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Filosofia islamica

La nuova preferita in harem, di Francesco Hayez (Milano, 1866)

La filosofia islamica (in arabo: الفلسفة الإسلامية‎, al-falsafa al-islāmiyya) interessa l'insieme delle questioni filosofiche sollevate dai pensatori musulmani.

Nel mondo musulmano, il filosofo è detto faylasúf (pl. falāsifa), e la filosofia fálsafa (dal greco antico φιλοσοφία).

Cenni storiciModifica

Malgrado i filosofi musulmani fossero sempre guardati con sospetto dalla comunità islamica e spesso anche perseguitati, essi furono credenti come tutti gli altri nel mondo musulmano, solo che nella ricerca della verità si avvalsero degli strumenti loro forniti dalla filosofia greca, che cercarono di mettere in sintonia con la propria religione.

Durante il Medioevo, in particolare, si deve agli Arabi il mantenimento di una tradizione filosofica facente capo ad Aristotele, che fu commentato e tradotto generando interessi verso le scienze naturali. Si trattava di un aristotelismo penetrato in Vicino Oriente attraverso l'interpretazione che ne aveva dato in epoca ellenistica Alessandro di Afrodisia, mescolato con motivi giudaici, cristiani, e soprattutto neoplatonici. In questo sincretismo di culture, favorito dall'espansione arabo-islamica verso l'Occidente, erano fioriti nuovi centri come Bassora, Baghdad, Granada, Cordova, e Palermo.

Tra le figure più importanti in ambito islamico, che cercarono di conciliare l'adesione al Corano con le esigenze della ragione, vi furono al-Kindi, al-Farabi, Ibn Bajja, Avicenna (o Ibn-Sina) e Averroè (o Ibn-Rushd).[1]

CaratteristicheModifica

La filosofia islamica prese vari orientamenti, tutti improntati più verso un eclettismo, dovuto forse alla mancanza di strumenti critici quando contributi esterni all'Islam venivano accettati, che verso una direzione propria, e tutti segnati dalla necessità di adattare questi contributi ai principi religiosi dell'Islam.

Filosofia islamica classicaModifica

Tra l'VIII e il XVI secolo d.C., durante la cosiddetta Epoca d'oro islamica, un fiorente periodo di progresso che nel tempo ha influenzato le varie scienze moderne, il filosofo arabo al-Kindi diede inizio a ciò che oggi chiamiamo Filosofia islamica classica. Essa è la più antica filosofia araba, che comprende dottrine circa l'universo, la vita, la società, l'etica e altre questioni riguardanti l'Islam e il suo mondo.

All'interno della filosofia islamica bisogna sottolineare due concetti:

  • Kalam: letteralmente indica una filosofia scolastica, una filosofia cioè che si occupa a comprendere e a spiegare con la ragione i dogmi religiosi, i quali nella visione della religione dovrebbero essere accettati e presi come veri senza bisogno di prove o interpretazioni;
  • Falsafah: significa scienza ragionata intesa come logica, matematica e fisica che segue le dottrine platoniche o aristoteliche, che vennero tradotte e diffuse successivamente tramite traduzioni e commenti arabi nel mondo medievale latino cristiano, in cui a quel tempo la lingua greca era diventata sconosciuta.

Averroè (o Ibn-Rushd)Modifica

Il più illustre filosofo della filosofia islamica classica è Ibn-Rushd, conosciuto meglio come Averroè.

Egli nacque a Cordova e morì in esilio a Marrakesh a causa dei suoi pensieri filosofici.

Le sue dottrine si basano, come la filosofia islamica a venire, sulla definizione data dal suo predecessore Ibn-Sina (Avicenna) riguardo la vera essenza della filosofia araba. Avicenna infatti sostiene che:

“Se una cosa non è necessaria in rapporto a se stessa, bisogna che sia possibile in rapporto a se stessa, ma necessaria in rapporto a una cosa diversa.” - (Avicenna, Metafisica, II, 1, 2)

Quindi tutto ha la necessità di esistere e di accadere perché tutto è frutto di un processo a catena infrangibile basato sulla necessità di esistere o di accadere: le cose esistono e dunque sono necessarie, perché derivanti da Dio, essere necessario; ciò che accade lo fa perché è necessario e non potrebbe essere diversamente, in quanto è l’ordine del mondo a guidare le azioni dell’uomo che non ci si può ribellare.

Anche riguardo alla tematica della creazione e dell’eternità del mondo ci sono somiglianze tra i pensieri filosofici dei due. Tuttavia, a differenza di Ibn-Sina, Ibn-Rushd considera il mondo come una creazione dovuta non alla volontà divina ma alla manifestazione necessaria della perfezione divina.

Averroè ebbe sempre una forte inclinazione verso Aristotele, le cui dottrine venivano da lui considerate come la Verità stessa, quasi un metodo scientifico con cui esprimere e spiegare la religione musulmana. Nella sua concezione però esistevano due tipi di verità, la verità religiosa e quella filosofica, e nonostante gli opposti metodi d’approccio usati rispettivamente dall’Islam e dalla filosofia islamica, egli non le considerava ad essere in conflitto, perché entrambe, sia la religione che la filosofia usavano due vie differenti per arrivare alla stessa Verità.

Degne di nota, inoltre, sono le sue modifiche alle dottrine sull’intelletto di al-Kindi e di Ibn-Sina: mentre gli ultimi due parlavano di tre tipi di intelletto, attivo (cioè divino), potenziale (ovvero materiale, di base, proprio dell’essere umano) e acquisito (ossia quello che produce le conoscenze tramite i sensi, e dunque anche esso materiale), Averroè riprese questi concetti considerando però l’intelletto potenziale più vicino a quello divino.

Con la morte di Averroè ebbe fine anche la filosofia islamica classica, alla quale seguirono correnti di pensiero molto simili alla filosofia di Averroè e dei suoi coevi.

Filosofia islamica modernaModifica

Tra i più importanti pensatori della filosofia islamica moderna possiamo ricordare Mulla Sadra.

NoteModifica

  1. ^ Herbert A. Davidson, Alfarabi, Avicenna, and Averroes, on Intellect: Their Cosmologies, Theories of the Active Intellect, and Theories of Human Intellect, New York, Oxford University Press, 1992 ISBN 9780195074239.

BibliografiaModifica

  • Baffioni, Carmela. Storia della filosofia islamica. Milano, Mondadori, 1991.
  • —.I grandi pensatori dell'Islam. Roma, Edizioni Lavoro, 1996.
  • —. Filosofia e religione in Islam. Firenze, Nuova Italia Scientifica, 1997.
  • Campanini, Massimo. La filosofia islamica, Brescia, ELS La scuola, 2016.
  • Corbin, Henry. Storia della filosofia islamica, Adelphi, Milano, 1991.
  • Leaman, Oliver. La filosofia islamica medievale, trad. di M. Campanini, Bologna, il Mulino, 1991.
  • Rudolph, Ulrich. La filosofia islamica, trad. C. Baffioni. Bologna, il Mulino, 2006.

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