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Le Figlie della Chiesa sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: le suore di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla E.F.[1]

Indice

Cenni storiciModifica

 
Maria Oliva Bonaldo, fondatrice della congregazione

La congregazione è stata fondata da Maria Oliva Bonaldo (1893-1976): nel 1920 entrò fra le Canossiane di Treviso e fece la sua professione dei voti perpetui nel 1928. Negli anni maturò una vocazione alla vita contemplativa e manifestò il suo desiderio al cardinale Adeodato Piazza, che sostenne il suo progetto concedendo a lei a quante, tra le sue consorelle, lo desiderassero, di sperimentare questa forma di vita.[2]

Gruppi ispirati al carisma della Bonaldo sorsero a Treviso e a Vicenza: il 24 giugno del 1938 le religiose, con il permesso del capitolo generale delle Figlie della Carità, si riunirono a Roma e iniziarono la fondazione di una nuova congregazione. Il nuovo istituto, detto delle Figlie della Chiesa, ebbe ufficialmente inizio a Venezia nel 1940.[2]

L'istituto ha ottenuto il pontificio decreto di lode il 21 dicembre del 1949 ed è stato approvato definitivamente dalla Santa Sede l'8 giugno del 1957.[2]

Attività e diffusioneModifica

Le religiose si dedicano alla preghiera contemplativa, soprattutto all'adorazione del Santissimo Sacramento, per l'unità dei cristiani: si dedicano anche a opere di apostolato attivo collaborando con le opere pastorali delle Chiese locali e promuovendo la diffusione dell'insegnamento del magistero ecclesiastico.

Oltre che in Italia, sono presenti anche in altri paesi europei (Francia, Spagna, Portogallo, Turchia), in India e nell'America meridionale (Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador):[3] la sede generalizia è a Roma.[1]

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 385 religiose in 65 case.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b c Ann. Pont. 2007, p. 1554.
  2. ^ a b c DIP, vol. III (1976), coll. 1549-1551, voce a cura di G. Rocca.
  3. ^ Figlie della Chiesa: dove siamo, su figliedellachiesa.org. URL consultato il 26-7-2009 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2013).

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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