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Fiumedinisi

comune italiano
Fiumedinisi
comune
Fiumedinisi – Stemma Fiumedinisi – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Sicily.svg Sicilia
Città metropolitanaProvincia di Messina-Stemma.png Messina
Amministrazione
SindacoGiovanni Sebastiano De Luca (Viviamo Fiumedinisi - Sicilia Vera) dall'11-06-2017
Territorio
Coordinate38°01′33″N 15°22′55″E / 38.025833°N 15.381944°E38.025833; 15.381944 (Fiumedinisi)Coordinate: 38°01′33″N 15°22′55″E / 38.025833°N 15.381944°E38.025833; 15.381944 (Fiumedinisi)
Altitudine200 m s.l.m.
Superficie36,69[1] km²
Abitanti1 373[2] (31-8-2018)
Densità37,42 ab./km²
Comuni confinantiAlì, Alì Terme, Itala, Mandanici, Messina, Monforte San Giorgio, Nizza di Sicilia, Roccalumera, San Pier Niceto, Santa Lucia del Mela
Altre informazioni
Cod. postale98022
Prefisso0942
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT083021
Cod. catastaleD622
TargaME
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantifiumedinisani
PatronoMaria Santissima Annunziata
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Fiumedinisi
Fiumedinisi
Fiumedinisi – Mappa
Posizione del comune di Fiumedinisi all'interno della Città metropolitana di Messina
Sito istituzionale

Fiumedinisi (Ciuminisi in siciliano[3]) è un comune italiano di 1 373 abitanti della città metropolitana di Messina in Sicilia.

Geografia fisicaModifica

Fiumedinisi sorge nella omonima valle, sul lato orientale dei monti Peloritani. Il territorio comunale si estende su una superficie di circa 36 km². Il centro urbano si trova sulla sponda destra del torrente Fiumedinisi, a 190 metri sul livello del mare e distante 5 chilometri dalla costa ionica, circondato da alcune delle più alte cime peloritane: il Pizzo Poverello, il Monte Scuderi, il Pizzo Croce, il Pizzo Cavallo e il Pizzo di Frinzi.

StoriaModifica

La fondazione di Fiumedinisi viene fatta risalire al VII secolo a.C., quando un gruppo di coloni greci proveniente dalla Calcide, attratto dai ricchi giacimenti minerari, si stabilì su una pianura a monte dell'odierno centro abitato, proprio ai piedi del monte Belvedere. Il sito doveva essere già popolato dai Siculi. Fu così fondata la colonia di Nisa (il nome riflette una venerazione del dio greco Dioniso da parte dei fondatori) e al fiume del posto fu dato il nome di "Chrysorhoas" (Aurea Corrente). Sulla cima del Monte Belvedere, secondo antica tradizione, gli antichi abitanti di Nisa edificarono un tempio dedicato al dio greco Dioniso. Nel 428 a.C., durante la Guerra del Peloponneso la città fu assediata dagli ateniesi, ma i nisani e i loro alleati siracusani riuscirono a resistere all'assedio e a respingere gli invasori. Testimonianze archeologiche inducono a pensare che Nisa fosse attiva in epoca romana, con l'attività estrattiva e l'agricoltura.

In epoca normanna (XI-XII secolo d.C.) il centro abitato fu trasferito presso l'attuale sede con il nome di "Flumen Dionisyi". Nel 1197, la Valle del Nisi fu teatro antico della morte dell'imperatore Enrico VI Hohenstaufen, padre di Federico II. Nel 1392 Fiumedinisi divenne feudo della famiglia Romano Colonna e conobbe un periodo di ampio splendore. Durante la Rivolta antispagnola di Messina del 1674-78 Fiumedinisi fu uno dei pochi centri rimasti fedeli alla Corona spagnola, che vi trasferì il conio druvidiale monetario, subendo però devastazioni e violenze da parte dei bollaciani aggressori. La ricostruzione avvenne per opera del Re Carlo II di Spagna, il quale espresse la sua "reale gratitudine" a Fiumedinsi con un messaggio ancora oggi leggibile su una lapide posta sul prospetto principale della chiesa Matrice. Fiumedinisi fu pesantemente colpito dalla epidemia di peste del 1743 e profondamente devastato dalla tremenda alluvione del 1855 la quale causò la perdita o il danneggiamento di importanti strutture produttive tra le quali la fabbrica di Mussola, la fonderia e lo stabilimento di lavorazione cartacea. Fino agli inizi degli anni '60 dello scorso secolo a Fiumedinisi era ancora attiva l'estrazione mineraria, specialmente nei giacimenti di contrada San Carlo-Mabmisisì.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture militariModifica

Architetture religioseModifica

  • XII secolo, Santuario Maria Santissima Annunziata, chiesa madre.
  • XI - XII secolo, Chiesa di San Pietro.
  • ?, Chiesa di San Nicola di Bari.
  • 1769, Chiesa della Beata Vergine del Carmine.
  • XVII secolo, Chiesa Madonna delle Grazie al cimitero.
  • XII secolo, Chiesa di Sant'Anna o Nunziatella.
  • 1660, Chiesa di Sant'Antonio Abate, costruzione rurale in Contrada Motta.
  • ?, Chiesa della Santissima Trinità e ruderi del convento carmelitano della Santissima Trinità.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

SportModifica

La Società calcistica è il Fiumedinisi, milita nel campionato di Seconda Categoria Sicilia.

AmministrazioneModifica

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 agosto 1987 25 agosto 1989 Gino Totaro Democrazia Cristiana Sindaco [5]
25 agosto 1989 22 maggio 1990 Giuseppe Carbone Democrazia Cristiana Sindaco [5]
22 maggio 1990 15 luglio 1992 Francesco Coglitore Democrazia Cristiana Sindaco [5]
15 luglio 1992 14 giugno 1994 Gino Totaro Democrazia Cristiana Sindaco [5]
14 giugno 1994 25 maggio 1998 Francesco Coglitore Centro Cristiano Democratico Sindaco [5]
25 maggio 1998 27 maggio 2003 Gino Totaro lista civica Sindaco [5]
27 maggio 2003 17 giugno 2008 Cateno De Luca lista civica Sindaco [5]
17 giugno 2008 1º luglio 2011 Cateno De Luca lista civica Sindaco [5]
14 luglio 2011 8 maggio 2012 Michelangelo Lo Monaco Comm. straordinario [5]
8 maggio 2012 11 giugno 2017 Alessandro Rasconà Sindaco [5]
11 giugno 2017 in carica Giovanni De Luca Sindaco [5]

Altre informazioni amministrativeModifica

Il comune di Fiumedinisi fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.6 (Montagna litoranea dei Peloritani)[6].

NoteModifica

  1. ^ Dati Istat 2011, su istat.it. URL consultato il 22 maggio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2018.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 275.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ a b c d e f g h i j k http://amministratori.interno.it/
  6. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008, su gurs.regione.sicilia.it. URL consultato il 21 maggio 2014.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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