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Filippo Piccone
Filippo Piccone daticamera.jpg

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVII (Fino al 22/12/2017)
Gruppo
parlamentare
- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 18/11/2013)

- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa (Dal 18/11/2013 al 22/12/2017)

Circoscrizione Abruzzo
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XV, XVI
Gruppo
parlamentare
XV:
- Forza Italia

XVI:
- Il Popolo della Libertà

Circoscrizione Abruzzo
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Alternativa Popolare (2017)
In precedenza:
Forza Italia (Fino al 2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Nuovo Centrodestra (2013-2017)
Professione Imprenditore

Filippo Piccone (Celano, 20 settembre 1961) è un politico e imprenditore italiano.

Indice

BiografiaModifica

Attività politicaModifica

Dal 2004 al 2008 è stato sindaco di Celano, eletto con una lista civica di centro-destra.[1]Riconfermato il 30 aprile 2010 con il 56.8% contro Carlo Cantelmi fermo al 43.2% (Lista Civica Uniti Insieme per Celano) mantiene tale incarico fino al 27 marzo 2012 quando per motivi personali e divergenze con la maggioranza che lo sostiene si dimette. Il 10 aprile 2012 ritira tuttavia le dimissioni e resta in carica sino al 7 novembre 2014. In seguito alle nuove elezioni comunali, il 17 giugno 2015 diviene vicesindaco di Celano.

Elezione a senatore (2006, 2008)Modifica

Alle elezioni politiche del 2006 viene eletto al Senato della Repubblica, in regione Abruzzo, nelle liste di Forza Italia.

Alle elezioni politiche del 2008 viene confermato senatore, tra le file del Popolo della Libertà.

Diviene in seguito coordinatore regionale del PdL in Abruzzo. Il suo nome venne dato come possibile candidato del centro-destra per le elezioni regionali in Abruzzo del 2008, anche se la scelta è poi ricaduta poi Gianni Chiodi, ex Sindaco di Teramo.

Elezione a deputato (2013)Modifica

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Abruzzo, come capolista del Popolo della Libertà, venendo eletto deputato della XVII Legislatura.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[2], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[3][4].

Alle elezioni europee del 2014 è candidato al Parlamento europeo, nella circoscrizione Italia meridionale, nella lista congiunta Nuovo Centrodestra-Unione di Centro: nonostante le 42.748 preferenze raccolte arriva secondo dietro al segretario dell'UDC Lorenzo Cesa, risultando quindi il primo dei non eletti.

Il 18 marzo 2017, con lo scioglimento del Nuovo Centrodestra, confluisce in Alternativa Popolare.[5]

Il 26 novembre 2017 abbandona Alternativa Popolare, criticando la scelta del partito di allearsi con la coalizione di centro-sinistra.[6]

Dopo aver presentato la richiesta di dimissioni dalla carica di deputato per motivi personali, il 22 dicembre 2017 la Camera dei Deputati approva a voto segreto le sue dimissioni.[7][8] Gli subentra Massimo Verrecchia.[9]

ControversieModifica

Il suo nome spunta nell'inchiesta della Procura di Pescara denominata Re Mida che ha portato all'arresto dell'Assessore alla Sanità della Regione Abruzzo Lanfranco Venturoni nonché numerosi indagati nel PdL Abruzzo: i senatori Fabrizio Di Stefano, vicecoordinatore del PdL Abruzzo e Paolo Tancredi, coordinatore del PdL in Provincia di Teramo, l'Assessore all'Ambiente della Regione Abruzzo Daniela Stati, il Sindaco di Teramo Maurizio Brucchi nonché il monopolista dei rifiuti abruzzesi l'imprenditore Rodolfo Di Zio. L'indagine ruoterebbe tutta intorno a una serie di favori che Di Zio avrebbe ricevuto dall'allora Presidente della Team, la municipalizzata di rifiuti a Teramo, Venturoni tra cui la costruzione di un nuovo inceneritori in Abruzzo in cambio di elargizioni al PdL regionale.

Secondo gli inquirenti, Piccone, che risulta non indagato, avrebbe cercato di scompaginare i piani di Venturoni e Di Zio per costruire l'inceneritore a Teramo volendolo invece nella Marsica perché «intravide un'enorme opportunità di arricchimento e non un'esigenza pubblica».Gli inquirenti poi hanno potuto accertare che lo stesso Assessore all'Ambiente dell'Abruzzo, Stati, avesse ricevuto notevoli pressioni proprio dal senatore Piccone. Stati, infatti, parlando con l'assessore Mauro Febbo, afferma chiaramente che il senatore Piccone avrebbe promesso al sindaco di Avezzano, Antonio Floris, di candidare il figlio in cambio dell'autorizzazione all'impianto per le biomasse. La delibera frutto dello scambio viene individuata dalla procura di Pescara nella numero 74 del 9 settembre 2009.Il fatto, è che il coordinatore Pdl Piccone è interessato all'inserimento dell'area in cui sorge il complesso immobiliare dell'ex zuccherificio di Avezzano, in una zona di recupero energetico del piano urbanistico del comune. La ragione è nel fatto che la società, la quale ha acquistato la proprietà dell'ex zuccherificio, la Rivalutazione Trara srl, è di fatto del senatore stesso che la governa attraverso il socio Ermanno Piccone, suo padre. Tuttavia il patto d'acciaio tra Venturoni e Di Zio, scrivono gli inquirenti, grazie anche alla mediazione di Tancredi, avrebbe convinto Piccone a rinunciare all'idea.

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica