Finale del campionato europeo di calcio 1968

finale del 3º campionato europeo di calcio
Finale Europeo 1968
UEFA Euro 1968 Final - Italian captain Giacinto Facchetti with the trophy.jpg
Il capitano italiano Giacinto Facchetti con il trofeo.
Dettagli evento
Competizione Campionato europeo di calcio 1968
Risultato
Prima partita
Italia Italia
1
Jugoslavia Jugoslavia
1
Data 8 giugno 1968
Città Roma
Impianto di gioco Stadio Olimpico
Spettatori 68 817
Arbitro Svizzera Gottfried Dienst
Ripetizione
Italia Italia
2
Jugoslavia Jugoslavia
0
Data 10 giugno 1968
Città Roma
Impianto di gioco Stadio Olimpico
Spettatori 32 866
Arbitro Spagna José María Ortiz de Mendíbil
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La finale del campionato europeo di calcio 1968 si è disputata l'8 e il 10 giugno 1968 allo Stadio Olimpico di Roma tra le nazionali di Italia e di Jugoslavia. L'atto conclusivo della manifestazione ha visto prevalere l'Italia, che ha battuto per 2-0 la Jugoslavia nella ripetizione della finale disputata due giorni prima e terminata in pareggio per 1-1 dopo i tempi supplementari. Per l'Italia si è trattato del primo successo nella competizione.

AntefattiModifica

 
Il centrocampista jugoslavo Ilija Petković e il terzino italiano Giacinto Facchetti.

ItaliaModifica

L'Italia di Ferruccio Valcareggi dominò il gruppo 6 di qualificazione, con cinque vittorie e un pareggio, a scapito di Cipro, Romania e Svizzera, e ottenne il pass per i quarti di finale contro la Bulgaria. All'andata del 6 aprile 1968 svoltasi allo Stadio nazionale Vasil Levski a Sofia, a solo 11 minuti dal fischio d'inizio, Nikola Kotkov segnò il rigore che portò in vantaggio i balcanici orientali, i quali, nonostante un autogol di Dimităr Penev su respinta al quarto d'ora nella ripresa, tornarono in vantaggio con il gol di Dinko Dermendžiev da un calcio d'angolo (durante il quale Albertosi si fece male e fu sostituito da Lido Vieri, e lo ampliarono con la rete di Petăr Žekov, che superò Vieri nel 73°; dieci minuti dopo quel gol, Piero Prati fece il suo debutto e segnò il gol della bandierina che fissò il risultato sul 3-2, un risultato ancora aperto data la presenza della partita di ritorno, giocatasi allo Stadio San Paolo a Napoli. Tale incontro segnò la rivalsa azzurra di fronte a 95 000: a quasi un quarto d'ora nel primo tempo, Prati centrò il gol del vantaggio, e al decimo della ripresa il suo connazionale dell'Inter Angelo Domenghini segnò il gol del raddoppio, portando a 4-3 il risultato totale che consentì agli Azzurri di raggiungere le semifinali.

Di nuovo al San Paolo di Napoli, il 5 giugno gli Azzurri affrontarono l'Unione Sovietica, campioni della prima edizione degli Europei, sotto una pioggia scrosciante. Tra le prime occasioni, vi fu un rigore negato ai sovietici dopo che la palla aveva colpito la mano di Antonio Juliano; Zoff parò poi il tiro di Al'bert Šesternëv. Nella ripresa, Anatoliy Banishevskiy colpì un cross basso di Byshovets che andò a lato della porta italiana. Mazzola venne poi atterrato da Volodymyr Kaplychnyi, ma all'Italia non fu concesso alcun rigore, e Zoff fu costretto a cavarsela da solo per parare in ritardo il tiro di Aleksandr Lenyov. Finiti i tempi regolamentari a porte inviolate, i supplementari iniziarono con il portiere sovietico Yuri Pshenichnikov che parò su Facchetti e Prati, mentre il tiro di Domenghini colpì il palo. Al triplice fischio dell'arbitro, il risultato fu deciso col lancio della monetina negli spogliatoi: Facchetti scelse croce e il lancio decise per la vittoria dell'Italia, i cui giocatori tornarono in campo per festeggiare con i tifosi la loro prima finale agli Europei.

JugoslaviaModifica

La Jugoslavia fu invece messa nel Gruppo 4 delle qualificazioni insieme ad Albania e Germania Ovest: vinse tre partite e perse la quarta, contro la Germania Ovest, ma riuscì a qualificarsi come prima per merito dell'incredibile 0-0 tra le altre due concorrenti. Qualificatasi di conseguenza ai quarti di finale, la Jugoslavia disputò una partita ad andata e ritorno contro la Francia. L'andata si tenne il 6 aprile allo Stadio Vélodrome di Marsiglia, e la Jugoslavia dovette faticare in quanto molti suoi giocatori stavano disputando il calcio nazionale. Nel primo tempo, il translapino Fleury Di Nallo si avvicinò al gol, ma il tiro colpì la traversa. A cavallo del secondo tempo, Dragan Džajić subì fallo da Jean Baeza e il suo successivo calcio di punizione fu ricevuto da Vahidin Musemić, che colpì di testa e insaccò in rete. Di Nallo superò poi la difesa jugoslava e il suo tiro spiazzò il portiere Ilija Pantelić, segnando il gol del pareggio. Con l'andata finita 1-1, la Jugoslavia ospitò 18 giorni dopo gli avversari allo Stadio Partizan di Belgrado. A soli due minuti dal fischio d'inizio, Ilija Petković ricevette il cross di Džajić e segnò il gol di testa dell'1-0 jugoslavo; il vantaggio si allungò con Musemić che tirò su respinta al 13°, e il minuto successivo Džajić segnò il terzo gol. Seguirono quindi la seconda rete di Petković e il gol transalpino di Di Nallo, e poi, al 79°, Musemić ottenne un cross da Džajić e segnò una seconda volta, portando il punteggio del ritorno a 5-1 e quello complessivo di 6-2.

La semifinale del 5 giugno allo Stadio Comunale di Firenze vide la Jugoslavia affrontare l'Inghilterra, campioni del mondo di due anni prima, e fu costellata da una disciplina praticamente assente con l'arbitro iberico Ortiz de Mendíbil che fischiò ben 49 falli. Hunter commise fallo su Osim nel primo tempo, infortunandolo, mentre Mullery colpì Džajić da dietro. Alan Ball Jr. compì la traversa dopo la mezz'ora, mentre il tiro di Bobby Charlton andò alto verso l'intervallo. La ripresa fu piena anch'essa di falli a scapito di occasioni gol. A soli due minuti dalla fine, la Jugoslavia passò in vantaggio con il tiro di Džajić che spiazzò il portiere britannico Gordon Banks. Mullery diede poi un calcio a Dobrivoje Trivić, e fu così espulso, divenendo il primo calciatore espulso nella fase finale di un Europeo e il primo inglese espulso in una competizione internazionale. Al triplice fischio, gli iugoslavi poterono festeggiare l'accesso alla loro seconda finale in un Europeo, dopo quella del 1960 persa contro l'Unione Sovietica.

Cammino verso la finaleModifica

  Italia Turno   Jugoslavia
Avversario Risultato Fase a eliminazione diretta Avversario Risultato
  Unione Sovietica 0-0 (dts)[1][2] Semifinali   Inghilterra 1-0

Svolgimento della finaleModifica

La finale si giocò l'8 giugno 1968 di fronte a 68 817 spettatori. Tra le prime occasioni, Giorgio Ferrini tirò dalla lunga distanza, ma la palla fu spiazzata dalla difesa jugoslava. Prati corse poi lungo il lato sinistro del campo prima di tirare fuori porta, mentre Domenghini colpì la palla con la coscia e andò a lato della porta jugoslava. Sei minuti prima dell'intervallo, Džajić portò in vantaggio la sua nazionale. Nella ripresa, al 50° Džajić provò la doppietta, ma Zoff salvò sul primo palo. Juliano colpì poi di testa l'angolo di Giovanni Lodetti, ma la palla venne poi spiazzata da Mirsad Fazlagić. Zoff spinse fuori un cross basso di Džajić e la palla cadde su Musemić, che scelse di passare invece di tirare a porta vuota. A dieci minuti dalla fine, Lodetti subì un fallo al limite dell'area di rigore jugoslava per mano di Blagoje Paunović; la conseguente punizione di destro di Domenghini superò il muro e spiazzò l'immobile portiere jugoslavo Pantelić, segnando il gol del pareggio. I tempi supplementari non apportarono modifiche al risultato, e la parità portò alla ripetizione della partita.

TabellinoModifica

Roma
8 giugno 1968, ore 21:15 UTC+2
Italia  1 – 1
(d.t.s.)
referto
  JugoslaviaStadio Olimpico (68 817 spett.)
Arbitro:   Gottfried Dienst

Italia
Jugoslavia


P 22 Dino Zoff
D 5 Tarcisio Burgnich
D 7 Ernesto Castano
D 10 Giacinto Facchetti  
D 12 Aristide Guarneri
C 11 Giorgio Ferrini
C 13 Antonio Juliano
C 14 Giovanni Lodetti
A 2 Pietro Anastasi
A 9 Angelo Domenghini
A 16 Pierino Prati
Allenatore:
  Ferruccio Valcareggi
 
P 1 Ilija Pantelić
D 2 Mirsad Fazlagić  
D 5 Blagoje Paunović
D 6 Dragan Holcer
D 3 Milan Damjanović
C 21 Dobrivoje Trivić
C 15 Miroslav Pavlović
C 16 Jovan Aćimović
A 7 Ilija Petković
A 9 Vahidin Musemić
A 11 Dragan Džajić
Allenatore:
  Rajko Mitić

Svolgimento della ripetizioneModifica

Come la prima finale, anche la rivincita si tenne allo Stadio Olimpico di Roma, due giorni dopo e stavolta di fronte a 32 866 spettatori. Al 12°, Riva prese possesso di una palla vagante e colpì un rasoterra sinistro che Pantelić respinse oltre il palo; dall'angolo risultante, il tiro di Domenghini raggiunse Riva che colpì la palla in curva aprendo le marcature per l'Italia. Roberto Rosato commise poi fallo su Idriz Hošić e, al successivo calcio di punizione di Džajić, Musemić colpì di testa ma la palla finì a lato della porta. Al 31° Domenghini servì De Sisti che calciò ad Anastasi, il quale tirò al volo nell'angolo della porta jugoslava, segnando il gol del raddoppio. Nel secondo tempo, Riva andò di testa a a lato da 5 metri e mezzo, ma il tiro venne bloccato dopo che Pantelić lasciò cadere il cross di Mazzola, e nonostante Anastasi segnasse su ribattuta, sia lui che Riva furono considerati fuorigioco e il gol fu annullato. Pantelić mancò poi un altro cross di Mazzola ma il tiro di Riva finì alto sopra la traversa. Al triplice fischio, la partita si concluse con l'Italia che vinse 2-0 e ottenne il suo primo titolo europeo.

TabellinoModifica

Roma
10 giugno 1968, ore 21:15 UTC+2
Italia  2 – 0
referto
  JugoslaviaStadio Olimpico (32.866 spett.)
Arbitro:   Ortiz de Mendíbil

Italia
Jugoslavia


P 22 Dino Zoff
D 5 Tarcisio Burgnich
D 10 Giacinto Facchetti  
D 12 Aristide Guarneri
D 19 Roberto Rosato
D 20 Sandro Salvadore
C 8 Giancarlo De Sisti
C 15 Sandro Mazzola
A 2 Pietro Anastasi
A 9 Angelo Domenghini
A 17 Luigi Riva
Allenatore:
  Ferruccio Valcareggi
 
P 1 Ilija Pantelić
D 2 Mirsad Fazlagić  
D 5 Blagoje Paunović
D 6 Dragan Holcer
D 3 Milan Damjanović
C 21 Dobrivoje Trivić
C 15 Miroslav Pavlović
C 16 Jovan Aćimović
A 22 Idriz Hošić
A 9 Vahidin Musemić
A 11 Dragan Džajić
Allenatore:
  Rajko Mitić

NoteModifica

  1. ^ Euro '68, l'Italia vince in casa: monetina in semifinale e ripetizione della finale, su La Gazzetta dello Sport - Tutto il rosa della vita. URL consultato il 7 maggio 2020.
  2. ^ L'Italia vince per sorteggio, effettuato tramite lancio della moneta da parte dell'arbitro, alla presenza di entrambi i capitani.

Voci correlateModifica

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