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Ferrovia Roma-Velletri

linea ferroviaria italiana
Roma-Velletri
Pio-Latina
Mappa ferrovia Roma Velletri.png
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza41 km
Apertura1857 (Roma-Ciampino)[1]
1862 (Ciampino-Velletri)
GestoreRFI
Precedenti gestoriSocietà per le strade ferrate romane
RM (1885-1905)
FS (1905-2001)
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3000 V cc
Ferrovie

La ferrovia Roma-Velletri è una linea ferroviaria locale del Lazio. Al tempo della sua costruzione era la prima tratta del progetto di collegamento tra Roma e Napoli (via Ceprano, stazione di confine con il Regno delle Due Sicilie).

Su questa tratta è effettuato il servizio FL4, che utilizza anche le altre due ferrovie regionali operanti nel nodo di Roma che servono il vasto bacino dei Castelli Romani a sud della capitale: oltre al ramo per Velletri, infatti, il servizio FL4 comprende anche i rami per Frascati e Albano Laziale.

Indice

StoriaModifica

Tratta Inaugurazione
RomaCiampino 12 ottobre 1857[1]
Ciampino–Velletri 1º dicembre 1862

Con l'ascesa al soglio pontificio di Pio IX cambiò radicalmente l'attitudine del governo riguardo ai collegamenti ferroviari. Considerando che nello Stato confinante, il Regno delle due Sicilie, era già in costruzione la ferrovia fino a Ceprano il 7 novembre 1846 venne emanata la Notificazione per la costruzione di 4 linee ferroviarie tra cui appunto la Roma-Velletri-Segni-Frosinone-Ceprano[2]. La concessione venne affidata ad una società romana che risultata inadempiente cedette la concessione ad una società francese; dal 1858 questa divenne Società privilegiata Pio-Latina delle strade ferrate da Roma a Frascati e da Roma al confine napolitano) e nel 1856 apriva il tratto da Roma-Porta Maggiore a Ciampino, il 1º agosto del 1859 quello fino a Cecchina.[3] Il 1º dicembre 1862 furono aperti i successivi, fino a Velletri, Segni e Ceprano ma a cura della Pio-Centrale che era subentrata. La ferrovia fu inaugurata interamente, per la parte pontificia il 1863 da papa Pio IX, costituendo parte del primo collegamento ferroviario fra Roma e Napoli (via Velletri, Segni, Frosinone, Cassino e Caserta) ma venne aperta al pubblico solo dal 1º dicembre dello stesso anno[4] La linea era a semplice binario con sede predisposta per il raddoppio (che tuttavia non venne mai interamente realizzato).
Nel 1864 venne raddoppiato il binario fino a Ciampino e nell'estate dello stesso anno la proprietà passò alla nuova Società per le strade ferrate romane. In seguito al dissesto economico della società, la linea passò in gestione provvisoria e nel 1885 venne integrata nella Rete Mediterranea, gestita dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo.

Nel 1892 fu attivata un'importante variante fra Ciampino e Segni, tuttora utilizzata dalla Ferrovia Roma-Napoli (via Cassino). La Roma-Velletri venne perciò declassata a linea complementare di prima categoria e alla fine dello stesso anno accorpata alla nuova linea per Terracina.[5] La linea venne esercita essenzialmente con trazione a vapore sin dall'origine; il 15 dicembre 1948 venne attivato l'esercizio a trazione elettrica, con linea aerea alla tensione di 3000 V[6].

Verso la metà degli anni sessanta, con la crescente concorrenza del traffico su gomma, la città di Velletri si vide privare del collegamento con Segni e con Terracina, ma il colpo di grazia doveva ancora arrivare: la totale scomparsa del traffico merci alla fine degli anni settanta, che riduce le attività della stazione veliterna al solo trasporto passeggeri dell'unico ramo rimasto attivo, quello verso Roma.

Agli inizi degli anni ottanta si ritorna a parlare della ferrovia con entusiasmo ed enfasi grazie a Papa Giovanni Paolo II, che il 7 settembre 1980, in visita nella cittadina castellana, decide di recarsi alla stazione ferroviaria, 117 anni dopo il suo predecessore Pio IX. Momento storico, non solo per la città, ma anche per la ferrovia, che però, dopo questo evento straordinario, riprende a svolgere la solita funzione di linea locale interessata da un buon flusso pendolare, ma che necessiterebbe di urgenti e grandi lavori di ammodernamento per adeguarla agli standard moderni. Lavori che, anche se a più riprese espressamente richiesti da cittadinanza e, soprattutto pendolari, molte volte promessi ed annunciati, mai verranno effettuati, portando la ferrovia ad un lento, ma inevitabile, invecchiamento e declino sia delle infrastrutture, che del parco rotabile.

Il 27 gennaio 1992, alla fermata di Casabianca, due treni provenienti dai capolinea opposti si scontrarono a causa di errore umano da parte del dirigente movimento di Ciampino.

Nel 2000, in occasione del Giubileo, venne attivata la fermata di San Gennaro e quelle di Pavona e Lanuvio vengono trasformate in stazioni, dotate di binario di raddoppio.

CaratteristicheModifica

La ferrovia ha beneficiato di alcuni interventi di potenziamento:[7]

  • nuovo sistema di gestione del traffico di Roma Termini (ACS, apparato centrale statico)
  • ulteriore creazione di due binari tronchi di attestamento a Termini (gli attuali binari 15 e 18)
  • realizzazione del blocco automatico a tre aspetti a correnti codificate ed a sezioni corte tra Casilina e Ciampino
  • realizzazione del sottopassaggio a Capannelle
  • istituzione del blocco conta assi e del Dirigente Centrale Operativo tra Ciampino e Velletri
  • sostituzione delle semibarriere ai passaggi a livello con barriere complete e nuovi sistemi di comando e controllo dei passaggi a livello
  • trasformazione delle fermate di Pavona e Lanuvio in stazioni con sottopassaggio
  • realizzazione della nuova fermata di San Gennaro
  • costruzione di opere per il sostegno e la protezione della sede ferroviaria tra Lanuvio e Velletri

Nonostante i ripetuti potenziamenti, questi non hanno mai risolto il punto dolente della ferrovia, ossia le infrastrutture inadeguate, che sono sempre le stesse da ormai quasi due secoli. Pertanto la ferrovia risulta inadeguata a soddisfare la sempre più crescente richiesta di trasporto dal bacino d'utenza.

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
 
0+000 Roma Termini 58 m s.l.m.
     
linee per Viterbo, Pisa, Fiumicino, Pescara, Napoli (AV), Firenze e Firenze (DD)
 
4+257 Roma Casilina
     
vecchio tracciato linea per Albano † 1939[8]
     
         
Linea per Napoli (via Formia)
     
variante † 1892
     
9+982 Capannelle * 1939[8] 72 m s.l.m.
     
Grande Raccordo AnulareStrada europea E80
     
13+921 / 13+xxx Ciampino 1892 / 1856
     
ricongiunzione fine tratto a doppio binario
     
Linea per Albano / Linea per Frascati / Linea per Napoli (via Cassino)
 
15+965 Casabianca
         
tranvie dei Castelli Romani
 
17+559 Santa Maria delle Mole * 1940[9]
 
23+379 Pavona
 
25+100 Cancelliera * 1983[10]
     
Linea per Albano
     
5+371 / 28+311 Cecchina-Genzano / Cecchina * 1888 † 1938 / * 1862
     
raccordo FSR-FS
         
Linea per Nettuno
 
32+501 Lanuvio
 
35+900 San Gennaro * 2000[11]
 
38+192 Sant'Eurosia * 1941[12]
 
41+007 Velletri
     
Linea per Terracina
 
Linea per Colleferro † 1966

L'intero tratto ferroviario è lungo 41 km, di cui gran parte a binario unico ed elettrificato. Solo i primi 14 km, corrispondenti al segmento compreso fra Roma Termini e Ciampino, presentano una circolazione a doppio binario.
Gli incroci sono possibili nelle stazioni di Pavona, Cecchina, Lanuvio e Velletri.

NoteModifica

  1. ^ a b Parte della linea Roma-Frascati.
  2. ^ Nel 1846 il cav. Angelo Galli, computista generale dello Stato Pontificio, scriveva: Ora tutto questo servizio potrebbe innestarsi alla linea tendente al confine napolitano. Perciò la strada ferrata, partendo dalla porta S. Sebastiano e passando sulla traccia dell'antica via Appia, adattatissima sotto tutti i rapporti, in linea retta giungerebbe alle Frattocchie, approssimandosi quanto sia possibile ad Albano e Castel Gandolfo, da cui poco distano Ariccia e Genzano. Dalle Frattocchie volterebbe dirigendosi per Marino, Grottaferrata, Frascati, in vicinanza di Monte Porzio, Monte Compatri e Rocca di Papa, da dove si dirigerebbe alla Colonna, Zagarolo e sotto Palestrina giungerebbe a Valmontone. Posta così la strada ferrata sulla via di Frosinone, proseguirebbe nel mezzo della provincia di Campagna per Anagni, Ferentino, Frosinone, Poli ed a Ceprano toccarebbe il confine di Napoli
  3. ^ Alessandro Tuzza, Treni di carta
  4. ^ di Angelo Galli-1846 (Testo su Wikisource).
  5. ^ Paolo Blasimme, La ferrovia Velletri-Segni, i Treni 157
  6. ^ Vittorio Formigari, Piero Muscolino, La metropolitana a Roma, Cortona, Calosci, 1983, p. 262.
  7. ^ Analisi della situazione attuale (PDF), su lucafranceschini.it.
  8. ^ a b Ordine di Servizio n. 151 del 1939
  9. ^ Ordine di Servizio n. 40 del 1940
  10. ^ Notizie flash, in "I Treni Oggi" n. 30 (maggio 1983), p. 6
  11. ^ Impianti FS, in "I Treni" n. 215 (maggio 2000), p. 8
  12. ^ Ordine di Servizio n. 107 del 1941

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