Rete filoviaria di Sanremo

Rete filoviaria italiana
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Rete filoviaria di Sanremo
Servizio di trasporto pubblico
Filobus RT 1703.JPG
Vettura n. 1703 in deposito
TipoRete filoviaria interurbana
StatiItalia Italia
CittàSanremo
Apertura1942
Linee impiegate2 (di cui 0 attive) - linea per Ventimiglia fuori uso e linea urbana momentaneamente soppressa.
 
GestoreRiviera Trasporti
Vecchi gestoriSTEL
 
Lunghezza21 km
Elettrificazione600 V cc
NoteLinea per Taggia chiusa all'esercizio
Sanremo mappa rete filoviaria.jpg
Trasporto pubblico

La rete filoviaria di Sanremo, detta anche filovia della Riviera dei Fiori, univa i centri costieri da Ventimiglia a Taggia.

L'esercizio è attualmente sospeso.

CaratteristicheModifica

Il servizio è storicamente strutturato su 2 linee interurbane e 1 linea urbana:

StoriaModifica

Il contesto e la costruzioneModifica

La filovia fu realizzata a partire dal 1942, per sostituire due linee tranviarie, la Ospedaletti-Sanremo-Taggia e la Ventimiglia-Bordighera.

L'avvio del servizio filoviario fu fortemente voluto dalla Fiat, all'epoca principale fornitore dei mezzi filoviari, che aveva acquisito la maggioranza del capitale della società esercente STEL (Società Trasporti Elettrici Liguri) che gestiva le sopracitate tranvie. A quei tempi il tram era considerato un mezzo obsoleto, mentre il filobus era relativamente innovativo per l'epoca: non solo garantiva migliori prestazioni a fronte di minore manutenzione ed era più capiente, ma grazie alla presenza del bifilare su entrambi i sensi di marcia (le tranvie erano invece a binario unico), era possibile mantenere in linea molti più mezzi contemporaneamente. Fu inoltre colta l'occasione di elettrificare anche la tratta fra Ospedaletti e Bordighera, sulla quale l'impianto dei binari era stato tempo prima impedito da polemiche locali[1] per la conformazione tortuosa della via Aurelia.

L'inaugurazione della reteModifica

 
Filobus storico n. 29 nel 1991, davanti all'allora nuovo municipio di Taggia
 
Il progetto originario di sviluppo della rete filoviaria di Sanremo, presentato nel 1944.

La prima linea, lunga 9,15 km, da Sanremo ad Ospedaletti, fu inaugurata il 21 aprile 1942. Per i primi tempi, il filobus coesistette con il tram ed i lavori di sostituzione degli impianti durarono più del previsto a causa degli eventi bellici.

La successiva inaugurazione avvenne nel 1948 con la linea Sanremo - Taggia, cui seguì, nel 1951, il prolungamento Ospedaletti - Ventimiglia. La rete così completata raggiunse una lunghezza complessiva di 29 Km.

Stante il carattere interurbano delle due linee (T e V), con concessione per l'esercizio rilasciata dalla Provincia, un terzo servizio filoviario (U) nella città matuziana fu dall'inizio attuato quale "intensificazione urbana" delle altre due linee; per svolgere lo stesso, dalla lunghezza di 7 km, furono realizzati due anelli di ritorno nelle località Villa Helios (lato Ventimiglia) e La Brezza (lato Taggia), presso i quali la linea U effettuava capolinea.

Il progetto originario prevedeva un ulteriore prolungamento, con un ramo est fino a Santo Stefano al Mare, il quale però non venne mai realizzato[1].

Dal dopoguerra agli anni '80Modifica

In origine il capolinea di entrambe le linee extraurbane si trovava nella centrale piazza Colombo; successivamente venne poi sdoppiato: dal 1956 le partenze per Ventimiglia furono ubicate nel piazzale dell'attuale autostazione, mentre quelle per Taggia furono prolungate fino in piazza Cesare Battisti, davanti all'allora stazione ferroviaria di Sanremo.

La linea aerea di contatto, costruita dalla C.G.E., consentiva una notevole flessibilità di esercizio, grazie anche a numerosi anelli di ritorno lungo il tracciato posti rispettivamente a Ventimiglia, Bordighera, Ospedaletti, Piazza Colombo a Sanremo, Arma di Taggia e Taggia. Il tratto costiero tra Taggia e Arma di Taggia era a bifilare unico, a causa della ridotta sede stradale.

Nel 1975 le 5 sottostazioni elettriche, alcune risalenti all'esercizio tranviario, vennero rinnovate.

Tra gli anni '60 e '70, poiché la nuova politica del trasporto pubblico tendeva a favorire l'autobus quale mezzo più efficiente e più agile, venne paventata la soppressione della rete (come stava accadendo in altre città italiane), poi scongiurata. Nel 1981 iniziò invece il processo di ammodernamento, comprendente la sostituzione di impianti e vetture.

La cessione della rete a Riviera TrasportiModifica

Nel 1984 la società Riviera Trasporti subentrò alla STEL nella gestione della rete filoviaria, portando avanti il programma di ammodernamento.

Tra gli anni '80 e '90 le linee subirono diversi tagli e semplificazioni: furono gradualmente eliminati i vari anelli di ritorno e venne rimossa la linea aerea da Corso Matteotti, nel frattempo pedonalizzato; i filobus vennero quindi deviati su via Roma.

Dal 1997, con la chiusura della vecchia stazione ferroviaria di Sanremo e la sua sostituzione con una fermata sotterranea, i capolinea delle linee V e T vennero nuovamente unificati in piazza Colombo.

L'esercizio della tratta Sanremo - Taggia (linea T) venne sospeso nei primi anni novanta a seguito della costruzione di una rotatoria a Taggia ed il mancato adeguamento del bifilare, ragion per cui la linea venne autosostituita. Per risolvere il problema, il 20 dicembre 2001 venne inaugurata una deviazione con anello di ritorno a servizio della nuova stazione di Taggia; nonostante questo accorgimento, la linea non rientrò in funzione ed il nuovo bifilare venne rimosso.

La crisi del servizio e la sospensione della reteModifica

Negli anni 2000, anche a causa dell'obsolescenza dell'impianto, che faticava a stare al passo coi tempi, le 2 linee rimaste (U e V) presentarono diversi problemi: ripetuti guasti alle vetture e alle sottostazioni, danni causati dalle alluvioni e mareggiate (essendo gran parte del tracciato lungo la linea costiera). Inoltre nella città di Sanremo venne modificata la viabilità con la costruzione di nuove rotonde per facilitare l'afflusso delle auto, senza però adeguare le stesse per l'esercizio filoviario. La linea aerea, dopo 70 anni, necessitava di lavori di ammodernamento e messa a norma. Infine le interruzioni della rete ed i mezzi ormai datati fecero calare drasticamente l'utenza, rendendo antieconomica la gestione.

Nel 2017, quando la filovia di Sanremo compì 75 anni, la rete era ampiamente sottoutilizzata[2], con appena 6 vetture in servizio con poche corse nelle ore diurne dei giorni feriali. Dall'anno successivo, anche per consentire gli inderogabili lavori di manutenzione del bifilare, la rete venne sospesa del tutto.

Il progetto di rinascitaModifica

Tra il 2020 e il 2021 viene approvato il rilancio in chiave ecologica della "filovia dei fiori"[3]. Un investimento di 50 milioni per ammodernare tutti gli impianti adeguandoli agli standard europei, ripristinare e potenziare le 3 linee esistenti e rinnovare completamente il parco mezzi, introducendo anche alcuni filosnodati da 18 metri.[4]

Considerata però l'attuale limitata utenza del servizio filoviario, tale progetto nel dicembre 2021 è stato momentaneamente accantonato[5].

Parco veicoliModifica

Nel 1953-54 i filobus F656 della dotazione originaria, cui si erano aggiunte 4 vetture del tipo F668, furono sostituiti da più ampi F2401 Fiat/Cansa/CGE, che aiutarono a far fronte alla concorrenza dei paralleli autoservizi SATI. Altre due serie di filobus concettualmente derivati da questi, i Fiat 2411, seguirono nel 1957/58 e nel 1963/64. Altre vetture simili, provenienti dal parco della rete bolognese, si aggiunsero nel 1983.

Nel 1984 il parco, che comprendeva allora 10 vetture Iveco 2641 (altrimenti denominate 471.10 e 471.12, essendo realizzate sull'omonimo autotelaio) carrozzate da Portesi, fu significativamente ammodernato con la consegna di 4 vetture 201LF Menarini/Tibb. Lo sfortunato prototipo Macchi/Ansaldo, consegnato nel medesimo periodo, non prestò di fatto servizio viaggiatori.

L'ultimo significativo ammodernamento del parco mezzi si ebbe nel 1992, con la consegna di 14 veicoli 4001.12 Breda/Siccar/AEG[6], 13 dei quali prestano tuttora servizio. In tempi più recenti si registra la consegna delle ultime vetture costruite per la filovia di Sanremo, i Solaris "Trollino", entrati in servizio nel 2008 ma dismessi da due anni a seguito di un grave guasto elettrico.

Attualmente risultano operative soltanto 7 vetture Breda 4001.12 (le unità 1700,1701,1702,1708,1709,1711,1712).

DepositiModifica

 
L'ex rimessa tranviaria di Taggia, nel 1988

La filovia di Sanremo dispone attualmente di un unico deposito-officina, sito in corso Cavallotti, ove sono presenti numerosi stalli all'aperto per il ricovero dei filobus. In virtù dei piani di valorizzazione immobiliare dell'area, tale impianto è destinato ad essere soppiantato da un altro da realizzarsi in zona Valle Armea; stante le incertezze sul futuro della filovia, non è però escluso che quest'ultimo sia costruito unicamente come deposito automobilistico.

In passato sono esistiti anche altri impianti: il deposito della Foce, che si affacciava in corso Matuzia, la rimessa ex tranviaria di Taggia (demolita negli anni novanta; al suo interno era presente ancora nel 1987 uno spezzone di binario tranviario) e la rimessa all'aperto di Vallecrosia.

Parco veicoli - prospetto riassuntivoModifica

Numeri sociali Costruzione Radiazione Telaio Carrozzeria Equipaggiamento elettrico Note
1-12 1939 1944/57 Fiat 656F Cansa CGE Alcune vetture cedute ad altre imprese, altre requisite nel 1944
31-36 1939 1944/58 Fiat 656F Cansa CGE N. 36 requisito nel 1944
40-43 1949/50 1961/62 Fiat 668F Cansa CGE
51-56 1954 1968/83 Fiat 2401F Cansa CGE
1121-1132 (ex 21-32 II, rinumerati nel 1983) 1957 1983/92 Fiat 2411F Cansa CGE N. 29 tuttora esistente come vettura d'epoca, n. 33 ricostruito con carrozzeria Portesi, demolito nel 1992
1411-1419 (ex 11-19 II, rinumerati nel 1983) 1959/66 1989/90 Fiat 2411F Fiat CGE Ex Bologna, n. 1418 oggi conservato in tale città
33-36 (II) 1964 1992 Fiat 2411F Menarini CGE N. 1133 conservato a Breglio (Francia)
1201 (ex 61 rinumerato nel 1983) 1981 1990 Fiat 2470 Macchi Ansaldo Mai entrato in servizio
1300-1303 1984 1993/94 IVECO 2671 Portesi Ansaldo Demoliti
1500-1505 1985 2001/03 IVECO 2671 Portesi CGE Demoliti
1600-1603 1988 2013 Menarini 201 LF Menarini Tibb N° 1600 Resa storica dall'Associazione FITRAM di La Spezia .

N° 1602 Resa storica dall'Associazione Museo Nazionale dei Trasporti del dopo Lavoro ferroviario - Taggia

1700-1713 1991 In servizio Breda 4001.12 LF Siccar AEG N. 1713 demolita per incidente - N. 1704 / 1705 / 1706 demolite per ricambi - N. 1703 accantonata per ricambi - n° 1707 accantonata per grave guasto - N. 1710 demolita per incendio vano motore
1800-1801 2008 Ferme/accantonate Solaris Trollino Solaris Ganz Transelektro Accantonate in deposito per guasti gravi

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b Polvere di STEL, op. cit.
  2. ^ 75 anni di filobus a Sanremo. Tra luci e qualche ombra, su AUTOBUS Web - La rivista del trasporto pubblico in Italia, 30 aprile 2017. URL consultato il 12 gennaio 2022.
  3. ^ Sanremo, pronto il progetto per far rinascere la filovia. Biancheri: «Grande intervento di mobilità sostenibile», su Riviera24, 12 gennaio 2021. URL consultato il 9 gennaio 2022.
  4. ^ La filovia di Sanremo si rinnova per il suo ottantesimo compleanno, su AUTOBUS Web - La rivista del trasporto pubblico in Italia, 19 gennaio 2021. URL consultato il 9 gennaio 2022.
  5. ^ 50 milioni per la Filovia dei fiori, scartato il progetto di Sanremo, su Riviera24, 6 dicembre 2021. URL consultato il 9 gennaio 2022.
  6. ^ Mondo Ferroviario n. 76, ottobre 1992, p. 72.

BibliografiaModifica

  • Alessandro Sasso, Sanremo: novità nei trasporti pubblici della città rivierasca in Mondo Ferroviario n. 34, marzo 1989, p. 16.
  • Paolo Gregoris, Claudio Serra, Scintille tra i fiori, Cortona, Calosci, 1998. ISBN 88-7785-146-5.
  • Paolo Gregoris, Francesco Rizzoli, Claudio Serra, Giro d'Italia in filobus, Cortona, Calosci, 2003, pp. 59–63. ISBN 88-7785-193-7.
  • Anchille Pennellatore, Piero Anfossi, Corrado Bozzano, Enrico Nigrelli, Stefano Alfano, Polvere di STEL, volume doppio, Genova, Nuova Editrice Genovese, 2007. ISBN 978-88-88963-19-8.
  • AA. VV., I Quaderni tecnici della mobilità - Sistemi Filoviari, Genova, Enterprise, 2003.

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