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Filippo Tagliolini

scultore italiano

BiografiaModifica

Nato in un borgo della Valnerina, presso Cascia, la passione per l'arte e il desiderio di affermarsi lo spinse, ventenne, a recarsi a Roma dove, nel 1766, dopo un breve apprendistato nella bottega di Pietro Pacilli, si aggiudicò l'ambito premio di scultura dell'Accademia di San Luca. Il riconoscimento lo stimolò a trasferirsi, l'anno successivo, prima a Venezia per lavorare nel laboratorio dei fratelli Cozzi, poi a Vienna, in cui operò validamente come modellatore nella fabbrica imperiale di porcellane.[1]

Nel 1780, già sufficientemente conosciuto, fu convocato a Napoli per lavorare presso la Real fabbrica Ferdinandea (1771-1806), che contribuì a rinnovare, sotto il patrocinio dei sovrani Ferdinando IV e Maria Carolina: si fece portatore di prestigiose innovazioni introducendo l'uso del biscuit e del gusto neoclassico.[2]

Le opere del Tagliolini, oltre cento, sono conservate specialmente presso il Museo di Capodimonte. Ideava e modellava personalmente le sue creazioni, coadiuvato poi dagli allievi, e le firmava con un monogramma.[3]

Tra le sue sculture più famose il Giudizio di Paride, composto da 19 pezzi, la Caduta dei Giganti e L'Educazione di Achille da parte del centauro Chirone.

Filippo Tagliolini morì a Napoli, nel 1809, all'età di 64 anni.

NoteModifica

BibliografiaModifica

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Controllo di autoritàVIAF (EN54946979 · ISNI (EN0000 0000 5433 8577 · LCCN (ENnr90019683 · GND (DE118920278 · ULAN (EN500054634 · CERL cnp00542338 · WorldCat Identities (ENnr90-019683