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Filippo Anfossi (Taggia, 1748Roma, 1825) è stato un teologo italiano, vicario generale dei Domenicani e maestro del sacro palazzo apostolico.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Taggia, in provincia di Imperia, venne chiamato in Vaticano nel 1803 a contrastare e confutare le tesi del teologo Josse Le Plat scrisse contro la bolla papale Auctorem fidei. Nel 1815 Papa Pio VII lo consacrò maestro del sacro palazzo apostolico; si oppose poi alle tradizioni conservatrici politiche e dottrinali della Curia e al giansenismo di Scipione de' Ricci e al gallicanesimo di César-Guillaume de La Luzerne, avvicinandosi così a posizioni ultramontaniste. Fu, inoltre, un acceso sostenitore del centralismo romano.

Animato da un singolare attivismo, Anfossi fu spesso in relazione con Félicité de Lamennais, avendo con lui uno scambio epistolare tra il 1821 e il 1823 relativo a Essai sur l'indifférence en matière de religion. Tra le sue opere vi sono Difesa della bolla "Auctorem fidei" in cui si trattano le maggiori questioni che hanno agitate in questi tempi la chiesa (Roma, 1810 e 1816), Motivi per cui il Padre Filippo Anfossi Domenicano a creduto di non potere adorire alle quattro proposizioni gallicane (Roma, 1813) e L'unione politico-religiosa considerata nei suoi rapporti colla civile società (Roma, 1822).

Famosa la polemica intercorsa fra Anfossi da un lato, e la Curia romana, la Santa Inquisizione e lo stesso Papa Pio VII dall'altro, riguardante l'imprimatur al saggio di astronomia di Giuseppe Settele nel 1820, a causa della teoria copernicana adottata nel testo. Quale Maestro del Sacro Palazzo, Anfossi rifiutava l'imprimatur richiamandosi ai provvedimenti del 1616 e 1633 che qualificavano "dannata" ed "eretica" la teoria eliocentrica in occasione del processo a Galileo. A suo parere tali definizioni costituivano Magistero papale, come tale divinamente assistito, perché relative non già all'una o all'altra teoria scientifica, ma alla corretta interpretazione da dare alla Sacra Scrittura, secondo la quale la Terra veniva descritta come "immobile al centro del Mondo" e il Sole in rivoluzione attorno ad essa. A sorpresa, l'imprimatur fu concesso dal Cardinale Vicario nel 1821. Gli inquisitori osservarono, infatti, che quando avevano definito la teoria copernicana "contraria alle Scritture", non intendevano "contraria alla fede" bensì "opposta alla lettura tradizionale delle Scritture"[1].

Anfossi conservò la sua opposizione fino alla morte.[2]

NoteModifica

  1. ^ Paolo Mieli, L'arma della memoria. Contro la reinvenzione del passato, Rizzoli, Milano 2015, pag. 323.
  2. ^ Walter Brandmüller, Galilei e la Chiesa, Ed. Vaticana 1992

BibliografiaModifica

  • Bonella, Anna Lia, Augusto Pompeo, and Manola Ida Venzo, eds. Roma fra la Restaurazione e l'elezione di Pio IX: amministrazione, economia, società e cultura. Herder, 1997.
  • Paolo Maffei (a cura di), Giuseppe Settele, il suo diario e la questione galileiana - Foligno, Ediz. dell'Arquata - 1987.

OpereModifica

  • Difesa della bolla Auctorem fidei, Roma, Mordacchini, 1816.
  • La verità dei fatti, e la santità delle leggi opposte ai vani pensieri sopra le alienazioni dei medesimi. Lettere nove, Roma, 1803.
  • Le fisiche rivoluzioni della natura, o la palingenesi filosofica di Carlo Bonnet convinta di errore: dissertazione theologico-filosofica, Roma, Mordacchini, 1820.
  • Quaresimale, con Paolo abate cistercense, Roma, Mordacchini, 1821.
  • L'uomo politico-religioso o sia la cattolica religione considerata ne' suoi rapporti colla civile società, Roma, Mordacchini, 1802.
  • Il Revisore Riveduto, Mordacchini, Roma, 1814.
  • Il poema di san Prospero contro gl'ingrati tradotto in terze rime italiane, Roma, Mordacchini, 1818.
  • Esercizi spirituali dati alle monache dominicane, Roma, Mordacchini, 1821.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN102318536 · ISNI (EN0000 0000 7819 3421 · LCCN (ENno2009123590 · WorldCat Identities (ENno2009-123590