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Palo-Ladispoli
InizioPalo Laziale
FineLadispoli
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza2,35 km
Apertura1888
Chiusura1938
GestoreFS (1905-1938)
Precedenti gestoriSFM (1888-1905)
Scartamento1 435 mm
Ferrovie

La ferrovia Palo-Ladispoli, è stata una breve ferrovia a scartamento normale, aperta nel 1888 e dismessa nel 1938, per il collegamento del comprensorio di Roma alla località marina di Bagni di Ladispoli.

Indice

StoriaModifica

La ferrovia nacque alla fine degli anni '80 del XIX secolo quando la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo ottenne la concessione per la costruzione di un breve collegamento a scartamento ordinario e con trazione a vapore tra la stazione di Palo Laziale posta sulla ferrovia Tirrenica e la nuova località balneare e di soggiorno estivo di Ladispoli, il nuovo insediamento residenziale creato intorno al 1880 sui terreni del principe Ladislao Odescalchi, da cui prese nome (Ladis-polis).

La costruzione della ferrovia venne portata a termine in breve tempo, (dopo avere smantellato il breve ramo che in precedenza portava a Bagni di Palo) e aperta il 1º luglio 1888[1] anche perché priva di opere d'arte consistenti e di breve estensione, 2.352 metri. La linea venne esercita dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo inizialmente nel solo periodo estivo. I treni, a vapore, provenivano direttamente da Roma e vi facevano ritorno. Dal 1905 passò a far parte delle Ferrovie dello Stato che la esercirono fino al 1938 quando venne definitivamente soppressa[2] dato lo sviluppo del trasporto su strada ed anche per le inevitabili soggezioni di esercizio che recava alla linea Tirrenica.

Con la seconda guerra mondiale la linea, nel 1942, era già stata smantellata.

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
 
Linea per Roma
 
48+43 Palo Laziale
     
Linea per Pisa
     
Torrente Sanguinaro
 
50+78 Ladispoli

La linea venne armata con rotaie da 36 kg/m e traverse in legno, a scartamento normale, e con una pendenza massima del 5,5 per mille. A Ladispoli venne montata una piattaforma girevole ma fino al 1910 non ebbe una vera stazione bensì un semplice carro merci adattato a biglietteria e locale di servizio. In seguito venne costruita un edificio di stazione in legno.

NoteModifica

  1. ^ Ufficio Centrale di Statistica delle Ferrovie dello Stato, Prospetto cronologico dei tratti di ferrovia aperti all'esercizio dal 1839 al 31 dicembre 1926, su Trenidicarta.it, Alessandro Tuzza, 1927. URL consultato il 25 agosto 2014.
  2. ^ Regio decreto 16 giugno 1938, n. 1251, in materia di "Soppressione di tre tronchi ferroviari"

BibliografiaModifica

  • Paolo Blasimme, Da Palo a Ladispoli, in I Treni Oggi n. 137 (maggio 1993), pp. 22–25.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica