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«...davanti agli occhi di una bestia crolla come un castello di carte qualunque sistema filosofico.»

(L. Pirandello, Foglietti[1])

I Foglietti sono una raccolta di frammenti di Luigi Pirandello, che Corrado Alvaro pubblicò nel 1934 in Nuova Antologia.[2] Furono raccolti dal curatore da foglietti sparsi di Pirandello, da non confondersi dunque con i taccuini, che furono pubblicati in separata sede anche nella stessa rivista.[3]

Gli argomenti sono di svariata natura, da spunti di novelle[4] ad annotazioni critiche su di esse, a spezzoni di lettere familiari e appunti per conferenze. Talvolta, semplicemente vergate a matita, sono presenti annotazioni prese al volo[5] su fatti e persone che l'autore voleva conservare nella memoria,[6] per mantenere qualcosa di ciò che lo aveva toccato, o anche semplicemente sfiorato, nel corso delle sue giornate.

«Perché l'essere viva è necessario che egli uccida di continuo ogni forma, nell'attimo stesso che la crea, cosicché ogni affermazione di vita è nello stesso tempo una morte. Una morte-vita.»

(L. Pirandello, Foglietti[7])

NoteModifica

  1. ^ in Saggi poesie, scritti varii Mondadori, Milano 1960, p.1270.
  2. ^ Successive riproduzioni di essi sono ne L'Almanacco letterario Bompiani (1938) e in Sipario (1952), come indicato nella loro attuale collocazione editoriale, cioè Saggi poesie, scritti varii Mondadori, Milano 1960 (pp. 1253-1276).
  3. ^ ibidem, p.1253.
  4. ^ "Aveva l'impressione di essersi allontanato da tutti e da tutto, sebbene non sapesse dove si fosse tanto inoltrato, da sentirsi così solo, quasi fuori da lui stesso, fuori della vita" (p.1271)
  5. ^ ibidem, p.1273.
  6. ^ "...nel cielo, al tramonto, fra fasce d'oro e sanguigne e lembi d'azzurro verdino, come di sogno, infinitamente lontano" (p.1255)
  7. ^ ibidem, p.1276.
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