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Ferrovie dello Stato Italiane

Società italiana di trasporto ferroviario e stradale
(Reindirizzamento da Ferrovie dello Stato)
Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.
Logo
Sede Centrale FS.jpg
Sede centrale delle Ferrovie dello Stato Italiane a Roma
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1º luglio 1905 a Roma
Fondata daGoverno Fortis I
Sede principaleRoma
GruppoMinistero dell'economia e delle finanze
Filiali
Persone chiave
SettoreTrasporto
ProdottiTrasporto ferroviario
Fatturato5 98 miliardi di [3] (2019)
Utile netto362 milioni €[3] (2019)
Dipendenti83,167[3] (2019)
Slogan«Insieme muoviamo il Paese[4]»
Note[3]
Sito web

Ferrovie dello Stato Italiane (abbr. FS; fino al 21 giugno 2011 Ferrovie dello Stato)[5] è una società italiana che opera sia nel settore del trasporto ferroviario, sia in quello del trasporto pubblico locale e privato su strada. La società è un'impresa pubblica[6] in forma di S.p.A., qualificabile quale organismo di diritto pubblico[7][8].

Il gruppo nacque nel 1905[9] in seguito alla statalizzazione di numerose linee ferroviarie italiane inglobate nell'Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato e poste sotto la direzione del ministero dei lavori pubblici, anche se nel 1945 l'azienda passò sotto il controllo del ministero dei trasporti. Il 1º gennaio 1986 l'azienda fu trasformata in ente pubblico economico[10], e poi nel 1992 in società per azioni, con unico azionista il ministero dell'economia e delle finanze (MEF), assumendo la qualificazione giuridica di organismo di diritto pubblico.

Tuttora l'azienda, capogruppo delle "società operative" del Gruppo FS, è direttamente controllata dal MEF. Ai sensi dell’art. 2, lett b) del d.lgs. 158/1995 e così come novellato dal d.lgs. 50/2016[11], nonché come confermato dalla sentenza 5007 del 24 settembre 2001 della sezione VI del Consiglio di Stato[12], la S.p.A. "Ferrovie dello Stato Italiane", è qualificabile come impresa pubblica. Tale qualifica si estende alle società operative della holding, definibili, sempre secondo la sentenza in esame, quali “promanazione organizzativa infragruppo”.

Nel rapporto fra la holding e le "società operative" da essa controllate e, in particolar modo, nell'ambito dell'affidamento degli appalti indetti dalle società controllate dalla SpA "Ferrovie dello Stato Italiane", secondo quanto stabilito dallo stesso Consiglio di Stato si ravvisa, in seno alle sue società controllate, un mero assetto organizzativo "interno" di FSI SpA, la cui impresa collegata (o controllata) va considerata una sua sostanziale alter ego. Le società del Gruppo Fs (a.e. Italferr, Rfi, Trenitalia, Ferservizi) sono qualificabili quali imprese pubbliche.

Dal 24 maggio del 2011 le Ferrovie dello Stato diventarono Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.[13].

StoriaModifica

La nascitaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statalizzazione delle ferrovie italiane.

Istituite originariamente come Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato erano poste sotto la direzione del Ministero dei lavori pubblici, dal I governo Fortis con la legge 22 aprile 1905, n. 137, con la quale lo Stato si assunse a totale carico la proprietà e l'esercizio della maggior parte delle linee ferroviarie nazionali, fino a quel momento in mano ad imprese private. Una prima struttura organizzativa fu determinata con il regio decreto 15 giugno 1905, n. 259, e quindi riordinata con legge 7 luglio 1907, n. 429[14][15].

Per i primi due anni operò un comitato d'amministrazione presieduto dal direttore generale Riccardo Bianchi. Le cariche di presidente del comitato di amministrazione e di direttore generale coincisero, mentre il consiglio di amministrazione, composto da otto membri, iniziò a funzionare solo nel 1907. La sua struttura rimase sostanzialmente inalterata fino al regio decreto-legge 2 febbraio 1920, n. 130, con il quale il consiglio di amministrazione passò da otto a sedici membri, cinque dei quali erano rappresentanti del personale dell'azienda. Fu stabilito che il presidente fosse nominato dal governo e la carica di direttore generale fu trasformata in quella di amministratore generale. All'interno del consiglio di amministrazione venne istituito un comitato per trattare la normale amministrazione.

Durante il ventennio fascistaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Riforme De Stefani.

Con l'avvento del fascismo vi furono ulteriori cambiamenti in accordo con la politica di accentramento riorganizzativo dell'amministrazione. Alla fine del 1922 il consiglio di amministrazione fu sciolto e la carica di amministratore generale soppressa. Un successivo regio decreto del 4 gennaio 1923 portò alla nomina del commissario straordinario, Edoardo Torre, le cui deliberazioni coprono il periodo fino al 30 aprile 1924. Il 1º maggio 1924, con la legge n. 596, fu istituito il ministero delle Comunicazioni comprendente ferrovie, poste e telegrafi e marina mercantile, a capo del quale venne posto Costanzo Ciano. A seguito di ciò, Torre venne destituito. Con il successivo regio decreto n. 863, del 22 maggio 1924 fu ricostituito il consiglio di amministrazione, ma solo con funzioni consultive e sotto la presidenza del ministro delle Comunicazioni, il quale venne formato da dieci membri e senza rappresentanti del personale; venne anche ripristinata la carica di direttore generale.

Dopo l'8 settembre 1943, essendo l'Italia divisa, si procedette alla separazione territoriale e amministrativa della rete ferroviaria. Furono create due direzioni: a Salerno, per le zone occupate dagli alleati, e a Verona, per la Repubblica Sociale, con un'organizzazione molto simile a quella originaria.

All'inizio del 1944 fu sospesa, in via provvisoria, la normativa relativa al funzionamento del consiglio di amministrazione e il ministro delle Comunicazioni assunse anche le funzioni di direttore generale. A fine anno venne operata la scissione del Ministero delle Comunicazioni in Ministero dei Trasporti, comprendente anche la Direzione generale delle Ferrovie dello Stato, e in quello delle Poste e Comunicazioni. Il 20 agosto 1945 venne ricomposto il consiglio di amministrazione costituito da dodici membri, ripristinandone le attribuzioni anteguerra; la rinata azienda ferroviaria viene denominata Azienda Autonoma delle Ferrovie dello Stato.

Le FS dal dopoguerra al 1985Modifica

Il dopoguerra fu uno dei periodi più difficili della storia delle FS che dovettero affrontare il problema della ricostruzione della rete, distrutta in gran parte del paese; uno sforzo senza precedenti che già nel 1952 si poteva dire concluso. Incominciava una nuova fase, quella dello svecchiamento del parco rotabile rimasto indenne, ma insufficiente e in gran parte obsoleto; occorreva progettare nuovi rotabili da costruire per le nuove esigenze del traffico ferroviario in costante aumento. Nel 1953 la Breda consegnava i due elettrotreni ETR 300 Settebello e i derivati ETR 250 Arlecchino, destinati ad essere i fiori all'occhiello delle rinate ferrovie e a riproporre e innovare i servizi rapidi e di lusso. Continuavano intanto le elettrificazioni a corrente continua, (la Milano-Venezia nel 1957, la Milano-Torino nel 1961) con cui il "vapore" abbandonava così la rete fondamentale. Iniziò l'epoca dei raddoppi, il più emblematico dei quali fu quello della Tirrenica meridionale di ben 360 km. Mentre si progettava la nuova Direttissima Firenze-Roma entravano in funzione servizi di prestigio come il Treno Azzurro e i servizi Trans Europ Express.

Nel 1957 le FS svilupparono un'automotrice doppia, la Aln 442/448, costruita dalla Breda in 9 esemplari. Ad essa furono affidati tutti i treni TEE interessanti l'Italia, attivati tra l'estate 1957 e la successiva: il Ligure, tra Milano e Marsiglia via Ventimiglia (7.15 ore al posto delle 12 dei servizi precedenti), il Mediolanum, tra Milano e Monaco, via Brennero (7 ore invece di 11), il Lemano tra Milano e Ginevra via Sempione (4.10 ore invece di 6.20), e il Moncenisio, tra Milano e Lione via Frejus (5.50 ore invece di 10).

Si procedette a più riprese anche all'ammodernamento degli ETR 200 e alla costruzione di un gran numero di automotrici, sia elettriche come le ALe 883 e ALe 840, che diesel come le ALn 772, realizzate in ben 223 esemplari dal 1940 al 1957 che si diffonderanno ovunque cessando il servizio solo nel 1986, seguite da ALn 880 e ALn 990 e in seguito da Aln 773.

La vera innovazione tuttavia arrivò nel 1956, quando alla Fiera di Milano fu presentata la prima ALn 668, un'automotrice semplice ma robusta, capostipite di un tipo unificato che ha portato le Aln 668 a costituire oltre i tre quarti del parco di automotrici diesel FS, viaggiando su linee secondarie e su linee principali ed effettuando anche servizi di categoria superiore (espressi).

Nel settore elettrico l'apice della modernizzazione venne rappresentato dalle veloci e confortevoli ALe 601 da cui derivarono anche le versioni, per traffico locale, ALe 801 e ALe 803 ancor oggi in servizio nella flotta regionale.

Nell'ambito della nazionalizzazione dell'energia elettrica, con il decreto presidenziale del 22 maggio 1963, l'Enel (che allora aveva appena un anno di vita) incamerò le centrali elettriche delle Fs (tra cui quelle di Bressanone sull'Isarco, rio Pusteria, Monastero sull'Adda, Bardonecchia, Suviana, Larderello) impegnandosi, in cambio, a fornire a Fs l'elettricità a prezzo convenzionato[16].

Gli anni settanta portarono alla nascita dei rotabili elettronici i cui capostipite furono i treni GAI e le loro derivazioni, ALe 724, ALe 582 e ALe 642 per l'effettuazioni di servizio metropolitano e regionale, e alle carrozze specializzate per il traffico pendolare come le carrozze a piano ribassato e le a due piani. Sono anche gli anni in cui si concretizzarono i primi programmi di alta velocità in Italia con la costruzione di locomotive come le E.444 e di un prototipo di treno a pendolamento attivo, l'ETR 401.

Insieme ad altri nuovi raddoppi, si iniziava a costruire la prima linea ad alta velocità italiana, la Direttissima Firenze-Roma. La prima tratta fu inaugurata nel 1977 ma l'opera fu conclusa nel 1992. Nel 1986, per la prima volta, i treni vennero autorizzati a viaggiarvi a 200 km/h, superando quel limite di 180 km/h vigente fino ad allora anche sulle tratte più veloci della rete FS, come la Roma-Napoli. Due anni più tardi, con l'orario estivo 1988, gli ETR 450 (primo Pendolino in servizio regolare a 250 km/h, massima velocità ancor oggi ammessa in Direttissima) collocarono i servizi Milano-Roma al secondo posto in Europa per velocità massima, dopo i TGV francesi, che in quegli anni viaggiavano a 270 km/h.

Si svilupparono e trasformarono i servizi di punta per i viaggiatori, con l'introduzione dei treni InterCity) e dei Trans Europ Express (TEE, oggi EuroCity) per quello che riguarda i servizi internazionali; negli anni novanta venne introdotto il nuovo servizio di punta delle ferrovie italiane, l'Eurostar Italia.

Nel 1982 il vecchio logo venne sostituito da quello detto "a losanga" o "a foglia" e rimase tale fino al 1994 quando venne nuovamente cambiato in seguito all'adozione delle livree XMPR.

L'azienda ferroviaria, nella sua struttura amministrativa, rimase sostanzialmente invariata fino al 31 dicembre 1985. Dal 1º gennaio dell'anno seguente, in applicazione della legge 17 maggio 1985, n. 210, dopo 80 anni di vita cessò la vecchia Azienda Autonoma delle FS e prese vita il nuovo ente pubblico economico "Ferrovie dello Stato"[10]

Trasformazioni societarie dagli anni 1990 ad oggiModifica

Il periodo tra 1986 e il 1992 fu per le FS uno tra i più difficili della loro storia date le profonde trasformazioni strutturali e organizzative che implicarono una riduzione del personale a meno della metà e la creazione di nuove divisioni e società controllate nonché riassegnazioni di personale e mezzi. Nel 1992 nacque Ferrovie dello Stato - Società di Trasporti e Servizi per azioni, anche in conseguenza delle direttive europee che prevedevano lo scorporo del settore gestione dal settore infrastruttura. Il processo di ristrutturazione portò poi, il 15 dicembre 2000, alla trasformazione dell'impresa in Ferrovie dello Stato Holding Srl.

All'interno di Ferrovie dello Stato SpA, il 7 giugno 2000 si costituì Trenitalia S.p.A. (già Italiana Trasporti Ferroviari S.p.A.), a cui fu affidato il trasporto di merci e di passeggeri. Il 9 aprile 2001 fu costituita Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. che ebbe l'incarico di occuparsi della rete e delle stazioni, sempre per il perseguimento delle direttive europee citate poc'anzi.

Infine il 13 luglio 2001 Ferrovie dello Stato Holding S.r.l. divenne Ferrovie dello Stato S.p.A.

In data 8 dicembre 2010 il Gruppo Ferrovie dello Stato acquisì Arriva Deutschland (diventato poi Netinera), terzo operatore privato europeo nel settore del servizio viaggiatori. L'offerta delle Ferrovie dello Stato, secondo alcune indiscrezioni di stampa, fu di circa 140 milioni di euro, battendo la francese Veolia Transport. In una nota il Gruppo FS affermò che con l'acquisizione di Arriva Deutschland si sarebbe consolidato il posizionamento internazionale quale terzo operatore ferroviario europeo delle Ferrovie dello Stato, con l'obbiettivo di ampliare la propria presenza nel mercato tedesco ed europeo[17].

Il 22 giugno 2011, nel corso della presentazione del piano industriale, fu annunciato il cambio della denominazione in Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A.[5].

Secondo i dati Mediobanca del 2015, il gruppo è la quinta azienda italiana per dipendenti e tredicesima per fatturato.

Acquisizione delle FSEModifica

Nel luglio 2016, a seguito di persistenti problemi di natura finanziaria, l'assemblea dei soci delle FSE, il cui socio unico era il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha deliberato la cessione della totalità delle azioni a Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A..[18]

2018Modifica

Il 18 gennaio 2018 l'intero pacchetto azionario di ANAS è stato trasferito dal Ministero dell'economia e delle finanze a Ferrovie dello Stato Italiane[19].

Nello stesso anno il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ed il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria hanno disposto la decadenza del consiglio d'amministrazione di Ferrovie dello Stato presieduto da Gioia Ghezzi, con amministratore delegato Renato Mazzoncini.

Il 30 luglio 2018 l'Assemblea degli azionisti ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione della società con Gianluigi Vittorio Castelli alla carica di Presidente. Il 31 luglio il nuovo consiglio di amministrazione ha nominato Gianfranco Battisti nuovo amministratore delegato[20].

TraghettamentoModifica

 
Il traghetto FS Villa durante il suo servizio nello stretto.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Traghettamento nello stretto di Messina e Traghettamento ferroviario Civitavecchia-Golfo Aranci.

Le Ferrovie dello Stato Italiane possiedono ed operano un servizio di traghetti per treni ferroviari che collegano il continente con l'isola siciliana attraversando lo stretto di Messina. Effettuano servizi di InterCity, InterCityNotte e di merci per mezzo delle navi traghetto. Il traghettamento fu gestito dalle FS dal 1905 al 2001, poi passò alla Bluvia dal 2002 al 2013. Dal 2013 in ottemperanza alle direttive Europee che impongono la separazione fra i servizi di interesse generale (come il traghettamento delle carrozze ferroviarie e dei carri merci) e i servizi aperti al mercato di libera concorrenza la componente di Bluvia relativa al traghettamento dei mezzi gommati e dei passeggeri nello Stretto di Messina venne trasferita alla nuova società Bluferries.

In seguito a questa scissione, RFI dismette il marchio Bluvia e dal 2013 utilizza direttamente il proprio marchio per i servizi di traghettamento ferroviario nello stretto di Messina.[21]

Nell'agosto 2018 è nata la società Blu Jet, entrata in attività il 1º maggio 2019[22], la nuova società è nata dalla scissione del ramo d'azienda di Bluferries, il compito della nuova società è quello del trasporto nello Stretto di Messina dei passeggeri con mezzi veloci.

Alla società Bluferries rimane il compito del traghettamento dei passeggeri e dei mezzi gommati nello Stretto di Messina mediante navi traghetto bidirezionali adibite al solo trasporto di mezzi gommati e passeggeri.

Fino al 2009 era presente un servizio di traghetti per il solo trasporto merci, attivato nel 1961 per collegare il continente all'isola sarda tra Civitavecchia e Golfo Aranci. Dal 2010 dopo la sospensione del servizio regolare è attivo un servizio di traghettamento "a chiamata"[23] dagli scali di Messina Marittima e Villa San Giovanni Mare.

Dati sul servizioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Trenitalia § Dati sulla flotta.

Il gruppo Ferrovie dello Stato S.p.A. rappresenta ancora oggi, con un organico complessivo di 69 631 dipendenti e 16 755 km di rete ferroviaria, il principale gestore del sistema ferroviario italiano.[24]

Principali dati operativi 1º semestre 2014 1º semestre 2013 1º semestre 2012
Lunghezza della rete ferroviaria (km) 16.755 16.742 16.734
Treni-km viaggiatori media lunga

percorrenza (migliaia)

39.247 38.291 34.699
Treni-km viaggiatori trasporto regionale

(migliaia)

94.579 77.621 77.426
Viaggiatori km su ferro (milioni) 21.288 18.979 18.812
Tonnellate km (milioni) 11.975 11.258 11.167

Dati di bilancioModifica

Quella che segue è la tabella di comparazione dei dati finanziari consolidati del gruppo FS Italiane.[25]

Anno Risultato netto di esercizio

(in milioni di €)

Margine Operativo lordo EBITDA

(in milioni di €)

Risultato operativo EBIT

(in milioni di €)

Patrimonio netto consolidato

(in miliardi di €)

Dipendenti gruppo

(in milioni di €)

2018 [26] 559 2.476 714 41.697 82.944
2017[27] 552 2.313 718 38.630 74.436
2016[28] 772 2.293 892 38.412 70.180
2015[29] 464 1.975 644 37.836 69.002
2014[30] 303 2.113 659 37.318 69.115
2013[31] 460 2.030 818 37.154 69.425
2012[32] 381 1.918 719 36.401 71.930
2011[33] 285 1.804 664 36.423 73.616
2010[34] 129 1.660 508 36.177 80.153
2009[35] 44 966 143 36.244 84.963
2008[36] 16 1.035 106 36.210 89.431
2007[37] 409 463 575 36.016 93.573
2006[38] 2.115 650 1.354 36.322 98.002
2005[39] 465 128 374 38.539 97.599
2004[40][41] 125 560 4 35.998 99.305
2003[40][41] 31 642 0 33.465 100.784

Le attività internazionaliModifica

Il Gruppo Ferrovie dello Stato svolge numerose attività internazionali soprattutto nel campo dei servizi di ingegneria ferroviaria, all'assistenza tecnica a Ministeri e Agenzie Governative.[42]

EuropaModifica

  • In Francia il Gruppo Ferrovie dello Stato, tramite la controllata Trenitalia, possiede il 100% di Thello nel settore dei treni notturni tra la Francia e l'Italia. Obiettivo della società è quello di espandersi nei servizi ad alta velocità in Europa.[43]. Nel 2020 intende operare direttamente sulla linea Milano - Torino - Parigi con gli ETR 1000 con fermata a Lione e Milano - Genova - Marsiglia.
  • In Germania il Gruppo FS possiede Netinera, la seconda impresa ferroviaria privata dopo Veolia Verkehr. Sempre nel paese tedesco Trenitalia (una controllata del Gruppo FS) ha comprato l'impresa ferroviaria TX Logistik che opera nel trasporto merci a lunga percorrenza.[42]
  • In Grecia il 18 gennaio 2017 ha finalizzato la trattativa per l'acquisizione da parte del Gruppo FS della società di trasporto ferroviario TrainOSE, il corrispettivo greco di Trenitalia[44].
  • Nel Regno Unito il Gruppo Ferrovie dello Stato, tramite la controllata Trenitalia, ha acquisito NXET, società ferroviaria britannica attraverso Trenitalia UK, società interamente controllata da Trenitalia[45].
  • In Repubblica Ceca, Grandi Stazioni si occupa della ristrutturazione e della valorizzazione delle stazioni di Praga, Karlovy Vary e Mariánské Lázně.[42][46]
  • In Romania, Italferr sta fornendo i suoi servizi di ingegneria alle ferrovie rumene (Căile Ferate Române) occupandosi dell'ammodernamento del "Corridoio 4" nelle tratte: Brașov - Sighișoara (130 km), Sighișoara - Coșlariu (98 km), Coșlariu - Simeria (68 km), Predeal - Brașov (26 km) e Craiova - Calafat (107 km). Trenitalia invece sta aiutando le Căile Ferate Române a redigere i contratti di servizio con lo Stato.[42]
  • In Serbia e Montenegro, Italferr, insieme alla società di ingegneria ferroviaria Serba CIP, ha intrapreso uno studio per l'ammodernamento di oltre 450 km di linea ferroviaria, di cui 290 in Serbia e 165 in Montenegro. Le risorse sono state reperite da parte del Governo italiano tramite i fondi FAS, nell'ambito del "progetto pilota Mezzogiorno – Balcani". In particolare Italferr si sta occupando del tracciato ferroviario che collega la capitale Belgrado al porto di Antivari percorrendo un tracciato di 450 km.[47]
  • In Serbia, Italferr ed un'associazione temporanea di imprese sta realizzando un sistema informatizzato (RMS – Railway Management System) per la gestione, la diagnosi e la manutenzione dell'infrastruttura ferroviaria.[48]
  • In Polonia, Trenitalia, possiede per il 50% Pol-rail una società operante nel trasporto di merci su rotaia che negli ultimi anni si è espansa molto diventando una delle principali aziende del settore nel centro Europa. La crescita dell'azienda ha spinto gli azionisti a creare una società in Romania denominata Rom-Rail.[42]

AfricaModifica

  • In Egitto, Italferr, si è aggiudicata dal Ministero dei trasporti egiziano lo studio di prefattibilità di una linea ad Alta Velocità della lunghezza di circa 220 km per collegare Cairo e Alessandria. Inoltre sempre Italferr sta aiutando il difficile risanamento delle ferrovie egiziane.[42][49]
  • In Algeria, Italferr, è stata incaricata dal ministero dei trasporti algerino di riorganizzare l'intero settore ferroviario del Paese: le attività si concentrano soprattutto nella riforma del Gestore della Rete, nella costruzione di nuove linee e nell'ammodernamento di quelle esistenti.[42]
  • In Marocco, il Gruppo FS, collabora con le ferrovie locali nella programmazione degli investimenti per la modernizzazione della rete ed aiuta a formare il personale sia tecnico che amministrativo.[42]
  • In Libia, il Gruppo FS Ha firmato un accordo di cooperazione con le Ferrovie libiche per lo sviluppo dell'infrastruttura e dell'impresa ferroviaria.[42]

AsiaModifica

  • In Turchia, il Gruppo FS, fornisce supporti tecnici ed ingegneristici alle ferrovie turche (Türkiye Cumhuriyeti Develet Demiryollari) per lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie nel Paese e svolge le analisi di mercato nel settore delle merci.[42] per la progettazione di due impianti di manutenzione per i treni alta velocità. FS ha anche collaborato per la realizzazione della ferrovia ad alta velocità Istanbul–Ankara.
  • In Siria, Italferr sta lavorando ad uno studio di fattibilità per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico della linea Aleppo – Damasco, principale asse ferroviario della Siria.[42]
  • In Iraq, il Gruppo Ferrovie dello Stato, è stato incaricato di redigere il Piano Nazionale dei Trasporti.[42]
  • In India, Grandi Stazioni insieme a Tata Group, ha vinto la gara per la ristrutturazione della stazione di Nuova Delhi.[42]
  • In Kazakistan, il Gruppo FS insieme ad Ansaldo STS, ha firmato un memorandum d'intesa sulla ristrutturazione delle ferrovie kazake.[50]

America del SudModifica

  • In Venezuela, Italferr, sta lavorando per la progettazione di nuove linee ferroviarie destinate prevalentemente al servizio merci.
  • In Uruguay, FS, collabora nella ristrutturazione della rete e del materiale rotabile.

LoghiModifica

           
19661982 19821994 19942000 20002007 20072011 dal 2011

Storia dei loghiModifica

Negli anni cinquanta le Ferrovie dello Stato contrassegnano con dei monogrammi gli elementi di arredo dei propri mezzi, come ad esempio i lavabi. Nel 1958 si ha la prima versione sperimentale di un vero e proprio logo delle FS applicato su una locomotiva: è costituito da un monogramma in alluminio su fondo cassa grigio perla[51].

Negli anni sessanta il logo aziendale viene collocato sulle locomotive come un fregio frontale in alluminio, di colore verde magnolia su fondo cassa grigio nebbia e modanatura in alluminio[51]. Nel 1970 il logo si trasforma per l'alta velocità e risulta composto da un fregio frontale in alluminio su fondo cassa grigio perla[51]. Questo logo viene introdotto già nel 1965 con le carrozze tipo X (carrozze viaggiatori) ed utilizzato poi per tutte le pubblicazioni aziendali tra il 1965 ed il 1982. Per la sua forma, il logo viene detto anche "a televisore"[51].

Negli anni ottanta il logo delle Ferrovie dello Stato viene nuovamente modificato ed introdotto per la prima volta nel 1982 sulle carrozze UIC-X. Il logo, detto anche "a losanga", viene utilizzato per tutte le pubblicazioni aziendali dal 1982 al 1994[51].

Alla fine del 1994 le Ferrovie dello Stato adottano una nuova identità societaria che coinvolge anche il logo, che cambia profondamente rispetto al passato. Il nuovo logo segue lo schema di colori XMPR, già adottato dal gruppo per le livree dei nuovi rotabili. Il logo del 1994 subisce un leggero ridisegno nel 2000; vengono eliminati gli spigoli, ma la forma principale e i colori rimangono invariati.

Nel 2007 le Ferrovie dello Stato, attraverso il loro sito web, annunciano di voler adottare un nuovo logo, e chiedono ai visitatori online di partecipare ad un sondaggio, dove si chiede di scegliere quale è stato, nella storia nel gruppo, il logo che più ha riscontrato i favori del pubblico: quello prescelto sarà poi alla base di partenza per la creazione del nuovo marchio. Il prescelto risulta essere quello del 1994 e così nella primavera del 2008 viene finalmente presentato al pubblico il nuovo logo: il marchio mantiene la forma originale, ma ora non adotta più i colori XMPR, bensì quelli della bandiera italiana. Inoltre ora la "S" è maggiormente accentuata. Dopo un'assemblea straordinaria del gruppo FS, tenutasi il 24 maggio 2011, l'azienda ha aggiunto la denominazione "Italiane" alla ragione sociale originaria[5]. Di conseguenza le Ferrovie dello Stato hanno aggiunto il nuovo aggettivo al logo del 2007.

Evoluzione organizzativaModifica

L'assetto organizzativo di Ferrovie dello Stato è cambiato molte volte durante il suo secolo di attività[52]

1905-1985Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato.

Dal 1905 al 1986 risultava suddiviso in dieci servizi:

  • Servizio Movimento, che si occupava della circolazione dei treni e quanto ad essa connesso;
  • Servizio Commerciale e del traffico, che curava la parte commerciale, quanto riguardava le merci e la loro movimentazione;
  • Servizio Materiale e Trazione, che si occupava di locomotive, rotabili speciali e verifica;
  • Servizio Lavori e costruzioni, che curava la manutenzione e la costruzione di infrastrutture di linea;
  • Servizio Impianti elettrici, che si occupava di tutti gli impianti elettrici in genere e di quelli di trazione;
  • Servizio Personale, per la gestione del personale ferroviario;
  • Servizio Sanitario per il controllo dell'idoneità, dell'efficienza fisica e della prevenzione;
  • Servizio Ragioneria, per la gestione ed il controllo economico;
  • Servizio Approvvigionamenti, per la cura delle scorte dei materiali di consumo, manutenzione e ricambio;
  • Servizio Affari generali, riguardanti le relazioni interne ed esterne.

1986-1988Modifica

Nel 1986 vennero istituiti i seguenti dipartimenti:

  • Dipartimento Produzione
  • Dipartimento Promozione e vendita
  • Dipartimento Potenziamento e sviluppo
  • Dipartimento Organizzazione
  • Dipartimento Finanza e patrimonio
  • Dipartimento Controllo di gestione

1989-1993Modifica

Dal 1989 l'organizzazione verteva sulle seguenti divisioni:

  • Divisione Esercizio
  • Divisione Passeggeri
  • Divisione Trasporto Locale
  • Divisione Patrimonio
  • Divisione Navigazione
  • Divisione Informatica
  • Divisione Tecnologie e Sviluppo di Sistema
  • Divisione Costruzioni

1993-1996Modifica

Dal 1993, venne riorganizzata nelle seguenti aree:

  • Area Rete
  • Area Trasporto
  • Area Merci
  • Area Ingegneria e Costruzioni
  • Area Stazioni

1996-1999Modifica

Nel 1996, l'organizzazione fu ripartita in Aree Strategiche d'Affari (ASA):

  • Area Strategica d'Affari Rete
  • Area Strategica d'Affari Servizi di Ingegneria
  • Area Strategica d'Affari Materiale Rotabile e Trazione
  • Area Strategica d'Affari Passeggeri
  • Area Strategica d'Affari Trasporto Metropolitano e Regionale
  • Area Strategica d'Affari Logistica Integrata
  • Area Strategica d'Affari Attività Immobiliare

1999-2000Modifica

Nel 1999, ritornarono le seguenti divisioni:

  • Divisione Passeggeri
  • Divisione Trasporto Regionale
  • Divisione Cargo
  • Divisione Infrastruttura

Divisione Passeggeri, Divisione Trasporto Regionale e Divisione Cargo diventeranno Trenitalia e Divisione Infrastruttura costituirà Rete Ferroviaria Italiana.

Informazioni societarieModifica

Dati legali e iscrizioniModifica

Denominazione: Ferrovie dello Stato Italiane SpA

Sede legale: piazza della Croce Rossa 1 - 00161 Roma

Codice fiscale e partita IVA: 06359501001

Azionista unico: Ministero dell'Economia e delle Finanze

Management dal 1989Modifica

PresidentiModifica

Amministratori delegatiModifica

Società del GruppoModifica

Ferrovie dello Stato S.p.A. è la capogruppo che detiene le partecipazioni delle seguenti società (ne è indicato anche il controllo in termini di percentuale sul capitale sociale):

  • Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. - è la società che gestisce l'infrastruttura ferroviaria (binari, manutenzione) e il traghettamento dei convogli ferroviari nello stretto di Messina; partecipata al 100%;
  • Trenitalia S.p.A. - è la società che gestisce il trasporto dei passeggeri; partecipata al 100%;
    • Trenitalia UK - società inglese che gestisce il trasporto dei passeggeri; partecipata al 100% da Trenitalia;
  • Mercitalia Rail S.r.l. - è la società che gestisce il trasporto delle merci; partecipata al 100%;[53]
  • Italferr S.p.A. - è la società di ingegneria ferroviaria che si occupa di progettazione e direzione lavori per nuovi appalti; partecipata al 100%;
  • Ferservizi S.p.A. - è il "Centro Servizi" del Gruppo; partecipata al 100%;
  • FS Logistica S.p.A. - partecipata al 100%;
  • FS Sistemi Urbani S.r.l. - partecipata al 100%;
  • Terminali Italia - è società del Gruppo Ferrovie dello Stato controllata dal gestore dell'infrastruttura ferroviaria nazionale Rete Ferroviaria Italiana (89%) e partecipata dall'operatore intermodale CEMAT (11%); 
  • Fercredit S.p..A - è la società di servizi finanziari del Gruppo; partecipata al 100%;
  • Grandi Stazioni S.p.A. - è una società del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce le 14 principali stazioni ferroviarie, ora controllata al 100% dal gruppo Italo francese Antin-Icamap-Borletti;
  • Centostazioni S.p.A. - è la società che ha l'obiettivo di gestire e riqualificare 103 stazioni ferroviarie di medie dimensioni; partecipata al 100%;
  • Busitalia-Sita Nord S.r.l. (ex SITA): effettua gli autoservizi sostituivi per contro di Trenitalia ed è responsabile dei servizi di trasporto pubblico locale in Veneto e Toscana; partecipata dal Gruppo al 100%. La Busitalia-Sita Nord ha anche acquistato il 100% di Umbria Mobilità, una società che, oltre che a essere responsabile del trasporto pubblico locale dell'Umbria, gestisce anche la Ferrovia Centrale Umbra.
  • Netinera Gmbh (ex Arriva Deutschland) è il terzo operatore ferroviario privato europeo con circa 30 milioni di treni-kilometro ed un fatturato di 470 milioni di euro; è stato comprato dal Gruppo Ferrovie dello Stato nel dicembre 2010; partecipata al 51%[54].
  • Busitalia Simet S.p.A. - è la società nata nell'aprile del 2017 grazie alla partnership tra Busitalia - Sita Nord, società del gruppo FS attiva nel servizio di Trasporto Pubblico Locale, e Simet SpA, società nata nel 1965 attiva nel trasporto passeggeri su gomma a mezzo autobus. Insieme hanno lanciato il servizio Busitalia Fast, servizio dedicato al trasporto passeggeri su lunga percorrenza che rileva le attività della ex Simet.
  • ANAS S.p.A. - partecipata al 100%[55]
  • Nugo SpA - società del gruppo che vende viaggi multi-modali tramite l'applicazione iOS, Android e il sito web.

Altre partecipazioniModifica

OnorificenzeModifica

  Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del D.P.C.M. 19 dicembre 2008.
  • Oscar di Bilancio 2011: sezione imprese non quotate.[56] Premio gestito da FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) che si svolge sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica.

Ferrovieri insigniti di onorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Gianluigi Vittorio Castelli è il nuovo presidente di Fs, su lettera43.it. URL consultato il 1º agosto 2018.
  2. ^ Ferrovie dello Stato, Toninelli annuncia le nomine: “Battisti ad e Castelli presidente. Scelti due manager interni”, su ilfattoquotidiano.it, 30 luglio 2018. URL consultato il 1º agosto 2018.
  3. ^ a b c d Relazione finanziaria semestrale del Gruppo FS Italiane al 30 giugno 2019 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il settembre 2019.
  4. ^ Giovanni Felici, Dall'etica ai codici etici - Come l'etica diventa progetto d'impresa, Milano, Franco Angeli, 2005, p. 146.
  5. ^ a b c Agenzia di stampa Ferrovie dello Stato, Le Ferrovie dello Stato diventano italiane (PDF), su fsnews.it. URL consultato il 23 giugno 2011.
  6. ^ Roberto Garofoli e Valerio De Gioia, Appalti e contratti: percorsi giurisprudenziali, Giuffrè Editore, 2007, ISBN 9788814128264. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  7. ^ Consiglio di Stato, Adunanza plenaria 23 luglio 2004, n.9, su giustizia-amministrativa.it, 23 luglio 2004. URL consultato il 6 gennaio 2019 (archiviato dall'url originale il 6 gennaio 2019).
  8. ^ Informativa di OR.S.A. Ferrovie sul diritto di accesso agli atti (PDF), su sindacatoorsa.it. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  9. ^ Cento anni di storia, su fsitaliane.it.
  10. ^ a b Legge 17 maggio 1985, n. 210, in materia di "L. 17 maggio 1985, n. 210, Istituzione dell'ente "Ferrovie dello Stato""
  11. ^ DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2016, n. 50, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 5 gennaio 2019.
  12. ^ Diritto dei Servizi Pubblici - Sentenza, su www.dirittodeiservizipubblici.it. URL consultato il 5 gennaio 2019.
  13. ^ Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria delle Ferrovie dello Stato Italiane S.p.A. per l’esercizio 2013 (PDF), su corteconti.it, 18 luglio 2014. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  14. ^ ISPETTORATO GENERALE MOTORIZZAZIONE CIVILE E TRASPORTI IN CONCESSIONE, su guidagenerale.maas.ccr.it.
  15. ^ direzione compartimentale delle ferrovie 1908 - [1971], su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  16. ^ Fatto Quotidiano, Ferrovie dello Stato, scontro con il governo per l'aumento del costo dell'energia, su ilfattoquotidiano.it, 11 agosto 2014.
  17. ^ Trasporti, Fs si espande in Germania comprato il gestore Arriva Deutschland, su repubblica.it. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  18. ^ Ferrovie Sud Est verso il salvataggio: c'è l'ok al trasferimento in Fs, su Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2016. URL consultato il 1º agosto 2016.
  19. ^ FS Italiane: conferite azioni Anas, su stradeanas.it, 18 gennaio 2018. URL consultato il 23 maggio 2018.
  20. ^ AGI - Agenzia Giornalistica Italia, Chi sono Battisti e Castelli, i nuovi vertici scelti per Ferrovie dello Stato, su Agi. URL consultato il 9 agosto 2018.
  21. ^ https://www.wikiwand.com/it/Bluvia
  22. ^ Messina, arrivano le navi Blu Jet sullo Stretto, su Repubblica.it, 1º maggio 2019. URL consultato il 4 maggio 2019.
  23. ^ Navigazione, nessuno stop ai collegamenti con la Sardegna, su FSNews, 13 gennaio 2010. URL consultato il 3 ottobre 2010.
  24. ^ Andamento 1º semestre 2014
  25. ^ Informazioni finanziarie, su www.fsitaliane.it. URL consultato il 31 gennaio 2018.
  26. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2018 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2018.
  27. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2017 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2017.
  28. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2016 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2016.
  29. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2015 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2015.
  30. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2014 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2014.
  31. ^ Relazione finanziaria del Gruppo FS Italiane anno 2013 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2013.
  32. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2012 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2012.
  33. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2011 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2011.
  34. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2010 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2010.
  35. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2009 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2009.
  36. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2008 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2008.
  37. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2007 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2007.
  38. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2006 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2006.
  39. ^ Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2005 (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2005.
  40. ^ a b Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2004 - Prima Parte (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2004.
  41. ^ a b Bilancio consolidato e bilancio di esercizio del Gruppo FS Italiane anno 2004- Seconda Parte (PDF), su fsitaliane.it. URL consultato il dicembre 2004.
  42. ^ a b c d e f g h i j k l m Le attività internazionali FS News
  43. ^ Nasce Tvt, prima impresa ferroviaria privata a operare in Francia nel trasporto passeggeri, su ilsole24ore.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  44. ^ Fs completa acquisizione della greca Trainose, su trasportoeuropa.it. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  45. ^ Trenitalia rileva National Express Essex, su ilsole24ore.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  46. ^ Grandi Stazioni, via libera da Fs, su ilsole24ore.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  47. ^ I progetti di Italferr in serbia e Montenegro, su italferr.it (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2014).
  48. ^ I progetti di Italferr in Serbia, su italferr.it (archiviato dall'url originale il 17 gennaio 2014).
  49. ^ Italferr in Egitto, su italferr.it (archiviato dall'url originale il 16 gennaio 2014).
  50. ^ La notizia su Railway Gazzette International, su railwaygazette.com.
  51. ^ a b c d e Stemmi e loghi: mezzo secolo di linee stilistiche delle FS - Stagniweb
  52. ^ Giorgio Stagni, miol.it La riforma delle ferrovie, su miol.it, dicembre 2004.
  53. ^ Fs rilancia i treni merci: "Li faremo diventare un business", in Repubblica.it, 20 febbraio 2017. URL consultato il 20 febbraio 2017.
  54. ^ Società del Gruppo, su fsitaliane.it. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  55. ^ Anas entra nel Gruppo FS Italiane, su fsitaliane.it, 29 dicembre 2017. URL consultato il 13 gennaio 2019.
  56. ^ FS Italiane vince l'Oscar di Bilancio, su fsnews.it, 1º dicembre 2011. URL consultato il 13 gennaio 2019.

BibliografiaModifica

  • Claudio Gatti, Fuori orario. Da testimonianze e documenti riservati le prove del disastro Fs, Chiarelettere, 2009.

Voci correlateModifica

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