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Ferrovia Torino-Ceres

linea ferroviaria italiana
Torino–Ceres
Cirié–Lanzo
Torino SFM Linea A.png
InizioTorino Dora
FineCeres
Stati attraversatiItalia Italia
Lunghezza42,880 km
Aperturadal 1868 al 1916
GestoreGTT
Precedenti gestoriFTN (1933-1967)
FTC (1967-1981)
SATTI (1981-2003)
Scartamento1435 mm
Elettrificazione3 kV in CC (dal 1920 al 1990 4000 V)
Ferrovie

La ferrovia Torino-Ceres è una linea ferroviaria regionale della città metropolitana di Torino che collega il capoluogo piemontese a Ceres passando per l'Aeroporto di Caselle, la Reggia di Venaria e le Valli di Lanzo; fu aperta per tratti successivi dal 1868 al 1916. Dal 2003 è gestita dal Gruppo Torinese Trasporti, mentre in passato fu gestita dalla Società Anonima Canavese per la Ferrovia Torino-Ciriè (SACFTC), dalla Ferrovia Torino-Ciriè-Valli di Lanzo (FTCL), dalle Ferrovie Torino Nord (FTN), dalla Gestione Commissariale Governativa della Ferrovia Torino-Ceres (FTC) e dalla Società per Azioni Torinese Trasporti Intercomunali (SATTI)[1].

Indice

StoriaModifica

Tratta Inaugurazione
Torino Porta Milano-Venaria Reale 18 aprile 1868
Venaria Reale-Caselle Torinese 30 novembre 1868
Caselle Torinese-San Maurizio Canavese 14 gennaio 1869
San Maurizio Canavese-Cirié 3 febbraio 1869
Cirié-Lanzo 20 luglio 1876
Lanzo-Ceres 17 giugno 1916

La linea viene costruita poco per volta: partendo dal capoluogo, il 18 aprile 1868 viene inaugurato il primo tratto di ferrovia tra la Stazione di Torino Ponte Mosca e Venaria Reale mentre il 1º dicembre 1868 si arriva fino a Caselle e il 28 febbraio 1869 si raggiunge Cirié, per un totale di circa 21 km e comprendente: Stazione di Madonna di Campagna, Stazione di Venaria, Stazione di Caselle, Stazione di San Maurizio e Stazione di Cirié; la stazione di Borgaro sarà costruita solo nel 1870 in quanto il comune di Borgaro Torinese non aveva inizialmente pagato i contributi di costruzione della linea, mentre la Stazione di Torino Dora era solo una fermata.

Nel 6 agosto 1876 la linea viene portata fino a Lanzo Torinese alla presenza del presidente del Consiglio dei ministri Depretis e di Don Bosco, nel cui collegio salesiano ha luogo il rinfresco per le autorità.

Nel 1913 l'ing. Alberto Scotti mette a punto il progetto della ferrovia fino a Ceres: grazie anche allo sfruttamento della manodopera dei prigionieri di guerra austriaci, nel giugno 1915 la ferrovia arriva a Germagnano ed il 17 giugno 1916 viene completata l'intera linea montana con tratti in pendenza massima al 35‰, curve di 200 m di raggio e lunghezza complessiva di circa 44 km.

Negli stessi anni prende forma il progetto di elettrificazione della linea per diminuire i costi di esercizio gravati dall'aumento del costo del carbone; all'inizio del 1918 il Tecnomasio Italiano-Brown-Boveri viene incaricato dell'esecuzione dei lavori che portano, il 6 ottobre 1920, all'inaugurazione del nuovo sistema di trazione e In seguito a ciò la Torino-Ceres diviene la prima ferrovia al mondo ad aver adottato la corrente continua ad alta tensione (4000 V). Per l'esercizio vengono fornite 5 locomotive elettriche di rodiggio Bo'Bo', coadiuvate successivamente da 2 automotrici elettriche di rodiggio (1A)(A1)[2] realizzate dalle Officine Moncenisio, che già avevano fornito parte del materiale rimorchiato.

Una particolare caratteristica della linea ferroviaria è che tutte le stazioni della tratta montana, da quella di Lanzo a quella di Ceres, sono state costruite tra il 1913 ed il 1916 in tipico stile svizzero (infatti prese spunto, per la loro progettazione, da stazioni della Toggenburgbahn) con pianta rettangolare, sale d'attesa di prima e seconda classe, alloggio per il custode al primo e secondo piano e tetto a quattro spioventi[3].

Quattro stazioni sono più grandi (Lanzo, Germagnano, Pessinetto e Ceres) mentre le altre 4 (Funghera, Traves, Losa e Mezzenile) hanno dimensioni minori, pur mantenendo le stesse caratteristiche per quanto riguarda la forma (senza la doppia sala d'attesa), facciata e tetti.

Un'altra peculiarità della linea è il viadotto con un'unica luce di 50 m in cemento armato sulla Stura di Valgrande a Ceres, lungo 190 metri.

Fino al 1988 la linea partiva dalla stazione di Torino Porta Milano all'inizio corso Giulio Cesare in Borgo Dora, e lungo il suo tragitto si dipartivano svariati raccordi ferroviari per le aziende: quello per l'Arsenale in Piazza Borgo Dora, quello per le Officine del Gas (in seguito Italgas) in Corso Regina Margherita 52 (stabilimento raggiunto con un ponte sulla Dora Riparia), assieme a quelli delle Officine Moncenisio e dell'ATM di Corso Tortona, per l'azienda NAFTA e per l'azienda Gilardini): questo raccordo verrà dismesso il 5 febbraio 1968. Altri raccordi lungo la linea sono quelli per Officine Savigliano di corso Mortarae per le Ferriere FIAT (presso la stazione di Madonna di Campagna)[4], per la Snia Viscosa e le Manifatture Martiny di Venaria Reale, per la Manifattura San Maurizio a San Maurizio Canavese, per la cartiera Bosso di Mathi, per l'Amiantifera di Balangero, per la cartiera di Germagnano e quello, sopra Pessinetto, per la miniera di talco del Fragnè[4]. Nel 1967 venne inoltre costruito un raccordo che, poco a monte dalla stazione di Madonna di Campagna conduceva al Mattatoio Comunale di via Traves. Il trasporto merci cessa definitivamente verso la metà degli anni ottanta e quindi, da quella data, la linea è percorsa unicamente da convogli passeggeri.

Nel 1967 con Decreto Ministeriale la linea venne assunta direttamente in Gestione commissariale governativa e nel 1981 passa in gestione alla SATTI. Nel 1984 viene sospeso temporaneamente l'esercizio a trazione elettrica a causa delle condizioni della linea aerea di contatto che necessita di essere rifatta tra Torino e Borgaro e, di conseguenza, la trazione dei treni di materiale ordinario viene affidata alle Locomotiva FS D.341 Diesel noleggiate dalle FS[5]. Nella stessa occasione vengono messe fuori servizio le ultime otto carrozze con cassa di legno[5].

Alla fine degli anni 1980 la linea è stata ampiamente rimodernata ed interrata nel capoluogo sabaudo; in concomitanza dei lavori è stata dismessa la stazione di Torino Porta Milano ed il capolinea è stato arretrato alla Stazione di Torino Dora (GTT) con una nuova all'incrocio con corso Mortara, costruita per l'occasione così come quella di Stazione di Rigola-Stadio e stazione di Madonna di Campagna che hasostituito quella vecchia in superficie.

A partire dal 22 settembre 1993 e fino al 2008 la ferrovia è stata interrotta e percorribile dai treni unicamente fino Stazione di Germagnano in seguito all'alluvione che aveva colpito le Valli di Lanzo abbattendo il ponte del Cornalè di Pessinetto e danneggiando gravemente quelli di Sabbione a Mezzenile e quello in prossimità del cimitero di Pessinetto. In seguito ai lavori dell'interramento linea TO-MI il raccordo alla stazione di Torino Dora non esiste più ed oggi non viene collegata alla rete torinese. In attesa di costruire una nuova interconnessione in galleria sotto corso Grosseto; la gestione della gara d'appalto per l'interconnessione tra la Torino-Ceres e il passante ferroviario è stata affidata dalla Regione Piemonte il 26 luglio 2012 a Scr (Società di Committenza Regione Piemonte SpA).

La linea ferroviaria raggiungerà il luogo della vecchia stazione di Torino Dora innestandosi nella stazione di Torino Rebaudengo Fossata anziché il tracciato parallelo a via Stradella. I convogli devieranno poco prima della stazione di Madonna di Campagna, per poi correre in un galleria in realizzazione sotto corso Grosseto, la quale verrebbe pertanto chiusa dopo appena un ventennio dalla sua costruzione assieme alla Stazione di Torino Dora. Detta linea è parte integrante del servizio ferroviario metropolitano di Torino con linea SFM A.

CaratteristicheModifica

Stazioni e fermate
         
0+000 Torino Porta Milano († 1988) 226 m s.l.m.
         
fiume Dora Riparia (60 m)
         
Scalo Vercelli
         
Stazione di Torino Dora linea Torino-Milano(† 2012) 236 m s.l.m.
         
raccordo smantellato per Porta Susa
         
Fermata e Scalo Dora
         
1+380 Torino Dora GTT 229 m s.l.m.
         
         
         
3+230 Madonna di Campagna (sotterranea) 239 m s.l.m.
         
Madonna di Campagna (in superificie † 1991)
         
per mattatoio di via Traves († 1980)
         
 
5+100 Rigola-Stadio (* 1991) 255 m s.l.m.
 
tangenziale Nord di Torino
         
Tranvia Torino-Venaria Reale (* 1888 † 1951)
     
7+150 Venaria 252 m s.l.m.
 
torrente Ceronda (100 m)
 
fiume Stura di Lanzo (124 m)
 
ponte Sturetta fiume Stura di Lanzo (38 m)
 
10+230 Borgaro 260 m s.l.m.
     
inizio tracciato sotterraneo (* 2001)
     
Caselle (sotterranea)
     
12+930 Caselle (stazione in superficie † 2001) 277 m s.l.m.
     
fine tracciato sotterraneo (* 2001)
 
14+500 Caselle Aeroporto (* 2002) 295 m s.l.m.
 
17+580 San Maurizio 315 m s.l.m.
 
20+250 Cirié Fine doppio binario 342 m s.l.m.
 
22+980 Nole 371 m s.l.m.
 
24+400 Villanova-Grosso 387 m s.l.m.
 
25+860 Mathi 406 m s.l.m.
 
27+880 Balangero 431 m s.l.m.
     
     
Lanzo (vecchia stazione † 1916) 479 m s.l.m.
 
torrente Tesso (45 m)
 
31+130 Lanzo 468 m s.l.m.
 
Monte Buriasco (290 m)
 
32+900 Germagnano 481 m s.l.m.
 
galleria del Castello (134 m)
 
galleria Prait (74 m)
 
35+090 Funghera 507 m s.l.m.
 
galleria Roc Berton (112 m)
 
galleria Rosello (243 m)
 
36+380 Traves 515 m s.l.m.
 
38+430 Losa 549 m s.l.m.
 
ponte Cimitero fiume Stura di Lanzo (90 m)
 
ponte Cotonificio o del Cornalè fiume Stura di Lanzo (40 m)
 
39+940 Pessinetto 580 m s.l.m.
 
ponte dei Sabbioni fiume Stura di Lanzo(115 m)
 
40+850 Mezzenile 605 m s.l.m.
 
ponte Gran Prà fiume Stura di Lanzo (182 m)
 
Stura di Val Grande (190 m)
 
42+880 Ceres 663 m s.l.m.

PercorsoModifica

 
La stazione finale della linea ferroviaria a Ceres
 
La stazione finale della linea ferroviaria a Ceres il 14/11/2008, giorno della riapertura della linea
 
Termine della ferrovia presso la stazione di Ceres

Il percorso si estende su un territorio pianeggiante e nella gran parte rettilineo per la maggior parte del tragitto, Dal km 32, alla base della valle a Germagnano, il percorso cambia notevolmente assumendo tutte le caratteristiche di una linea di montagna, quali il tracciato tortuoso e ricco di curve strette (che rende le agili ALn668 le più adatte a questo tipo di tracciato) e il raggiungimento di elevate pendenze, che nel tratto finale tra Pessinetto e Ceres supera il 28‰.

Dal 9 dicembre 2012, la linea è servita dalla linea A del servizio ferroviario metropolitano di Torino il cui esercizio è affidato al GTT[6]. I treni vengono distanziati col blocco automatico da Torino Dora a Germagnano. Mentre viene utilizzato il distanziamento a spola tra Germagnano e Ceres.

TrafficoModifica

 
La ALn 668 coi colori livrea originari della linea FTC
 
La ALn 668 in nuova livrea avorio-blu

Il servizio parte dalla stazione di Torino Dora (GTT) la quale è collocata nei pressi della storica stazione di Torino Dora per fare capolinea alla stazione di Ceres. Tale percorso, lungo 42,880 km, è interamente percorribile dai convogli dal 14 novembre 2008, in seguito al completo rifacimento della linea ferroviaria negli ultimi 10 km, da Germagnano a Ceres. Tale rinnovamento, iniziato col rifacimento dei 3 ponti sulla Stura di Lanzo danneggiati dalle alluvioni degli anni 1990 e con l'abbassamento e l'adeguamento delle gallerie presenti in quel tratto e costato complessivamente circa 28 milioni di euro, ha permesso di portare la ferrovia a livelli di tecnologia e sicurezza molto elevati (tutti i passaggi a livello sono automatizzati e sono stati eliminati quasi tutti quelli incustoditi) e consente il transito anche dei moderni convogli TTR fino a Ceres. Permane l'isolamento della linea da qualsiasi altra linea ferroviaria italiana a causa dei lavori di interramento ferroviario sotto il capoluogo. La linea è a doppio binario da Torino Dora fino a Ciriè. Il tratto da Germagnano a Ceres viene effettuato col sistema dell'esercizio ferroviario a spola. Sulla linea sono impiegati TTR, elettromotrici ALe56 "ex-Belghe" e automotrici Diesel Automotrice FS ALn 668

NoteModifica

  1. ^ Condolo, Torino-Ceres, 140 anni di storia dalla "Ciriè-Lanzo" alla metropolitana regionale, p. 25.
  2. ^ Garzaro, La trazione elettrica sulla ferrovia Torino-Ceres, pp. 426-434.
  3. ^ Condolo, Torino-Ceres, 140 anni di storia dalla "Ciriè-Lanzo" alla metropolitana regionale, pp. 37-38.
  4. ^ a b Condolo, Torino-Ceres, 140 anni di storia dalla "Ciriè-Lanzo" alla metropolitana regionale, p. 45.
  5. ^ a b Redazione, Notizie flash, in I Treni Oggi, anno 5º, n. 41, luglio-agosto 1984, p.  7, ISSN 0392-4602 (WC · ACNP)..
  6. ^ Redazione GTT, Il nuovo Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM), su comune.torino.it. URL consultato l'8 dicembre 2012 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2012).

BibliografiaModifica

  • Stefano Garzaro, La trazione elettrica sulla ferrovia Torino-Ceres, in Italmodel Ferrovie, anno 30º (1978), n. 216
  • Massimo Condolo, Torino-Ceres, 140 anni di storia dalla "Ciriè-Lanzo" alla metropolitana regionale, Brescia, Fondazione Negri, 2008
  • B.Guglielmotto-Ravet, V.Lisini, "La valle veloce", Società Storica delle Valli di Lanzo, Lanzo Torinese, 2019

Voci correlateModifica

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