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Ferrovie Elettriche Biellesi
StatoItalia Italia
Fondazione31 dicembre 1891 a Biella
Chiusura17 febbraio 1955
SettoreTrasporto

La Ferrovie Elettriche Biellesi (acronimo FEB), conosciuta anche come "Ferrovie Economiche Biellesi", era una società di trasporto locale nata alla fine del XIX secolo a servizio dell'area biellese, in Piemonte.

Indice

StoriaModifica

L'impulso per la costruzione di una rete di ferrovie a scartamento ridotto nella zona di Biella risale al 1879, quando il cotonificio Fratelli Poma fu Pietro, insieme alla società belga Société Générale des Chemins de Fer Economiques, progettò due linee tranviarie a vapore per collegare Biella con i propri stabilimenti di Miagliano e Occhieppo Inferiore: la Biella-Sagliano Micca e la Cossato-Strona, concesse alla società belga con regio decreto n° 929 del 18 luglio 1882[1].

Con regio decreto n° 6597 dell'8 novembre 1889 la concessione delle due tranvie fu rescissa e furono contestualmente concesse le ferrovie a scartamento ridotto Biella-Sagliano-Balma, Biella-Cossato-Vallemosso e Biella-Occhieppo-Mongrando[2].

La Societé Générale des Chemins de Fer Économiques costruì e gestì le tre ferrovie (inaugurate il 31 dicembre 1891) a scartamento ridotto 950 mm e trazione a vapore fino al 1923[3], quando la rete fu ceduta alla Società Anonima Ferrovie Elettriche Biellesi, costituitasi con lo scopo di elettrificare le ferrovie Biella-Balma e Biella-Vallemosso[4]. L'elettrificazione delle linee, a corrente continua a 2.400 Volt [5], avvenne nell'ottobre 1924 con ottimi risultati dal punto di vista dei passeggeri trasportati, raddoppiati tra il 1924 e il 1925. Nel 1928 alla FEB fu concessa la ferrovia elettrica Cossato-Masserano[6], aperta all'esercizio il 15 marzo 1930.

La Società nel 1943 assorbì la Società Anonima Tramvie Vercellesi (SATV), concessionaria della tranvia Vercelli-Trino[7], della quale la FEB aveva sin dal 1926 acquisito il pacchetto azionario[8]. Con atto del 10 novembre 1954 (avente effetti dal 15 gennaio 1955) la FEB incorporò la SABOTE, concessionaria della tranvia Biella-Oropa, e altre società di trasporti pubblici del biellese e del vercellese cambiando pochi mesi dopo (17 febbraio 1955) denominazione in Azienda Trasporti Autoferrotranviari (ATA): la nuova società nel 1958 scelse di dismettere le sue linee ferrotramviarie preferendo istituire autoservizi su strada sugli stessi percorsi.

Linee eserciteModifica

Materiale rotabileModifica

Il parco rotabili FEB risultava composto nel 1936 da:

  • nove elettromotrici;
  • due locomotori ad accumulatori;
  • quattordici rimorchiate a due assi;
  • quattro rimorchiate a carrelli;
  • 107 carri merce.

NoteModifica

  1. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 184 del 19 agosto 1882
  2. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 302 del 21 dicembre 1889
  3. ^ Nel 1920 la linea Biella-Mongrando era stata ceduta alla Società Anonima Biella-Oropa per la Trazione Elettrica (SABOTE): tale cessione fu riconosciuta con regio decreto n° 635 del 25 aprile 1922, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 121 del 23 maggio 1922.
  4. ^ Regio decreto n° 310 del 3 febbraio 1924, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 66 del 18 marzo 1924
  5. ^ Il treno della Balma, su sassaia.it. URL consultato il 25-12-2009 (archiviato dall'url originale il 10 giugno 2008).
  6. ^ Regio decreto n° 2672 dell'8 novembre 1928, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 292 del 17 dicembre 1928
  7. ^ La fusione fu riconosciuta con decreto interministeriale n° 506 del 6 maggio 1944, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale d'Italia n° 202 del 30 agosto 1944
  8. ^ Aldo Riccardi, Fantasmi DOC - Il tram a vapore Vercelli-Trino, Tutto Treno 4/1988, Duegi Editrice, Ponte San Nicolo (PD), pag. 46.

BibliografiaModifica

  • Francesco Ogliari, Franco Sapi, Scintille fra i monti. Storia dei trasporti italiani volumi 8° e 9°. Piemonte-Valle d'Aosta, a cura degli autori, Milano, 1968.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica