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Il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), inizialmente denominato Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS)[1] è lo strumento di finanziamento del governo italiano per le aree sottoutilizzate del paese. Esso raccoglie risorse nazionali aggiuntive, da sommarsi a quelle ordinarie e a quelle comunitarie e nazionali di cofinanziamento.

Dal 2003 il FAS rappresenta lo strumento di governo della politica regionale nazionale, per la realizzazione di interventi in aree particolari. Il suo compito è di favorire la ripresa della competitività e della produttività nelle aree obiettivo.

La legge finanziaria annuale stabilisce le risorse FAS; il CIPE quindi le assegna per il riequilibrio economico e sociale delle diverse aree.

Il FAS è stato istituito dalla Legge Finanziaria 2003 (legge 27 dicembre 2002, n.289), e poi modificato dalla Legge Finanziaria 2007 (legge 27 dicembre 2006, n.296). La Legge Finanziaria 2007 ha previsto una programmazione unitaria del fondo per il periodo 2007-2013, da attuarsi tramite il Quadro Strategico Nazionale (QSN). La Legge Finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n.244) ha delineato il fondo per le annualità dal 2010 al 2015.

I fondi FAS 2007-2013 (63,3 miliardi di euro) sono stati utilizzati per i seguenti interventi:

Dopo i primi 2 anni sui 5 previsti, restano disponibili 3,2 miliardi di euro. [2]

Nell'ambito dell'attuazione della programmazione del Fondo Sviluppo e Coesione, i Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS) sono lo strumento di monitoraggio dell'avanzamento temporale, economico e finanziario degli interventi infrastrutturali deliberati dai Ministeri, Regioni, Enti Locali e soggetti privati interessati dalle opere pubbliche. Criticità e aree di intervento sono discusse nell'ambito Comitati di Attuazione e Sorveglianza periodici. Le informazioni so no rese disponibili su un sito Open data dedicato[3].

NoteModifica

  1. ^ Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC già FAS), sito del Ministero dello Sviluppo Economico - DPS, Copia archiviata, su dps.gov.it. URL consultato il 17 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2014).
  2. ^ "Così sono stati dirottati i fondi per il Mezzogiorno", La Repubblica, 31 luglio 2009, p.4
  3. ^ Contratti Istituzionali di Sviluppo per le direttrici ferroviarie del Mezzogiorno, su invitalia.it, 11 Maggio 2015. URL consultato il 20 gennaio 2019 (archiviato il 20 gennaio 2019).

Collegamenti esterniModifica