Filippo de Commynes

politico francese
Philippe de Commynes

Philippe de Commynes, o de Commines (Hazebrouck, 1445 o 1447Châteauroux, 18 ottobre 1511), è stato un gentiluomo, cronista e politico francese di origine fiamminga.

Origini familiari e biografiaModifica

Figlio di Colard II de la Clyte, signore di Renescure, balivo della Contea delle Fiandre, Philippe de Commynes nacque nel castello di Renescure, presso Hazebrouck tra il 1445 e il 1447. Nel 1464 iniziò la sua carriera alla corte di Borgogna come scudiero di Carlo conte di Charolais, il futuro Carlo il Temerario. Continuò i suoi servizi presso la corte borgognona fino al 1472. Prese parte alla Lega del bene pubblico contro Luigi XI e alle campagne di Carlo contro Liegi, compiendo delicate missioni diplomatiche a Calais, in Bretagna e in Castiglia. Avvicinatosi a Luigi XI durante le trattative che condussero al trattato di Péronne (1468), la notte tra il 7 e l'8 agosto 1472 abbandonò la corte borgognona, e raggiunse il re di Francia, al cui servizio rimase fino alla morte.

Lautamente ricompensato dal suo nuovo sovrano (ne ebbe il principato di Talmont, larghe sovvenzioni in denaro, che gli permisero di acquistare nel 1473, al momento del suo matrimonio con Hélene de Chambes, la signoria di Argenton, cariche pubbliche, rendite e signorie minori), Commynes fu molto vicino a Luigi XI e, nonostante brevi periodi di oscuramento nel favore regio, lo servì in delicate mansioni: negli intrighi contro il duca di Borgogna, nelle trattative con gli Inglesi, nei rapporti con gli stati italiani (compì un primo viaggio in Italia nel 1478). Ma il favore reale gli venne meno con la morte di Luigi XI. Legatosi al duca d'Orléans, in aperta opposizione alla reggente Anna di Beaujeu e compromessosi in un complotto, Commynes venne arrestato, rinchiuso per cinque mesi nel castello di Loches, processato e condannato nel 1489 a dieci anni di reclusione. La successiva riconciliazione tra il duca d'Orléans e Carlo VIII gli permise di rientrare a corte e di prendere nuovamente parte alla vita politica del paese, ma Commynes non riuscì a recuperare l'influenza perduta. Carlo VIII lo condusse con sé in Italia; si servì di lui soprattutto per trattare con la Repubblica di Venezia; ma consigli ed esortazioni del Commynes - ostile alla campagna d'Italia - caddero spesso nel vuoto. Luigi XII si servì ancora occasionalmente di Commynes, ma gli ultimi anni della sua vita, più che da grandi incarichi pubblici, furono riempiti da piccole beghe private. Morì il 18 ottobre 1511 nel castello di Argenton.

Nel momento di forzato abbandono della politica attiva, Commynes cominciò i Mémoires, redatti per la prima parte (libri I-VI) tra il 1489 e il 1491, e continuati poi per la seconda (libri VII-VIII) tra il 1495 e il 1498. Grazie a questi libri viene considerato uno dei padri degli storici moderni, grazie alla sua obiettività ed alla profondità psicologica dei suoi personaggi posti in relazione con i fatti politici in un gioco di cause, effetti, previsioni.

PensieroModifica

Commynes si rese conto della svolta epocale del suo tempo, segnata dalla frantumazione della cristianità e dell'inutilità delle soluzioni basate sulla forza, come evidenziò la guerra dei cento anni. Ad un incoraggiamento della prudenza nella politica estera, Commynes auspicò, sul piano interno, un'introduzione degli stati generali tipici ormai del parlamento inglese. La Provvidenza, infine, pare all'autore un elemento fondamentale per valutare le ragioni dei forti ed i torti dei vinti.[1]

OpereModifica

  • Les Mémoires de messire Philippe de Commines [...] sur les principaux faicts, et gestes de Louis onziéme et de Charles huictiéme, son fils, roys de France, par Denis Sauvage, Paris 1552 (trad. it. Memorie, a cura di M.C. Daviso, Torino 1960);
  • Lettres, éd. critique par J. Blanchard, Genève 2001;
  • Mémoires, éd. critique par J. Blanchard, Genève 2007.

NoteModifica

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, Vol.III, pag.383.

BibliografiaModifica

  • Joseph Kervyn de Lettenhove, Lettres et négociations de Philippe de Commynes, voll. 2, Bruxelles 1867-74;
  • Wilhelm A. Arnold, Die ethisch-politischen Grundanschauungen des Philippe von Commynes, Dresda 1873;
  • Charles Fierville, Documents inédits sur Philippe de Commynes, Parigi 1881;
  • A. Duméril, Comines et ses "Mémoires", in Annales de la Fac. de Bordeaux, VI (1885), pp. 93-146;
  • Victor-Louis Bourrilly, Les idées politiques de Commynes, in Revue d'histoire moderne et contemp., I (1894), pp. 93-123;
  • Bernard de Mandrot, L'autorité historique de Philippe de Commynes, in Revue hist., LXXIII e LXXIV;
  • Auguste Molinier, in Les sources de l'histoire de France des origines aux guerres d'Italie, V, Parigi 1904, p. 5-22;
  • Charles Augustin de Sainte-Beuve, Causeries du lundi, 3ª ed., Parigi 1857, I, pp. 240-259.
  • Cristian Bratu, «Je, auteur de ce livre»: L’affirmation de soi chez les historiens, de l’Antiquité à la fin du Moyen Âge. Later Medieval Europe Series (vol. 20). Leiden: Brill, 2019 ISBN 978-90-04-39807-8.
  • A.Prucher, I Mémoires di P.de Commynes e l'Italia del Quattrocento, Firenze, 1957.
  • Denys Godefroy - Mémoires de messire Philippe de Comines - 1714
  • Andrea Matucci, Commynes, Philippe de, in Enciclopedia machiavelliana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014.

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