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
   
Plan-Praz Telecabina Aosta – Pila
   
   
Acque Fredde Teleferica per Aosta
   
Galleria di Charémoz 510 m
   
Galleria del Drinc 6730 m
   
Épinel
   
Galleria di Crétaz 985 m
   
Cogne teleferiche per le miniere

La linea aveva inizio in località Eaux-Froides, nel comune di Gressan, punto terminale della teleferica proveniente da Aosta. Quindi la ferrovia imboccava la breve galleria Charemoz (510 m) per proseguire nella lunga galleria del Drinc di 6730 m, che sbucava ad Épinel nell'alta Val di Cogne, posto di movimento e sede della Sotto Stazione Elettrica per l'alimentazione della linea aerea.

Dopo un percorso a mezza costa intervallato dalla galleria di Crétaz (985 m), giungeva a Cogne vicino al villaggio Moline, dove fu realizzato un ampio piazzale per lo smistamento delle merci, in prossimità delle teleferiche dirette alle miniere Colonna e Côte-du-Sapin (Costa del Pino).

Vista la prevalenza di gallerie (64,5% del percorso) la linea aveva andamento prevalentemente rettilineo (83,5% del percorso) con curve di raggio comprese generalmente tra gli 80 ed i 150 m. Le pendenze erano in genere contenute con un massimo dell'1,5 %, il tracciato si sviluppava tra i 1515 ed i 1562 m.

NoteModifica

  1. ^ Il toponimo fu italianizzato dal governo fascista e ristabilito nella sua forma originale in francese in seguito alla Seconda Guerra mondiale.
  2. ^ Articolo su 12vda.it[collegamento interrotto].
  3. ^ Contratto di servizio e descrizione impianti e rotabili
  4. ^ raccolta articoli su 12VDA Archiviato il 3 novembre 2012 in Internet Archive.
  5. ^ Articolo su 12vda.it.
  6. ^ articolo su 12VdA
  7. ^ petizione
  8. ^ D. Molino, La linea del Drinc, op. cit.
  9. ^ Atti Convegno "Una miniera di opportunità" 9/6/2012 Aosta.

BibliografiaModifica

  • Domenico Molino, La linea del Drinc, Italmodel Ferrovie, 1978, nº 217, pp. 512–521
  • Piero Muscolino, Il Piemonte ferroviario che più ricordo, 1981, Ed. Calosci, pp. 222–230
  • Claudio Castiglion, Ferrovia Cogne - Acquefredde, "Tutto Treno", 1990, nº 19, pp. 10–16
  • Arturo Castellani, Stefano Garzaro, La ferrovia in Valle d'Aosta. Da Torino ad Aosta e Pré St Didier, Editoriale del Garda, Desenzano del Garda (BS), 2010. ISBN 978-88-85105-17-1.
  • Claudio Vianini, La tranvia del Drinc, I Treni, 1995, nº 161, pp. 12–16
  • Paolo e Cecilio Giorcelli, La Ferrovia Mineraria Cogne - Acque Fredde, 1998, Ed. Associazione Musei di Cogne
  • Claudio Castiglion, Due ferrovie minerarie in Valle d'Aosta, in Tutto treno & storia, (1999), n. 1, pp. 38–51

Voci correlateModifica

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