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Florian Abrahamowicz

presbitero austriaco

Florian Abrahamowicz (in Italia conosciuto perlopiù come Don Floriano Abrahamowicz) (Vienna, 7 aprile 1961) è un presbitero austriaco che ha ricoperto in passato la carica di superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X nel Nord-est d'Italia. È stato espulso dalla Fraternità nel febbraio 2009 per aver espresso opinioni discordanti dalla visione ufficiale della Fraternità sacerdotale di San Pio X.

Gioventù e ordinazione sacerdotaleModifica

Florian Abrahamowicz nacque a Vienna, dove suo padre, Alexander Abrahamowicz, era un pastore protestante probabilmente di origine armena. Il padre di Alexander, Jakob Abrahamowicz, si trasferì da Pozorita/Pojorâta, Romania, prima della nascita di Alexander, il 10 settembre 1926.[1]

Numerosi membri di una famiglia Abrahamovici, ebrei residenti di Siret in Romania, furono uccisi durante l'Olocausto.[2] Non ci sono comunque prove della relazione di Don Floriano con tali ebrei. Piuttosto, egli è di origine armena (nella regione di Bucovina c'erano famiglie armene cristiane con il cognome Abrahamowicz) e per questo egli considera che il Genocidio contro gli armeni non ha ricevuto sufficiente riconoscimento in paragone al genocidio degli ebrei [3][4] È uno di 5 fratelli, di cui 3 divennero preti cattolici.[5] Gli altri due sacerdoti non sono in alcun modo collegati con la Fraternità sacerdotale San Pio X analoghe organizzazioni.

Don Floriano ricordava ancora negli anni ’90, quando non aveva raggiunto la notorietà attuale, le sue radici ebraiche e rammentava che suo padre, pur protestante, conservava vivo il senso di appartenenza al popolo eletto.

Uno dei suoi fratelli, don Johannes Paul Abrahamowicz, fu vice-abate della basilica di San Paolo fuori le mura dal 2005 al 2009. Fu webmaster dell'ATLAS Internazionale dell'ordine dei benedettini fino al gennaio del 2008. In San Paolo fuori le Mura compose l'inno ufficiale dell'Anno Paolino,[6] e rilasciò interviste sugli aspetti ecumenici dell'anno.[7][8] Nel dicembre del 2009 fece ritorno al suo monastero in Austria.

Una zia, Elfriede Huber-Abrahamowicz (1922–2001) usava scrivere poesie, storie, novelle trattati e letture filosofiche sul femminismo, da Zurigo.[9]

Posizioni controverseModifica

Nel 2001, Florian Abrahamowicz prese la parola durante una cerimonia in onore dei morti della Repubblica Sociale Italiana, che definì combattenti per la madre patria e per la religione, "vittime innocenti in quanto i loro assassini non facevano parte di un esercito legittimo" e riferendosi ai partigiani li descrisse come "poveri ignoranti, che combattevano per quella che Pio XI chiamava la setta perversa del comunismo".[10]

VisioniModifica

Visione politicaModifica

Nel 2006, dichiarò durante un'intervista televisiva di voler incontrare Erich Priebke, l'ufficiale tedesco delle SS giudicato colpevole di crimini di guerra per l'Eccidio delle Fosse Ardeatine del 1944, in cui 335 civili italiani furono uccisi per rappresaglia della morte di 33 soldati tedeschi, non come carnefice, ma come soldato, agendo con rammarico e cuore pesante.[11]

È considerato il cappellano ufficioso del partito della Lega Nord.[12] Nel 2007 Umberto Bossi, leader del partito, accettò il suo invito per la celebrazione della Messa tridentina e dichiarò la presenza di affinità tra il suo partito e i seguaci dell'arcivescovo Marcel Lefebvre.[13]

Nel 2008 il cardinal Dionigi Tettamanzi arcivescovo di Milano deplorò la mancanza di spazi di preghiera per i musulmani all'interno della sua città. Nel dicembre del 2008, intervenendo nel programma settimanale di Mario Borghezio Associazione padania su Radio Padania Libera, Abrahamowicz attaccò il cardinale Tettamanzi su questo argomento. Esortò i suoi lettori a non riporre fiducia nel Cardinale, che chiamò:

«ultimo esempio di quegli infiltrati che durante ogni rivoluzione -inglese, francese, bolscevica e, ora, mondialista- tentano di sovvertire la Chiesa dal suo interno.»

Aggiunse:

«Non crediate che Tettamanzi rappresenti l’ala di sinistra in una Chiesa comunque guidata dal conservatore Ratzinger, perché è la Chiesa conciliare tutta intera ad essere in realtà alleata di quei poteri forti che, tramite l’islamizzazione dell’Europa, mirano al dominio del mondo secondo un disegno anticristico.[11]»

Visione religiosaModifica

La sera precedente, il 4 febbraio 2009, Abrahamowicz dichiarò in televisione:

«Il Concilio Vaticano II è stato peggio di un'eresia... San Pio X ci spiega che il modernismo è la 'cloaca maxima' delle eresie e non si capisce niente in questo modernismo: una pagina dice la verità, giri la pagina e c'è l'errore. In questo senso dico che il Concilio Vaticano II è una cloaca maxima.[14][15]»

Probabilmente il maggior catalizzatore della decisione di espellere Abrahamowicz fu il sermone, ripetuto due volte, di domenica 25 gennaio 2009, il giorno successivo alla pubblicazione della rimessa - effettuata su loro richiesta - della scomunica dei lefebvriani. Abrahamowicz negò che ci fosse una qualsiasi scomunica da rimuovere, e dichiarò che un cattolico tradizionalista non può "né richiedere né accogliere un tale decreto". Riportando le parole dell'arcivescovo Marcel Lefebvre, dichiarò:

«Coloro che ci scomunicano sono già scomunicati da tanto tempo. Perché? Perché sono modernisti! Di spirito modernista, hanno fatto una chiesa conforme allo spirito del mondo. Ed è questo modernismo che è stato condannato da San Pio X, patrono della fraternità. Questo ultimo santo Papa ha condannato i modernisti e li ha scomunicati. Tutti questi spiriti che sono modernisti sono scomunicati da San Pio X. Sono queste persone imbevute di principi modernisti che ci hanno scomunicati, mentre loro stessi sono scomunicati da san Pio X.

Coloro che oggi “revocano” la pseudo-scomunica sono già scomunicati da tanto tempo. Perché? Perché sono modernisti! Di spirito modernista hanno fatto una chiesa conforme allo spirito del mondo. Infatti il mandante dell’ingiurioso decreto di “revoca” è Joseph Ratzinger, il quale continua imperterrito nell’ecumenismo modernista del Concilio Vaticano II, da lui definito un "faro irrinunciabile", incorrendo nella scomunica di San Pio X riservata ai modernisti. Uno scomunicato revoca una censura inesistente![16]»

Nel marzo 2010, dopo una messa a Treviso, bruciò pubblicamente una copia dei documenti del Concilio Vaticano II.

Controversie relative alla negazione dell'OlocaustoModifica

Nel gennaio 2009, nel bel mezzo del dibattito mondiale sul negazionismo dell'Olocausto da parte del vescovo Richard Williamson, Abrahamowicz dichiarò di non essere certo che i nazisti usarono le camere a gas per scopi differenti dalla disinfezione, rivendicando che la cifra di 6 milioni di ebrei uccisi derivasse da un numero indicato dal portavoce della comunità ebraica tedesca senza una piena conoscenza dei fatti; si lamentò del fatto che l'Olocausto fu ingiustamente esaltato, in particolare dagli ebrei, a dispetto di altri genocidi, e dichiarò che gli ebrei fossero:

«inizialmente il popolo di Dio, ... diventarono quindi il popolo del deicidio, e ... alla fine dei tempi si riconvertiranno a Gesù Cristo."[17][18]»

Flavio Tosi, rispondendo alle dichiarazioni di Abrahamowicz, le definì come "inconcepibili, inaccettabili e mostruose",[19] mentre il suo collega di partito Luca Zaia dichiarò alla stampa che "nessun revisionismo è possibile".[20]

Il 5 febbraio 2009 la sezione italiana della Fraternità di San Pio X rilasciò una notifica secondo cui, dal giorno seguente, Abrahamowicz sarebbe stato espulso dalla Fraternità "per serie motivazioni disciplinari": "Don Floriano Abrahamowicz da tempo esprimeva posizioni diverse da quelle ufficiali della Fraternità San Pio X. La decisione dell'espulsione, pur dolorosa, si è resa necessaria per evitare che venga ulteriormente distorta l'immagine della Fraternità San Pio X e, di conseguenza, sia danneggiata la sua opera al servizio della Chiesa"[21].

Il sacerdote è tornato alla ribalta della cronaca per aver celebrato in una cappella privata una messa in suffragio di Erich Priebke, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Resana, finendo al centro delle proteste.[22]

NoteModifica

  1. ^ Genealogical Tree of Florian Abrahamowicz Archiviato il 24 luglio 2011 in Internet Archive.
  2. ^ List of Holocaust Martyrs from Siret, Romania. Yakov Abrahamowicz, brother of Israël, and Abraham Chayim, another relative. List of (related) Abrahamowicz A-C Jewish victims.
  3. ^ via delle origini di sua madre Maria Teresa Amantea, pianista italiana, Florian Abrahamowicz ha cittadinanza italiana - paragone della Scioá con il genocidio armeno
  4. ^ Dai lager a Priebke, la strana storia di Don Floriano Archiviato il 24 maggio 2011 in Internet Archive.
  5. ^ Un protestante rompe una lanza por el celibato
  6. ^ Prior Puts Pauline Year to Music Archiviato il 2 giugno 2009 in Internet Archive.
  7. ^ Year of St. Paul an ecumenical effort, says monk Archiviato il 12 febbraio 2009 in Internet Archive.
  8. ^ Ökumene ist „Bekehrung zur Einheit in Christus“ Archiviato il 7 giugno 2011 in Internet Archive.
  9. ^ Elfriede Huber. In Memoriam. 1922-2001
  10. ^ Nonno marò rimpiange Salò
  11. ^ a b La Lega: «Il Cardinale Tettamanzi è un infiltrato» Archiviato il 10 dicembre 2008 in Internet Archive.
  12. ^ Angela Merkel Attacks Pope Over Holocaust Bishop
  13. ^ Bossi a messa dai lefebvriani «Mi liberano con i loro canti»
  14. ^ Treviso. Don Floriano in tv: «Concilio Vaticano II peggio di un'eresia»
  15. ^ Video of Abrahamowicz's declaration
  16. ^ Omelia pronunciata da don Floriano domenica 25 gennaio 2009 a Treviso e a Trento Archiviato il 3 giugno 2009 in Internet Archive.
  17. ^ The Lefebvrite case Archiviato il 2 febbraio 2009 in Internet Archive.
  18. ^ What Abrahamowicz actually said
  19. ^ Tosi «scarica» il prete dei raduni leghisti, L'Arena, 1º febbraio 2009. URL consultato il 16 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2013).
  20. ^ Zaia: bestialità, ho molti amici ebrei, so cos'è stata la Shoah, Corriere della Sera, 30 gennaio 2009 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  21. ^ Lefebvriani, Fraternità San Pio X espelle prete negazionista, su ilmessaggero.it. URL consultato il 16 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2015).
  22. ^ Il sindaco di Resana alla messa per Priebke, si rischia la crisi – La Tribuna di Treviso, su tribunatreviso.gelocal.it. URL consultato il 21 ottobre 2013.

Voci correlateModifica