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Ferrovia Suzzara-Ferrara

Linea ferroviaria di proprietà regionale
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Suzzara-Ferrara
Ferrovia Suzzara Ferrara railroad map 2006.gif
InizioFerrara
FineSuzzara
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza82 km
Apertura1888
GestoreFER
Precedenti gestoriFSF (1888-2002)
Scartamento1 435 mm
Elettrificazione3 000 V CC[1]
Ferrovie

La ferrovia Suzzara-Ferrara è una linea ferroviaria in concessione, ora di proprietà regionale, che collega la cittadina di Suzzara con la città emiliana di Ferrara.

La gestione dell'infrastruttura è di compentenza della Ferrovie Emilia Romagna srl, mentre il servizio ferroviario è espletato da Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (TPER).

Indice

StoriaModifica

Tratta Inaugurazione
Sermide-Ferrara 1º luglio 1888
Suzzara-Sermide 22 dicembre 1888

La ferrovia fu costruita grazie ad un accordo fra le Province di Mantova e di Ferrara. Lo scopo della linea era quello di unire la città estense, posta lungo la ferrovia Padova-Bologna, a Suzzara, situata sulla Mantova-Modena, passando per Poggio Rusco, che a quel tempo era solo una stazione in progetto della costruenda linea Verona-Bologna[2].

I finanziamenti furono ottenuti grazie alla legge 29 luglio 1879, n. 5002, e alla legge 5 giugno 1881[3][4]. La concessione di costruzione ed esercizio della ferrovia fu affidata alla Provincia di Mantova con regio decreto 17 maggio 1883, n. 1433[5]. L'ente locale subconcesse la prima all'impresa di Pietro Valentini di Mantova e Antonio Mazzorin di Milano, in seguito concessionaria delle tranvie Mantova-Asola e Mantova-Viadana, mentre la seconda fu subconcessa alla Società Anonima Ferrovia Suzzara-Ferrara (FSF)[2], di cui per decenni fino a metà degli anni venti del secolo XX, furono importanti azionisti la casa bancaria Zaccaria Pisa, di Milano, e gli stessi Valentini[6].

L'apertura della ferrovia avvenne in due momenti: il tronco da Suzzara a Sermide fu inaugurato il 1º luglio 1888, mentre il Sermide-Ferrara fu avviato all'esercizio il 22 dicembre dello stesso anno. Il collaudo definitivo si svolse il 30 marzo 1889, mentre l'approvazione ministeriale fu pubblicata il 29 aprile 1895[7].

La linea era armata con rotaie Vignoles da 27 kg/m. Il progetto fu redatto dall'ing. Alessandro Perego, mentre la direzione dei lavori e le modifiche in corso d'opera spettarono all'ing. Giosuè Pensa[2]. Le uniche differenze sostanziali del progetto di massima rispetto a quello effettivamente realizzato si trovano nei passaggi di San Benedetto Po e di Poggio Rusco. Nel primo caso si spostò la ferrovia per consentire la costruzione di una stazione che servisse meglio il centro abitato[2]. Il tronco Schivenoglia – Poggio Rusco – Magnacavallo, invece, fu riformulato nella prospettiva che la cittadina mantovana sarebbe divenuta stazione della Verona – Bologna[7].

Le prime dieci locomotive a vapore furono ordinate dalla Valentini-Mazzolin alla Maffei di Monaco di Baviera; furono suddivise in due gruppi, il primo fu denominato con nomi di città (Belfiore, Ferrara, Mantova, Sermide e Villafranca), mentre quelle del secondo erano indicate con nomi di fiumi (Mincio, Panaro, Po, Reno e Secchia). Svolsero il servizio assieme a 38 carrozze a terrazzini a due assi realizzate dalla Schweizerische Gesellschaft-Industrie (SIG) e decine di carri merci chiusi e aperti[8].

Dal 1902 il tratto da Ferrara a Porotto fu utilizzato dalla Ferrara – Modena della Società Veneta. In quell'anno la stazione della società veneta divenne anche fermata della linea ferroviaria FSF; una situazione che durerà fino alla dismissione della strada ferrata per Modena[5]. Nel 1956, la stazione dismessa fu sostituita dal casello ferroviario ubicato nei pressi. L'edificio funse da fermata per la località fino alla sua definitiva soppressione, avvenuta nel 1976[9].

Agli inizi del XX secolo, la FSF procedette al rinnovo del parco rotabile acquistando dalla Maffei quattro nuove locomotive battezzandole con nomi di poeti (Ariosto, Dante, Petrarca, Virgilio). Nel 1920, le necessità di trasporto di derrate agricole, spinsero la FSF ad aprire la stazione di San Rocco Mantovano[10]. Nel 1925 fu acquisita l'ultima locomotiva-tender della FSF: la Piave.

Durante il decennio degli anni trenta si aprì l'epoca delle automotrici. Tra il 1933 e il 1934 la FSF fu in trattative con la Ganz di Budapest per l'acquisto di automotrici a carrelli, ma poi la società ferroviaria - per motivi politici, ma anche per l'effettiva evoluzione dell'industria italiana - optò per una soluzione nazionale. Dopo aver valutato il funzionamento di un'automotrice a benzina sulla ferrovia Biella - Santhià, la dirigenza ordinò alla FIAT quattro automotrici a ciclo Diesel, le ALn 72, le prime due delle quali entrarono in funzione il 1º settembre 1936[11]. In poco tempo, le automotrici diesel sostituirono le locomotive a vapore nelle relazioni passeggeri, per cui alcune di esse furono vendute (Piave e Ariosto), mentre altre furono impiegate nel trasporto di merci fino agli anni sessanta, quando furono sostituite progressivamente con locomotori diesel[12]. L'utilizzo della automotrici permise la nascita di una relazione diretta fra Mantova e Ferrara, gestita dalla FSF passando lungo la Mantova-Suzzara[13].

Negli anni trenta si aprirono le fermate di Ospitale di Bondeno e di Vallazza-Carbonara Po[5].

La sua importanza strategica fu rilevante durante la seconda guerra mondiale e subì diversi danni a causa degli scontri bellici con la distruzione di infrastrutture e rotabili. Probabilmente anche per la sua rilevanza, la sua ricostruzione fu rapida, consentendo un ripristino immediato dei servizi passeggeri. La FSF effettuò nuovi investimenti acquistando dalle Ferrovie dello Stato automotrici ALn 56[14].

Tra il dicembre 1957 e il febbraio 1958, le Commissioni parlamentari delle Finanze e del Tesoro e quella dei Trasporti approvarono una modifica alla Legge 2 agosto 1952, n. 1221, aumentando la sovvenzione chilometrica della linea. Le FSF poterono procedere all'ammodernamento della ferrovia saldando le rotaie da 27 kg/m e aumentando le traversine per sezione da 11 a 12. Furono inoltre acquistate dalla FIAT-OM cinque automotrici ALn 668 e quattro rimorchi Ln 664, dotate della caratteristica livrea giallo coloniale e verde lichene. I primi esemplari entrarono in funzione nel marzo 1959[15].

La società ferroviaria capì come la linea potesse rappresentare un'ottima direttrice di collegamento fra la pianura padana e la costa adriatica. Per questo motivo, dalla fine degli anni cinquanta, la utilizzò per i treni del mare: un servizio ferroviario diretto che, prima da Mantova, poi progressivamente da Cremona, Brescia/Verona e - dal 1970 - da Bergamo arrivava a Pesaro, passando per le località della riviera romagnola e marchigiana[16].

Poiché le nuove automotrici furono impiegate prevalentemente per i treni del mare e per le relazioni lunghe della FSF, negli anni settanta si procedette all'acquisto di ALn 556 da usare lungo la linea, in sostituzione delle ALn 72 e ALn 56[17].

Nel 1971 si ruppero alcune rotaie e l'Ispettorato compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione di Bologna dispose la sospensione dell'esercizio ferroviario sulla Ferrara-Suzzara e la sua sostituzione con autocorse. Come conseguenza del movimento dell'opinione pubblica che si rivelò contraria all'iniziativa, temendo la soppressione sulla falsariga della Ferrara-Modena, si optò per effettuare i lavori di sostituzione senza dover sospendere i servizi di trasporto. Tra il 1973 e il 1975 si procedette a sostituire le rotaie da 27 kg/m con rotaie UNI 36 poggianti su traversine in legno, per il tronco Suzzara-Poggio Rusco, e UNI 50 su traversine in cemento per il Poggio Rusco-Ferrara[18].

Nel 1985, la concessione della linea fu rilevata dal Ministero dei Trasporti con decreto interministeriale del 9 dicembre e la società entrò in Gestione commissariale governativa[2]. La nuova amministrazione proseguì nel rinnovamento del materiale rotabile e migliorò l'infrastruttura, rettificando il tracciato in certi punti, per renderlo più adatto alle moderne esigenze di traffico, ed elettrificando il tronco Poggio Rusco-Ferrara. Ora la velocità massima ammessa nella linea è di 120 km/h.

Nel 2002, la regione Emilia-Romagna decise di fondere la società di gestione FSF con le altre tre società che gestivano le linee in concessione della regione. L'esercizio della linea fu quindi stato affidato alla società nata alla conclusione di questo processo, la FER. A partire dal febbraio 2012, i servizi passeggeri sulla linea sono svolti da TPER, mentre FER mantiene la gestione dell'infrastruttura.

Nell'ambito del progetto di potenziamento del nodo ferroviario di Ferrara, è in costruzione un raccordo fra la linea Suzzara - Ferrara e le linee per Ravenna e Rimini e Codigoro, che permetterà ai treni merci in transito di evitare l'inversione di marcia nella stazione di Ferrara[19]. Tuttavia, nel febbraio 2013 tali lavori risultano parzialmente sospesi in attesa che siano autorizzate le varianti adeguanti le opere di interramento alle norme antisismiche e di sicurezza delle gallerie ferroviarie che sono state emanate in seguito al terremoto dell'Emilia del 2012[20].

PercorsoModifica

Stazioni e fermate
 
Linea FER per Parma
     
Linea RFI per Modena
 
0 Suzzara (RFI)
     
Linea RFI per Verona
 
5 Suzzara Vie Nuove * 1955
 
9 Pegognaga
 
16 San Benedetto Po
 
Fiume Secchia
 
23 Quistello
 
26 San Rocco Mantovano * 1920
 
30 Schivenoglia
     
Linea RFI per Verona
 
35 Poggio Rusco (RFI)
     
Linea RFI per Bologna
 
41 Magnacavallo
 
45 Vallazza-Carbonara di Po *1930
     
variante
     
raccordo portuale
     
49 Sermide (nuova staz. / vecchia staz. ora deposito)
     
     
 
54 Felonica Po
 
confine Lombardia-Emilia-Romagna
 
58 Zerbinate
 
60 Stellata-Ficarolo
 
65 Bondeno * 1999
     
variante 1999
     
Bondeno (vecchia, dal 1999 deposito)
     
     
fiume Panaro
     
Ospitale di Bondeno † 1999
     
     
Cavo Napoleonico
     
Canale di Burana
     
 
73 Vigarano Pieve
     
Linea SV per Modena † 1956
 
Porotto (SV) * 1902 † 1956
 
77 Porotto * 1956 † 1976
     
Linea RFI per Bologna / Linea RFI per Ravenna / Linea FER per Codigoro
 
Po di Volano
 
82 Ferrara (RFI)
     
Linea RFI per Rovigo e Venezia
 
Linea SV per Copparo † 1956

TrafficoModifica

Al 2013, il servizio passeggeri è svolto da TPER, lungo le seguenti relazioni interne[21]:

Nei giorni festivi, il servizio ferroviario è sostituito da sei coppie di autocorse[21].

Il Freccia Orobica è svolto da TPER nel periodo estivo ed impiega il tratto Poggio Rusco-Ferrara[21].

La linea Suzzara-Ferrara è a scartamento ordinario, a binario unico ed elettrificata a 3000 V cc. La tratta è gestita dalla Regione Emilia Romagna tramite FER (Ferrovie Emilia Romagna)[22]. La trazione è diesel nel tratto Suzzara-Poggio Rusco, ed elettrica nel rimanente tratto Poggio Rusco-Ferrara[23].

SicurezzaModifica

Entro il primo semestre del 2019, è prevista l'installazione del sistema di sicurezza SCMT nella linea Ferrara-Suzzara, mentre per la fine del 2018 è in programma il completamento nella Ferrovia Reggio Emilia-Ciano d'Enza e nella Reggio Emilia-Sassuolo[24].

NoteModifica

  1. ^ Attivata tra Poggio Rusco e Ferrara a giugno 2009.
  2. ^ a b c d e Muratori, p. 5
  3. ^ Muratori, p. 4
  4. ^ Legge 29 luglio 1879, n. 5002 (Serie 2^), per la costruzione di nuove linee di completamento della rete ferroviaria del Regno. Testo su wikisource
  5. ^ a b c Muratori, p. 98
  6. ^ Società Italiane per Azioni - Notizie Statistiche Credito Italiano, 1914, p.140
  7. ^ a b Muratori, p. 6
  8. ^ Muratori, pp. 7-9
  9. ^ Muratori, p. 57
  10. ^ Muratori, p. 15
  11. ^ Muratori, pp. 18-19
  12. ^ Muratori, pp. 16-17
  13. ^ Muratori, p. 19
  14. ^ Muratori, p. 28
  15. ^ Muratori, p. 38
  16. ^ Muratori, pp. 38-53
  17. ^ Muratori, pp. 32-36
  18. ^ Muratori, p. 57
  19. ^ Comune di Ferrara - Progetto 14 - Monitoraggio 31 dicembre 2007, su ferrara.comune.fe.it. URL consultato il 27 maggio 2008.
  20. ^ Nota FER febbraio 2013 - CronacaComune (DOC), www.cronacacomune.it, febbraio 2013. URL consultato il 22 aprile 2013.
  21. ^ a b c TPER, Linea Suzzara-Ferrara - Orario valido dal 9 giugno al 14 dicembre 2013 (PDF), su tper.it. URL consultato l'8 agosto 2013.
  22. ^ Linee Ferroviarie in Esercizio in Emilia Romagna, su treniebinari.it. URL consultato il 31 Ottobre 2018 (archiviato il 2 Novembre 2018).
  23. ^ Linea Suzzara-Ferrara, su fer.it. URL consultato il 2 Novembre 2018 (archiviato il 26 Agosto 2016).
  24. ^ Ferrovie Emilia Romagna (FER), lavori "in progress" per la sicurezza, su teleborsa.it, 17 Agosto 2018. URL consultato il 31 ottobre 2018 (archiviato il 17 Agosto 2018).

BibliografiaModifica

  • Alessandro Muratori, Un ramo verde: Ferrovia Suzzara–Ferrara, in "I Treni Oggi" n. 8 (aprile 1981).
  • Alessandro Muratori, Ferrovia Suzzara-Ferrara: passato presente futuro in cento anni di esercizio, Rivoltella, Editoriale del Garda, 1988, ISBN 88-85105-00-9.
  • Nico Molino, Littorina/Numero speciale Mondo Ferroviario, Rivoltella, Editoriale del Garda, 1991, ISSN 0394-8854.
  • Nico Molino, Seiseiotto/Numero speciale Mondo Ferroviario, Rivoltella, Editoriale del Garda, 1994, ISSN 0394-8854.
  • Marco Cacozza, Le ferrovie private in Italia dalle origini agli ultimi anni 70-Tema n.4 tuttoTreno, Albignasego, Duegi Editrice, 1993.

Voci correlateModifica

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