Filtro digitale

Nella teoria dei segnali un filtro digitale o filtro numerico è un filtro che permette di compiere alcune funzioni matematiche su campioni di segnali discreti nel tempo in ingresso, modificando alcuni aspetti del segnale stesso.

Un esempio di schema di un filtro digitale FIR.

DescrizioneModifica

È completamente diverso dai filtri elettronici che sono analogici e che quindi operano su segnali continui nel tempo. Solitamente l'utilizzo di filtri digitali è molto più economico rispetto a quello di filtri analogici. I filtri digitali permettono di realizzare funzioni di trasferimento a volte impossibili con filtri analogici.

È possibile utilizzare questo tipo di filtro anche su segnali analogici, che devono essere dapprima campionati e poi convertiti in digitale; una volta eseguito il filtraggio, si genera nuovamente il segnale analogico tramite una semplice interpolazione del segnale digitale in uscita. Questa interpolazione, o conversione, viene eseguita da circuiti chiamati convertitori analogico-digitali (ADC, Analog to Digital Converter).

I filtri digitali sono progettati per lavorare in un prefissato intervallo di frequenze: un filtro digitale deve sempre e comunque rispettare il teorema di Nyquist, ovvero il teorema del campionamento, che fissa il limite superiore di frequenza a cui un filtro digitale può operare senza introdurre "artefatti", ovvero disturbi generati dal fenomeno di aliasing.

I filtri digitali sono parte integrante di moltissimi dispositivi elettronici quali radio, cellulari e televisioni.

BibliografiaModifica

  • (EN) A. Antoniou, Digital Filters: Analysis, Design, and Applications, New York, NY: McGraw-Hill, 1993.

Alcuni filtri digitaliModifica

Collegamenti esterniModifica