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Filippo Cavolini (Vico Equense, 8 aprile 1756Napoli, 15 marzo 1810) è stato un biologo italiano.

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BiografiaModifica

Figlio di Nicola, avvocato napoletano, e di Angela Auriemma, gentildonna sorrentina. Fu professore nella Cattedra di Zoologia e Direttore del Museo zoologico della Regia Università degli studi di Napoli. Dedicatosi alla storia naturale dopo aver abbandonato la carriera legale, pervenne, impiegando uno stile di ricerca vicino a quello di Lazzaro Spallanzani, a importanti risultati sia nel settore della biologia marina (Memorie per servire alla storia de' polipi marini - 1785 - e Memoria per servire alla generazione dei pesci e dei granchi - 1787) che in quello della botanica, scoprendo, nel 1778, il processo di caprificazione (Memoria per servire alla storia compiuta del fico e della caprificazione). Morì in seguito all'aggressione da parte di un soldato mentre stava eseguendo una ricerca in barca nel golfo di Napoli: cadde in mare e morì qualche giorno dopo per una polmonite contratta in seguito alla caduta.

Al suo nome è dedicata una famiglia di Opisthobranchia, le Cavolinidae. La città di Napoli gli ha dedicato una strada accanto all'Orto botanico.

OpereModifica

  • Opere di Filippo Cavolini; ristampa a cura della Società di naturalisti in Napoli, Napoli : Detken & Rocholl, 1910.
    È un'opera pubblicata in occasione del I centenario della morte di Filippo Cavolini; contiene tutte le opere di Cavolini, eccetto Progymnasma in veterum iureconsultorum philosophiam, un'opera di filosofia del diritto pubblicata a Napoli nel 1779.
  • Memorie postume sceverate dalle schede autografe; per cura ed a spese di Stefano Delle Chiaie, Benevento : Tipografia delle Streghe, 1853

OnorificenzeModifica

  • Socio ordinario della Regia Accademia delle Scienze
  • Socio ordinario del Regio Istituto di incoraggiamento
  • Socio ordinario dell'Accademia Pontaniana
  • Socio corrispondente della Società de' Georgofili di Firenze
  • Socio delle Accademie delle Scienze di Torino, e di Mantova
  • Socio dell'Accademia Linneana di Londra.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

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