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Festival di Napoli
Festival della Canzone Napoletana
Ornella Vanoni al Festival di Napoli 1964.jpg
Ornella Vanoni al Festival di Napoli 1964
LuogoNapoli, Italia Italia
Anni1952 – presente
Frequenzaannuale
Datesettembre
Generemusicale
Sito ufficiale

Il Festival della Canzone Napoletana, comunemente noto come Festival di Napoli, è una competizione canora nata a Napoli nel 1952 e cessata nel 2004. Gli spettacoli, dal 1952 al 1970 e l'isolata edizione del 1981, furono trasmessi dalla RAI, mentre tra il 1998 ed il 2004, in chiave rielaborata, furono trasmessi da Rete 4. Dal 2015 il festival viene ripreso al teatro Politeama con la denominazione Festival di Napoli New Generation.

StoriaModifica

Simbolo della Canzone napoletana della seconda metà del Novecento, il Festival della Canzone napoletana nasce nella città partenopea nel 1952, l'anno successivo alla nascita del Festival di Sanremo, e si svolge del Teatro Mediterraneo di Napoli.

Tra i protagonisti del Festival della Canzone napoletana, dal 1952 al 1970, ricordiamo i cantanti napoletani Mario Abbate, Aurelio Fierro, Nunzio Gallo, Maria Paris, Giacomo Rondinella, Sergio Bruni, Gloria Christian, Mario Trevi, Fausto Cigliano, Franco Ricci, Mirna Doris, Tony Astarita, Mario Merola, Mario Da Vinci, Enzo Del Forno, Peppino di Capri, Gianni Nazzaro, Nino Fiore, Antonio Buonomo, Tullio Pane, Peppino Gagliardi, Gloriana, Giulietta Sacco, Bruno Venturini, Tony Bruni.

A questi si affiancheranno cantanti provenienti dal Festival di Sanremo, come Carla Boni, Wilma De Angelis, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Claudio Villa, Don Backy, Giorgio Gaber, Julie, Fred Bongusto, Nilla Pizzi, Oscar Carboni, Betty Curtis, Giorgio Consolini, Tony Dallara, Jula de Palma, Johnny Dorelli, Equipe 84, Louiselle, Los Marcellos Ferial, Marino Marini, Miranda Martino, Milva, Gino Latilla, Anna Identici, Wilma Goich, I Giganti, Luciano Tajoli, Teo Teocoli, Achille Togliani, Iva Zanicchi, Carmen Villani, Luciano Virgili, Narciso Parigi, Katyna Ranieri, Flo Sandon's, Lara Saint Paul, Memo Remigi, Dean Reed, Anna German, Mei Lang Chang, Nini Rosso, Robertino, Teddy Reno, ed attori come Franco Franchi, Oreste Lionello, Nino Taranto, Renato Rascel, Ombretta Colli, Lando Fiorini, Beniamino Maggio e Angela Luce.

Lo spettacolo vedrà in veste di presentatori, nel corso degli anni, personaggi come Nunzio Filogamo, Enzo Tortora, Corrado, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Daniele Piombi.[1]

Interrotto nel 1971[2], dopo un tentativo di rilancio nel 1973 con la Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli, fu restituito alla città nel 1981, assumendo il nome di Festival di Napoli '81. Lo spettacolo, diviso in tre serate ed organizzato dalla DAN con l'apporto della Rai e del patrocinio della Regione Campania, fu presentato da Franco Solfiti, coadiuvato da Maria Laura Soldano, e trasmesso rigorosamente a colori dal Teatro Metropolitan di Napoli sull'emittente televisiva Rai Tre dalle ore 22.30 fino alla conclusione. La diretta radiofonica avvenne sul secondo programma Rai dalle ore 22.45.

Dopo quell'edizione il Festival, ancora una volta, vide un lungo periodo di pausa, finché è ripreso nel 1998 per concludersi nel 2004, trasmesso su Rete 4, anche se con spirito e risultati diversi[3].

Dal 2015 il Festival di Napoli viene nuovamente rilanciato al Teatro Politeama e ribattezzato in "Festival di Napoli New Generation".

VincitoriModifica

ConduzioneModifica

SedeModifica

Il Giugno della Canzone NapoletanaModifica

Improntata sullo stile del Festival di Napoli, il Giugno della Canzone Napoletana si svolse a Napoli nel 1961, al Teatro Mediterraneo, e vide un debuttante Pippo Baudo alla conduzione del programma. Furono presentate ventiquattro canzoni interpretate da ventisei artisti provenienti dal panorama della Canzone napoletana e della Canzone italiana: da Sergio Bruni a Milva, da Nilla Pizzi a Mario Abbate, da Nunzio Gallo ad Achille Togliani.

La gara sarà vinta da Milva e Nunzio Gallo con la canzone Credere. L'artista rivelazione della manifestazione si rivelerà il giovane Mario Trevi che, interpretando Mare verde (Giuseppe Marotta - Salvatore Mazzocco), con Milva, si aggiudica il secondo posto.[4] Al terzo posto si posizionano Sergio Bruni e Luciano Virgili con T' 'e pigliato 'o sole. La votazione avviene tramite le schedine dell'Enalotto. Le schedine giocate per la manifestazione sono 897.925, per un incasso di circa 90 milioni di lire.[4]

Il Gran Festival di PiedigrottaModifica

Richiamando alle vecchie Audizioni di Piedigrotta, il Gran Festival di Piedigrotta si svolse a Napoli nel 1962, al Teatro Mediterraneo della Mostra D'Oltremare. La manifestazione nasce come contro risposta al Festival di Napoli, selezionando brani dallo stile moderno, contrariamente alla linea classica del festival partenopeo. La manifestazione è l'ultima che vede come direttore d'orchestra il M° Giuseppe Anepeta, infatti quest'ultimo morirà l'anno seguente. Il Gran Festival di Piedigrotta verrà vinto dal brano Mandulinata blu (Martucci - Mazzocco), interpretata da Emilio Pericoli e Mario Trevi[5]. Al secondo posto si posizioneranno Gina Armani e Alberto Berri con Serenata a Surriento, e al terzo Lucia Altieri e Nelly Fioramonti con Cielo e mare. La Rai, in chiusura della manifestazione, s'impegna a promuovere tutti i motivi finalisti in quindici trasmissioni radiofoniche. Dopo questa edizione, la rassegna verrà annullata.

La Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli 1973Modifica

Dopo il Gran Festival di Piedigrotta del 1962, il nome della Piedigrotta torna nel titolo di una manifestazione musicale partenopea. Questa volta, però, per evitare polemiche e denunce da parte degli autori non accettati dalla giuria esaminatrice, non ci sono vincitori né vinti. La Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli si svolge al Teatro Mediterraneo di Napoli, sede storica del Festival di Napoli, e viene trasmessa radiofonicamente in prima serata. Le canzoni vengono eseguite in gruppi di dodici, divise nelle prime due serate. Nella terza serata vengono eseguiti tutti i brani, con ripresa televisiva RAI. È condotta da Nino Taranto con ospite d'onore Gina Lollobrigida.[6] Pur non essendo una gara, il popolare cantante Mario Abbate, viene inspiegabilmente escluso. L'artista manifesta tutti i suoi dissapori all'organizzazione chiedendo le motivazioni che hanno determinato la sua eliminazione. Per rimediare al grave e imbarazzante errore, gli organizzatori promettono ad Abbate di fargli cantare la sigla. Promessa però non mantenuta e comunicata all'artista appena due giorni prima della manifestazione. Poco prima della diretta televisiva del 17 novembre, Mario Abbate si barrica nel pullman della regia mobile dichiarando: Uscite fuori tutti, tra poco salterà tutto in aria. Protesta contro gli organizzatori e denuncia di essere stato escluso non per demeriti artistici ma per dissapori del tutto personali ed estranei all'evento con il direttore artistico Aldo Bovio. Il grande interprete denuncia anche l'avvenuta infiltrazione della mafia musicale rea di espandersi con prepotenza in tutto l'ambiente artistico partenopeo. La protesta dura circa un quarto d'ora poi Abbate, abbandona la postazione. Giunge sul luogo il commissario Petruzì che, perquisendolo, non trova alcuna bomba. Abbate dichiara che avrebbe fatto saltare in aria la manifestazione, non certo una bomba. La Piedigrotta si svolse regolarmente ma non riuscì a rilanciare il Festival.[7]

Il Festival NapoletanoModifica

Anche se il Festival nasce ufficialmente nel 1952, un primo esempio di Festival della Canzone Napoletana si era tenuto a Sanremo, al Casinò Municipale, nel 1932, e vi parteciparono cantanti come Carlo Buti, Ferdinando Rubino, Mario Pasqualillo. Un secondo spettacolo simile si terrà nel 1933 a Lugano. Entrambe le manifestazioni furono organizzate da Ernesto Murolo e Ernesto Tagliaferri; la direzione artistica fu gestita dal primo e la direzione orchestra e commenti musicali dal secondo[8][9].

Festival Napoletano (Sanremo, 1932)Modifica

Elenco delle canzoni, degli autori e dei cantanti che presero parte al Festival Napoletano tenutosi a Sanremo nel 1932.

Canzone Autori Artista
'A frangesa (Costa) Ada Bruges
'A pacchianella d'Uttaiano (Capurro-Giannelli) Carmencita
'A surrentina (G.B. & E. De Curtis) Milly - Armando Falconi
Adduormete cu' mme (Murolo-Tagliaferri) Carlo Buti
Ammore canta (Murolo-Tagliaferri) Vittorio Parisi
E ddoie catene (Murolo-Tagliaferri) Carmencita
Funiculì funiculà (Turco-Denza) Ferdinando Rubino
Int'a n'ora Dio lavora (Murolo-Tagliaferri) Clara Loredano - Pina Gioia - Lola Verbana
Lariulà (Di Giacomo-Costa) In coro tutto il cast
Marechiaro (Di Giacomo-Tosti) Vittorio Parisi
Muntevergine (Cinquegrana-Valente) Mario Pasqualillo - Ferdinando Rubino - Alfredo Sivoli
Napule (Murolo-Tagliaferri) In coro tutto il cast
Napule ca se ne va (Murolo-Tagliaferri) Alfredo Sivoli
'Nbraccio a mme (Murolo-Tagliaferri) Ferdinando Rubino
'O cunto 'e Mariarosa (Murolo-Tagliaferri) Ada Bruges
'O paese d"o sole (Bovio-D'Annibale) In coro tutto il cast
'O sole mio (Capurro-Di Capua) Mario Massa
Paraviso e fuoco eterno (Murolo-Tagliaferri) Mario Pasqualillo
Serenatella amara (Bovio-D'Annibale) Giorgio Schottler
Torna a Surriento (G.B. & E. De Curtis) Vittorio Parisi - Ferdinando Rubino
Totonno 'e Quagliarella (Capurro) Arturo Gigliati
Ve chiammate (Murolo-Valente) Nicola Maldacea - Milly
Voce 'e chitarre (Murolo-Tagliaferri) Clara Loredano

NoteModifica

  1. ^ Ettore De Mura, Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969
  2. ^ Festival di Napoli, su www.interviu.it. URL consultato il 10 febbraio 2018.
  3. ^ Enciclopedia del Festival della canzone napoletana 1952-1981 di Antonio Sciotti (Ed. Luca Torre), 2011
  4. ^ a b TV Sorrisi e Canzoni n°28 - 9 luglio 1961
  5. ^ MARIO TREVI - Mandulinata blu (Gran Festival di Piedigrotta, 1962)
  6. ^ Sorrisi e Canzoni n° 46, 18 novembre 1973
  7. ^ Renato Caserta, Canzoni e Risse - così finì il festival di Napoli, ABA editore (1999)
  8. ^ Vittorio Parisi: Serenata napulitana
  9. ^ Hit Parade Italia: Festival Napoletano a Sanremo, 1932

BibliografiaModifica

  • Ettore De Mura, Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969.
  • Pietro Gargano e Gianni Cesarini, La Canzone Napoletana, Milano, Rizzoli editore, 1984.
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, Alla voce Festival della canzone napoletana, di Enzo Giannelli, pp. 656-658, Armando Curcio Editore, 1990.
  • Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999.
  • Renato Caserta, Canzoni e Risse - così finì il festival di Napoli, ABA edizioni, 1999.
  • Dario Salvatori, Dizionario della canzoni italiane, Roma, Elle U Multimedia, 2001.
  • Salvatore Palomba e Stefano Fedele, Le Canzoni di Napoli, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2009.
  • Antonio Sciotti, Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Napoli, Luca Torre editore, 2011.
  • Pietro Gargano, Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana vol.VII, Napoli, edizione Magmata, 2015.
  • Sorrisi e Canzoni (vari numeri della rivista).
  • Il Musichiere (vari numeri della rivista).
  • Billboard (vari numeri della rivista).
  • Radiocorriere TV(vari numeri della rivista).

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica